Sknote è un brand italiano fondato da Quinto Sardo, attivo sul mercato da svariati anni, che propone plugin “affordable” appartenenti (in buona parte) alla categoria “analog in the box”, senza comunque tralasciare totalmente gli strumenti prettamente digitali.
Ho avuto modo di testare alcuni prodotti che hanno attirato particolarmente la mia attenzione e ho deciso di condividere le mie impressioni con voi, dopo aver fatto gli opportuni test. La domanda che ci stiamo ponendo ultimamente è: bisogna necessariamente spendere una cifra importante per ottenere un sound “ok”?
Andiamo a scoprire questi plugin…
Roundtone v.4: l’emulatore di registratore a nastro “tuttofare”
Parliamo di uno dei plugin più chiacchierati del brand, arrivato alla versione 4, il quale si propone di emulare il classico comportamento delle macchine a nastro, dando all’utente la possibilità di poter scolpire il suono in maniera precisa, grazie a vari controlli presenti sull’interfaccia.

Possiamo portare il nastro a una velocità molto bassa (anche “zero”) con tutte le conseguenze che si hanno sulle alte frequenze, più la possibilità di poter scegliere fra varie tape formula (Tape A–B–C–D) oltre al classico controllo BIAS, che tipicamente possiamo trovare in vari tape emulation in commercio.
Posso linkare i controlli di varie istanze, associando un certo numero di tracce a Machine 1 o 2, andando sulla destra e aprendo l’apposito menu a tendina (questa funzione attualmente non è abilitata).
Per approfondimenti riguardo i parametri classici dei registratori a nastro, vi rimando a questo mio articolo: “Overloud Tapedesk- Il workflow vecchia scuola in the box”
In basso c’è il controllo B-EXP, che non è altro che uno specifico sistema di noise reduction, racchiuso in una sola manopola. Per approfondimenti riguardo questi dispositivi, vi rimando invece a questo articolo: “Overloud dopamine continua la gem series“
C’è il classico controllo WOW (and flutter), coadiuvato dal controllo FLANGE, il quale può essere usato in modalità MIX, oppure come controllo SPREAD, con cui è possibile, ad esempio, conferire una sorta di stereofonia (minima) a una traccia mono (sperimentando in Reaper ho scoperto questa cosa) sfruttando la modulazione della velocità del nastro, in questa particolare situazione.
Roundtone offre anche una sezione DELAY, molto semplice da settare, che può lavorare in modalità “send mode” (accendendo il terzo tasto, in basso) consigliata per un utilizzo in parallelo (traccia separata) oppure in serie (in tal caso il controllo FEEDBACK funziona anche da mix knob).
I più “nostalgici” potrebbero apprezzare la sezione NOISE, che lavora anche in modalità dinamica: praticamente, l’inviluppo del segnale pilota il rumore di fondo, per l’appunto, in modo dinamico (attenuandolo).
Curiosità: accompagnando con il mouse le bobine (in alto), comparirà in alto la scritta “Don’t Touch”, ed è possibile rallentarle (BRAKING) con delle conseguenze, anche drastiche, sul pitch della traccia, senza però alterare la velocità di riproduzione, cosa molto simpatica per quanto riguarda il sound design.
Latenza e consumo CPU
Sicuramente non possiamo lamentarci riguardo questi due parametri: parliamo di una latenza quasi nulla (pochi samples a 48KHz in Reaper) e di un consumo CPU ragionevole (appena medio-basso).
Roundtone può tornare utile quando si vuole dare alla traccia (singola e/o mixbus) quel tocco “analogico”, e/o quando si vuole conferire “warmth”, o magari, quando sentiamo la necessità di ammorbidire le alte frequenze. Può essere utilizzato anche come soft clipper, per controllare i transienti più ostili, guadagnando headroom di conseguenza. Non vedete questo plugin esclusivamente come il classico saturatore/distorsore, anche perché, non è possibile comunque ottenere dei livelli di distorsione esagerati. Lavorando con il delay, magari in congiunzione con i parametri wow e flange, possiamo ottenere delle sonorità “old school” o comunque particolari, a maggior ragione se utilizziamo anche il controllo braking, in maniera creativa.
Prezzo: 39,99 dollari
VERBTONE (V2): il riverbero plate “Made in Italy”
Questo plugin si ispira a dei riverberi plate costruiti da Quinto, il quale ci mette a disposizione uno strumento in grado di poter garantire una certa versatilità sonora, vincolata però a questa specifica tipologia di riverbero. Il plate non ricorda un “vero” spazio/ambiente (room, hall, chamber) ma è un qualcosa di “artificiale”, ossia, un riverbero di tipo elettromeccanico (capirete a breve il perché). Il suono che tipicamente possiamo percepire (dipende da vari fattori) è: metallico, denso, risonante, sporco, modulato, caratterizzato da un discreto (particolare) attacco.
Il principio di funzionamento nel mondo reale
Immaginiamo di avere un vero riverbero plate (stereo) e di volerlo applicare a una sorgente mono, tramite un insert su traccia parallela, all’interno della nostra DAW preferita, utilizzando (ovviamente) dei convertitori AD/DA. Il riverbero plate è sostanzialmente una lastra di metallo, sospesa con un sistema a molle all’interno di una struttura metallica, la cui superfice viene sollecitata dalle vibrazioni generate da un trasduttore elettroacustico (immaginate la parte posteriore di uno speaker) che a sua volta viene pilotato da un amplificatore di potenza, il quale riceve il segnale audio proveniente dal mondo digitale, nonché dalla nostra DAW, convertito in analogico (DA).
Le vibrazioni della lastra vengono “raccolte” da due trasduttori piezoelettrici (ricordatevi che stiamo parlando di un plate stereo) posti magari su due estremità, che le “trasformano” in segnali elettrici. La risultante del nostro riverbero è un segnale stereo, che viene poi convertito in digitale (AD) prima di tornare nella nostra DAW.

Per regolare il decay, nonché per smorzare o meno le vibrazioni, viene utilizzato un sistema meccanico. Il suono finale dipende non solo dalla tipologia di metallo e dalle dimensioni geometriche, ma anche da tutti gli altri elementi citati poco fa. Per chi volesse approfondire il tutto, vi allego questi link:

Oltre ai classici controlli che tipicamente si possono trovare nei riverberi (PreDelay, Hi Pass, Low Pass) vi è una sezione dedicata alla modulazione, in cui è possibile modulare: Amplitude, Frequency, Phase, Pan. In questo modo possiamo conferire al riverbero un suono meno “statico” creando dei movimenti particolari, che possono essere leggeri oppure più marcati.
C’è la possibilità di poter scegliere tra due tipologie di amplificatori: Tube, caratterizzato da un suono “warm” con una buona quantità di armoniche, oppure Solid State, più pulito e cristallino rispetto al precedente.
Precisione e versatilità di certo non mancano: è possibile regolare il decay a scatti, tramite i pulsanti UP e DOWN, oppure in maniera “fine” agendo con il mouse in corrispondenza della lancetta rossa.
Questo riverbero può lavorare in diverse modalità che, coadiuvate dal controllo Width, ci consentono di poter trovare la giusta stereofonia in base alle esigenze che si presentano.
– Stereo> mono > stereo – Split stereo
– True stereo
– Cross split stereo
– Panned (width) mono
– Follow the source
Ognuna di queste mi ha abbastanza incuriosito, in quanto, conferisce al suono una spazializzazione differente, per cui: non esiste una modalità migliore o peggiore, vale a dire “sperimentare non costa nulla!”.
In alto a sinistra possiamo scegliere varie tipologie di lastre.
– Standard steel: classico plate dal suono pieno, per l’appunto, standardizzato.
– Thick steel: suono più smorzato rispetto al precedente (a parità di decay) caratterizzato da un attacco più pronunciato.
– Thin iron: suono meno smorzato rispetto al precedente, caratterizzato da un timbro decisamente scuro.
– Thin brass: suono un po’ più smorzato rispetto al precedente, e più aperto.
– Elastic: suono particolare, vagamente simile a quello di un riverbero molla, per il fatto di essere, per l’appunto, elastico.
Cliccando sull’immagine della struttura con il mouse, possiamo ascoltare il suono di questo riverbero al “naturale” senza necessariamente utilizzare una sorgente audio a cui applicarlo.
Da quello che abbiamo potuto analizzare, possiamo dedurre che le soluzioni timbriche di certo non mancano.
Latenza e consumo CPU
Ho riscontrato una latenza di 2048 samples (in Reaper a 48KHz) e un consumo di CPU medio, nulla di decisamente preoccupante, per quanto mi riguarda.
Un riverbero del genere viene spesso utilizzato sulle batterie (i rullanti in particolare) su voci e chitarre, ma ovviamente, nulla vieta di sperimentare su qualsiasi sorgente: l’importante è che si arrivi al suono che si ha in mente, senza fossilizzarsi troppo sulle “regole audiofile”.
Ricordate sempre che questo è uno strumento che non ricorda la normale riverberazione di una room/hall, ma è un qualcosa che potrebbe non risultare idoneo, se si è alla ricerca di un sound che ricordi uno spazio reale, magari, perché ad esempio, si ha a disposizione una traccia dal sound troppo “dry” e la si vuole “bagnare” con un riverbero più naturale possibile.
Prezzo: 39,99 dollari
Non solo “analog in the box”: ecco SoundBrigade
In questo caso siamo di fronte a uno strumento prettamente digitale, che lavora a livello spettrale, utilizzando un alta risoluzione.

Immaginatelo come un processore di dinamica che lavora in multibanda, ma con un numero di bande/filtri indefinito.
Con i controlli CENTER e RANGE è possibile mettere a fuoco una porzione di spettro, all’interno della quale il processore deve lavorare.
ACTION vedetelo come una sorta di controllo range/ratio, che tipicamente si può trovare in vari plugin (equalizzatori dinamici, compressori multibanda e simili).
Riguardo THR (threshold) e MAKEUP non c’è molto dire, parliamo di controlli decisamente standard, che non richiedono particolare spiegazione.
Posso regolare l’attacco, a scatti, scegliendo tra due valori disponibili: control (attacco veloce) e snap (attacco lento); Il rilascio è invece automatico.
A questo processore possiamo affidare una MISSION, in base a cinque disponibili.
– Tame: tiene sotto controllo la porzione di spettro che abbiamo scelto, comprimendo le bande interessate, in maniera trasparente.
– Control: in questo caso, con il controllo ACTION decido quanta porzione di spettro interessata deve essere enfatizzata, mentre con THR decido quanto materiale audio deve essere coinvolto nella compressione, sempre in base alla porzione di spettro interessata. Ne viene fuori una sonorità che potrebbe risultare aggressiva, per il fatto che vado a “schiantare” (all’aumentare di ACTION) la porzione di spettro scelta verso la threshold (la restante parte dello spettro non viene processata). Scegliendo questo algoritmo posso conferire alla traccia una certa vitalità/aggressività, magari lavorando in parallelo, e allo stesso tempo ho sotto controllo i picchi (dipende comunque da come setto l’attacco).
– Wake-up: in questo caso il processore si comporta come un expander spettrale, cosa molto utile quando si vuole (ri)dare dinamica a una traccia dal suono troppo piatto/compresso.
– Rotate: in questo caso non si lavora sulla dinamica spettrale (THR e ACTION non funzioneranno) ma bensì sulla fase del segnale, sempre a livello spettrale, effettuando delle rotazioni. Ne viene fuori un suono molto particolare, che ben si sposa con le applicazioni di sound design, il quale ricorda un po’ quello di un raggio laser, o se volete, un suono elastico (classico “twack”).
– Master: algoritmo simile a tame ma meno aggressivo nell’azione, a parità di settaggio, con parametri dei filtri fortemente dipendenti dalla frequenza. Consigliato, per l’appunto, in situazioni di mastering.
TILT bisogna vederlo come un controllo che regola la pendenza di un ipotetica threshold spettrale, vista come una linea retta (se TILT = 0 dB/ottava) in poche parole: più aumento la pendenza (3 o 6 dB/ottava) e più questo processore spettrale tenderà a preservare la parte sinistra dello spettro, o se volete, la gamma bassa-medio bassa, a discapito della parte destra dello spettro, o se volete, la gamma alta- medio alta, che tenderà potenzialmente ad essere compressa/espansa di più.
Latenza e consumo CPU
Non dobbiamo assolutamente preoccuparci da questo punto di vista: latenza zero e basso consumo CPU.
Con SoundBrigate possiamo attenuare dinamicamente una, più risonanze, o un determinato range di frequenze; tenere sotto controllo le note del basso, ammorbidire le alte frequenze (magari senza trascurare il controllo TILT) utilizzandolo come de esser, espandere un determinato range dello spettro, cimentarci in operazioni di sound design, comprimere/espandere in modalità full range, e volendo, conferire carattere/aggressività (utilizzando l’algoritmo CONTROL). Il tutto può essere visto sia in ottica di mix che mastering.
Prezzo: 29,99 dollari
Una delle ultime novità: MainEQ
Anche in questo caso parliamo di uno strumento digitale, nel caso specifico, di un equalizzatore dinamico costituito da 10 bande, che possono lavorare sia in compressione che espansione (ovviamente anche in modo statico) più la presenza di un filtro passa alto e un passa basso. In aggiunta c’è un filtro tilt (statico, a pendenza variabile) grazie al quale è possibile fare la classica equalizzazione “tilt” (in un precedente articolo ho spiegato più nel dettaglio questo tipo di tecnica).

L’attacco e il rilascio di ciascun filtro sono automatici, senza possibilità d’intervento da parte dell’utente, cosa che garantisce, sicuramente una velocità di settaggio maggiore, ma potrebbe limitarne la versatilità.
Cliccando due volte sul triangolo (in basso) associato al singolo filtro, questo diventa dinamico, e ci si ritrova a dover settare la Threshold e il Ceiling (vedetelo come il controllo inerente al limiter che ciascun filtro possiede). Con il cerchietto (vicino alla campana) boosto oppure attenuo (staticamente).
Target vedetelo come in controllo range – ratio, che può assumere sia valori positivi (espando) che negativi (comprimo).
– D-W sta per “wet” e “dry”, ossia, processing parallelo.
– M-S sta per “mid” e “side”.
La detection del singolo filtro può essere standalone, e può dipendere dal proprio filtro (self), da tutto lo spettro (full-range), da tutto quello che si trova al di fuori del filtro scelto (rest), oppure da uno degli altri filtri interni disponibili (ed esempio, la punta del rullante tiene sotto controllo, oppure espande, la parte bassa in cui si trova la fondamentale).
La detection può anche dipendere da uno dei 10 canali (interni) che ci mette a disposizione questo plugin, da non confondere con i classici ingressi sidechain (esterni) presenti tipicamente in questa tipologia di processori. Ad esempio, posso comprimere una specifica gamma di frequenze del basso elettrico, associato al canale 2, utilizzando il canale 1, associato alla cassa della batteria (devo caricare un’altra istanza). In questo modo posso effettuare la classica compressione sidechain, lavorando nel dominio della frequenza.
Altre funzionalità/utilità
– ANALIZZATORE DI SPETTRO INTEGRATO.
– UTILITIES: vari template utili, undo, redo, clear EQ e altro…
– COPY – PASTE settings (utile quando utilizzo più istanze e/o gli SLOT interni per i preset).
– INVERT (fa riferimento al guadagno di tutti i filtri).
– AUTOGAIN (il volume viene mantenuto più costante possibile durante le regolazioni).
– Posso raggruppare e linkare (POLYS) i guadagni di tot filtri (CTRL + click).
Tramite l’analizzatore posso attivare la funzione FLAT, ossia, dopo aver analizzato il materiale audio e schiacciato l’apposito tasto, l’equalizzatore proverà a restituirmi una curva di equalizzazione più piatta possibile, nonché bilanciata, che posso successivamente correggere, agendo sui filtri coinvolti.
È possibile “matchare” gli spettri di due tracce, sempre utilizzando l’analizzatore. Ad esempio, voglio che lo spettro (out) del canale 1 somigli il più possibile a quello del canale 2, su cui ho inserito un’altra istanza di MainEQ. –

Cliccando su MATCH, l’equalizzatore proverà a restituirmi una curva di equalizzazione simile a quella del canale 2, che posso correggere manualmente.
Cliccando su CARVE, viene applicato lo stesso concetto, con la differenza che l’equalizzatore viene settato per ottenere uno spettro complementare.
In tutti e 3 i casi verrà abilitata la funzione POLYS, che è possibile disattivare totalmente andando in UTILITIES e scegliendo “free all polys”.
Con MainEQ è possibile equalizzare nel senso classico e/o in maniera dinamica, combinando compressione ed espansione, e grazie alla flessibilità della detection dei filtri, è possibile fare dei settaggi con più criticità.
Rispetto a SoundBrigate, lavora in maniera meno chirurgica e più standard, mantenendo una risoluzione non spettrale, tenendo presente che il primo non è assolutamente un equalizzatore, e ha controlli differenti rispetto a MainEQ, oltre a un routing e un concetto di base, abbastanza diversi.
Latenza e consumo CPU
Lavorando a pieno a carico (tutte le bande dinamicamente) ho riscontrato un consumo CPU di tipo medio-basso, e una latenza nulla, cose sicuramente positive, per un processore di dinamica come questo.
Prezzo: 39,99 dollari
Per chi volesse approfondire, vi allego l’articolo dove spiego più nel dettaglio, la questione relativa ai consumi CPU in base alla categoria d’appartenenza, più altri dettagli.
Link: Audiothing fog convolver
L’ultimissima novità: A25
Quinto ha lanciato ultimamente una versione “affordable” del classico bus compressor, API 2500, sfruttando alcuni vantaggi che offre il digitale.

Ufficialmente esistono solo 2 competitor che propongono l’emulazione di questo compressore, cosa che con molta probabilità, Quinto sapeva. Infatti, non è la prima volta che si dedica alla realizzazione di software che non hanno molta concorrenza, cercando sempre di offrire agli utenti degli strumenti dal prezzo contenuto, e con l’aggiunta di controlli extra.
Questo plugin è ancora in fase di test, per cui, non posso ancora esprimere alcun giudizio a riguardo, magari ne riparleremo in un prossimo articolo…
Prezzo: 29,99 dollari
Considerazioni finali
Come di consueto, passiamo alle considerazioni finali, cercando di essere sempre esaustivi e lucidi, sulla base di quanto esaminato fino a questo momento.
Roundtone
Il mercato dei tape emulation è abbastanza saturo, ma bisogna anche dire che questo plugin è sul mercato da svariati anni, quindi, non è di certo l’ultimo arrivato, anzi, possiamo quasi definirlo un “evergreen” per questa categoria di plugin, specialmente se si ha necessità di spendere poco. Globalmente mi ha soddisfatto, ma, mi piacerebbe vedere altre features, in futuro, ad esempio, altre tape formula, il crosstalk (per dare un ulteriore senso di tridimensionalità sonora) e avere la possibilità di poter saturare facilmente in maniera aggressiva, qualora ne sentissi la necessità.
Verbtone
Attualmente è uno dei riverberi plate più economici sul mercato (forse il più economico) dal rapporto qualità prezzo interessante, dal sound convincente, versatile e facile da utilizzare. Spero di vedere, prossimamente, qualche nuovo modello di plate, nell’apposito menu.
SoundBrigate
Uno strumento di questo tipo non ha tantissimi competitor, se poi consideriamo che ha un prezzo contenuto, non è complicato da settare e ha un sound interessante, direi che vale la pena darci un occhiata. Mi piacerebbe avere anche la possibilità di lavorare in MS e dual mono, di settare al meglio l’attacco (magari anche il rilascio) e di avere un analizzatore più chiaro e preciso, dal punto di vista grafico, di modo tale da individuare più velocemente le frequenze problematiche.
MainEQ
Il concetto che c’è dietro questo plugin è sicuramente interessante, così come il sound e il prezzo. Devo dire che non mi è piaciuto molto l’analizzatore di spettro, dal punto di vista della risoluzione, così come non mi è piaciuta molto la parte grafica, a tratti un po’ confusionaria. Potrebbe essere ancora più versatile se desse la possibilità di regolare l’attacco e il rilascio in maniera manuale, e mi piacerebbe poter mettere le singole bande in “solo”.
Tornando alla domanda che mi sono posto all’inizio dell’articolo: bisogna necessariamente spendere una cifra importante per ottenere un sound “ok”?
La risposta è: certamente, ma bisogna saper acquistare e dare il giusto valore alle cose, considerando il fatto che sul mercato ci sono tantissime aziende, che ci bombardano ogni giorno con “offerte” e prodotti di ogni tipo, e potrebbe capitare di ritrovarsi di fronte a dei prodotti, per quanto mi riguarda, sovrastimati, che non rispecchiano il loro reale valore, dal punto di vista qualitativo, nonché sonoro. Quindi, ragionate con la vostra testa (e le vostre orecchie) prima di cimentarvi in acquisti di questo tipo.
Sknote è sicuramente un brand che offre dei prodotti validi, in grado di portare il sound a livelli “ok”, che consiglio a tutti coloro (professionisti e non) che vogliono aggiungere strumenti interessanti alla propria collezione di plugin, senza spendere cifre esorbitanti.
Vi informo che è possibile scaricare la versione DEMO solo per alcuni prodotti, nel caso specifico: Verbtone e MainEQ. In tutti gli altri casi potete fare affidamento al canale youtube di Quinto, che provvede periodicamente a caricare dei video dimostrativi, oppure (nel caso peggiore) chiedere il rimborso, contattando il diretto interessato via email.
Per quanto mi riguarda, preferisco provare i prodotti in prima persona anziché seguire video dimostrativi, perché in genere faccio molti test sui plugin, che spesso e volentieri non vengono fatti nella maggior parte dei video dimostrativi e/o tutorial. Ad ogni modo, consiglio comunque questo marchio, sperando che tutti questi piccoli aspetti vengano migliorati.
Per oggi è tutto, alla prossima…
Sito del produttore: www.sknoteaudio.com
Per quanto riguarda i prodotti DEMO:
Canale youtube: Quintosardo/videos