Overloud è un brand italiano che sviluppa varie tipologie di software audio, sia standalone che plugin, per soddisfare le esigenze di molteplici categorie di utenti, dal musicista fino al fonico professionista.
In questo articolo mi soffermerò sulla GEM series, una raccolta di plugin ispirata a famosi hardware storici, la quale ha attirato l’attenzione di molti utenti, me compreso.
Oggi, in particolare, tratterò TAPEDESK, un plugin che emula un sistema composto da preamplificatore, registratore a nastro e banco analogico.
Tratterò l’interfaccia principale, descrivendone i vari comandi ed eseguirò vari test, sia audio che grafici, facendo varie considerazioni. Infine trarrò le opportune conclusioni, per capire se questo plugin è valido o meno.
Premessa

TAPEDESK emula il sistema che vedete raffigurato: ci sono una sorgente e un preamplificatore di un banco analogico. L’uscita di questo pre va in un registratore a nastro; successivamente, dal nastro si ritorna sul banco per monitorare il tutto (sul canale).
È un sistema da “vecchia scuola”, che viene utilizzato ancora oggi, solo che, al posto del registratore a nastro, ci sono un computer, una DAW, e il tutto viene interfacciato tramite convertitori AD – DA.
C’è da precisare che per usare i registratori a nastro, che non sono stati totalmente abbandonati, ci si deve necessariamente interfacciare con i dispositivi su elencati.
L’interfaccia principale
Vorrei iniziare con una panoramica generale sui vari controlli che costituiscono questo plugin, mentre in seguito analizzerò nel dettaglio cosa accade al variare di uno o più di questi.

Il sistema è compattato in un’unica interfaccia: abbiamo la sezione di input/MIC PRE (del banco), la parte relativa al registratore a nastro e il ritorno sul canale del banco. Ogni sezione, tra l’altro, è disattivabile.
Questo plugin offre tre banchi virtuali analogici differenti, ispirati a famosi modelli, per la precisione: s4000 (SSL 4000), N80 (NEVE), T88 (TRIDENT).
Ogni sezione ha un meter che può lavorare sia in modalità VU classica che in modalità PPM (peak-programme-meter).
Si può quindi monitorare, in un certo senso, il livello medio del segnale, oppure il livello di picco, immaginando di lavorare in un contesto totalmente analogico.
Per quanto riguarda il registratore a nastro, del tipo “2 inch 24-track tape machine”, ci sono pochi controlli, racchiusi in un’interfaccia compatta, di facile lettura e comprensione. Non c’è quindi molto su cui agire e questo sicuramente fa risparmiare tempo, nella pratica.
Al centro si trovano REC LEVEL e PLAYBACK LEVEL, vale a dire livello di registrazione e livello di riproduzione. Questi possono essere linkati, in modo tale da mantenere il più possibile costante il livello di volume percepito durante le regolazioni. Approfondiremo meglio, a breve, la questione riguardante questi due controlli.
In basso abbiamo TAPE SPEED, che consente di regolare la velocità di rotazione del nastro, con possibilità di scegliere fra tre velocità differenti: 7.5, 15 e 30 IPS (pollici al secondo).
Abbiamo poi il controllo di BIAS, a due posizioni, NORMAL e OVER, tramite il quale possiamo aggiungere un segnale ad altissima frequenza; in passato si diceva che potesse migliorare il suono generale, lavorando quindi in OVERBIAS, in questo caso +3dB.
Dal punto di vista timbrico, per quanto riguarda TAPEDESK, questo parametro influenza un po’ le alte frequenze e il guadagno. Ad ogni modo parliamo di regolazioni eleganti e gentili, che influenzano in maniera minima il timbro: sperimentare non costa nulla.
Il controllo WOW FLUTTER influenza la velocità di rotazione del nastro, mettendo in risalto un difetto tipico di questi dispositivi: la non costante velocità di rotazione, in situazioni reali. In pratica, posso stabilire a mio piacimento quanto deve essere incostante la velocità di rotazione del nastro, con una conseguente modulazione di pitch del segnale audio, non indifferente, soprattutto se si esagera con questo controllo.
Possiamo avere virtualmente un nastro ideale, costante in velocità al 100%, oppure aggiungere alcune imperfezioni, magari in maniera creativa, o per dare un tocco “vintage” al segnale audio.
Vorrei spendere inoltre due parole sul parametro TOLERANCES: abilitandolo, entra in gioco un algoritmo che simula la tolleranza dei componenti dei canali che costituiscono un ipotetico banco analogico. Ho caricato, ad esempio, una traccia mono e un’istanza stereo di Tapedesk. Ho poi abilitato questo parametro, e mi sono reso conto che effettivamente c’è una differenza tra canale sinistro e destro: non sono perfettamente uguali proprio a causa della tolleranza dei componenti virtuali che costituiscono i due canali del banco considerati.
I programmatori ci offrono quindi la possibilità di poter vivere, in un certo senso, un’esperienza “analog in the box”, mettendo in evidenza le imperfezioni, belle o brutte che siano, che fanno parte del DNA delle macchine analogiche.
I componenti elettronici hanno delle tolleranze, che troviamo annotate nelle tabelle del prodotto, espresse in percentuale. Un resistore da 2k ohm potrebbe avere un valore di resistenza pari a 1,8k o 1,9k, ad esempio. Per cui possiamo ben immaginare che due dispositivi analogici, apparentemente uguali sulla carta, nella realtà non suoneranno allo stesso modo.
La risposta in frequenza dell’intero sistema: alcuni test
Vediamo adesso come varia la risposta in frequenza dell’intero sistema al variare di alcuni controlli.
Per il momento considero solo la console s4000 e vario il controllo TAPE SPEED, tenendo sempre accesa la simulazione di MIC PRE. Quindi lascio interagire totalmente i tre blocchi che costituiscono questo sistema. Inoltre, come segnale test, ho preso il classico rumore bianco. Andiamo quindi a vedere i risultati ottenuti.




Come si può vedere, questo sistema non ha una banda passante “flat” da 20 hz a 20khz; per la precisione, al diminuire della velocità del nastro si ha un taglio maggiore sulle alte frequenze e un taglio minore sulle bassissime.
Non possiamo sicuramente parlare di “trasparenza”, e la cosa non mi sorprende più di tanto, dato che sto analizzando una catena analogica virtuale, in cui è presente, peraltro, anche un registratore a nastro, per il quale non è minimamente possibile pensare in questi termini.
Bisogna poi anche considerare il contribuito che dà il banco analogico a tutto l’insieme: infatti, a parità di velocità del nastro, i vari banchi alterano la risposta in frequenza del sistema. Prendo come riferimento il settaggio a 30IPS.



Il banco s4000, rispetto agli altri due, è quello che ha la risposta in frequenza più bilanciata; l’N80, invece, enfatizza di più la gamma medio alta; infine, il banco T88 è quello che ha la risposta più estesa sulle basse.
Combinando fra loro tape speed e i vari banchi analogici virtuali, possiamo quindi ottenere varie combinazioni timbriche, avendo a disposizione solo pochi controlli.
Per quanto riguarda il BIAS, dal punto di vista grafico non cambia granché: come ho detto precedentemente, il BIAS influenza in maniera gentile il tutto.

Alcune considerazioni
In questo test ho adoperato un REC LEVEL pari a 0 VU, linkandolo al PLAYBACK LEVEL. Gli altri stadi invece, lavorano intorno a 0 PPM.
Di default 0VU è impostato a -14dBFS, anche se possiamo comunque cambiare questo valore, andando nel menù in alto a destra, e calibrare quindi il meter come più ci piace. Cambiare questo valore, ovviamente, non comporta la modifica dell’headroom del sistema totale: semplicemente è una questione, più che altro, di abitudine e/o comodità. Nella realtà lo 0 VU, in digitale, corrisponde a un valore che dipende dal dispositivo analogico che si sta utilizzando esternamente, nonché dalla sua headroom.
THD (total- harmonic- distortion)
Vediamo se in qualche modo questo plugin genera distorsione/saturazione e in che misura. Utilizzo la classica sinusoide a 1000hz come segnale test: vediamo quindi se questo sistema conferisce al segnale delle armoniche.
Il livello di registrazione del tape è sempre 0 VU= – 14dBFS, linkato al playback level, con gli altri stadi che lavorano intorno a 0 PPM. Il MIC PRE è sempre attivato, e la console di riferimento è la S4000. Il BIAS è normale, con tape speed a 30IPS.


Dunque, abbiamo a che fare con un sistema non lineare: mando in ingresso una sinusoide e man mano che alzo/abbasso il livello d’ingresso restituisce, in uscita, non semplicemente una sinusoide, amplificata o attenuata, ma una sinusoide con l’aggiunta (o meno) di una combinazione di armoniche pari e dispari, sicuramente non una sinusoide pura.
Per quanto riguarda la sezione MIC PRE, se la disattiviamo, il contributo delle armoniche viene attenuato; chiaramente, anche i vari banchi analogici contribuiscono a ciò.
Provando con una velocità del nastro più bassa, vengono ovviamente sottratte delle armoniche in gamma alta.
Ho condotto un ulteriore test con un settaggio più spinto: MIC PRE al massimo (0 VU), così come il livello di registrazione del tape, linkato come sempre al livello di riproduzione. Lo stadio finale lavora a 0 VU.

In questo caso, entra in gioco una saturazione molto evidente, che enfatizza di più le armoniche dispari e che possiamo definire di tipo “warm tape”, almeno per quanto riguarda questo registratore a nastro in particolare; ne deriva un suono ben riconoscibile, che possiamo trovare solamente in questa tipologia di plugin.
Se prendessi un oscilloscopio, mi accorgerei che la sinusoide in questo caso, inizierebbe ad assumere una forma squadrata, simile a una pseudo onda quadra.
Provo adesso un ultimo settaggio: MIC PRE al massimo,
basso livello di registrazione, non linkato, e manopola del livello di
riproduzione a fine corsa; lo stadio finale lavora a +3 VU.

Ne esce un risultato simile a quello visibile nella seconda immagine, con la differenza che ci sono più armoniche e stavolta quelle pari tendono ad essere un po’ più enfatizzate.
Questo succede perché, in questo caso, ho dato una “priorità” maggiore alla sezione relativa al banco analogico (preamp compreso), cercando di sovraccaricare il canale in maniera evidente.
Ho ottenuto quindi un altro tipo di saturazione, sfruttando al massimo la caratterista del banco considerato, tenendo invece basso il livello di registrazione del tape. Passando poi da un banco a un altro, si possono ottenere altri suoni: come ho già scritto, sperimentare non costa nulla.
Un primo suggerimento ai programmatori è di inserire un controllo per regolare il livello del segnale, prima di entrare nello stadio MIC PRE, e un altro controllo dopo l’ultimo stadio, in modo tale da regolare il livello d’uscita generale, magari (perché no?) dopo aver sovraccaricato il canale del banco in maniera evidentissima. Sarebbe una buona cosa anche l’inserimento di un controllo dry – wet, così il plugin diventerebbe ancora più “simpatico” e flessibile.
Abbiamo visto come interagiscono tra loro queste tre sezioni, sia dal punto di vista della risposta in frequenza, sia dal punto di vista della saturazione, e abbiamo visto che questo sistema non conosce minimamente la parola “trasparenza” e “linearità” (come è giusto che sia). L’azienda, del resto, ci aveva messo in “guardia”, recitando così:
“- Faithful interactions between the console and the tape machine
– Simulation of all transformers in the original units”
Latenza e consumo CPU
Questo plugin ha un consumo di CPU basso, infatti l’ho inserito nella categoria dei plugin a basso consumo CPU (per approfondimenti vi consiglio di leggere il mio articolo precedente).
La latenza è di qualche sample (4 sample lavorando a 44100 hz), ma solo se si attiva l’oversampling (di default è attivo), dunque non c’è da preoccuparsi minimamente.
Funzionalità “simpatica”
Questo plugin offre la possibilità di mettere delle etichette, che possiamo rinominare a nostro piacimento: basta andare nel menù in alto a destra e cliccare su “Add Scribble”.
Il test audio: alcune considerazioni
Alcuni colleghi/addetti ai lavori mi hanno fornito delle tracce su cui testare TAPEDESK. I dettagli sul test audio li troverete alla fine di questo articolo.
Ho cercato di mettere in pratica quello di cui ho parlato precedentemente, nella parte riguardante i test grafici.
Conclusioni
Il plugin costa 179 euro (è possibile trovarlo anche a prezzo scontato), quindi non rientra fra i plugin “consumer/cheap”.
Gli aspetti positivi sono:
- Veloce da settare
- Buona versatilità
- Basso consumo CPU
- Il tape ha un suono convincente e non ci si perde in una miriade di manopole, considerando che ha pochi controlli (ma buoni): tempo risparmiato al 100%
- I tre banchi analogici (MIC PRE incluso) offrono la possibilità di poter dare ulteriore colore al suono, sia dal punto di vista dell’equalizzazione, sia dal punto di vista della saturazione, in maniera immediata, con un semplice click.
Ricordo che le tre sezioni sono comunque disattivabili singolarmente, quindi non siamo vincolati a nessuna di esse dal punto di vista della colorazione sonora; se disattiviamo il banco analogico, si disattiva anche la parte relativa al preamplificatore del canale.
In sintesi, abbiamo a che fare con plugin molto valido, a mio avviso, migliore di alcuni suoi competitor. In giro ci sono tanti plugin di questo tipo, ma non tutti hanno un suono convincente al 100%, o comunque non hanno la stessa completezza di questo, e non mi riferisco alla versatilità, ma al sound complessivo. Immaginiamolo come un dispositivo che allo stesso tempo equalizza, comprime e/o satura il segnale, quindi conferisce colore al suono, grazie alle caratteristiche dei vari stadi. Ciò non toglie che è necessario comunque sperimentare per trovare il proprio sound.
Certo, ben vengano futuri upgrade, ad esempio l’inserimento di quei controlli di cui ho parlato precedentemente, magari qualche altro modello di tape virtuale e/o la possibilità di poter rallentare ancora di più il nastro. Ad ogni modo non ci sono dubbi: questo plugin è assolutamente consigliato. Vi lascio alla parte relativa all’audio, più qualche link utile.
Per oggi è tutto, alla prossima.
Giuseppe Marrazzo
Ps: si consiglia l’utilizzo di buoni monitor per l’ascolto dei file audio, altrimenti potreste non percepire differenza tra “bypass” e “ON”.
Inoltre, la lista dei file audio potrebbe subire degli aggiornamenti, vi consiglio quindi di consultare questo articolo periodicamente.
Demo files audio: vari MIXBUS
Mettiamo subito a dura prova questo plugin, utilizzandolo su vari mixbus: i settaggi non sono, ovviamente, estremi, ma ascoltando attentamente noterete delle differenze…
Nota bene: questi mix sono stati processati utilizzando solamente Tapedesk: ho cercato un settaggio che si sposasse al meglio con la caratteristica sonora del singolo mix. Pertanto, questi non sono assolutamente da considerare come master finiti!
Ringrazio lo studio “GodFather Studio” e il sig.re Massimiliano Pone per avermi fornito il materiale audio, per testare i plugin Tapedesk.
TOLERANCES e MIC PRE saranno sempre attivi.
MIXBUS 1: 7.5 IPS –T88 – wow flutter medio basso
MIXBUS 2: 15 IPS – N80 – wow flutter basso
MIXBUS 3: 30 IPS – S4000– OVERBIAS – wow flutter basso
Link utili
Sito Ufficiale: https://overloud.com