Beyond the sea è una collezione di immagini, un viaggio al contrario, dalle luci di una grande città, alla luce soffusa di un jazz club, dal caos delle folle al silenzio dell’introspezione, descritto da Giuseppe Teofili, e dai suoi compagni di viaggio, con il linguaggio della fusion che non indugia in virtuosismi sterili ma che mette le note ed in questo caso le “macchine” al servizio di un messaggio.
Già, le macchine, perché tutto quello che stiamo ascoltando, fatta eccezione per il sax, è suonato dal synth Yamaha Motif XF e da virtual instruments, quasi non ci credevo quando me l’hanno detto e, credetemi, se questo è un album programmato, allora l’arrangiatore sa davvero il fatto suo! Piuttosto che recensire il disco, proviamo a fare un viaggio, pigiamo play e chiudiamo gli occhi.

Il disco si apre con “Urban Watcher”, il groove è di quelli che ti incollano sulla sedia, in un attimo sei a New York di sera mentre le luci dei neon illuminano il ritorno a casa di chi ha lavorato tutto il giorno. Il tema richiama molto la fusion degli anni 70, mi viene in mente la Jeff Lorber Fusion, in verità anche nel solo di piano trovo molti elementi di lorberiana scuola che, da fan del buon Jeff, non mi dispiacciono affatto. Neda’s song, dedicata alla memoria della “voce dell’ Iran”, Neda Salehi Agha-Soltan la giovane studentessa tragicamente scomparsa durante le proteste che, nel 2009, hanno fatto seguito alle elezioni presidenziali in Iran. Una ballad dal tema delicatissimo in cui il sax di Donato Sensini ci accompagna con grazia verso le note di “Quel che resta del giorno”, il tema perfetto per dipingere il tramonto visto con gli occhi di chi, sassofono in spalla si accinge a passare l’ennesima notte tra le note ed il fumo di quel mistero affascinante che è il Jazz. Il concetto del jazz club resta forte anche nella successiva “Flapless”, di cui mi colpiscono particolarmente i suoni e le dinamiche, le programmazioni di Manuele Montesanti.
Silent Prayer è sicuramente il momento più introspettivo di tutto il disco. La scelta per l’arrangiamento degli archi è perfetta per sottolineare un tema su cui Teofili, con il suo pianoforte, riesce ad esprimersi al meglio senza nascondere le influenze dei grandi pianisti del passato che hanno contribuito a forgiare uno stile molto personale ed equilibrato.
“Beyond the sea” ci accompagna lentamente all’uscita, ma prima che tutti siano andati via, resta spazio per l’ultima sigaretta e qualche nota per i pochi intimi rimasti, “Enchanted Child” è il la chiusura ideale per questo viaggio fatto di immagini, di storie raccontate a bassa voce tra vita di tutti i giorni e posti in cui tutti vorrebbero essere. Un viaggio lungo una notte che finisce quando il club chiude ma che sai di poter ricominciare ogni volta che il disco comincerà a suonare.
Giuseppe Teofili – Beyond the sea
Prodotto da: Giuseppe Teofili
TRACKLIST:
1. Urban Watcher
2. Neda’s Song
3. Quel che resta del giorno
4. Flapless
5. Silent Prayer
6. Beyond The Sea
7. Enchanted Child