Un doverosa precisazione. Prima di iniziare a parlare di “Millions Now Living Will Never Die” non posso esimermi dal dire che la scelta sia ricaduta su questo disco (Thrill Jockey, 1996), e non sul successivo “TNT” (Thrill Jockey, 1998), per il suo indiscusso valore storico, nutrendo lo scrivente un ben più viscerale amore per “TNT” al quale riserverò comunque alcune brevi righe.
I Tortoise hanno rappresentato uno dei punti massimi raggiunti dalla musica negli anni ’90, potendo vantare una delle formazioni più qualificate di quel decennio (e non solo).

Nati nel 1991, a Chicago su impulso del batterista e tastierista John Herndon (ex Poster Children e 5ive Style) e del bassista Doug McCombs (ex Eleventh Dream Day), il gruppo, nel tempo, si è andato sempre più ad arricchire, ospitando i massimi esponenti della musica “indie” dell’epoca. A loro, infatti, si unirono dapprima due membri dei Bastro, il batterista John McEntire e il bassista Bundi K. Brown, seguiti dal percussionista Dan Bitney e dal chitarrista degli Slint, David Pajo.
Assestatisi come un “super-gruppo”, i Tortoise, dopo il primo lavoro omonimo, danno alle stampe “Millions Now Living Will Never Die”, che si presenta come un concettuale e contemporaneo disco di matrice progressive, con lo sguardo rivolto verso un futuro memore del suo passato.
Il vinile è, infatti, pensato sui due lati distinti. Il primo con i ventun minuti di “Djed”, suite che fonde il kraut rock dei Neu! (il basso in apertura e il noise di sottofondo) con l’avanguardia di Steve Reich nelle sfasature ritmiche e nella decostruzione che sublimano nel maelstrom che preannuncia la chiusura del lato.

Il lato B è, invece, composto da singoli brani che passano dal post rock degli arpeggi di chitarra e vibrafono di “Glass Museum”, al jazz-rock di “The Taut And Tame” (vicino al Canterbury Sound), alla sperimentazione pensata di “A Survey” e di “Dear Grandma And Grandpa”, sino alla soundtrack desertico/noire di “Along The Banks Of Rivers”.
Un disco tanto generazionale quanto epocale.
Dopo “Millions Now Living Will Never Die”, nel gruppo subentra anche il chitarrista Jeff Parker, musicista dalla forte inclinazione jazz.
Il nuovo ensemble, ora in formazione di sestetto (John McEntire alle percussioni e alle tastiere, John Herndon alle percussioni e al vibrafono, Dan Bitney alla batteria e alle tastiere, Douglas McCombs e Pajo al basso e Parker alla chitarra e al vibrafono), dà alle stampe “TNT”, un caleidoscopio sonoro che fa, della totalità magmatica, la pietra d’angolo sulla quale è costruito un piccolo grande capolavoro assoluto della musica.
Ma questa è già un’altra storia…