Kazrog è un brand fondato da Shane McFee nel 2008, con l’obiettivo di permettere alle persone che lavoravano, principalmente in “home studio”, di ottenere un sound comunque professionale senza spendere cifre esorbitanti.
- Kclip 3
- Latenze e consumi CPU
- L’analog in the box non manca mai: True Iron
- Interfaccia
- Interfaccia superiore
- Latenze e consumi CPU
- Synth Warmer
- Latenze e consumi CPU
- L’ultima novità: True Dynamic Kazrog
- Presto 41-A 9 e ITA LA-1B
- Il sound
- Non solo plugin: Recabinet-Remastered (libreria di impulse response)
- Conclusioni
Alcuni chitarristi e bassisti ricorderanno sicuramente prodotti come Recabinet e Thermionik, ossia prodotti appartenenti alla categoria “Amp Simulation”. Da qualche anno il brand si sta dedicando anche alla realizzazione di plugin classici, ideati per i fonici professionisti (e non), che hanno attirato l’attenzione di una cospicua utenza, me compreso. Andiamo alla scoperta dei singoli prodotti.
Kclip 3
Parliamo di uno dei plugin più storici, nonché dei più chiacchierati del marchio, arrivato alla versione 3. Kclip è, sostanzialmente, un clipper/saturatore ideato per il mixing e il mastering, che può lavorare anche in modalità multibanda (4 bande).

Possiamo ottenere delle sonorità di tipo hard clip/ soft clip, agendo sul controllo soften, lavorando magari in modalità smooth o crisp (in quest’ultima il controllo non è fruibile), oppure lavorare nelle modalità tube, tape, germanium, silicon, guitar amp, broken speaker.
A primo impatto, quindi, possiamo immaginare di emulare le colorazioni tipiche di alcuni dispositivi analogici (tape,tube e transistor) e simulare il suono caratteristico di un amplificatore virtuale. E’ possibile linkare “in” e “out” in modo tale da mantenere costante, il più possibile, il volume percepito durante le regolazioni, evitando così di vanificare il gain staging, cosa sicuramente apprezzata dalla maggior parte degli utenti.
Nella sezione master control notiamo: il controllo mid/side, il classico controllo mix, utile se vogliamo fare un processing parallelo, e il controllo quality, cioè il controllo relativo all’oversampling (interno). Per far sì che quest’ultimo sia efficace, è necessario riavviare la sessione oppure mettere il plugin offline, e successivamente online (in reaper utilizzo questo espediente).
Threshold vedetelo come un controllo che rappresenta l’headroom di questo dispositivo virtuale; in poche parole più abbasso la threshold e più il segnale tenderà a saturare/clippare facilmente.
Abilitando la funzione ‘delta’, vicino a wet, ascolteremo solamente la porzione di audio che il plugin sta alterando; in pratica ci permette di ascoltare la differenza tra il segnale originale e quello processato.
Il controllo ceiling rappresenta il tetto massimo, oltre il quale, i picchi vengono stoppati, relativo ad un altro clipper (non oversampled e disattivabile) posto dopo la sezione out; quindi, anche grazie a questo, abbiamo la conferma che kclip 3, come precedentemente anticipato, ben si presta ad applicazioni di mastering.
Sulla destra è presente un classico loudness meter, a cui possiamo affidare un obiettivo (loudness target) impostabile fino a -12 LUFS, ma non oltre. Questo perché l’ideatore del plugin, ha fatto esclusivamente riferimento alla loudness massima che piattaforme di streaming, quali ad esempio youtube e spotify (se è abilitata la funzione “imposta lo stesso livello di volume per tutti i brani”) tipicamente può offrire.
Nella modalità multibanda il principio di funzionamento è pressoché lo stesso, solo che bisogna ragionare banda per banda.

Latenze e consumi CPU
Questi parametri dipendono fortemente dalla modalità quality. Un alto valore di oversampling implica, ovviamente, valori più elevati di CPU e latenze; volendo posso diminuire questi valori grazie alla modalità low latency monitoring (cliccando sul tasto eco) e far “respirare” un po’ di più il computer. In pratica kclip 3 può rientrare sì nella categoria dei plugin a basso consumo CPU (quality 1 ed eco attivata), ma anche in quella ad alto consumo CPU, (quality 5 ed eco disattivata); la scelta di una modalità piuttosto che di un’altra, dipende da cosa cerchiamo dal punto di vista sonoro, in base al materiale audio con cui stiamo lavorando.
Non sempre è richiesto un algoritmo complesso, quindi un oversampling elevato, ma alle volte potrebbe anche solo bastarci un clipper un po’ più “ignorante”, definito, sulla carta di “bassa qualità”, per essere soddisfatti.
Kclip 3 è uno strumento che può tornare utile in fase di mixing e mastering; ad esempio possiamo utilizzarlo per dare un tocco più “analog” a delle tracce dal sapore un po’ troppo digitale, oppure utilizzarlo per distorcere in maniera molto evidente il segnale, visto che abbiamo la possibilità di portare la saturazione anche a livelli estremamente elevati, e quindi utilizzarlo per “distruggere” il suono, magari a scopo creativo (se vogliamo).
In fase di mastering (specialmente se utilizzo gli algoritmi smooth e crisp) può essere in grado di farci guadagnare volume percepito, in maniera “trasparente”, utilizzandolo come un classico clipper (settato nel modo giusto); stiamo comunque parlando di uno strumento che genera molto facilmente saturazione/distorsione, la quale potrebbe risultare troppo invasiva se si lavorasse con una sorgente audio non adatta, o se si settasse in maniera errata un tale dispositivo. Il mio motto è, anche in questo caso, “sperimentare non costa nulla!” (tanto per cambiare).
Prezzo 47.95 € Link: kclip-3
L’analog in the box non manca mai: True Iron
Questo plugin è stato realizzato in congiunzione con Devin Powers (Powers Music Company) e si propone di emulare, in maniera accurata, 6 classici trasformatori presenti in vari dispositivi analogici. Per essere precisi si parla dei seguenti modelli:
UTC 108 X, Malotki E4M – 4001B, Western Electric 111C, Haufe V178, Marinair LO1166/A, UTC O-12 (per approfondimenti vi rimando all’uso del manuale: Kazrog User_Guide.

Interfaccia
L’interfaccia è molto semplice da comprendere e dispone dei seguenti controlli: crush rappresenta il guadagno d’ingresso, che può andare da 0 fino a 24 dB, e può essere raddoppiato premendo il tasto x2. E’ da notare che, all’aumentare del guadagno, il volume viene compensato automaticamente (cosa che ho gradito in modo particolare). Posso selezionare l’impedenza d’ingresso del trasformatore virtuale, grazie all’apposito interruttore. Se questo si trova nella posizione boost, viene scelta un’impedenza tale da conferire al segnale d’ingresso un guadagno di 3 dB; se si trova nella posizione unity, invece, non viene applicato nessun guadagno. La scelta di un’impedenza rispetto ad un’altra, non è legata esclusivamente ad una questione di guadagno, ma anche ad una questione timbrica. A parità di volume e di armoniche ho notato che, in modalità boost, il suono risulta essere più ‘ricco’ rispetto alla modalità unity. Il tutto, come spesso accade, dipende dalla sorgente con cui stiamo lavorando. Con il controllo strenght regolo la quantità di armoniche del trasformatore virtuale, vale a dire che: in senso orario, aumento la non linearità del dispositivo e quindi la saturazione, mentre in senso antiorario ottengo delle sonorità più pulite.

Vi faccio notare che, all’aumentare di questo controllo, il volume non viene propriamente compensato; quindi aiutatevi con la manopola “out” per controllarlo. Associato a strenght troviamo il tasto morph. I due sono strettamente collegati perché all’aumentare del primo, se attiviamo questo tasto, viene modificata la forma della struttura delle armoniche del dispositivo. Con un valore molto alto di strenght si ha una saturazione ovviamente più marcata ma, con una quantità di armoniche pari più elevata. Cercando di essere più esplicativo, il rapporto tra armoniche pari e dispari non è sempre lo stesso, al variare del controllo morph.
E’ presente una manopola, voicing a 6 scatti, dove ogni scatto corrisponde a uno dei 6 modelli di trasformatori elencati precedentemente; ogni trasformatore ha un headroom e delle sfumature timbriche differenti e posso dire che, tutti e 6, hanno un carattere ben preciso, ossia decisamente “warm”. Abilitando la modalità DNA viene migliorata l’accuratezza del trasformatore, dal punto di vista della risposta in frequenza; in questo modo ci si avvicina il più possibile all’hardware vero, a discapito del consumo di CPU.
E’ da notare che il produttore parla di trasformatori stereo, cioè, potete in questo caso (come nella realtà) apprezzare delle differenze (minime) tra canale sinistro e destro, dovute alla tolleranza dei componenti elettronici. A completare l’interfaccia ci sono i classici controlli mix e out.
Interfaccia superiore
Su questa troviamo un pulsante per il bypass interno, il preset browser, e abbiamo inoltre la possibilità di comparare velocemente due preset A/B (queste funzionalità sono incluse in tutti i plugin del produttore).

Inoltre è possibile cambiare il tema del plugin scegliendo tra due colorazioni differenti (vedi immagine iniziale), ed infine abbiamo il menu a tendina geek tweaks.

Come potete vedere nell’immagine, è possibile attivare le modalità zero latency, linear phase e attivare il classico filtro DC (questi settaggi influiscono ovviamente sul consumo di CPU e quindi sulle prestazioni), ed ho la possibilità di fare settaggi diversi per le modalità online e offline (fase di bounce/render).
Anche in questo caso bisogna riavviare la sessione oppure disattivare, e poi riattivare il plugin (come ho spiegato precedentemente), affinché i settaggi abbiano effetto. Generalmente l’utente medio preferisce, in modalità online, lavorare risparmiando CPU (zero latency) e, in fase di bounce/render, utilizzare l’algoritmo più complesso (linear phase o la modalità standard/default, disattivando zero latency). Chiaramente non esistono delle regole in merito, per cui vi invito, come sempre, a sperimentare.
Latenze e consumi CPU
Questi parametri dipendono da: tipo di trasformatore (108X è quello che ha un consumo più basso dei 6, mentre l’1166A è quello che ha il consumo maggiore), funzione DNA e settaggi del menù geek tweaks, come ho già accennato poco fa. Nel caso migliore (modalità zero latency, DNA disattivato e utilizzo del modello 108X) questo plugin è a latenza zero e rientra nella categoria dei plugin a basso consumo CPU mentre, nel caso peggiore (modalità linear phase attivata, DNA attivato e utilizzo del modello 1166A) il plugin rientra nella categoria ad alto consumo CPU ed ha una latenza di svariati campioni (nulla di preoccupante).
True Iron può essere utile per conferire un certo calore alla singola traccia, al mixbus o, magari, quando vogliamo conferire una concreta quantità di armoniche in maniera smooth, tenendo ben presente il carattere principale di questo dispositivo. Avendo a disposizione molta headroom possiamo ottenere, sia delle sonorità molto pulite e sia delle sonorità molto sature (simili a un overdrive). Possiamo utilizzare questo plugin, se vogliamo, anche come soft clipper per limitare i picchi più ostili, guadagnando di fatto headroom. Quindi, tutto sommato, non esistono delle limitazioni riguardo l’uso di questo dispositivo.
Prezzo 47.95 €
Synth Warmer
Questo plugin si ispira ad un filtro montato su uno dei sintetizzatori più famosi degli anni ‘70, il Minimoog Model D. Grazie al digitale possiamo avere, nella nostra DAW, l’emulazione di questo iconico filtro e applicarlo a qualsiasi traccia.

L’interfaccia è abbastanza semplice da comprendere. C’è la possibilità di utilizzare un filtro passa basso o un filtro passa alto (LPF/HPF) a pendenza variabile (12/24 dB per ottava), e il classico “manopolone” per regolare il cutoff (da 0 a 22000 Hz). Con il controllo emphasis posso enfatizzare la risonanza del filtro (parliamo di LPF e HPF di tipo “resonant” in questo caso), sovraccaricando la sezione drive. Quest’ultima può arrivare fino a 48 dB (attenti al volume quando utilizzate questi due controlli). A completare l’interfaccia, gli ormai già noti controlli mix e out.
Latenze e consumi CPU
In questo caso non c’è molto da dire: parliamo di un plugin a basso consumo di CPU e la latenza è di svariati sample (anche qui nulla di preoccupante).
Synth Warmer può essere usato come un classico filtro statico, su qualsiasi sorgente che riteniamo opportuna e/o, può essere usato come un saturatore, sfruttando la sezione drive (classica saturazione “warm”). Questo filtro può essere usato anche in maniera creativa, modulando/automatizzando, magari, alcuni parametri come ad esempio cutoff ed emphasis, un po’ come farebbe il classico Dj/producer.
Posso utilizzarlo anche per dare carattere a degli effetti come ad esempio il delay, utilizzando una pendenza elevata e un drive abbastanza marcato, senza dimenticare il fattore modulazione/automazione. In pratica parliamo di un plugin molto semplice da utilizzare, su cui non aggiungo altro. Sicuramente è il prodotto meno chiacchierato del brand ma, non per questo, il meno importante.
Prezzo 28.95 €
L’ultima novità: True Dynamic Kazrog
Ancora una volta in collaborazione con Powers Music Company, ha realizzato un plugin che si ispira a due rari compressori valvolari, definiti addirittura “l’arma segreta” di alcuni dei fonici più famosi al mondo: Presto 41A e ITA LA1B. La tecnologia di emulazione che c’è dietro questo plugin, è la stessa che è stata utilizzata per la realizzazione di True Iron.

Presto 41-A 9 e ITA LA-1B
Questi compressori sono abbastanza semplici da utilizzare. A primo impatto Gain reduction, possiamo vederlo come il controllo della classica threshold. In pratica all’aumentare di questo, ovviamente, aumentano i dB coinvolti nella compressione. L’attacco non è regolabile e la release (recovery time) va (sulla carta) da 100ms a 2.20s (sembrerebbe che la versatilità sia buona). Ci sono infine i classici controlli mix e out level (tanto per cambiare).
Sull’ interfaccia superiore, è presente il menu a tendina denominato settings, in cui possiamo settare l’oversampling (fino a 32x), sia in modalità online che offline. Anche per questo plugin bisogna riavviare la sessione (oppure disattivarlo e riattivarlo), affinché questi settaggi abbiano effetto. Sempre nell‘interfaccia superiore è presente un ulteriore menu a tendina, denominato side chain filters, nel quale possiamo, per l’appunto, regolare un High pass e un Low pass in modo tale da escludere, se vogliamo, una specifica gamma di frequenze dalla detection interna del compressore. Così facendo potremmo incrementare la versatilità.A completare l’interfaccia, ci sono le altre funzionalità descritte precedentemente, presenti (tra l’altro) in tutti gli altri plugin.
Il sound
Ho iniziato il mio test con il P41-A. Il suono mi è sembrato sin da subito “old school”, caratterizzato da un attacco veloce e una pasta sonora di tipo “warm” e, all’aumentare della compressione, entrano in gioco, man mano, varie armoniche. Di certo non stiamo parlando di un compressore definito “trasparente”, per cui c’era da aspettarselo (ho utilizzato il rilascio più veloce possibile e non ho attivato il side chain). Aumentando out level, ho notato che il dispositivo tende a saturare, restituendomi delle sonorità di tipo soft clipping, un po’ come succede nella realtà con vari dispositivi analogici; in pratica sto saturando lo stadio di uscita di questo compressore.
Successivamente ho testato LA-1B, che mi è sembrato un po’ più permissivo per quanto riguarda gli attacchi; quindi ha un attacco un po’ meno veloce, a parità di condizioni di lavoro. Se vogliamo possiamo definirlo, leggermente meno “old school” rispetto a P41-A e un po’ più “snap”, con una quantità di armoniche in gioco, anche in questo caso, non assente.

Ho provato ad aumentare out level per cercare di saturare lo stadio di uscita e vedere cosa accadeva. Ho riscontrato, in questo dispositivo, un comportamento più simile ad un hard clip, specie se lo confrontiamo con il precedente modello. I due compressori, apparentemente, sembrerebbero abbastanza simili ma, se poi si approfondiscono i test, ascoltandoli, si scopre che proprio simili non sono…
**Vi ricordo che quando si parla di compressori valvolari (vari-MU) il concetto di ratio, è strettamente legato alla quantità di segnale che entra nel compressore, e che quindi viene coinvolta in questo processo. Latenze e consumi CPU Anche per questo plugin, i due parametri sono strettamente legati all’ oversampling e può quindi passare dalla categoria a basso consumo CPU a quella ad alto consumo CPU, con tutte le conseguenze che si hanno sulle prestazioni sonore. Dovete capire se è il caso di sacrificare il processore, a vantaggio di un ipotetico incremento delle prestazioni sonore, oppure il contrario.
True Dynamic può essere utilizzato per comprimere, nel senso “classico”, tracce singole (basso, voce, batteria) oppure il mixbus; magari per quest’ultima applicazione si consiglia di non esagerare, considerando il fatto che questo non è un compressore “trasparente”, e introduce delle colorazioni che possono essere gradite, o meno, per un’applicazione di questo tipo. Possiamo utilizzare, ad esempio, il singolo modello come compressore-limiter valvolare, e contenere eventualmente ulteriori picchi, sfruttando la saturazione dello stadio di uscita. Aiutandomi con i preset A/B, posso capire quali dei due modelli si sposa meglio con il target che mi pongo in quel momento. Posso utilizzare questo plugin anche come una sorta di saturatore/clipper. Tuttavia bisogna dire che non è molto comoda questa operazione perché, all’aumentare del livello di uscita, saturo sicuramente il segnale, ma non ho un ulteriore comando che mi permetta di compensare, in maniera pulita, l’aumento di volume che comporta questa operazione (pensate che posso boostare l’uscita fino a 60dB!).
Prezzo 75.95 €
Prodotti discontinui
Kazrog ha tolto momentaneamente dal mercato alcuni prodotti come Thermionik-Recabinet. Per ulteriori informazioni consultate questa pagina: kazrog/discontinued I’azienda non esclude che questi prodotti possano essere riproposti, magari in versione aggiornata, in un prossimo futuro. Eventualmente ne riparleremo in un altro articolo.
Non solo plugin: Recabinet-Remastered (libreria di impulse response)
Parliamo della versione aggiornata e rimasterizzata della libreria di impulse response, inerenti agli speaker cabinet (chitarra e basso), ideata per lo storico prodotto Recabinet. Trattandosi di file WAV, è possibile caricare questa libreria di impulse response, anche in software che siano diversi da Recabinet, il quale, come accennato precedentemente, non è attualmente disponibile sul mercato.

Questa libreria è disponibile anche in altri formati compatibili con i seguenti hardware: Kemper, Fractal Audio Axe FX e Line 6 Helix. Per ulteriori informazioni: Recabinet-Remastered
Prezzo 18.95 €
Come di consueto passiamo alle conclusioni, sulla base di quanto visto fino a questo momento.
Conclusioni
Kclip3
E’ sicuramente uno dei prodotti più interessanti, della categoria, in giro sul mercato. Il rapporto qualità/prezzo è sicuramente buono, visto che può lavorare come saturatore classico, in multibanda, e come clipper da mastering; senza contare il fatto che il suono è decisamente convincente, specialmente per quest’ultima applicazione, per cui, mi sento di consigliarlo.
True Iron
Questo prodotto è diventato, ormai, uno dei più chiacchierati del brand, se non il più chiacchierato, arrivando addirittura a ricevere delle nomination (NAMM TECH NOMINEE). Questo non mi sorprende, dato che stiamo parlando, per quanto mi riguarda, di un prodotto valido che, nonostante il leggero aumento di prezzo che ho riscontrato nel tempo, rimane comunque in linea con il concetto di un buon rapporto qualità/prezzo; considerate, inoltre, che non ci sono molti competitor che propongono prodotti con questo tipo di sonorità, se non a patto di spendere una cifra più alta. In definitiva mi sento di promuovere anche questo prodotto. Mi piacerebbe vedere in futuro, altri modelli di trasformatori dal sound caratteristico.
Synth Warmer
Plugin semplice da utilizzare, sound convincente, carattere distinto e prezzo “affordable”. Direi che non c’è altro da aggiungere se non il fatto che, come i precedenti, mi sento di consigliarlo. Sarebbe piacevole avere a disposizione anche un filtro band-pass.
True Dynamic
E’ un plugin che ho aggiunto volentieri alla mia collezione di compressori, in quanto il sound mi è parso, sin da subito, serio e caratteristico. Il prezzo è sicuramente meno “affordable” rispetto agli altri ma, non per questo, mi sento di sconsigliarlo, soprattutto tenendo presente il fatto che, non ci sono sul mercato tanti compressori valvolari virtuali simili a questi; stiamo parlando, infatti, di due dispositivi rari da trovare al giorno d’oggi e che hanno un carattere ben distinto.
Mi piacerebbe avere, dopo un prossimo aggiornamento, la possibilità di lavorare in modalità dual-mono e mid-side e, magari, qualche nuovo modello di compressore “raro”.
Recabinet-Remastered
Qui non c’è molto da aggiungere dato che parliamo di un prodotto storico, che è un po’ il cavallo di battaglia del marchio. Acquistando questa libreria andrete sul sicuro; i chitarristi, specialmente quelli che lavorano in ambito “home studio”, apprezzeranno la qualità di questi impulse responses. Il prezzo non è proibitivo, quindi lo consiglio.
Non ho gradito molto il fatto di dover riavviare la sessione, o disattivare e riattivare i plugin, per far sì che i settaggi di oversampling abbiano effetto; ho trovato questa cosa un po’ scomoda.
Ad ogni modo consiglio comunque questo marchio, specialmente a coloro che devono fare i conti con il budget ma non vogliono rinunciare alla qualità.
Potete scaricare la versione demo di tutti e 4 i prodotti (librerie escluse ovviamente) così da potervi fare un’idea sulla qualità generale. Vi consiglio inoltre di iscrivervi alla newsletter, dato che Kazrog propone spesso delle offerte interessanti su tutti i prodotti. Per oggi è tutto!
Vi do appuntamento al prossimo articolo…
Giuseppe Marrazzo