Synth fotoelettrico ANS: la rivoluzione nella manipolazione dei suoni

Paolo Cherubini

Oggi parliamo di qualcosa di unico nel suo genere, un oggetto veramente particolare, ovvero del sintetizzatore ANS sviluppato a partire dal 1937 e completato nel 1958, con brevetto nell’anno successivo da Evgeny Murzin.

Il nome è formato dalle iniziali del compositore Alexander Nikolayevich Scriabin, a cui la macchina era dedicata. L’ ANS è un sintetizzatore fotoelettrico microtonale che si basa su una tecnica di visualizzazione e stampa su supporto di uno spettro audio. In questa maniera sono stati stampati 5 dischi di vetro contenenti 144 tracce in modo che possano generare 720 fasci di luce modulata a frequenze diverse, distanziati 16,67 cent tra di loro, e in grado di coprire un’estensione di 10 ottave.

Sintetizzatore ANS

Questi fasci luminosi vengono fatti passare attraverso una lastra di vetro che può essere opacizzata mediante una particolare plastilina sulla quale si può scrivere o disegnare; un braccio mobile poi, su cui sono montati dei sensori ottici, scansiona la lastra e permette mediante i sensori il rilevamento dei lampi non attenuati dalla lastra che saranno sommati elettronicamente amplificati e riprodotti da un altoparlante. Se si fa in modo che la lastra lasci passare tutti i 720 fasci luminosi contemporaneamente lo strumento riprodurrà l’intero spettro sonoro costituito da 720 onde sonore uniche. L’accordatura del sintetizzatore è di 72 suoni per ottava consentendo di avvicinarsi ad un’intonazione naturale. È importante sottolineare che l’ANS non presenta alcuna tastiera, quindi ogni brano c’è bisogno che sia preparato in anticipo per essere poi riprodotto automaticamente quasi come fosse un sequencer. Tra le curiosità relative a questo strumento c’è da dire che durante gli anni ’60’70 del ‘900 è stato utilizzato per comporre colonne sonore per lungometraggi come Solaris di Andrej Tarkovskij.

Particolare sintetizzatore ANS

Negli anni 2000 invece artisti come: Coil, band di musica sperimentale inglese e, il musicista italiano Bad Sector, hanno fatto largo uso dell’ANS nelle loro composizioni; infine segnaliamo che l’unico strumento realizzato da Murzin si trova nel Museo Centrale Statale di Cultura Musicale Glinka di Mosca. Basandosi su tale principio, nel 2013 il programmatore russo Alexander Zolotov ha realizzato un’emulazione virtuale chiamata Virtual ANS, proprio in omaggio allo storico sintetizzatore, in cui è possibile progettare il suono tramite un’area di disegno dove sull’asse orizzontale troviamo il tempo e su quella verticale l’intonazione oppure importare file sonori, ma anche elaborare suoni partendo da un’immagine.

Virtual ANS

Nel Video sottostante se ne può vedere il funzionamento.

Paolo Alessandro Andrea Cherubini Barberini

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Paolo Cherubini Barberini, è un sound engineer e sound designer laureato in Music Production & Engineering e in Music Performance, presso la University of Essex (UK), con al suo attivo diversi anni di esperienza nello studio di registrazione top class House of glass di Viareggio (LU). In campo audio ha effettuato ricerca microfonica in ambito sourround (5.1; 5.0) con DPA Microphones e Casale Bauer. Ha collaborato con diversi studi di registrazione italiani dove ha avuto l’opportunità di registrare con musicisti di caratura internazionale come: Alex Acuña, Gregg Bissonette, Sergio Bellotti e Amik Guerra. All’attività di studio di registrazione affianca anche quella di location recording, registrando ensemble di varia natura sia strumentali sia vocali che si esibiscono in concerti di musica classica e altri generi. Nel proprio studio, allure studio, svolge attività di net mixing & mastering e, di restauro audio Attualmente collabora con il magazine online Age Of Audio scrivendo articoli su curiosità relative al mondo musicale. Parallelamente all’attività musicale si specializza nella fotografia di architettura, seguendo quella che fin da bambino era stata una sua passione.
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