Nel 2018 Softube ha aggiornato la collezione TUBE-TECH alla versione mk2, revisionandone la parte grafica e sonora.
Parliamo di emulazioni di vari hardware dell’azienda danese TUBE-TECH, che Softube propone come channel strip e moduli separati. Nel pacchetto è inclusa anche la collezione mk1, e inoltre questi plugin sono compatibili con Console 1.
Ci saranno veramente differenze apprezzabili, dal punto di vista sonoro, rispetto alla versione precedente?
Andiamo a vedere nel dettaglio.
TUBE-TECH PE 1C mk2
Questo modello si ispira al classico PULTEC EQP 1A, equalizzatore valvolare passivo “old school”, ideato per modellare i due estremi di banda, che certamente non ha bisogno di grosse presentazioni, considerato che è praticamente un industry standard, per quanto riguarda gli interventi in gamma bassa e alta.

Rispetto all’EQP 1A, il TUBE-TECH offre una versatilità maggiore sulle alte, dal punto di vista delle frequenze selezionabili.
Infatti è possibile boostare anche 1KHz, 1.5 KHz e 2 KHz, quindi posso modellare anche una parte del midrange, cosa che invece non è fattibile con il classico Pultec, in quanto la minima frequenza alta selezionabile è 3KHz.
In generale un equalizzatore di questo tipo è noto per il modo particolare con cui gestisce la gamma bassa, BOOSTANDO e ATTENUANDO allo stesso tempo, uno specifico range di frequenze. Vediamo cosa succede graficamente, per comprendere al meglio questo concetto.



TUBE-TECH PE 1C mk2: combinazione delle due curve (BOOST e ATTEN)
Ho a disposizione due low shelf: il primo viene utilizzato per boostare le basse nel senso classico, mentre il secondo per attenuarle. Quest’ultimo ha un andamento differente.
Se notate bene, il secondo coinvolge più midrange rispetto al primo; quindi, combinando fra loro due curve di equalizzazione fisicamente diverse, ottengo il risultato raffigurato nella terza immagine, ossia un low shelf particolare, che somiglia un po’ a quello di tipo resonant, per il fatto che le frequenze adiacenti (zona 300Hz) vengono attenuate.
In pratica ho eseguito la famosa tecnica “Pultec low end trick”, grazie alla quale posso conferire al materiale audio delle basse solide e a fuoco, merito anche del fatto che vado ad attenuare allo stesso tempo la gamma media, nonché tagliare il “muddiness”. Così facendo dò definizione alla parte bassa dello spettro.
Per boostare le alte ho a disposizione una campana di larghezza variabile, tramite il controllo BANDWIDTH, mentre per attenuarle c’è un high shelf, che può essere “sintonizzato” utilizzando la manopola a tre scatti, denominata ATTEN SEL.
Posso ottenere delle campane mediamente larghe anche utilizzando un settaggio SHARP. In pratica, regolando bandwidth in senso antiorario, più che stringere la campana, vado a boostare di più il materiale audio intorno alla frequenza scelta: così la campana diventa più tagliente, per l’appunto “sharp”.
Combinando le due curve vado a scolpire l’altro estremo di banda, e posso creare, se voglio, una sorta di filtro passa basso smooth, che somiglia vagamente a quello di tipo resonant, ma meno risonante e più musicale.
Del resto c’era d’aspettarselo, in quanto un equalizzatore ideato per boostare le alte in maniera musicale tenderà generalmente a non offrire campane troppo strette, a meno che le persone non vogliano divertirsi a rovinare il suono.
A completare l’interfaccia c’è il comodo controllo OUTPUT GAIN, non presente in alcune emulazioni del Pultec, così come nel TUBE-TECH hardware, perché alcuni marchi preferiscono non rovinare la “tradizione”.



Boostando i due estremi di banda posso ottenere la classica equalizzazione a “V”, arretrando in maniera netta le medie, pur non avendo a disposizione un controllo apposito. Attenuando invece basse e alte, posso ottenere un’equalizzazione opposta, che mette in evidenza il midrange.
Un dispositivo del genere trova terreno fertile, quando si vuole scolpire velocemente il timbro generale della traccia, oppure quando il materiale audio ha bisogno di una “botta di vita” sulle basse frequenze, o magari quando si ha necessità di fare una schiarita generale.
Usato con moderazione, funziona bene anche in mastering, rifinendo il “bottom end” e il “top end”, per conferire un certo carattere al mix generale.
Non sarà di certo l’equalizzatore più versatile al mondo, ma fa comunque il suo lavoro, in maniera veloce, oltretutto segue una precisa “filosofia” di equalizzazione, per via della sua storia e DNA. Non vedetelo, quindi, come il classico tuttofare digitale o come il tipico equalizzatore da mastering, regolabile in maniera precisa.
TUBE-TECH ME 1B mk2
Il modello precedente viene affiancato dal ME 1B, un equalizzatore ispirato al PULTECH MEQ 5, anch’esso “old school” valvolare passivo.
Parliamo di un prodotto meno chiacchierato rispetto al primo, ideato per modellare le medie frequenze.

Ho a disposizione tre controlli: low frequency e high frequency, che si occupano solo dei boost, mentre mid frequency solo delle attenuazioni.
Al di là delle etichette, l’equalizzatore lavora concretamente sulla parte medio bassa, fino ad arrivare a quella medio alta dello spettro, utilizzando tre campane di larghezza differente, che non è possibile regolare.



In generale queste campane non sono larghe come quelle che posso ottenere con il PE 1C, specialmente quando adopero un settaggio BROAD.
Quindi potrebbe essere buona cosa sfruttare le caratteristiche dei due equalizzatori: uno per scolpire basse e alte, mentre l’altro per aggiungere eventualmente un’extra presence, togliere altro muddiness e magari recuperare un po’ di medio basse.
Con due equalizzatori in serie, dalle caratteristiche particolari come questi, posso modellare il timbro generale un po’ più nel dettaglio, senza pretendere di essere chirurgico, anche perché la naturale limitazione fisica degli equalizzatori mi impedirebbe comunque di raggiungere questo tipo di risultato.
È da notare che questi due plugin, contrariamente al pacchetto mk1, non possono essere caricati separatamente, in quanto sono accorpati in uno solo (TUBE-TECH Equalizers mk2). Posso comunque spegnere eventualmente quello che non ho intenzione di usare.

THD (Total Harmonic Distorsion)
Potrebbe essere interessante condurre un test per verificare la presenza o meno di armoniche, per capire quanta colorazione introducono i due equalizzatori.
Del resto, sulla carta, vengono presentati come dispositivi “analog in the box”, per cui un test del genere a questo punto dell’articolo ha sicuramente senso.

In una situazione “flat”, quindi accendendo semplicemente i due equalizzatori, e senza effettuare alcun tipo d’intervento, ho riscontrato un quantitativo di armoniche molto basso, cioè una saturazione molto gentile che non altera più di tanto il naturale timbro del materiale audio.
Mediamente, nei vari pultech che ho provato in ambito software, ho sempre riscontrato, più o meno, un quantitativo di armoniche non eccessivo. Un risultato del genere era quindi prevedibile.
Per ogni equalizzatore analogico (in the box o meno) che si rispetti, è giusto porre attenzione alle percentuali di armoniche che possono conferire al suono.
TUBE-TECH CL 1B mk2
A completare il pacchetto dei singoli plugin, c’è l’emulazione del CL 1B, un compressore di tipo opto-tube, che può raggiungere dei tempi d’attacco che vanno da 0.5ms a 300ms (!), e dei tempi di rilascio che vanno da 50ms a 10 secondi (!). Direi che è un ottimo biglietto da visita (almeno sulla carta) per quanto riguarda la versatilità.

Il compressore può lavorare in tre modalità: FIXED, FIXED/MANUAL e MANUAL. A mio avviso, questa è la caratteristica principale del dispositivo.
Nella modalità FIXED non è possibile agire su attacco e rilascio, anche se le manopole visivamente si possono regolare.
Il suono che ne consegue è ricco di armoniche, ossia è il risultato di una compressione veloce, che porta il materiale audio a saturare/distorcere facilmente. Per cui possiamo vedere questo compressore anche come una sorta di saturatore, cosa che non dovrebbe sorprendervi più di tanto, specialmente se avete letto l’articolo precedente.
Nella modalità FIXED/MANUAL (combinata), l’attacco è fisso (veloce) e la release in alcune circostanze può essere di tipo “program dependent” (automatica).
In questo caso il controllo ATTACK funge da ritardatore della release; in poche parole, regolandolo in senso orario il compressore tende ad essere più veloce, mentre in senso antiorario la release tende a predominare più in fretta (maggiore gain reduction).
Piccola curiosità: settando la manopola ATTACK completamente in senso orario, e la release più veloce possibile, ottengo praticamente il suono della modalità FIXED. Posso (ovviamente) ottenere anche altre sonorità, magari meno dense/sature e più puntiformi.
Per approfondimenti, vi rimando al manuale del software e dell’hardware. In quest’ultimo troverete anche altre informazioni tecniche.
Infine c’è la modalità MANUAL, grazie alla quale posso ottenere svariate sonorità, in quanto ho la possibilità di regolare l’attacco fino a 300ms, salvaguardando (anche troppo) i transienti del materiale audio.
Posso avvicinarmi alle sonorità descritte precedentemente, oppure ottenere una compressione di tipo snap/punch.
In alto a destra c’è un meter, ideato per monitorare la gain reduction o il segnale in/out (tramite VU meter).
Posso effettuare (facilmente) la compressione parallela, grazie all’apposito controllo PARALLEL COMPRESSION (non presente sull’hardware) e miscelare dry e wet.
C’è un sidechain LOW CUT (non presente sull’hardware) a due scatti, grazie al quale posso escludere una determinata gamma di basse frequenze dalla detection. In questo modo si può salvaguardare il bottom end delle tracce ricche di basse e rendere (in certi casi) il compressore più musicale; inoltre il sidechain può anche essere esterno (ext). Bisogna prima effettuare l’opportuno routing, in base alla DAW che si utilizza, per poi sfruttare gli appositi canali.
Per essere un compressore “analogico” direi che è sicuramente un buon candidato a vincere il premio di “tuttofare”.
Parliamo di un plugin che generalmente può essere usato su voce, basso, chitarra, batteria e altri strumenti simili. Ovviamente ognuno è libero di sperimentare (non costa nulla, come sempre) come meglio crede. La versatilità di certo non manca.
Il produttore inoltre specifica che il CL 1B lavora (solo) in modalità stereo linkata, quindi non c’è la possibilità di scegliere la modalità dual mono (non linkata), cosa che generalmente gradisco. È anche vero che non esiste una scienza esatta, che stabilisce quale sia la modalità migliore o peggiore, Tutto dipende sempre dal materiale audio con cui si sta lavorando.
Altre informazioni degne di nota: questo compressore può introdurre colorazioni anche con una bassa gain reduction, cosa che non deve essere vista come un difetto, e nemmeno come una sorpresa, ma come una caratteristica, ben voluta in fase di mixaggio. In poche parole (non è una novità) si comprime con le orecchie, non con gli occhi!
Inoltre non ci sono altri competitor rilevanti che propongono l’emulazione di questo hardware.
Le channel strip a confronto: mk1 vs mk2
Ritengo interessante fare un confronto tra le due versioni, dal punto vista grafico e sonoro. La prima cosa che si nota è che la mk2 ha delle dimensioni più generose, merito anche del fatto che è presente una sezione aggiuntiva, costituita da un VU meter, più uno spazio dove ci sono vari pulsanti, in cui è possibile attivare anche la modalità MS (mid-side) e/o non linkare i canali (li posso processare separatamente).

In questo caso posso utilizzare il CL 1B mk2 nella modalità dual mono non linkata, con tutti i benefici (o meno) per l’immagine stereo, settando separatamente due istanze in una sola interfaccia, con le manopole non linkate (poco comoda come cosa).
È possibile inserire il compressore prima o dopo gli equalizzatori, ottenendo di fatto sonorità diverse. Questo argomento è spesso e volentieri uno dei cavalli di battaglia (per quanto riguarda i dibattiti) dei (molto simpaticamente) cosiddetti “audiofili della domenica”.
È da notare che su CL 1B mk1 non sono presenti i controlli side chain low cut e parallel compression, e il meter è meno leggibile rispetto a quello del modello mk2.
Le differenze dimensionali sono (decisamente) più marcate se confrontiamo i singoli plugin.


Questa cosa farà sicuramente piacere a coloro che non vogliono affaticare la vista durante le regolazioni, anche se molto dipende dalle dimensioni dello schermo e dalla risoluzione adottata.
Le differenze dal punto di vista sonoro
Ho riscontrato negli equalizzatori mk2 delle curve un po’ più smooth, quindi un po’ meno risonanti (caratteristica che fa spesso rima con musicalità).
Per poter apprezzare queste piccole differenze, bisogna innanzitutto concentrarsi, avere un sistema d’ascolto ottimale, e ovviamente avere un orecchio allenato.
Per quanto riguarda i due compressori, utilizzando la modalità MANUAL, ho notato un carattere più “snap” nel mk2 (a parità di settaggio). Per tutto il resto, ha un suono più aperto, merito anche del fatto che è più reattivo del modello mk1, quindi (settato in un certo modo) può generare una saturazione meno chiusa (meno “warm”) rispetto al vecchio modello.
Ho avuto la sensazione di avere a che fare (quasi) con due compressori diversi, per cui ho voluto considerarli intercambiabili, senza necessariamente definire l’uno migliore o peggiore dell’altro.
Latenze e consumi CPU
Tutti i plugin hanno una bassissima latenza (pochi sample) e, per quanto riguarda i consumi CPU, posso dire che gli equalizzatori e compressori mk1 rientrano nella categoria dei plugin a basso consumo CPU, così come il compressore mk2. Per quanto riguarda invece i nuovi equalizzatori, che vi ricordo sono accorpati in un solo plugin, il consumo è maggiore e non dinamico, quindi a prescindere da quello che accendo, sarà sempre medio – basso, così come per la channel strip mk1, ma solo se lavora con tutti i moduli accesi (consumo dinamico).
La channel strip mk2 rientra appena nella categoria dei plugin a medio – alto consumo CPU, se accendo solo il compressore oppure tutti i moduli, mentre, se attivo uno solo degli equalizzatori o tutti e due, il consumo è leggermente inferiore. Direi che in generale è definibile quasi statico.
È da notare che questi plugin, quando non ricevono segnale audio, consumano una percentuale di CPU pari a zero (caratteristica che non tutti hanno) anche se devo dire che la DAW può fare la sua parte. Ad esempio, Pro Tools ha un’opzione che consente di far lavorare il processore dinamicamente.
In ogni caso, a scanso di equivoci, i test sono stati fatti in REAPER (5.978 x64) su piattaforma WINDOWS 10, utilizzando le (ultime) versioni VST (v.2.4.83) attuali, con l’opzione “OpenGL graphics” attivata, lavorando a 48KHz.
Per approfondimenti riguardo le categorie dei plugin in base all’utilizzo della CPU, vi rimando ai primi due articoli che ho scritto per questa rivista. Troverete anche altre informazioni consultando le sezioni apposite.
Conclusioni
La collezione completa costa 449 dollari, quella degli equalizzatori e compressori rispettivamente 199 e 299 dollari (i prezzi sono da intendersi IVA esclusa).
Una cifra tutto sommato onesta, considerata la qualità generale dei prodotti in gioco, e considerato il fatto che non dovrebbe rappresentare un problema per il professionista che lavora a certi livelli. Discorso diverso per l’hobbysta, che sicuramente deve fare i conti con il proprio budget.
Tuttavia Softube lancia periodicamente delle offerte, con sconti abbastanza interessanti, che variano a seconda del prodotto considerato (in questo periodo è in corso la promozione estiva).
È giunto il momento di tirare le somme:
- Tutti i plugin della collezione hanno un suono convincente.
- Le versioni mk2 danno quel qualcosa in più, in termini qualitativi e di controlli aggiuntivi, a discapito (nemmeno troppo) del consumo CPU.
- Il pacchetto mk1 può tornare utile quando ci si ritrova a fare i conti con le risorse del proprio computer e c’è la necessità di risparmiarle il più possibile, mantenendo comunque una qualità sonora convincente, o magari (specialmente il CL 1B) per una questione di gusto personale.
In futuro mi piacerebbe vedere il CL 1B mk2 con un sidechain low cut più versatile, magari non a scatti, che mi consenta di settare al meglio il compressore, in base al materiale audio con cui sto lavorando.
Mi piacerebbe inoltre avere la possibilità di usufruire della modalità dual mono, senza dover provvedere con mezzi propri, facendo routing scomodi, senza necessariamente caricare la channel strip completa, e soprattutto senza dover settare manualmente due compressori con le manopole non linkate. Sarebbe molto gradita anche la modalità MS (mi riferisco alle versioni singole).
Spero in un’ottimizzazione generale dei consumi CPU, dal punto di vista dinamico, evitando così sprechi di risorse. Ad ogni modo i prodotti sono sicuramente consigliati.
Per oggi è tutto, alla prossima.
Link utili
www.softube.com/complete-collection