Heritage Audio Successor -Stereo Bus Compressor

Vincenzo Siani

Heritage Audio è un brand relativamente nuovo, fondato nel 2011 da Peter Rodriguez, ingegnere del suono con alle spalle una vasta esperienza nell’industria musicale.

Come recita il sito internet, la missione di Heritage Audio è quella di riportarci indietro all’età dell’oro della registrazione, adattandola agli studi del 21° secolo.

Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto la nostra piccola scommessa sul marchio spagnolo già nel 2015, quando acquistammo una coppia di Heritage Audio 73jr. Definirli cloni Neve è davvero riduttivo, in quanto parliamo di preamplificatori con componentistica di alta qualità e con un sound assolutamente incisivo e colorato, a nostro giudizio, anche superiore a marchi il cui brand è ormai scolpito nella storia della registrazione.

Logo Heritage Audio

Negli anni abbiamo continuato a tenere d’occhio il lavoro di HA notando come l’azienda abbia iniziato a rappresentare uno standard nell’industria, realizzando prodotti sia di fascia decisamente alta (parliamo della serie 80), sia di fascia “economica” come la serie ELITE, economica si, ma con un rapporto qualità\prezzo superlativo.

In quest’occasione andremo ad analizzare un prodotto che abbiamo fortemente voluto in test e di questo ringrazio AgeofAudio per avermi dato la possibilità di testarlo per più di 2 mesi.

Parliamo del Successor, un master bus compressor che riflette appieno il motto di Heritage Audio, ovvero sposare il vecchio con il nuovo.

Heritage Audio Successor

Solitamente i master bus più popolari sono basati su tecnologia VCA (Voltage Controlled Amplifier), ovvero la compressione avviene tramite circuiti elettronici a transistor controllati in tensione. Una delle caratteristiche principali dei compressori VCA è quella di offrire tempi di attacco e rilascio molto rapidi, ottimi sia su un Drum buss, sia sul master generale per dare quell’effetto “glue” alla fine di un mix, spesso però peccando di colorazione essendo molto trasparenti.

L’azienda spagnola, in questo caso, ha ripescato una tecnologia di per se abbastanza vecchia, ovvero quella del ponte di diodi (ricordiamo ad esempio gli storici Neve 2254 e 33609 basati su questa tecnologia), anche se ultimamente poco utilizzata; quattro diodi meticolosamente abbinati vengono utilizzati come elementi di controllo, utili a riportare le caratteristiche di distorsione armonica del 2° ordine. 

Tornando ai tempi di attacco e rilascio, avendo delle opzioni decisamente ultraveloci, assenti dai modelli vintage, consentono impostazioni molto più flessibili, inclusi suoni simili alla tecnologia JFET.

Pannello frontale

Dando una rapida occhiata al pannello frontale del Successor, ovviamente, non possiamo non notare come ci sia una forte somiglianza con i suoi padri putativi Neve 2254\33609, sia dal colore che dalla tipologia di manopole utilizzate.

Heritage Audio Successor – Front

Essendo esclusivamente un master bus, ovviamente non avremo due canali di compressione separati (ad esempio come nel Neve 33609), ma soltanto una singola sequenza di controlli a step, ottimi per poter fare un preciso recall dei settaggi. Nessun segnale generato dalla sommatoria prende il sopravvento sui processi di controllo, è semplicemente il segnale con livello superiore dei due canali che è responsabile dei cambiamenti dinamici, sistema denominato “Oxford Mode”.
Unica nota a sfavore, è la qualità delle manopole, un pò troppo “molli” rispetto ad esempio a quelle del 73jr che sembrano decisamente più solide al tatto.

Parametri Pannello frontale

Ritornando al pannello frontale, abbiamo da sinistra verso destra, il meter del livello di compressione (0-20db), l’interruttore Dynamics In che oltre ad attivare il circuito di compressione, attiva anche l’illuminazione del meter. A seguire abbiamo il controllo di Threshold che varia tra -20 + 20dBu a seguire abbiamo il controllo Ratio che seleziona rapporti di compressione tra 1:5:1 – 2:1 – 3:1 – 4:1 – 6:1 o un rapporto da limiter 20:1.

Heritage Audio Successor – Parte 1

A seguire abbiamo il controllo di Attacco, anch’esso a step, che parte da un valore velocissimo di 50µ per poi salire a 0.2, 0.5, 2, 5 e 20ms. A seguire abbiamo il controllo di release che va da 25ms a 400ms, oltre ad avere due parametri A1 e A2 che regolano in automatico la release (veloce o lenta a seconda del materiale sonoro utilizzato).

Per quanto riguarda il filtro side-chain è un’ottima implementazione di una caratteristica che è diventata sempre più comune negli ultimi anni e fornisce filtri passa-alto a 80 e 160 Hz, boost di preenfasi a campana a 800Hz e 3kHz e un filtro passa-alto a 5kHz, oltre a una posizione off. Il Side chain prevede anche un filtro di base sotto i 50Hz per evitare che frequenze troppo basse influenzino il compressore. 

Heritage Audio Successor – Parte 2

Di seguito troviamo la manopola per il Gain Make Up, anch’essa a step, che arriva fino a 10db. Accanto troviamo il pulsante per abilitare gli ingressi posteriori per il side chain, oltre al pulsante per attivare la funzione blend, che grazie al successivo controllo permette di bilanciare il dry e il wet del segnale in uscita.

Impressioni d’ascolto


Passando alla prova, abbiamo spremuto questo Successor in svariate situazioni e con vari settaggi, passando da un Drum Bus, processato con vari settaggi, fino a degli stem di chitarra acustica ed elettrica, oltre al master generale di un intero brano. La cosa che ci ha colpito all’istante è la splendida colorazione che fornisce questa macchina. Anche non comprimendo, ma soltanto attivandolo si aggiunge una colorazione davvero degna di nota, tra l’altro, anche da spento, il segnale passa comunque attraverso tutti i circuiti, beneficiando così del suono dei trasformatori di tipo 1073.

In fase di compressione, invece, già dai tempi di attacco, capiamo che si tratta di un compressore veramente cattivo, come potete notare dagli esempi relativi al bus di batteria, ma nonostante alcuni settaggi davvero aggressivi, resta decisamente musicale e non da quasi mai quell’effetto di pumping eccessivo, che spesso ci restituisce ad esempio il Buss Compressor SSL.

Batteria Acustica

Ci siamo divertiti sulla batteria anche regolando il filtro e notando come ad esempio impostandolo a 80hz, la cassa riesca ad avere una sua presenza andando decisamente avanti nel mix senza però dominare il livello di compressione. A 160hz notiamo ad esempio come sia cassa che rullante vengano coinvolti nel non dominare il contenuto musicale. Col filtro impostato a 5khz, invece riusciamo ad ammorbidire decisamente il suono dei piatti (utilizzabile in alcuni casi anche come de-esser sulle voci).

Il controllo Blend è molto utile per non perdere quella sensazione di punch ad esempio quando si va a scolpire la batteria senza utilizzare i filtri del side chain, come anche sul master bus volendolo utilizzare in parallel compression.

Chitarra Acustica ed elettrica

Decisamente utile anche sulle chitarre, sia acustiche che elettriche, dove è evidente la sensazione di colla che da agli stem all’interno del mix.
In assoluto, la percezione maggiore che abbiamo ricevuto da questo compressore, è la quasi impossibilità nello sbagliare un settaggio, anche provando soluzioni decisamente fantasiose, il suono ha sempre una pasta molto cremosa e musicale e nel complesso anche l’immagine stereofonica si allarga decisamente creando più spazio per far respirare le tracce.
Ovviamente non è un compressore utilizzabile in tutte le situazioni, infatti la sua natura non gli consente di essere utilizzato come un normale compressore, di quelli in cui si cerca una certa quantità di punch, ma il suo utilizzo resta quello di rendere tutto più omogeneo e di far “sedere” meglio nel mix i vari bus su cui viene inserito.

Voci

Sulle voci regala una presenza incredibile e utilizzando i tre filtri a 800hz, 3khz o 5khz, si riescono a domare anche voci particolarmente squilibrate o sibilanti. Con il boost a 800hz riusciamo a moderare mix con troppi contenuti sulle medio alte. Il Successor, risponde bene anche come compressore da mastering, anche se chiaramente non è propriamente progettato per questo utilizzo.

Il Successor può tranquillamente andarsi a posizionare nell’olimpo dei master bus compressor che hanno fatto la storia, dall’onnipresente G-Buss Compressor della SSL al 2500 dell’API, restando comunque una valida alternativa ad essi, in quanto offre una componentistica di alta qualità unita a una colorazione decisamente diversa, piena di distorsione armonica e decisamente musicale.

Versatilità

Altro punti a favore è la facilità di utilizzo, l’unica cosa su cui prestare attenzione, è nel non esagerare col segnale d’ingresso proveniente dalla DAW, infatti non avendo un meter di input a cui fare riferimento, noi con la nostra Focusrite RED 8Pre abbiamo dovuto farci due conti, dato che l’interfaccia è progettata per uscire di linea perdendo 8db e avendo guadagnato troppo dal plugin I\O di Logic, abbiamo avuto dei picchi che andavano decisamente oltre l’armonico!

L’unica controindicazione che abbiamo da segnalare è il fatto di non poterne fare più a meno, in quanto ormai utilizzandolo su qualsiasi cosa passi per lo studio, la differenza con\senza è abissale….

Informazioni Utili

ProduttoreHeritage Audio 

Prodotto: Successor  

Distributore italianoMidimusic SRL

Prezzo: 1.550 Euro

Vincenzo Siani

Video Recensione Heritage Audio Successor (AgeofAudio)

Condividi questo articolo!
Nessun commento