Dal 14 febbraio 2023 è disponibile “MOONLIGHT” il primo album dei Drift Lab, gruppo formato da quattro affermati ed esperti musicisti italiani: Manuele Montesanti – Piano & Keyboards; Matteo Mancuso – Guitars; Federico Malaman – Bass; Daniele Chiantese – Drums.
I quattro, oltre ad essere musicisti, sono anche esperti di tecnologia musicale (endorsment Yamaha) e questo gli ha consentito di elaborare il progetto completamente da remoto. Ovvero ogni membro dei Drift Lab ha suonato e registrato dal proprio personal studio. Anche il missaggio è stato realizzato online ed eseguito dal Sound Engineer Alessio Meleo.

Nota: suonare/produrre da remoto. Oggi, grazie alla tecnologia emergente, prendono sempre più forma nuove collaborazioni tra musicisti, altrimenti difficilmente realizzabili. Comporre, arrangiare, suonare e registrare in remoto è oramai una realtà. La pandemia poi, con l’isolamento obbligato, ha dato un’ulteriore e repentina accelerazione a tutto questo processo fungendo da catalizzatore.
Quindi, sono sempre più numerosi i progetti/collaborazioni che nascono e si sviluppano in remoto, a partire da quelli più amatoriali fino ad arrivare a quelli di Star mondiali. Così oggi, con lo stesso principio realizzativo, prende vita Moonlitgh dei Drift Lab.
Questo metodo consente di annullare le distanze, di aprire collaborazioni che per problemi logistici sarebbero difficilmente realizzabili nonché, lasciano libero il musicista di dare il suo contributo quando ha più voglia ed è maggiormente ispirato,in un ambiente a lui familiare e tanto altro ancora.

L’Album è ovviamente espressione artistica dei quattro musicisti che compongono i Drift Lab e che fondano le loro radici nella musica jazz, rock e fusion, passando per la classica e non disdegnando le varie contaminazioni. I brani partono inizialmente dalla “penna” di M. Montesanti per poi essere discussi, arrangiati ed impreziositi con il contributo di tutti.
La nascita dei Drift Lab, ha origine da una collaborazione storica tra Montesanti e Chiantese ai quali si sono successivamente aggiunti Malaman e Mancuso.
Vista la loro individuale attività social e di divulgazione, molti di voi avranno già avuto modo di conoscere ed apprezzare singolarmente i quattro componenti della band. Infatti, nel web molte pagine parlano di loro. Adesso però è il gruppo che suona e si propone al pubblico, dove ognuno, esprimendosi al meglio, è al servizio degli altri e della musica, coerenti con il messaggio proposto.
Il brano di apertura Moonlight, che da anche il titolo all’album, è presente anche con un video :
Il video, con la presenza delle immagini che accompagnano l’audio, può aiutare meglio di ogni altra parola, ad evidenziare il genere musicale, gli incastri esecutivi e la bravura dei singoli musicisti che si districano con piacevole disinvoltura tra assoli, intrecci armonico/ritmici e tema principale. Si nota subito come ognuno, dal rispettivo personal studio, suona e contribuisce alla stesura del brano che, come l’intero disco, è di chiara impronta fusion impreziosita però da sonorità e soluzioni moderne, curate e ricercate. Seguono quindi gli altri 7 brani, per un totale di 8, in un succedersi di soluzioni armonico/ritmiche e temi portanti.
Nel secondo brano, dal titolo MURANO, la chitarra di M. Mancuso “canta” alla grande sviluppando sia il tema principale che le variazioni per quasi tutti i 4,36m, “supportato”splendidamente da tutti gli altri.
King of Nothing si apre invece con un bel groove di Basso Slap di Federico Malaman , incastrato alla perfezione con la drum di Chiantese, per poi aprirsi con la chitarra a sviluppare il tema. Dal minuto 2,23 c’è anche spazio per un bell’assolo di basso.
In M-I-M-M-A invece dal minuto 1,54 è il piano di Montesanti che prende il sopravvento con un breve assolo.
Si susseguono quindi, uno ad uno, tutti gli altri brani, in uno scorrere interessante, coinvolgente e piacevole, coerenti con il genere e la scrittura dei quattro e che potrete ascoltare facilmente sulle numerose piattaforme.
Quasi sempre il “canto strumentale” è affidato alla bellissima chitarra di Matteo Mancuso che , anche grazie ad una tecnica particolarissima e personale nonché (nonostante la giovane età) una profonda conoscenza dello strumento e della musica, riesce a comunicare e coinvolgere l’ascoltatore.
Le belle ritmiche di Daniele Chiantese , mai banali e benché a volte complesse nell’esecuzione, restano comunque “facili” all’ascolto e coinvolgenti.
Il Basso di Federico Malaman (apprezzato e conosciuto musicista) è sempre preciso, con un bel groove e la giusta quantità di note, anche quando apparentemente possono sembrare tante, perché in effetti sono quelle che servono e che ci piace ascoltare.
Le tastiere dell’autore/producer Manuele Montesanti, abbracciano spesso tutti gli altri strumenti, dettando le linee guida della composizione, i motivi, gli appoggi, le aperture, i collegamenti tra le parti, senza mai eccedere e lasciando così il giusto spazio ai tre compagni di progetto.
A pochi giorni dalla sua uscita l’album, grazie anche al supporto della Yamaha che lo ha sponsorizzato e promosso, è disponibile su 38 diversi store in 150 paesi e sta già riscuotendo notevole interesse, in particolar modo in Giappone, UK, USA e Nord Europa.
I video dei brani collegati all’album e disponibili su youtube sono: Moonlighth, Japanese Experiment e Yamaha Sessions che è l’insieme di ben tre video/brani , così in sequenza M-I-M-M-A ; King of Nothing; My OS.
Japanese Experiment
Yamaha Sessions
Anche se lo streaming, con le sue compressioni e le sue leggi, generalmente non consente un ascolto prettamente audiofilo, l’album suona bene, grazie sia agli ottimi take iniziali che al lavoro svolto in fase di missaggio/mastering dal Sound Engineer Alessio Meleo.
Informazioni utili
Di seguito alcuni link per poter ascoltare/vedere i Drift Lab
web site: https://driftlabmusic.com
Spotify: https://open.spotify.com/album
Youtube Music: https://music.youtube.com/playlist
Apple Music: https://music.apple.com/it/album/moonlight
iTunes: https://music.apple.com/it/album/moonlight
Amazon Music: https://music.amazon.it/albums