Rieccoci, dopo sintetizzatori e aggeggini elettronici d’avanguardia v’è venuta voglia di suonare un po’ uno strumento acustico, vero? Magari un bel pianoforte? Ma non siete fortunati come il nostro caporedattore che in questi giorni è riuscito finalmente a portarsi a casa il più bel pianoforte in vendita in tutta Milano, vero? Allora vi accontento io, questo mese vi presento l’ultima trovata in fatto di simulazioni del suono del pianoforte. Si chiama TruePianos, e il nome già la dice tutta. Un progetto davvero lodevole, frutto di una piccola software house indipendente già nota per ottimi prodotti freeware pubblicati negli ultimi anni. Ci racconta tutti i dettagli Roel De Witt, uno degli autori di questo strabiliante prodotto musicale insieme a George Yohng della 4Front.
La lunga attesa:
Erano mesi che nel forum di KvR (un noto sito inglese) si parlava dell’uscita, prima o poi, di uno strumento virtuale in grado di simulare il suono del piano acustico attraverso un sistema di sintesi che non utilizzasse gigabyte e gigabyte di campioni. Ad un certo punto, l’autore di questo “post” fa sentire degli esempi audio del risultato di quel lavoro ancora in fase di sviluppo… e l’ansia aumenta. A gennaio di quest’anno ad un certo punto s’è cominciato a sapere qualcosa di più preciso su questo prodotto, anche se un altro prodotto simile era già uscito qualche mese prima, ma la curiosità era ancora forte, anzi alimentata ancor di più dalla voglia di mettere i prodotti a paragone fra di loro. 18 gennaio, comincia il Namm Show a Los Angeles e questo misterioso plug-in viene rilasciato pubblicamente, il nome è TruePianos (Fig.1), “true” significa vero e “pianos” è al plurale perché questo strumento non propone il suono di un solo pianoforte ma con i suoi moduli aggiuntivi propone di espandere le possibilità sonore a diversi tipi di pianoforti. In dotazione alla prima versione (quella in nostro possesso per questo articolo) vengono forniti gratuitamente i moduli Diamond e Emerald, che simulano rispettivamente un pianoforte dal suono secco e neutrale, ottimo per jazz e pop, e uno un po’ più morbido e ambientato, ideale per classica e amarcorde.
Breve analisi del software:
Avendo già provato il suo antagonista francese, e avendo letto che si sarebbe trattato di uno strumento basato su sistemi di sintesi in tempo reale, mi aspettavo di trovarmi davanti ad un’interfaccia piena di controlli, e già mi preparavo psicologicamente al dover leggere un manuale d’istruzioni di almeno una trentina di pagine in inglese. E invece, ora non saprei dire se con delusione o con piacevole sorpresa, ma l’interfaccia di TruePianos è di una semplicità unica! Guardate la Fig.2 e giudicate voi stessi. Gli unici controlli che vedete sono dedicati alla impostazione della risposta dinamica, alla scelta dei presets o poco altro. Basta così. Allora è cominciata l’auto-analisi, credevo di essere oramai assuefatto dal concetto “sintesi = complessità”, che associa il background di una complessa sintesi sonora alla difficoltà di utilizzo di un prodotto. Eppure, proprio io dovrei pensarla diversamente! Chi mi conosce sa a cosa alludo. Insomma, all’inizio ero un po’ deluso, ma ancora non avevo considerato il fatto che questa scelta in realtà è un colpo di genio, fa sì che lo strumento sia come un vero pianoforte: siediti e suona. Il vero punto di forza di TruePianos è, appunto, la risposta dinamica che si adatta facilmente a tutte le mani e a tutte le tastiere. Sapete benissimo che il sistema MIDI è limitato ad un massimo di 127 livelli di dinamica, che per certi versi sono anche troppi (l’orecchio difficilmente coglierebbe la differenza fra un campione e quello successivo se ci fossero 127 campioni in un piano multicampionato), ma per altri versi possono sembrare pochi, perché uno strumento acustico non ha limiti numerici. E allora, per far rientrare l’infinità della natura nei meri confini di un sistema artificiale (wow, come l’ho detta complicata!) TruePianos si concentra particolarmente sul rapporto che c’è fra la dinamica della tastiera master e l’emissione del suono. E vi assicuro che il risultato è ottimo, particolarmente sulla CME UF8 ma anche sul Motif 8 e su un vecchio Roland RD-300, e su una oramai malridotta Fatar Studio 88. Ma la dinamica si adatta bene anche a tastiere semipesate come quella del Motif 7 e addirittura di un controller M-Audio!
I dettagli ce li racconta Roel De Witt
Guido Scognamiglio: La prima domanda è quella di rito: com’è nata l’idea di TruePianos?
Roel De Witt: L’idea nasce dal fatto che sembrava non esserci, prima d’ora, una libreria o un virtual instrument che fosse veramente “divertente” da suonare come un vero pianoforte. Tutti i pianoforti virtuali presenti sul mercato che sono considerati “buoni” tendono solamente a crescere in dimensioni, in requisiti di sistema, senza effettivamente aggiungere nulla di nuovo ma solamente seguendo l’ideologia del “più grande è, meglio è”. Dal punto di vista di uno sviluppatore, più grande è una libreria di pianoforte, più è facile farla. La mentalità dietro strumenti del genere era, ed è ancora, quella di mettere quanti più campioni possibile, al fine anche di creare una “protezione di massa” di tutto il prodotto.Tali strumenti software mettono l’esecutore in condizioni da dover adattare, ogni volta, il proprio stile esecutivo, ed i settaggi della propria master keyboard, in base alla risposta dello strumento al fine di cercare il giusto compromesso. Ci sono delle librerie che suonano alla grande con determinate tastiere, e altre che rendono l’esperienza molto deludente. Con TruePianos abbiamo usato solo il giusto quantitativo di richieste di CPU, RAM e Hard Disk tale da poter far suonare lo strumento esattamente come dovrebbe. Ciò è reso possibile grazie allo sviluppo di un nostro esclusivo sistema di combinare tecniche di campionamento, sintesi e modelli fisici. Inoltre, il nostro sistema consente all’utente di adattare TruePianos al suo modo di suonare e alle caratteristiche della tastiera MIDI che sta usando in quanto tutto il suono è generato in tempo reale, e non è legato a criteri prestabiliti quali possono essere i layer di un multicampionamento, come accade per molti altri prodotti. Insomma, posso affermare con certezza che TruePianos offre il pianoforte virtuale più espressivo e musicale esistente attualmente. Prossimamente, non appena usciranno nuovi moduli per TruePianos, sono sicuro che non avremo problemi a competere seriamente con le più grandi librerie campionate già esistenti. La versione 1.0 non è che l’inizio di ciò che abbiamo in mente.
GS: Roel, una domanda che faccio un po’ a tutti gli sviluppatori di software: non temi che il progredire della computer music possa rimpiazzare, prima o poi, il fascino di suonare con strumenti reali?
RDW: Beh, alcuni preferiscono suonare gli strumenti acustici, mentre altri preferiscono la facilità e la versatilità dei sempre più realistici strumenti virtuali, ma non credo proprio che un pianoforte software possa mai rimpiazzare uno vero, ma devo ammettere che i due si avvicinano sempre di più…
GS: Come si pone TruePianos in paragone con altre simulazioni o librerie già esistenti? Ovvero, cosa lo rende così “unico”?
RDW: Innanzitutto TruePianos non fa streaming da disco, non richiede montagne di memoria RAM e può funzionare anche su un vecchio Pentium3 a 800 MHz, anche con la simulazione della risonanza simpatetica attivata. E sfrutta pienamente le caratteristiche delle più recenti CPU essendo uno dei pochi (o forse l’unico) VST instrument che supporta le CPU Dual Core con un’efficienza prossima al 100%. Come dicevo prima, il suono di TruePianos è generato interamente in tempo reale, non ci sono numeri prestabiliti di layers, non c’è nulla di prestabilito e si comporta come un vero piano dovrebbe. Tutto dipende da come vengono impostati i pochi facili parametri dell’interfaccia. Inoltre, noi non tentiamo di simulare un modello specifico di pianoforte, al contrario tentiamo di ricreare prettamente l’esperienza di suonare determinati tipi di pianoforti in circostanze diverse. Una grande differenza con gli altri prodotti è che i moduli di TruePianos propongono un suono “secco” piuttosto che uno pre-processato affinché il suono sia “presente” il più possibile. Se l’utente preferisce un suono più effettato e processato, questo apre le porte ad un’infinita possibilità di processamento con l’uso dei propri plug-ins preferiti, per esempio posizionando il suono del pianoforte in un ambiente simulato grazie a riverberi a convoluzione, cosa impossibile da fare con campionamenti pre-processati. Tutto questo, unito alla leggerezza sulla CPU, lo rende ideale anche per situazioni dal vivo dove si tende ad usare sonorità quanto più asciutte possibili.
GS: Dove e come avete procurato i campioni usati per lo sviluppo di TruePianos?
RDW: Prima una precisazione: quando suoni TruePianos in realtà non ascolti il contenuto diretto dei nostri campionamenti, ma ascolti quello che noi chiamiamo “campione-impronta”. Queste impronte sono basate su accurate analisi di registrazioni fatte in sale da concerto in Svezia ed in altri Paesi appositamente al fine di ottenere del materiale grezzo su cui basare il funzionamento del motore di TruePianos. In pratica si tratta di dati a 32 bit che comprendono quante più informazioni possibili circa le diverse dinamiche del suono di un pianoforte. Questi dati vengono elaborati in tempo reale dal nostro “core” ogni volta che viene premuta una nota. Detto questo, preferiamo non dare indicazioni circa marche e modelli dei pianoforti che analizziamo per creare i moduli di TruePianos, e questo è anche il motivo per cui ai nostri moduli diamo i nomi di gioielli piuttosto che i nomi tecnici degli strumenti. E qui direi che il paragone con altri strumenti può anche terminare!
GS: Sicuramente conosci Pianoteq è completamente basato sulla sintesi a modelli fisici ed ha un grande potenziale in fatto di manipolazione del suono. TruePianos sembra essere il solo concorrente finora. A questo punto ti chiedo: cosa dovrebbe sapere un potenziale acquirente al fine di fare la scelta giusta?
RDW: Innanzitutto, sono sincero, non vediamo Pianoteq come un nostro diretto concorrente. Gli sviluppatori della Modartt sono ottimi professionisti e abbiamo un rapporto molto amichevole con loro. Pianoteq è un grosso risultato da un punto di vista tecnico. Entrambi i prodotti si inseriscono in una fetta di mercato dominata dalle “jurassiche” librerie campionate prodotte da aziende che, in fin dei conti, non hanno mai fatto nulla di veramente innovativo. Penso che noi non abbiamo ragione di preoccuparci di Pianoteq, così come la Modartt non deve preoccuparsi di TruePianos. Qui se c’è qualcuno che deve cominciare a preoccuparsi della concorrenza sono proprio i produttori di quelle mastodontiche librerie! Pianoteq usa solo la sintesi a modelli fisici per simulare determinati modelli di pianoforti con un certo successo e con grosse capacità di personalizzazione della timbrica, e sono sicuro che questo prodotto prima o poi evolverà in qualcosa ancora più impressionante in futuro. TruePianos, dal canto suo, usa una mistura di diverse tecniche, fra le quali c’è anche la sintesi a modelli fisici, semplicemente per ovviare a quello che potrebbe risultare in un suono sintetizzato, che francamente è un vero incubo per tutti coloro i quali cercano la naturalezza e la veridicità in uno strumento virtual-acustico. Noi ci siamo concentrati molto sulla suonabilità e sulla varietà della timbrica proponendo diversi moduli addizionali, alcuni dei quali ancora in produzione. In generale direi che TruePianos al momento suona più “acustico” di Pianoteq. Tuttavia sia TruePianos che Pianoteq miglioreranno col tempo. Sia noi che la Modartt offriamo gratuitamente versioni di test dei nostri softwares. Credo che i potenziali nuovi acquirenti debbano decidere da soli quale dei due, se non entrambi, è il prodotto che stanno cercando.
GS: Perché la scelta di inserire così pochi controlli sull’interfaccia di TruePianos?
RDW: Con TruePianos il nostro intento è stato quello di sviluppare un’interfaccia completamente intuitiva in modo che le persone che non hanno letto il manuale siano in grado di usare e controllare autonomamente lo strumento. Cose come l’equalizzatore o il riverbero incorporato all’interno di un plug-in di pianoforte non possono mai essere flessibili e versatili quanto il fatto di poter usare effetti esterni a proprio piacimento. E allora perché introdurre dei limiti in tal senso a discapito di cotanta libertà di movimento che offre il mondo dei plug-in? In altre parole, TruePianos ha un’interfaccia non-insensata rivolta sia a professionisti che semi-professionisti.
GS: Pensi che unirti ad una grande software house possa incrementare il vostro volume di vendita?
RDW: Beh, guarda, la 4Front Technologies è una piccola software house indipendente attiva già da oltre 10 anni ormai. Essere piccoli significa avere un team di persone motivate e attivamente coinvolte nei propri progetti. Nel caso di TruePianos non ci siamo dovuti preoccupare di scadenze come accade per le grosse aziende, anzi abbiamo sempre avuto il pieno controllo del nostro progetto. Questo lo rende più “nostro” e sicuramente per molto tempo non intenderemo abbandonarlo. Vedi, tutto ciò non sarebbe possibile se ci unissimo ad una grossa software-house. Ma ciò non toglie che non potremo cercarci dei partners prima o poi, sebbene la 4Front Technologies dà un grosso valore alla propria indipendenza.
GS: Progetti per il futuro?
RDW: Sicuramente per i prossimi due anni continueremo a migliorare ed espandere TruePianos con nuovi moduli aggiuntivi. Abbiamo anche dei progetti per prodotti correlati a TruePianos, ma è ancora troppo presto per parlare di questo!
In definitiva:
Le risposte di Roel ci hanno detto tutto ciò che bisogna sapere su TruePianos, ma non abbiamo parlato ancora del suono. Ebbene, non ce n’è bisogno perché è impossibile descrivere a parole la timbrica di uno strumento come il pianoforte e non ha senso fare paragoni con altri prodotti dopo le esplicite dichiarazioni di Roel. Se volete sapere come suona TruePianos potete ascoltare le demo presenti nel CD allegato alla rivista o magari installare e provare personalmente la versione dimostrativa del software direttamente sul vostro computer, senza limiti per ben 40 giorni.


