Sonimus è un brand che sviluppa prodotti a prezzi interessanti, che rientrano nella categoria dei plugin “analog in the box”.
Oggi esplorerò tutto il bundle, cercando di analizzare il singolo prodotto senza essere troppo maniacale nella descrizione, andando a mettere in evidenza: pregi, difetti e le mie classiche considerazioni personali.
Ve li presento singolarmente.
SonEQ: l’equalizzatore “analog style “gratuito
Parliamo di un plugin che condensa le caratteristiche, dal punto di vista delle curve di equalizzazione, di alcuni equalizzatori analogici famosi.

Guardando l’immagine salta subito all’occhio la presenza dei controlli BOOST e ATTEN, che si possono trovare tipicamente sugli equalizzatori del tipo Pultec style, cosa che abbiamo discusso nel precedente articolo.
Ci sono inoltre 2 filtri (passa alto e passa basso, smooth) più altre due bande, che ci consentono di poter scolpire il timbro generale della traccia in maniera abbastanza precisa.
Vi è anche uno stadio di saturazione (DRIVE) che allo stesso tempo conferisce armoniche (warmth) al segnale audio, e rende anche il suono più grosso, in quanto vengono boostate le basse frequenze.
Aiutandoci con il controllo di INPUT possiamo anche ottenere una saturazione evidente, conferendo aggressività alla traccia.
Questo plugin ha un consumo di CPU molto basso ed è a latenza zero, direi che non ci possiamo assolutamente lamentare.
L’equalizzatore è musicale, la saturazione è smooth, per cui posso affermare che il suono è generalmente convincente; ricordiamoci anche che questo plugin è gratuito.
SonEQ Pro: la soluzione per i più esigenti
Questa versione offre dei controlli aggiuntivi che ci consentono di poter rifinire al meglio il sound generale
C’è un ulteriore banda per il controllo delle medie, ed è possibile regolare le basse frequenze in maniera più precisa, cioè non a scatti, e volendo, posso anche scegliere la campana al posto del filtro low-shelf.
È possibile gestire le alte frequenze anche in CUT, combinando (o meno) high-shelf e low pass, utilizzando l’apposita manopola a scatti.
Anche questa versione ha un basso consumo di CPU ed è a latenza zero.
È da notare che la banda HIGH MID ha un suono diverso rispetto a quella LOW MID (a parità di frequenze) in quanto la larghezza della campana è differente, vale a dire: la prima è più larga, e offre generalmente un suono più smooth, rispetto alla seconda.

Non vedete questo equalizzatore come una copia della versione gratuita, con l’aggiunta di vari controlli, anche perché il suono è differente (sicuramente sulle basse) a parità di frequenza scelta.
A un costo contenuto vi portate a casa un prodotto professionale, che ho aggiunto volentieri alla mia collezione, il quale fa il suo dovere quando bisogna dare un certo carattere al materiale audio.
Prezzo: 59 dollari
Sweetone: un altro equalizzatore caratteristico
Anche in questo caso parliamo di un plugin in grado di scolpire il timbro generale, in maniera più veloce rispetto al precedente, in quanto è costituito da pochissimi controlli.
C’è un filtro passa basso, un passa alto (entrambi a pendenza variabile) e il controllo che io ritengo fondamentale, ossia TONE.
In pratica, con un semplice giro di manopola posso scolpire il suono generale, ad esempio, se lavoro nella modalità TILUX effettuo la classica equalizzazione “tilt “, vale a dire: in senso orario il timbro tenderà a sbilanciarsi verso le alte frequenze, arretrando le basse, e viceversa.
In modalità LOUD posso effettuare un equalizzazione “loudness”, arretrando le medie (senso orario) oppure mettendole in evidenza (senso antiorario) a discapito di basse e alte.
Lavorando in modalità NORMAL gli interventi saranno più rigidi, mentre in modalità SWEET saranno per l’appunto più dolci, o se vogliamo, più smooth.
Nella modalità BLOW posso effettuare un filtro passa alto leggermente resonant, magari per dare più carattere.
Vi è inoltre uno stadio di saturazione (molto gentile) denominato PREAMP transformer saturation (disattivabile) utile per aggiungere un ulteriore colorazione al segnale audio.
Anche questo plugin ha un consumo di CPU molto basso e la latenza è zero.

Il linea generale il suono è decisamente convincente, e per quanto mi riguarda, anche questo equalizzatore è stato aggiunto alla collezione, visto che può tornare utile per conferire un ulteriore carattere alla traccia, oppure per equalizzare molto velocemente, senza fare troppi calcoli, il materiale audio.
Non sfigura affatto se confrontato con il principale competitor, dal costo superiore, anzi devo dire che si difende molto bene, quindi, a un basso costo vi portate a casa un equalizzatore professionale senza ombra di dubbio.
Prezzo: 32 dollari
StonEQ 4k: un classico rivisitato da Sonimus
Dal nome possiamo subito intuire che si tratta di un plugin ispirato all’equalizzatore presente sulle console SSL 4000, in particolare la versione E.

Esso combina le caratteristiche dei modelli brown e black knob, quindi, parliamo di un equalizzatore ibrido che non fa riferimento in maniera dettagliata a un modello in particolare.
C’è inoltre uno stadio di saturazione (DRV) grazie al quale è possibile ottenere un suono mediamente warm, fino ad arrivare a una saturazione più marcata, magari aiutandoci con un equalizzazione additiva.
È un equalizzatore un po’ più flessibile rispetto ai precedenti, e ha ovviamente un carattere differente, cosa che non deve sorprendere più di tanto, considerato che stiamo parlando dell’emulazione di un hardware che ha una storia a sé, nonché di un vero e proprio industry standard.
Per approfondimenti riguardo la storia dei due modelli citati poco fa, vi rimando a un mio articolo precedente.
Questo plugin ha un consumo di CPU molto basso e la latenza è praticamente nulla.
È un equalizzatore assolutamente valido, perfetto per mixare le tracce in maniera critica (di certo non chirurgica) e conferire un tocco “analogico”, oltretutto il prezzo (tanto per cambiare) è democratico, per cui mi sento di consigliarlo.
Prezzo: 59 dollari
Burnley 73: un altro classico
Siamo di fronte all’emulazione del famosissimo Neve 1073 (preamp + equalizzatore) che certamente non ha bisogno di presentazioni.
La sezione di preamplificazione (disattivabile) lavora sia in modalità MIC (gain fino 60 dB) e sia in modalità LINE (gain fino a 40 dB).
Nella modalità MIC, le armoniche in gioco possono essere evidenti e il timbro cambia all’aumentare del gain, in poche parole: man mano che alzo il gain vengono tagliate le alte e le medio-alte, mentre basse e medio-basse vengono enfatizzate.
Nella modalità LINE, le armoniche in gioco sono meno marcate e il timbro si mantiene più o meno “flat” con una leggera attenuazione delle alte, all’aumentare del gain.
La saturazione di questo plugin è diversa rispetto a quella degli altri citati poco fa, ossia, non propriamente “warm” e più graffiante.

Come sull’hardware originale, l’equalizzatore è costituito da un filtro bassa alto più 3 bande, e il tutto può essere tranquillamente disattivabile.
Ancora una volta, basso consumo CPU e latenza zero.
Burnley 73 è ottimo per dare carattere, magari a delle tracce RAW dal suono di partenza troppo “flat” o semplicemente può essere utilizzato come un classico equalizzatore “analog style”.
Per quanto mi riguarda questa è una delle emulazioni del 1073 più convincente che abbia mai sentito, dal rapporto qualità/prezzo decisamente interessante, rispetto agli altri competitor.
Prezzo: 59 dollari
Satson & Britson: un approccio al sound caratteristico di due classiche console
Questi plugin emulano il carattere di due famosissimi banchi analogici, per quanto riguarda il canale, il bus, e il workflow generale, utilizzando un sistema non troppo difficile da comprendere.
SATSON
Questo modello si ispira al banco SSL 4000G, ed è costituto da due plugin: satson channel e satson buss.
Il primo andrebbe caricato sulle singole tracce, il secondo sui bus (immaginate dei gruppi VCA virtuali) compreso il master.
Entrambi hanno un VU meter, ben in evidenza e calibrabile (di default 0VU= – 18dBFS) in base al proprio gusto personale.
La versione channel è costituita da un filtro passa basso e passa alto, il controllo del gain, e altre funzioni che potete trovare nel menù secondario, cliccando a sinistra sulla scritta.
Attivando la modalità FAT le armoniche in gioco diventano più evidenti, e il sound generale diventa per l’appunto più “fat”.

Aiutandomi con il GAIN e attivando la funzione FAT, OUTPUT COMPENSATION e SUPER GAIN (queste ultime due si trovano nel menù secondario) posso saturare il canale in maniera evidente, enfatizzando così il colore tipico di questa console.
In pratica questo plugin può essere utilizzando (anche) come una sorta di saturatore, dal timbro decisamente “warm”.
Posso associare (o meno) un certo numero di canali a un gruppo VCA, utilizzando satson buss, impostandolo sul gruppo che preferisco (ne ho a disposizione 8).
Caricando un istanza sulla traccia master (associandola a nessun gruppo) e attivando la funzione GROUPING, posso controllare tutti i gruppi VCA (vedi immagine sopra) in una sola interfaccia.
Satson buss possiede inoltre due algoritmi di crosstalk (molto gentili e disattivabili) e non avendo un controllo del gain, difficilmente satura in maniera evidente, anche se molto dipende da come vengono settati i canali associati.
Questi due plugin possono essere utilizzati, allo stesso tempo, per monitorare il gain staging, utilizzando un approccio “old school”, in quanto abbiamo comunque dei VU meter in gioco.
Prezzo: 39 dollari
BRITSON
Questo modello si ispira al banco Neve 8014, ed è costituito (anche in questo caso) da due plugin: britson channel e britson buss.
Per quanto riguarda il principio di funzionamento, valgono i discorsi fatti precedentemente per Satson.
Dal punto di vista timbrico, nonché della saturazione, il suono è più graffiante e punch, rispetto al modello precedente.

Diversi anche gli algoritmi di crosstalk, e quindi, il suono della versione britson buss.
Il consumo di CPU di questi plugin è molto basso e la latenza è zero, per cui, potete caricare un bel numero di istanze senza distruggere la vostra sessione.
Satson e Britson possono essere sicuramente un valore aggiunto che può migliorare il suono dei nostri mix, conferendogli quel colore che spesso e volentieri è gradito.
Il prezzo di ciascuna console è abbordabile, quindi, direi che è un investimento che si può fare tranquillamente.
Prezzo: 39 dollari
TuCo: il compressore valvolare (Vari-Mu) tuttofare
Parliamo di un plugin che accorpa le caratteristiche di alcuni compressori Vari-Mu, in un interfaccia compatta, e in modo semplice ma efficace.

Questo compressore lavora in 4 modalità differenti, le quali riescono a soddisfare una discreta gamma di esigenze in situazioni lavorative reali.
Inoltre può lavorare nelle modalità: Mono, Dual Mono, Vintage Stereo, Modern Stereo.
Questa cosa rende sicuramente il plugin versatile, e lo predispone al meglio a lavorare con sorgenti stereo, senza essere necessariamente vincolati a una sola modalità, cosa che potrebbe succedere con altri compressori.
È da notare la presenza di un hi pass sidechain, che ci consente di poter escludere una certa gamma di basse frequenze dalla detection interna del compressore, il controllo MIX, per effettuare facilmente compressioni parallele, che può lavorare prima o dopo il controllo di output.
Vi è inoltre il controllo DRIVE (post output) grazie al quale è possibile conferire una certa aggressività alla traccia, immaginando di saturare la parte relativa alle valvole virtuali, oppure possiamo utilizzarlo come soft clipper d’uscita.
Cliccando inoltre sul controllo AMOUNT è possibile attivare la modalità auto makeup gain.
Generalmente questo compressore offre delle sonorità di tipo “fat-warm” che si sposano bene sul basso, voce e batteria, anche se comunque nulla vieta di sperimentare su altre sorgenti.
Il consumo di CPU è molto basso e la latenza è nulla (non dobbiamo più sorprenderci ormai).
Ad un prezzo meno contenuto dei precedenti, abbiamo un prodotto per cui il gioco vale comunque la candela, in quanto il suono è certamente convincente a 360°, oltretutto andrete ad aggiungere alla vostra collezione, un compressore caratteristico e di facile utilizzo.
In futuro mi piacerebbe avere un controllo AMOUNT più flessibile, di modo tale da poter sovraccaricare facilmente il compressore, qualora ne sentissi il bisogno.
Prezzo: 74 dollari
Satson CS: la soluzione “all in one”
Stavolta abbiamo a che fare con una channel strip modulabile, che offre 3 plugin in un solo rack virtuale (scalabile).
Dall’interfaccia possiamo subito riconoscere SATSON CS GAIN STAGING, basato sulla tecnlogia del plugin analizzato precedentemente, e l’equalizzatore, ispirato (ovviamente) alla tecnologia di StonEQ 4K (senza il controllo DRV).
Molti di voi avranno sicuramente riconosciuto l’emulazione del classico SSL G bus compressor, in questo caso denominato SATSON COMPRESSOR, cosa di cui ci occuperemo a breve.
Inoltre posso gestire l’ordine dei moduli come voglio, e duplicare le istanze, tenendo però conto del fatto che numericamente il rack virtuale non ha slot illimitati (massimo 8).

Il compressore, rispetto ai competitor che mediamente possiamo trovare sul mercato, offre la possibilità di poter lavorare anche in modalità dual mono, un sidechain hi pass filter, e un controllo ATTACK regolabile in maniera continua, quindi non a scatti, cosa che fa rima con versatilità. C’è anche il classico controllo MIX, utile per fare delle compressioni parallele “al volo”.
Per quanto mi riguarda, questa è una delle emulazioni dell’SSL G bus compressor più musicali che abbia mai sentito; il suono è mediamente snap/punch, senza però rinunciare alla densità.
Funziona molto bene sulla batteria, mixbus (senza esagerare), basso e anche altre sorgenti, del resto “sperimentare non costa nulla “.
In futuro mi piacerebbe avere un controllo della release non a scatti, così come quello della ratio, di modo tale che possa usufruire di una versatilità maggiore.
Lavorando con l’oversampling disattivato (lo potete attivare andando nel menù in alto a destra) ogni modulo ha un consumo di CPU basso e una latenza nulla (è da notare che di default l’oversampling è 2X).
In tutti gli altri casi avremo un consumo maggiore e una latenza non nulla, cosa che comunque non dovrebbe spaventarvi e/o sorprendervi più di tanto.
Questo plugin può essere utile a coloro che vogliono entrare nel mondo Satson, preferendo una soluzione “all in one” senza fare troppi calcoli, investendo sicuramente un budget importante, ma tenendo conto che stiamo comunque parlando di 3 plugin in 1.
Prezzo: 149 dollari
Conclusioni
Come di consueto, passiamo alla parte finale dell’articolo, cercando di dare un giudizio finale in maniera lucida ed esaustiva.
- Tutto il bundle (attualmente) costa 300 dollari, cifra onesta direi, grazie alla quale potete assicurarvi un set di plugin professionali.
- Non bisogna spendere necessariamente tanto per avere degli strumenti affidabili, in grado di portare il suono a livelli convincenti, e infatti Sonimus conferma questa mia teoria.
- Tutti i plugin mi hanno globalmente soddisfatto, e li ho trovati utili in molte situazioni, durante i miei test.
- Tenete anche presente che l’azienda lancia spesso delle offerte interessanti, abbassando i prezzi di alcuni prodotti in modo non indifferente, per un periodo di tempo limitato.
Se siete in cerca di plugin che conferiscano carattere al suono, che siano affidabili, a basso consumo CPU e latenza zero, senza voler spendere una follia, allora Sonimus è sicuramente il brand che fa per voi.
Vi segnalo che inoltre è possibile scaricare la versione demo di quasi tutti i prodotti, tranne per Sweetone, Sonimus e Satson.
Per il momento la recensione finisce qui, alla prossima.
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