Dopo le esperienze avute con le telecamere Zoom ero molto incuriosito dalla loro gamma di registratori. Infatti, per quanto la qualità del q8 riesca a soddisfare le esigenze di quasi tutti i musicisti, esiste una non trascurabile fetta di mercato costituita dai videomaker, che difficilmente accettano compromessi, e dai batteristi, che non si accontentano di registrare con un microfono x/y e due microfoni standard.
Quindi oggi parleremo di registratori secondo due punti di vista: il primo da musicista, focalizzato sull’uso di registratore per strumenti musicali, e il secondo da videomaker, ossia sul bisogno di registrare anche dialoghi e altre fonti sonore, soprattutto in location diverse da pub, casa, sala prove e simili.
In particolare analizzeremo il registratore Zoom H6, quasi il top di gamma se non consideriamo il Field Recorder F8, dotato di tantissimi canali e due capsule molto promettenti.

Considerazioni Estetiche
Sin dalla prima impressione si può dire che è un prodotto dall’estetica molto fine. Le foto ufficiali ci mostrano uno strumento compatto, portatile e dall’accesso ai tasti non difficile.
Le capsule microfoniche di serie sono belle da vedere, e a una prima occhiata anche ben costruite. Il fatto che sia totalmente di metallo però fa sentire il suo peso, in quanto tende a sbilanciarsi in avanti, però si registra utilizzando un supporto il problema non sussiste.
La costruzione è in regola con quella dei prodotti elettronici user-consumer: chassis in plastica gommata e finiture in plastica e metallo per gli inserti audio; non è corazzato ma non nasce per le registrazione da campo.
Piccolo e molto maneggevole, riesce a stare in una tasca da cintura e non ingombra molto, per cui è promosso sotto il profilo estetico.

Considerazioni Tecniche
Prendiamo ovviamente in considerazione le caratteristiche come si evincono dal sito ufficiale di Zoom, che risultano essere le più attendibili e più approfondite per tutte le parti del prodotto. Nell’esposizione, suddividiamo l’analisi in capsule (quelle in dotazione), entrate e uscite.
Difficilmente possiamo avere da ridire, è un prodotto top di gamma con un comparto tecnico degno di nota, tantissimi sono i possibili formati di registrazione e soprattutto le opzioni possibili per canale. Inoltre, si possono gestire per i canali 1-2-3-4 (non per le entrate dedicate alla capsula frontale, ma comunque è utile):
- Lo-cut
- Compressore – Limiter
- Alimentazione Phantom
Il resto invece sono gestioni per il mixer e i vari volumi di uscita, personalizzabile fino al minimo dettaglio.
Molto apprezzato il display per tenere sotto controllo le tracce e il menù navigabile (che mi aspettavo più ostico) e bellissime le due capsule incluse, robuste e ben costruite, tutte in metallo.
Inoltre sono inclusi un accordatore e un metronomo.
Dulcis in fundo, va aggiunta una annotazione decisamente importante, cioè l’utilizzo come interfaccia audio diretta: se collegato a un PC o a un Mac, si può fare uso dello Zoom (condividendo la batteria del vostro portatile o della vostra macchina), sul menù USB possiamo impostare la sezione audio interface per la registrazione dello stereo mix o multitraccia e utilizzare la nostra Daw preferita per la registrazione, in pratica avendo un piccolo studio di registrazione in tasca.
Promosso quindi anche sul lato tecnico, difficilmente si potrebbe chiedere di più.

Considerazioni Sonore
Come accennavo all’inizio, questo registratore non va usato solo come se stessimo facendo una ripresa di prova in sala, ma anche come registratore audio per il videomaking. Di conseguenza, ho cercato di effettuare il test sonoro nella maniera migliore possibile per soddisfare entrambe le esigenze, in un caso riprendendo con uno Shure Sm 57, strumento di largo utilizzo per riprendere una chitarra, mentre nel secondo caso ho utilizzato la capsula X/Y del registratore.
Nel primo caso la catena audio è fatta come segue:
Ibanez RG 1070 – Cavo Linfaudio – Hughes & Kettner Edition Tube – Shure Sm 57 – Cavo Quiklok SS2 – Zoom H6.
Nel secondo caso invece non vi è catena audio, dato che è una ripresa ambientale di un concerto live.
Inoltre, ho utilizzato questa tipologia di campionamento:
Primo caso – 24 bit/96 Khz – Ripresa di chitarra;
Secondo caso – 16 bit/44.1 Khz – Ripresa di un live in un locale.
Per quanto riguarda la ripresa di una singola chitarra, difficilmente possiamo chiedere di meglio: la ripresa è ottima e si riescono ad avvertire molte sfumature dello strumento, soprattutto dato che ho utilizzato il massimo della qualità possibile. Forse esiste un’unica accortenza da seguire: il file ottenuto potrebbe risultare, a un orecchio più attento, un po’ compresso se viene passato su un software di mastering o per qualche Vst. Bisogna stare attenti all’esportazione e durante la post-produzione. Il preamplificatore non è particolarmente cattivo come guadagno, quindi potrete dare volume senza troppa paura. Il mio amplificatore era quasi a metà di volume a inizio ripresa e ho dovuto alzare il pre del registratore quasi oltre la metà: questo permette di tenere le valvole calde senza avere paura del clipping indesiderato, almeno per applicazioni di home studio dove gli spazi e le strutture non sono sempre al livello di uno studio professionale.
Nel secondo caso, ho voluto mettere alla prova questo registratore nella situazione peggiore possibile: un concerto in un pub con musica dal vivo, locale con volte a botte, seduto al primo tavolo sotto il palco e senza quasi alcun trattamento acustico.
La ripresa con la capsula è stata buona, nonostante non usassi il massimo della qualità di ripresa. L’unico neo, se così si può dire, è che forse non si sentono particolarmente il basso e la chitarra, ma per il resto il risultato è stato molto al di sopra delle mie aspettative.
Per quanto riguarda il cantato, ho voluto fare una piccola prova nonostante abbia in studio un microfono solo per la voce: la capsula mid side ha una risposta in frequenza abbastanza flat e non dà colorazioni troppo particolari, bisogna fare attenzione al dosaggio del gain, perchè risulta essere molto sensibile, più di quanto mi aspettassi.
Un altro settore per il quale nasce un prodotto simile è la ripresa di un video non solo musicale in senso stretto: la capsula standard riesce a catturare bene senza troppi intoppi e non fa rumore di fondo di alcun tipo, la capsula mid side non appare molto adatta a questo scopo, dato che manca di direzionalità.
La differenza rispetto a una ripresa effettuata con un iPhone o comunque uno smartphone è abissale: si percepisce la dimensionalità del suono e il fondo della stanza in cui si riprende, si può avere uno spettro sonoro ben definito, si percepisce ogni parte del parlato. Invece, con un cellulare quasi tutte le alte frequenze sarebbero tagliate e vi sarebbe un cospicuo rumore di fondo per via del pessimo preamplificatore.
Se si prova a connettere la line out a uno smartphone questa cosa si percepisce nitidamente, per questo è un prodotto che può dare una riuscita sonora di ottimo livello.
Collegato a una Reflex diventa “l’arma definitiva” del videomaker: difficilmente si può avere di meglio, soprattutto per il podcast è una macchina impareggiabile.
Sul lato sonoro, di meglio si trova solamente il nuovo registratore da campo, che però è un prodotto di altro livello e nato per esigenze molto diverse.

Considerazioni Economiche
Prezzo di vendita al di sotto (in alcuni casi anche abbondantemente) dei 400 euro.
Stiamo parlando di un top di gamma con tantissime possibilità e opzioni, microfoni propri e fino a quattro canali utilizzabili con microfoni esterni (espandibili fino a sei con il dovuto adattatore).
Siamo in linea con registratori professionali che si usano anche nel videomaking, non è assolutamente sovraprezzato, anche se, come sempre, dipende dalle esigenze dell’utente: un chitarrista difficilmente lo sfrutterebbe al massimo delle possibilità, ma un batterista invece troverebbe non poco giovamento da questo registratore, dato appunto l’alto numero di ingressi presenti e la possibilità di registrare contemporaneamente fino a otto tracce in wav.

Considerazioni Finali
Trovo l’H6 un prodotto estremamente valido ed estremamente portatile, molto più piccolo di un Tascam e con la possibilità di avere sia microfoni suoi che microfoni esterni: un coltellino svizzero di ottimo livello per diversi tipi di ripresa.
Difficilmente si potrebbe sperare di meglio per l’audio improntato alla produzione video, è il punto cardine per chi è già dotato di un supporto video di un certo livello e necessita di un apporto audio all’altezza.
Ho molto apprezzato sopratuttto il fatto che può essere utilizzato come scheda audio per registrare on the road, un tocco in più non indifferente.
PRO
- Capsule molto performanti
- Form Factor di piccole dimensioni e facilmente trasportabile
- Alimentazione a Pile Stilo
CONTRO
- Mancanza di un cavo per connetterlo a un dispositivo esterno
- Un po’ di compressione, evitabile con un esportazione ben fatta
Nota dell’autore
Ho già recensito e poi acquistato lo Zoom Q8, e, come dissi nel precedente articolo, quella tipologia di telecamera è ottima per chi è alle primissime armi nella gestione dei video e necessita di una macchina All-in-One di un certo livello per poter produrre materiale video con un’ottima qualità audio e uno sforzo quasi minimo.
L’H6 è secondo me il passaggio successivo nell’evoluzione del musicista e anche del videomaker, con tantissimi canali per le dimensioni, qualità audio eccellente nonostante un po’ di rumore di fondo (che come detto è risolvibile, ma se siete chitarristi addirittura potreste non accorgervene per il ronzio dello stesso amplificatore; per chi invece fa anche parlati o cantati, potrebbe trovare la cosa leggermente fastidiosa).
Il suo utilizzo però non va visto solo nell’ambito musicale: un registratore di scena per i videomaker è molto utile e questo fa bene il suo lavoro, grazie alle molte opzioni di registrazioni e la possibilità di utilizzare fino a 6 microfoni.
Potrebbe far parte di un mio set up definitivo: penso continuerò dei test per video making con reflex e smartphone top di gamma per vedere sino a che punto può essere portatile.

Notizie utili
Modello: Zoom H6
Prezzo di vendita: euro 350,00
Sito ufficiale: www.zoom.co.jp
Distributore italiano: Mogar