In un precedente articolo ho introdotto la GEM SERIES della Overloud, presentando Tapedesk. Oggi continuerò a parlare di questa serie presentandovi DOPAMINE, un plugin che emula un sistema correlato ai registratori a nastro.
DOPAMINE emula alcuni famosi sistemi di noise reduction ispirati a due modelli in particolare: il 361 (Dolby) e il 180 (dbx).
“Le origini del mito”
Questi furono progettati per contrastare il rumore di fondo dei registratori a nastro, un problema non indifferente.
Il principio di funzionamento è questo: il sistema schiarisce o comunque boosta il segnale audio dinamicamente prima di entrare nel registratore a nastro, in modo tale da ottimizzare il rapporto segnale/rumore, stando quindi il più lontano possibile dal rumore di fondo di questo dispositivo. Questa prima fase viene detta fase di codifica.
In uscita vi è poi una seconda fase, ossia la fase di decodifica, dopo la quale si ritorna alla situazione d’origine.
Quindi la traccia originale non risulta alterata e non rischia di essere “mangiata” dal rumore di fondo, alla fine di tutto il processo.
Come viene usato nella pratica
Qualcuno ha pensato di utilizzare questo sistema come una sorta di enhancer, sfruttando solamente la codifica, che tra l’altro è quella che viene emulata dal plugin in questione.
Passo quindi all’analisi dei singoli modelli.
Il modello 361

Dopamine: il modello 361
L’interfaccia principale è molto semplice da comprendere ed è composta da pochi controlli: DRY, WET e LEVEL, sui quali non mi soffermerò più di tanto, considerata la loro semplicità.
Il controllo più importante è COMP: esso controlla la dinamica di tutto il processo e può essere visto, se vogliamo, come un compressore o comunque un processore di dinamica, racchiuso in una sola manopola, che può conferire alla traccia un carattere snap, in quanto lascia passare un buon attacco. Cerca quindi di preservare i transienti il più possibile. Molto dipende però dalla sorgente a cui stiamo applicando questo processore, quindi dal suo contenuto spettrale e dal suo inviluppo, dato che non si può regolare l’attacco a proprio piacimento.
Il dispositivo lavora con dei moduli (schede) che possiamo virtualmente inserire nello slot in fondo a destra.
Il 361 mette a disposizione due moduli intercambiabili: A-TYPE e NOISE STRESSOR.
Ogni modulo ha una caratteristica diversa, che di fatto modifica il comportamento dell’intero dispositivo.
361: la risposta in frequenza ( modulo A-TYPE)
Utilizzo il classico rumore bianco per analizzare la risposta in frequenza per vedere cosa succede al variare del controllo COMP. Il rumore bianco è a -14 dBFS, il segnale wet sarà al 100%, quindi metterò a fuoco solamente il processo di questo dispositivo. Nella pratica, ovviamente, ognuno miscelerà dry e wet come vorrà.

Rumore bianco

Risposta in frequenza del 361: COMP 0% – modulo A

Risposta in frequenza del 361: COMP 50% – modulo A

Risposta in frequenza del 361: COMP 100% – modulo A
All’aumentare di COMP il sistema cambia la propria risposta in frequenza: lavorando con il modulo A-TYPE posso boostare la gamma bassa, ma soprattutto la gamma alta, oltre al fatto che la dinamica subisce quel processo sempre più marcato (all’aumentare di questo controllo) di cui ho parlato poco fa.
Da come si può vedere man mano che aumento COMP vado a boostare i due estremi di banda in maniera sempre più decisa, utilizzando due shelving (low e high) che somigliano un po’ a quelli di tipo resonant.
Questo sistema ha una risposta in frequenza che tende quindi ad arretrare la gamma media, specialmente quando si esagera con COMP.
Immaginate quindi come viene colorato il segnale quando entra in un dispositivo del genere. Il tutto può ovviamente essere miscelato con il segnale non processato.
361: la risposta in frequenza ( modulo NOISE STRESSOR)
Anche per questo modulo il principio è lo stesso: all’aumentare di COMP il processo di equalizzazione diventa sempre più marcato (stesso discorso per la dinamica). Per semplicità allego solamente il grafico della risposta in frequenza con il controllo al 50%; una via di mezzo insomma.

Risposta in frequenza del 361: COMP 50% – modulo NOISE STRESSOR
In questo caso abbiamo a che fare con un hi shelving pseudo resonant, il quale coinvolge anche un po’ la gamma medio alta, ed è chiaramente diverso rispetto al precedente.
La risposta in frequenza in questo caso è sbilanciata sulle alte. Medie e basse sono ovviamente più arretrate.
Una risposta del genere non sorprende più di tanto, in quanto già dal nome “noise stressor” si poteva immaginare un comportamento di questo tipo da parte del dispositivo.
Infatti il range di frequenze che viene boostato rappresenta da un punto di vista psicoacustico una buona parte dell’energia che costituisce il rumore di fondo.
361: THD (total-harmonic-distortion)
Vediamo se questo dispositivo conferisce delle armoniche al segnale e in che misura.
Utilizzo come segnale test la classica sinusoide a 1000hz a -14 dBFS. Per semplicità prenderò in considerazione solo COMP al 50%. Vediamo i risultati ottenuti.

Sinusoide a 1000hz

THD 361: 50% comp – modulo A
Abbiamo a che fare con un sistema non lineare, come visto nel precedente articolo.
Vi è una prevalenza assoluta di armoniche dispari che conferiscono al segnale un certo “warmth”.
Queste possono essere incrementate ulteriormente aumentando ovviamente COMP. Certamente non possiamo parlare di un dispositivo in grado di saturare il segnale in maniera nettissima.
Per quanto riguarda il modulo noise stressor la situazione è la stessa, solo che, a parità di valore (50%), le armoniche sono in quantità minore: bisogna quindi incrementare COMP per avere un risultato simile a quello raffigurato nell’immagine in alto.
Il modello 180

Dopamine: il modello 180
Questo dispositivo è ancora più semplice da utilizzare rispetto al precedente. Da come si può vedere non c’è un comando che controlla la dinamica, e in fondo a destra si trova semplicemente un meter che mostra la quantità di processo che sto applicando.
Basta quindi miscelare a proprio piacimento DRY e WET e poi regolare il livello generale LEVEL. Va notato inoltre che la mancanza di un controllo della dinamica non implica una mancanza, in questo dispositivo, di compressione o comunque di qualcosa che gestisca i transienti in un certo modo. Infatti anche in questo caso è presente quel carattere snap di cui parlavo prima.
180: la risposta in frequenza
Allo stesso modo e alle stesse condizioni di prima,
analizzo la risposta in frequenza.

Risposta in frequenza del 180: 100% wet
Anche in questo caso la risposta in frequenza ha un profilo che, in un certo senso, ricorda dal punto di vista psicoacustico quello del rumore di fondo.
Rispetto alla situazione precedente (361 con modulo noise stressor) stavolta ho una pseudo campana molto larga, centrata intorno a 6khz. Le basse sono arretrate rispetto a tutte le altre frequenze.
180: THD (total-harmonic-distortion)
Allo stesso modo e alle stesse condizioni di prima, vediamo
se questo dispositivo conferisce delle armoniche al segnale e in che misura.

THD 180: 100% wet
Anche qui vi è una prevalenza assoluta di armoniche dispari e l’intensità di queste (armonica per armonica) è simile a quella del modello 361. Ricordiamoci però del fatto che, non avendo in questo caso un controllo simile a COMP, non posso cambiare la quantità di armoniche a mio piacimento; magari posso provare ad abbassare/alzare il livello prima di entrare nel dispositivo.
Dunque, tutto sommato, dal punto di vista delle armoniche, i due modelli si comportano in maniera simile, non perfettamente uguale ovviamente, considerando anche che questi lavorano in range di frequenze differenti fra loro.
Latenza e consumo CPU
Questo plugin ha un consumo di CPU molto basso e ha latenza 0. Non c’è molto su cui discutere sotto questo punto di vista.
Funzionalità simpatica
Anche questo plugin offre la possibilità di inserire delle etichette rinominabili a proprio piacimento: basta andare nel menù in alto a destra e cliccare su “add scribble”.
Conclusioni
Volendo utilizzare un termine poco “audiofilo”, posso dire che il modello 180 ha un “occhio di riguardo” per le frequenze medio-alte e medie, mentre penalizza le basse. Avremo modo di ascoltare il segnale audio 100% wet per renderci conto della limitazione di banda di questo dispositivo.
Il 361 con il modulo noise stressor invece enfatizza le frequenze alte, penalizzando medie e basse, quindi banda limitata anche in questo caso.
Il 361 con il modulo type A ha una larghezza di banda decisamente più ampia rispetto alle precedenti, enfatizza la gamma molto alta e, se vogliamo, anche un pò quella bassa. Il dispositivo comunque non è pensato per essere utilizzato principalmente come bass enhancer. Molto dipende dal contenuto spettrale della traccia presa in considerazione.
Questi modelli gestiscono i transienti in un certo modo, quindi possiamo vederli anche come processori di dinamica.
Entrambi generano delle armoniche prevalentemente dispari e, aggiungerei, in maniera non artificiale, cosa che invece non fa ad esempio, un classico exciter. C’è una certa naturalezza in questo tipo d’intervento, ma questo non implica un mancanza di carattere da parte dei dispositivi.
Possono essere quindi etichettati come enhancer che lavorano in buona parte nel range medio – alto/molto alto dello spettro (dipende da quale modello utilizzo).

Questo plugin costa 129 euro (occhio ad eventuali sconti) e, sulla base di quanto visto fino ad ora, elenco le sue principali caratteristiche:
- Basso consumo CPU
- Facilità di utilizzo e settaggio veloce
- Buona versatilità, per la tipologia di plugin in questione (ne ho 3 in 1)
- Tutti i suoni sono convincenti e possono tornare utili, specie in quelle situazioni dove c’è bisogno di intervenire nella parte medio/alta dello spettro.
È un plugin che non possiamo definire semplicemente equalizzatore. L’azienda preferisce chiamarlo equalizzatore dinamico, cosa sicuramente corretta, in quanto esso equalizza e allo stesso tempo gestisce la dinamica, nonché i transienti.
C’è chi lo definisce enhancer/exciter, considerando il fatto che esso genera delle armoniche (in maniera non artificiale) che vanno ad arricchire una specifica gamma di frequenze. Al di là delle etichette, il prodotto è decisamente consigliato.
Tenete inoltre presente che ci sono pochi competitor che propongono plugin ispirati a questi sistemi di noise reduction, due di questi, tra l’altro, sono italiani. Devo ammettere però che non ho avuto modo di testare questi prodotti, per cui non posso esprimere alcun tipo di giudizio a riguardo.
Vi lascio quindi alla parte relativa al test audio, con tutte le considerazioni del caso.
Per oggi è tutto, alla prossima.
Giuseppe Marrazzo
Il test audio
Ringrazio lo studio “GodFather Studio” e il sig.re Massimiliano Pone per avermi fornito il materiale audio, per testare questo plugin. Proverò a equalizzare e allo stesso tempo dare un po’ di vitalità, nonché carattere, alla traccia presa in considerazione.
Come abbiamo visto, DOPAMINE è potenzialmente in grado di fare queste cose. Ovviamente bisognerà sperimentare per trovare un settaggio compatibile al 100% con la traccia considerata.
Non sarà difficile, in quanto il plugin è molto veloce da settare e non è dispersivo, dal punto di vista dei suoni che si possono ricavare.
In generale (lo ripeterò sempre) non esiste una scienza esatta per quanto riguarda il processing dell’audio, che sia fatto tramite hardware o software.
Esistono però delle “buone maniere” che si acquisiscono con la pratica, alla fine della quale ci si ritroverà a fare delle cose in modo ricorrente e naturale.
Proverò quindi a schiarire la voce, enfatizzare la gamma medio alta del basso, e infine lavorerò sempre sul basso, utilizzando questo plugin come bass – high enhancer e compressore. Del resto, non dimentichiamo che questo funge anche da processore di dinamica; sfrutterò quindi tutte le sue caratteristiche.
Le tracce non sono state processate più di tanto (escludendo dopamine) di modo tale da non distogliere l’attenzione dal plugin che sto testando. Inoltre le tracce sono state valutate singolarmente e non nel contesto di mix.
Ps: il rumore di fondo presente nelle tracce del basso elettrico non viene generato dal plugin in questione. Per alcuni può essere una cosa ovvia: andando a schiarire una traccia che di base non ha molte alte frequenze, si può arrivare, alla fine di tutto il processo, a un innalzamento concreto del rumore di fondo, il quale darà il suo contributo psicoacustico. Molto dipende però anche dal rapporto segnale/rumore (a monte), prima di entrare nel processore. Ad ogni modo bisogna sperimentare e monitorare sempre tutto, specialmente quando si fanno interventi di questo tipo.
-361 A-type ( basso elettrico ) : bass & high enhancer ( comp 100%)
-361 noise stressor (voce): air vocal enhancer (comp 100%)
-180 (basso elettrico): high mid frequency enhancer
Link utili