Bud Spencer blues explosion – Do it

Alfonso Senatore

Un’incessante attività live ed un’assidua produzione discografica composta da ben 3 cd e un ep in 5 anni: da qui partono i BSBE, pronti a tornare in onda con “Do It”, ovvero Dio Odia I Tristi, palese invito a fare qualcosa per essere più allegri. Come? Proviamo ad ascoltarli…

Lo slide d’apertura scelto da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio è un perfetto trampolino di lancio, 16 secondi di suspense e poi l’esplosione! “Più del minimo” fionda direttamente nel pieno sound in “stile Bud Spencer”, un colpo tra capo e collo, chitarra e batteria “zeppeliani” tanto essenziali quanto convincenti, una voce che riesce ad essere piacevolmente orecchiabile. Tutto questo però dura fino al minuto 01:36, momento in cui il duo ricorda all’ascoltatore che i BSBE danno il meglio dal vivo: la dimostrazione è la messa in scena di un mini concerto, un sali-e-scendi tra i capisaldi del rock riletti in chiave Viterbini. La ritmica è incessante, un continuo evolversi che arriva a toccare anche sonorità metal, tanto per non farsi mancare nulla. Il pezzo fa faticare a terminare, quasi a non voler deludere l’ascoltatore, magari già assorto e stupefatto davanti a queste montagne russe.

Giocattoli” è la prosecuzione più naturale: slide e bacchettate sui bordi scatenano l’energia dovuta, in un inevitabile susseguirsi di idee che si intrecciano in un pezzo rock moderno con tanto di stop dietro ogni angolo e melodie ammiccanti: Chi si diverte di più, qui, forse sono proprio gli strumenti, che con un’innata spontaneità chiedono di poter continuare a “pazziare”(“divertirsi”, ma il dialetto napoletano ben rende l’idea).
In “Cerco il tuo soffio” il sound, ora più seduto, è caratterizzato dalla presenza di un rhodes, riuscendo ad acquistare connotati più classici dove la chitarra elettrica si configura quasi ospite in un contesto radicale che associa lo sporco delle origini blues ad un’atmosfera coristica.
Rottami” è una bomba posta in isolamento, disinnescata un attimo prima di esplodere: la potenza del suono è millesimata nel tocco di Viterbini, il quale sembra non voler dar fastidio al vicino di casa nonostante lo stereo a palla. Sarebbe potuto essere un classico riffettone grunge, ma sono proprio queste scelte a rendere i Bud qualcosa che riesce ad essere facilmente apprezzabile, nonostante si possa buttare giù una lunga lista di “questo mi ricorda quello”.

L’elettrica va a riposare un paio di minuti nella reinterpretazione del classico “Jesus on the mainline”, roba che come minimo ti figuri Viterbini su una sedia a dondolo, con tanto di barba millenaria e 40 anni in più, con chissà quale esperienze da raccontare, ma invece gli anni sono molti di meno (le cose da dire decisamente no).

Skratch explosion” è la parentesi di un disk jockey blues, meritevole forse di un maggiore spazio. Scorre via “Dio odia i tristi”, senza lasciare l’imprinting auspicabile dalla title track, risultando a questo punto del disco quasi un po’ scorbutica… Però scorre via veloce, in pratica “Come un mare”, traccia successiva. Le luci si fanno soffuse, le dinamiche sono soavi e rilassanti, il contesto blues non smette di pulsare, ma in modo più discreto, mettendosi al servizio della melodia vocale, che quando vuole dimostra di poter fare cose egregie. Immancabile è la scossa ritmica, che arriva anche quando non te lo aspetti, il tutto però si mantiene su un sottile equilibrio, si balla ma non si “poga”, per intenderci. Si torna ad alzare la voce con “L’onda”, almeno musicalmente parlando. La base ritmica è di quelle rocciose, però la voce fa semplicemente finta di non accorgersene e delinea un linea melodica al limite del pop. Il connubio funziona alla grande e, per quanto risulti particolare, arriva addirittura a far immaginare un Vasco Brondi rock (non me ne vogliano i fan di tutte e 2 le parti).“Squarciagola” è un mix di attitudine cantautorale, inserti in pieno stile ‘90 e atmosfere blues, anche qui fa la sua comparsata uno special a 1000, e anche se orami si è là ad attenderlo, come il soldato che torna dalla guerra, da almeno 2 minuti, si riesce lo stesso ad uscirne con il sorriso sulle labbra.

Hamburger in love”, revisione del pezzo già contenuto in “Happy” (2007), anticipa la chiusura lasciata a “Mi addormenterò”, che prevenendo qualche sbadiglio ci manda tra la braccia di Morfeo con una ninna nanna strascicata, roba da bluesman con parecchi calli sulle dita.


Fin ad ora i dischi dei Bud costituivano una sorta di foglio illustrativo per quel che sarebbe stato poi il live, perché i Bud sono, come detto inizialmente, animali da live. È troppo difficile catturare l’essenza che riescono ad esprimere dal vivo, le dita impossessate sulla chitarra, il sudore, le bacchette spezzate, 2 persone che suonano come una big band, tutto questo inscatolato in formato compact disc: eppure “Do It” ci prova più dei predecessori, spesso riuscendoci alla grande. I punti a favore sono innumerevoli, partendo soprattutto dalla modernità delle scelte stilistiche: sono convinto che il 99% dei musicisti, avendo a disposizione la stessa varietà di riff di Viterbini, non riuscirebbe a proporre nient’altro che roba trita e ritrita. Ma non è tutt’oro quel che luccica, l’eccessiva varietà proposta dal duo, mentre inscena questo “concerto insaccato”, può risultare, ad una generazione abituata ad ascolti molto easy, eccessivamente ridondante, oltre che proporsi come una scelta coraggiosa. Altro lato che non convince appieno sono le melodie vocali, in continua evoluzione, e spesso azzeccate (vedi “L’onda”), ma che sembrano, in alcuni tratti, ancora latenti di quel salto di qualità che possa far apprezzare i BSBE ad ogni orecchio, che sia questo amante del Mississippi o dei locali berlinesi alla “Paul Kalkbrenner”. Difetti che comunque sono destinati ad essere un ago nel pagliaio, in un contesto più che roseo: alla fine i Bud Spencer Blues Explosion questi sono, prendere o lasciare?

Alla prossima… Alfonso Senatore

Tracklist
1.    Slide
2.    Più del minimo
3.    Giocattoli
4.    Cerco il tuo soffio
5.    Rottami
6.    Jesus On The Mainline
7.    Scratch Explosion
8.    Dio odia i tristi
9.    Come un mare
10.    L’onda
11.    Squarciagola
12.    Hamburger
13.    Mi addormenterò

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