Andare al cinema o vedere un film in tv può essere un’esperienza tanto esaltante quanto devastante, soprattutto per chi ha una certa sensibilità verso la musica e il suono in generale. Molti, probabilmente, rabbrividiscono turandosi le orecchie se costretti a sentire un film o una trasmissione con una risoluzione audio approssimativa, per non dire sgangherata.
Altri, nel clou di una scena horror, mentre tutti gli amici tremano e si coprono gli occhi, discettano amabilmente sul crescendo del sottofondo e si esaltano o si deprimono a seconda che la resa sonora sia o meno adeguata alle loro aspettative.
Se da un lato, però, gli impianti audio, sia professionali che domestici, possono garantire una resa eccellente, rendendo l’esperienza anche acusticamente godibilissima, il busillis è a monte: come è stato impostato, generato, registrato il suono in fase di produzione e post-produzione?

A questo aspetto, non sfavillante verso il grande pubblico ma indiscutibilmente importante, sono dedicati numerosi corsi per tecnici del suono, destinati a chi voglia inserirsi professionalmente sia nel mondo del cinema che della TV. Fra i tanti presenti sul mercato, abbiamo scelto di analizzare quello proposto dalla The Ctrl Room – Audio Post Production Studio, a Napoli.

La prima cosa che si nota è che The Ctrl Room non è un ente di formazione, ma uno studio di produzione audiovisiva, gestito da due tecnici del suono, strutturato per offrire servizi di post-produzione e di registrazione per il cinema, la musica e la vasta serie di professionisti che ruotano intorno al mondo musicale. Perché dunque si dovrebbe seguire un corso di formazione presso un’azienda che normalmente non fa formazione?
La risposta è alquanto immediata: in questo caso, la pratica vince sulla teoria, si apprende “il mestiere”, partendo dalla struttura teorica ma soprattutto nei suoi aspetti pratici, compresi gli ostacoli, le problematiche tecniche e le potenzialità di sviluppo. Partendo quindi dalla fisica del suono, si passa poi alla disamina delle tecniche di registrazione, dell’hardware e del software utilizzati, in un costante “mettere a sistema” le conoscenze.

Siccome la materia è piuttosto vasta, The Ctrl Room propone due moduli distinti: un corso per tecnico del suono di presa diretta e uno per tecnico del suono di post-produzione audio. Il dettaglio dei moduli e degli argomenti è disponibile sulla brochure ufficiale, per cui qui si segnalano due aspetti che, per chi si occupa di formazione da anni, sono di particolare rilievo.

Il primo è la modularità dei percorsi, che permette di seguire un solo corso o entrambi, a seconda di quali sono gli interessi e/o gli esiti di uno spassionato esame di coscienza sulle proprie conoscenze in materia. Il secondo aspetto che merita di essere sottolineato è che durante i corsi c’è la possibilità di svolgere sia esercitazioni in sala (cosa già di per sé non frequente, ma che rende solo una parte della complessità della professione) che di partecipare, in affiancamento, ad alcune produzioni audiovisive in Campania, oltre ad avere accrediti come fonico di presa diretta o fonico di mix.

Sorgono a questo punto, soprattutto nei più giovani, due domande. La prima è: se gli organizzatori sono dei tecnici del suono, perché dovrebbero formare dei concorrenti? La seconda, frequente soprattutto in questo periodo storico: troverò subito lavoro dopo questo corso?
Per dare una risposta completa non basterebbero tonnellate e tonnellate di libri, che pure sono stati scritti sull’argomento, per cui si può sintetizzare dicendo che ogni corso offre a chi vi partecipa l’opportunità non solo di acquisire conoscenze, competenze e tutte le altre splendide parole che si trovano nelle locandine (tutte vere!) ma soprattutto di scoprire se quella passione, quell’interesse, che ha spinto all’iscrizione al corso, corrisponde a un vero talento.

Il talento, purtroppo o per fortuna, non si trova fuori di noi, ma al nostro interno e la bravura, non solo dell’insegnante ma anche del discente, sta nel tirarlo fuori: senza impegno non si ottiene nessun risultato! Quanto all’aspetto della concorrenza, va detto che di tecnici “approssimativi”, di eccellenti tuttofare che si industriano alla buona, ce ne sono tanti – forse troppi – e alle buone intenzioni non corrispondono purtroppo buoni risultati. Formare dei possibili collaboratori in grado di non raffazzonare è una buona idea e se alla fine questi collaboratori diventano dei concorrenti… beh, almeno c’è la soddisfazione di sapere che parleranno bene della The Ctrl Room come insegnanti!
Antonio Campeglia