Principi di funzionamento di un processore di dinamica (parte 2)

Paolo Cherubini

I Noise gate ed expander al contrario dei Compressori e dei Limiter, agiscono sul segnale che rimane al di sotto della soglia, attenuandolo ulteriormente.

E’ quindi possibile intuire che la fase di processamento avviene sulla parte più bassa della dinamica, lasciando inalterato il livello del segnale al di sopra della soglia. La soglia è quindi il limite al di sotto del quale il processore agirà sul segnale in ingresso. E’ possibile a volte impostare una seconda soglia, di solito con l’isteresi, espressa in dB che rappresenta la quantità da sommare alla prima soglia: il segnale è processato quando scende sotto la prima soglia ma smette di essere processato solo quando supera la seconda. Allo stesso modo la ratio sarà il parametro che determina la pendenza del segmento che sta al di sotto della soglia. Per valori dell’ordine di 2:1, 3:1 etc. si parla di expander, mentre per ratio di ∞:1 si parla di gate (il segmento è verticale).

Aphex Expander Gate

I valori espressi dalla ratio determinano quindi quanto verrà attenuato il segnale in uscita rispetto a quello in ingresso (ogni dB sotto la soglia diventa n dB sotto la soglia), e questa attenuazione sarà proporzionale nel caso di un Expander e costante nel caso di un Gate (attenuazione infinita). Gli altri parametri di queste macchine sono: il range, espresso in dB che indica la massima attenuazione fissa applicabile ad un segnale, nel caso dell’Expander o, nel caso del Gate, l’attenuazione applicata a tutti i segnali che stanno sotto la soglia. I parametri di tempo sono uguali e contrari a quelli dei compressori e limiter: l’attacco è il tempo necessario al processore per passare da una riduzione di n:1 al rapporto di 1:1, indica cioè la rapidità con la quale il dispositivo smette di lavorare quando il segnale supera la soglia, l’hold è il tempo nel quale il rapporto di espansione viene mantenuto ad 1:1, dopo che il segnale sia sceso al di sotto della soglia.

In questo tempo il processore continua a non lavorare anche se in teoria dovrebbe cominciare a farlo. La release, il cui conteggio di tempo ha inizio al termine della fase di hold, determina la durata del passaggio dal rapporto di 1:1 a n:1, ovvero quanto velocemente il processore ricomincerà ad attenuare il segnale sceso sotto la soglia. Anche negli expander e nei noise gate troviamo la sezione di side chain. Ancor più di frequente che nei Compressori questa è dotata di filtri o equalizzatori, ed è quasi sempre presente l’ingresso di sidechain esterno. Inoltre i noise gate possono funzionare in modalità ducker, cioè il processamento si attiva in maniera inversa rispetto al solito, ovvero quando il segnale supera la soglia, e non quando ne scende al di sotto.

Funzionamento di Expander e Gate

Processori psicoacustici

I processori psicoacustici come l’aural exciter, lo spatializer e, il vitalizer sono macchine che operano sulla dinamica del segnale musicale affidandosi ad informazioni psicoacustiche come la percezione sonora da parte del cervello umano. I più semplici sono quelli che enfatizzano la presenza complessiva di un segnale, sintetizzando armonici superiori e mixandoli con il segnale originariamente registrato (aural exciter).

SPL Tube Vitalizer

Anche se l’aumento di questi armonici sintetizzati non influenza in maniera significativa il volume complessivo, l’effetto che si ha è quello di un maggiore aumento della parte superiore dello spettro di frequenza, che rende la sonorità più brillante e presente. Altri dispositivi lavorano invece sull’equalizzazione e sul tempo, introducendo piccoli ritardi e conseguenti cancellazioni di fase, per enfatizzare le caratteristiche spaziali di un suono, all’interno del panorama stereofonico (vitalizer). Infine ci sono anche processori che agiscono esclusivamente sulla spazializzazione dei suoni (spatializer), ovvero sul posizionamento di un segnale audio all’interno dello spettro acustico tridimensionale anche se la registrazione viene riascoltata su monitor stereo. Variando i parametri di posizionamento, ciascun percorso di elaborazione crea un tracciato relativamente alla fase e all’ampiezza che può trarre in inganno il cervello, che percepisce il suono come proveniente da uno spettro sonoro avvolgente.

Paolo Cherubini

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Paolo Cherubini Barberini, è un sound engineer e sound designer laureato in Music Production & Engineering e in Music Performance, presso la University of Essex (UK), con al suo attivo diversi anni di esperienza nello studio di registrazione top class House of glass di Viareggio (LU). In campo audio ha effettuato ricerca microfonica in ambito sourround (5.1; 5.0) con DPA Microphones e Casale Bauer. Ha collaborato con diversi studi di registrazione italiani dove ha avuto l’opportunità di registrare con musicisti di caratura internazionale come: Alex Acuña, Gregg Bissonette, Sergio Bellotti e Amik Guerra. All’attività di studio di registrazione affianca anche quella di location recording, registrando ensemble di varia natura sia strumentali sia vocali che si esibiscono in concerti di musica classica e altri generi. Nel proprio studio, allure studio, svolge attività di net mixing & mastering e, di restauro audio Attualmente collabora con il magazine online Age Of Audio scrivendo articoli su curiosità relative al mondo musicale. Parallelamente all’attività musicale si specializza nella fotografia di architettura, seguendo quella che fin da bambino era stata una sua passione.
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