Maratona Beethoven al S. Carlo di Napoli

Lorenzo Sorbo
Teatro S. Carlo Napoli

Grande festa della musica è stata celebrata oggi 22 Giugno 2019 al Teatro S. Carlo di Napoli con la “Maratona Beethoven”, una curiosa iniziativa che ha visto l’esecuzione di tutte e nove le sinfonie in un giorno solo, distribuite in quattro turni dalle 11 alle 21.

Le orchestre coinvolte sono state quella del Teatro  San Carlo e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Sul podio Juraj Valčuha, giovane direttore slovacco con alle spalle una nutrita esperienza con diverse prestigiose orchestre internazionali. Dal 2016 è inoltre Direttore musicale del Teatro S. Carlo.

Il direttore Juraj Valčuha

Personalmente ho partecipato solo al primo turno delle 11 con in programma la Sinfonia n. 1 e n. 7. Primo appunto, mi sarei aspettato un ordine cronologico di esecuzione, ma evidentemente è stato pensato così per ragioni organizzative. Comunque dal mio palchetto laterale (molto vicino al palco) ho potuto ascoltare con attenzione sia l’esecuzione che ammirare la compagine orchestrale. È pur vero che musica del genere si potrebbe sentire a occhi chiusi, ma mi incuriosisce sempre vedere gli orchestrali soprattutto nei loro gesti ed espressioni.

Maratona Beethoven – Ph Lorenzo Sorbo

Devo dire che l’orchestra era al pieno del suo organico, solo un paio di leggii vuoti. Dettagli, insomma. Con un teatro pieno ma non zeppo, il concerto è iniziato con la Sinfonia n. 1, primo grande lavoro di un giovane Beethoven non ancora trentenne originariamente eseguita la prima volta nel 1800 a Vienna. Trattandosi di un lavoro giovanile (ma mica tanto dal punto di vista estetico) questa sinfonia s’ispira ai modelli classici di Haydn e Mozart dai quali Beethoven rispettosamente mutua la forma abbastanza canonicamente, ma concedendosi quegli strappi alla regola che la rendono originale. Come i tre accordi di settima nella lenta introduzione  del primo movimento. Non si era mai vista, ai tempi della sua prima esecuzione, una sinfonia che si apre, contro ogni regola accademica, sfacciatamente su un accordo dissonante che quasi stenta ad impiantarsi nella tonalità d’impianto del magico tema iniziale dei violini.

Dal punto di vista esecutivo ho notato un po’ di timidezza esecutiva negli archi. Mi riferisco soprattutto all’Allegro con Brio del primo movimento dove mi sarei aspettato un maggiore stacco delle dinamiche per rendere meglio il contrasto tra gli accordi a piena orchestra e i  passaggi brillanti dei violini. Tale timidezza esecutiva sembra essere poi scomparsa quando hanno eseguito la Sinfonia n. 7 che, in fondo, mostra ben altra maturità compositiva rispetto alla prima trattandosi di un’opera eseguita la prima volta nel 1813.

In questa sinfonia Beethoven sfodera tutto il suo arsenale creativo affidando le direttrici prevalenti alla danza e al ritmo. Un ritmo che plasma incisi e idee melodiche, che accelera i cambi armonici, distribuisce meglio i temi nelle diverse fasce timbriche e spinge energicamente le dinamiche. Forse anche per il tipo di scrittura qui l’orchestra del S. Carlo sembra essersi rivitalizzata e risvegliata da un tenue “sopore” iniziale soprattutto nell’Allegro con brio finale, mostrando peraltro grande pulizia e omogeneità di suono.

Il direttore Valčuha mi è sembrato a proprio agio, dirigendo con gesti moderati come se conoscesse bene gli orchestrali a disposizione.

Jurai Valcuha – Ph L. Romano

A fine concerto grandi applausi da un pubblico che forse non ti aspetteresti così caloroso e numeroso in un giorno caldo di prima estate.  Esco dal teatro e rivedo le strade invase di turisti e dalla vivacità tipica della città. Mi viene da pensare che maratone del genere andrebbero fatte più spesso, magari con cicli sinfonici di altri mostri sacri e magari anche in altri luoghi non propriamente canonici per la musica classica.

Speriamo.

Lorenzo Sorbo

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www.teatrosancarlo.it

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Lorenzo Sorbo, classe 1976. Ho studiato violino e Musicologia. Dopo tanti concerti in giro e diversi corsi di perfezionamento, da diversi anni mi occupo di critica musicale e ricerca nell'ambito di autori dal secolo XVII al contemporaneo. Ho pubblicato edizioni critiche, studi di drammaturgia musicale e articoli musicologici su argomenti molto eterogenei comparsi qua e là. Ho scritto recensioni sia su riviste cartacee come “Amadeus” che su Webzine.
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