Estas Tonne, Michael Shrieve – musica e mantra

Fabio Pesce

Ho avuto la possibilità di assistere al concerto di Estas Tonne e Michael Shrieve al Vegas City Hall di Mosca, il 28 aprile 2019, durante l’Integration tour.

Conosco Estas Tonne da quando suonava per strada nel 2012 e i suoi video rimbalzavano su vari canali youtube, presentandolo come chitarrista-fenomeno (il brano Golden Dragon ha superato 60 milioni di visualizzazioni).
Ideatore di un genere gipsy-spirituale-elettronico, è idolatrato da fan di tutto il mondo per il suo modo intimo e trascendentale di interpretare i suoi brani con la sua presenza magnetica. Sbarcato a New York poco dopo l’attentato alle torri gemelle del 2001, si trasforma da semplice chitarrista di strada in un performer di tutto rispetto, battendo teatri e auditorium di tutto il mondo con oltre 2000 concerti all’attivo.

Estas Tonne

Nato nell’Ucraina sovietica, ama definirsi nomade. Proprio nel suo vasto girovagare, conosce in Australia Michael Shrieve che, come ha raccontato Estas durante il concerto, lo aveva visto sul web e gli aveva chiesto di suonare con lui per strada, ovunque fosse possibile. Estas in quel periodo era diretto in Australia e Michael fu di parola, decidendo di seguirlo con un volo transcontinentale.

Nasce così questo sodalizio con un primo concerto a Seattle nel novembre del 2018.

Michael Shreive nel 1969 a Woodstock con Santana

Michael Shrieve ha bisogno di poche presentazioni. Classe ’49, è noto per essere stato il batterista di Santana nella mitica Woodstock del 1969 e successivamente per aver suonato in tutti gli album della band dal ’69 al ’74. Al suo attivo ha registrazioni di concerti con band e solisti del calibro dei Rolling Stones, Mick Jagger, John McLaughlin, Bill Frisell, Fredy Hubbard

Dal 1998 è nella Rock Hall of Fames con i Santana e nel 2011 i lettori del Rolling Stone Magazine lo hanno annoverato tra i dieci migliori batteristi del mondo.

Ma veniamo al concerto.

Cominciamo col dire che non può definirsi un concerto nel senso classico del termine; si tratta di un’esperienza di tipo mistico, sensoriale, un percorso tra intrecci sonori che segue regole più emozionali che musicali, con ritmi che crescono e decrescono, improvvisazioni, assenza di pause tra i brani (cosa che lascia un po’ gli spettatori in ansia da applauso), dinamiche che cambiano improvvisamente.

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il manifesto del concerto di Mosca

Il concerto comincia con una tenue luce azzurra, una sorta di Om in sottofondo, con Estas da solo in scena che accende un bastoncino di incenso, una sorta di rituale, spegnendolo poi con un particolare movimento del braccio che ricorda quello di un sacerdote con il suo incensiere. Il bastoncino di incenso poi viene bloccato sulla paletta della chitarra. Estas con una voce soft, quasi sofferente, introduce lo show e comincia.

Tutto fa pensare ad una sorta di rito sonoro più che a un concerto vero e proprio.

Il tutto durerà il tempo di due bastoncini di incenso…

Entra poi Shrieve, mentre il brano è ancora in corso, e comincia una parte ritmica inizialmente un po’ confusa, poi più definita.

Se usciamo dall’atmosfera mistica dell’evento, il concerto è un continuo improvvisare – più o meno strutturato – intorno ad accordi minori resi ancor più severi dal prolungamento delle note di reverberi ed effetti.

È una sorta di mantra che si ripete, senza evolversi mai (come i mantra in genere sono).

Estas è sicuramente molto bravo con le dinamiche dei volumi e riesce a creare atmosfere diverse con poche note. Shrieve segue il flow accentuando con la batteria gli stati d’animo, dove richiesto, e restando in disparte con leggeri tintinnii o spazzole dove serve.

L’impressione è che a volte il duo sia un po’ staccato dal contesto, come due musicisti bravi che suonano insieme sullo stesso palco ma ognuno alla ricerca del proprio spazio.

L’amplificatore di Estas va spesso in saturazione, probabilmente per una scelta specifica dell’esecutore, dato che la cosa si ripete come se si trattasse della ricerca di un suono diverso, una sorta di white noise.

L’unico brano con un inizio e una fine è il “lullaby” finale, che ha una struttura più tradizionale.

Ero al concerto con quattro persone: una ha pianto, due si sono annoiate, una aveva già visto Tonne in solo e ha trovato la batteria un po’ disturbante, direi che è una buona casistica!

il concerto di Mosca

I pedali effetto di Estas Tonne

Tutti i suoni prodotti nello spettacolo sono generati dalle chitarre e dai pedali elettronici. Per gli appassionati di gear, da chitarrista, ho provato a ricostruire la strumentazione (basandomi anche su altre fonti e foto).
Mi manca il riconoscimento dell’effetto bianco in fondo alla foto, direi che si tratti di un pedale della serie Boss: se qualcuno ha suggerimenti può lasciarli in una nota in calce all’articolo.

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Boss SL-20 Slicer
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TC Electronic Hall of Fame Reverb
Electro Harmonix micro Pog
Electro-harmonix freeze sound retainer compression pedal

Boss Equalizer GE-7

Buona musica a tutti!

IFabio Pesce

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