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Recensire una libreria “top class” è sempre un compito arduo. Non sono molti i prodotti sul mercato in grado di potersi fregiare del titolo di “signori” della simulazione d’orchestra. Oltre a East West Quantum Leap Symphonic Orchestra Platinum Xp Pro, oggetto della nostra recensione, il mercato propone, sia in termini di resa sonora che di prezzo, la più che conosciuta Vienna Symphonic Library di Herb Tucmandi e la meno nota (alla realtà italiana ovviamente), ma non meno apprezzata, Sonic Implants Symphonic Orchestra. La Platinum Xp pro offre qualche motivo di ulteriore interesse grazie alla sua peculiare struttura “multi ripresa”, che consente di abbinare e dosare suoni diversi a differenti posizioni microfoniche della Hall. Ma andiamo per ordine.
Una lunga attesa:
Quella che ai più può apparire una semplice espansione di un prodotto esistente,(Fig.1– Pacchetto aggiornamento) porta con sè, una gestazione tutt’altro che semplice. La prima release della Symphonic Orchestra rivoluzionò il mercato per il concetto di “embedding” della risonanza della hall, vale a dire l’innovativa soluzione di incorporare la rifrazione sonora di una sala da concerto nella libreria stessa, il musicista quindi era sollevato dall’arduo compito di applicare ambiente ai campioni. Si trattò di un ingente investimento per Nick Phoenix e Doug Rogers, all’epoca fondatori e CEO di Quantum Leap ed East West, due talentuose “companies” di produzione sonora giovani ma già ben affermate. Data l’impresa titanica, alcune articolazioni restarono inevitabilmente fuori dalle registrazioni, sia per ragioni di tempo che per motivazioni di carattere economico (provate ad immaginare quanto costi registrare in una grande hall da concerto con il supporto di ingegneri di chiara fama). A libreria realizzata ed in vendita, Nick e Doug ebbero modo poi di raccogliere, dai numerosi appassionati ed utilizzatori della libreria, un vasto campionario di richieste e suggerimenti nonché la lista dei potenziali miglioramenti apportabili. Una delle ragioni principali per cui si è provveduto ad effettuare nuove registrazioni è stata probabilmente la necessità di migliorare la sezione legni, forse la più trascurata in prima battuta.
Di qui poi l’annuncio della nuova release e l’avvio di un interminabile dialogo con i consumatori. L’espansione sarebbe stata rilasciata nel novembre 2004, ma impegni imminenti, e un pizzico di sorte avversa, fecero slittare lungamente i tempi di distribuzione, con inevitabile inferocimento di coloro che avevano già pagato per accaparrarsi una copia del prodotto annunciato. C’è da dire però che la coppia Phoenix-Rogers era già impegnata nella realizzazione , di un altro classico, la East West Quantum Leap Symphonic Choirs. Poco prima dell’estate 2005 il colpo di scena: fu annunciato alla schiera di consumatori arrabbiati in attesa, che gli hard disk contenenti i campioni della nuova espansione erano stati persi e che in qualche modo il lavoro sarebbe ricominciato quasi da zero. Finalmente nell’autunno 2005 la libreria fu realizzata e spedita, non senza un’ultima chicca: l’errata collocazione dei DVD nelle scatole!!!. Parlare di un prodotto così importante, sia dal punto di vista della lavorazione che del budget, e che ha attraversato un periodo così particolare, prima di uscire dal suo nido, mette una certa soggezione; Per esprimere un giudizio esaustivo è necessario conoscere bene cosa la concorrenza offre, e come “suonano” i rispettivi prodotti . Per questo motivo, la recensione è stata realizzata a 4 mani e 4 orecchie. Mi sono fatto aiutare da un compositore di musiche per film e multimedia, Luca Thomas d’Agiout (Fig.2 – Luca Thomas d’Agiout) che oltre a lavorare già da anni con strumenti “virtuali”, svolge un ruolo di “demoer” per case di produzione di campioni orchestrali. La sua collaborazione mi ha aiutato a maturare un giudizio quanto più sereno e imparziale possibile. Non solo ho potuto effettuare confronti, ma mi sono reso conto di tutte le reali problematiche a cui si va incontro quando si prepara un lavoro per conto terzi.
Installazione:
Installare i players Native Instruments è oggi un gioco da ragazzi. La lunga esperienza accumulata, grazie alla realizzazione di molte decine di librerie, ha consentito alla Native Instruments di ottenere un risultato davvero considerevole sia per semplicità d’uso che per velocità di installazione. Anche la registrazione “on line” non rappresenta un problema quasi più per nessuno. Nel mio caso, dovendo effettuare diverse installazioni per 3 differenti Computer (PC Musicdaw2 da recensire, PC personale e PC portatile) ho dovuto “digerire” tutto l’iter delle autorizzazioni, fino a rendersi necessaria, per una riduzione drastica dei tempi, la somma intercessione del distributore. Quanto ho rimpianto l’”odiata” chiavetta!!! Diversa è la storia per quanto riguarda la copia dei files dei campioni sul proprio hard disk, un’operazione dai tempi biblici sopratutto se si dispone di lettori dvd scadenti. Infatti la libreria completa (campioni della originale Platinum + espansione) occupa ben 138 Giga (si, avete letto bene) , quindi l’operazione di copia necessita di una certa pazienza, anche se c’e’ da dire che questa sarà ben ripagata. Molto importante segnalare che la Xp Pro è una “espansione” e come tale necessita della libreria originale per funzionare, non sono poche le patch che abbinano suoni vecchi a quelli nuovi. Quanto descritto ci fa capire che è una libreria adatta per PC o MAC molto performanti, non è pensabile installarla su un portatile, anche se espanso e di ultimissima generazione.
Requisiti di sistema:
I requisiti dichiarati sono: per Windows XP, un Pentium IV/Athlon 3 GHz, 1 GB RAM, DVD drive ed almeno 150 Gbytes di spazio libero su Hard disk. Per il Mac un OS X 10.3 or superiore, G5 1.8 GHz, 1.0 GB RAM, DVD drive. Nella realtà i requisiti di sistema sono legati all’utilizzo che si intende fare della libreria. Noi consigliamo, per un utilizzo soddisfacente, una dotazione di memoria di almeno 2 GB ed un sistema Pentium di ultima generazione. Solitamente la Platinum viene utilizzata in due differenti modalità: in una rete di computer (un computer per sezione), ovvero, per alcuni intrepidi, (come chi vi scrive) utilizzo su singola macchina con “steroidi” Nel secondo caso è tuttavia necessario utilizzare come campionatore Kontakt od una precedente versione del Kompakt full, al posto del player che viene fornito con la libreria. La ragione sta nel fatto che il nuovo player ha dimostrato nel corso delle prove un eccessivo utilizzo della memoria Ram (Fig. 3 – EWQLSO). Siamo praticamente certi che a breve la Native Instruments rilascerà una versione aggiornata risolutrice di questo problema. Utilizzando Kontakt o Kompakt si può notare, con piacevole sorpresa, che è possibile caricare (anche se con qualche piccolo accorgimento) su un solo computer un completo setup sinfonico con risoluzione a 24 bit.

OGGETTO: Il Qlegato
Annunciato a suon di fanfara, con chiara intenzione di non avere nulla da invidiare al “cavallo di battaglia” della libreria Vienna, il qlegato ha suscitato alcune perplessità sin dal primo ascolto di demo “bootleg” diffusi in rete. Lo scopo dichiarato era quello di offrire una suonabilità e fluidità in grado di replicare l’effetto legato. Paradossalmente il maggior problema del qlegato si è rivelato essere proprio nelle sue premesse iniziali. Le nuove patches programmate da Nick Phoenix non vanno viste in rapporto alle performances VSL. Queste ultime incorporano le registrazioni di tutti i passaggi da nota a nota (i minuziosi slide), mentre il qlegato si basa soprattutto sul trattamento e l’arrotondamento degli attacchi. Suonato nella pratica, il qlegato ci è apparso come una buona soluzione di programmazione degli attacchi, consentendo l’esecuzione di note consecutive ad una certa velocità, senza mostrare variazioni di tono verso l’alto o verso il basso, tipiche del legato di VSL. A noi è sembrata una soluzione utile, da intendersi come soluzione “a sè”, senza effettuare confronti con la casa viennese.
Nuova organizzazione dei suoni:
Cambia radicalmente il modo di organizzare i suoni nella libreria. Probabilmente proprio a seguito di segnalazioni e suggerimenti degli attuali utilizzatori della prima versione, i suoni sono stati organizzati, oltre che per tipologia di microfonaggio (close, stage e surround), anche per durata. Infatti le macrocategorie di suoni per ciascuno strumento sono Long (suoni di durata lunga), Short (staccati e similari), Effects (effetti sonori, swells e quant’altro ottenibile in maniera non convenzionale), Modxfd (patches in cui il passaggio da un timbro ad un altro è gestito col movimento della Modulation Wheel, cc 1), e Keysw (patches con Keyswitch). Una organizzazione sicuramente migliore della precedente, essendo aumentate le articolazioni per ciascuno strumento.
I legni:
Finalmente passiamo ad ascoltare ed assaporare la libreria. Come nostra consuetudine quando affrontiamo un prodotto orchestrale, seguiamo lo schema di uno spartito “conductor score”,(Fig.4 – Conductor score) quindi iniziamo con i legni. Sono proprio i legni ad essere sempre stati considerati il tallone di Achille della EWQLSO. Il timbro ora è complessivamente molto americano, i legni suonano “chiari”, in particolare il clarinetto, l’oboe ed il fagotto. Le nuove articolazioni vanno a colmare i buchi lasciati dalle registrazioni originarie. Partendo dal flauto piccolo, questo è stato arricchito sopratutto sul fronte degli effetti, effetti così cari a compositori dal sapore hollywoodiano come John Williams. Ecco quindi che nella sezione “effects” compaiono “runs”, “falls” e glissandi sia crescenti che decrescenti, davvero utili quando si realizzano composizioni a tempo sostenuto.
Troviamo oltre a una nuova patch staccato “round robin” a 3 variazioni (per la cronaca, il round robin è quella funzione che consente di alternare tre note differenti quando si suona consecutivamente lo stesso tasto. La finalità è ovviamente quella di evitare l’effetto “mitragliatrice” con conseguente incremento di realismo), altre due “patches” Qlegato, non però molto efficaci (come accennato il Qlegato risulta più efficace in altri casi). Il flauto da concerto introduce un nuovo “sustain” meglio “controllabile” (il precedente, nonostante un buon timbro, mostrava problemi se suonato a tempi un po’ più sostenuti) e un vibrato più marcato e passionale; si denota poi un nuovo staccato che contiene anche suoni “overblown” sui layers più alti, nonché tutta una pletora di effetti come per il flauto piccolo. La sezione di tre flauti, salvo che per un paio di nuove patches, è sostanzialmente invariata. Anche l’oboe è rimasto sostanzialmente invariato, quindi non siamo in presenza di nuove registrazioni, ma di alcune nuove soluzioni di programmazione, prima tra tutte una versione Qlegato abbastanza convincente. Inoltre sembra un po’ attenuato il problema di tuning che affliggeva l’oboe della prima versione. Del corno inglese vale la pena considerare esclusivamente la nuova versione, che affianca, anche se poi di fatto sostituisce, (per la maggior parte degli utilizzatori, incluso chi vi scrive) il vecchio corno, davvero difficile da utilizzare; si trattava forse dell’unico suono sicuramente non riuscito nella prima versione. Il nuovo corno è finalmente chiaro, espressivo ed usabile, con alcune patches particolarmente romantiche (l’ispirazione è onestamente dichiarata, cosa vi fa pensare qualcosa che si chiami “Miroslav…?”). Il clarinetto (Fig.5 – Clarinetto) è probabilmente uno dei miei favoriti, grazie a un timbro così americano è adatto a passaggi alla Aaron Copland. Le nuove aggiunte sono di tutto rispetto, apprezzabile il nuovo sustain medio-piano, morbido ed adatto a frasi di matrice maggiormente classica.
Un nuovo staccato ad alcuni effetti arricchiscono la dotazione di questo strumento dal suono molto ispirante. Anche Il fagotto necessitava di un layer medio-piano, necessario per passaggi espressivi alla Stravinsky, ed anche in questo caso il compito è stato portato brillantemente a termine. Nel caso del fagotto, poi, la versione Qlegato si rivela molto utile ed efficace. il resto dei legni ricalca in maggior parte la libreria originaria, con le utili aggiunte di patches “round robin” e qlegato di cui parlavamo prima. Cogliamo l’occasione per segnalare un piccolo “bug” riguardante l’intonazione di alcuni legni nelle nuove registrazioni. Abbiamo rilevato in Kontakt che il problema è principalmente legato alla programmazione, quindi niente paura, Nick Phoenix ha promesso a breve un aggiornamento tramite una piccola patch.
Ottoni:
Nonostante gli ottoni fossero uno dei migliori settori della EWQLSO, le aggiunte apportate sono davvero impressionanti. A balzare subito all’occhio sono le tre nuove arrivate della sezione trombe: la tromba piccola, la seconda tromba e la sezione di due trombe unisono. La tromba piccola è presente in un numero limitato di articolazioni, ma gode di un suono pulito ed usabile. La 2^ tromba singola ha invece una dotazione decisamente superiore, specialmente nella sezione effetti. Molto bella la patch sustain con vibrato. Un po’ difficili da usare le patches Qlegato, in quanto nelle trombe è determinante che si avverta l’attacco, concetto che nella nuova programmazione viene sacrificato in omaggio a una maggiore fluidità di esecuzione. Discorso a parte meritano le 2 trombe, già definita, da parecchi arrangiatori d’oltreoceano, come la “star” della sezione fiati. Timbro ideale per le fanfare, molto bilanciato e controllabile. Davvero ampia la gamma di articolazioni, aperte e mute, con numerosi effetti di grande usabilità quali crescendi e rips. Per quanto riguarda i corni, si è lavorato molto sulla riprogrammazione, in particolare sulla sezione a sei. Le vecchie patches risentivano di un timbro eccessivamente nasale, specie a livelli di esecuzione più forti, al punto che era davvero semplice riconoscere la sezione della EWQLSO, in qualsiasi contesto questa suonasse. Le nuove patches sono decisamente più bilanciate e suonabili, condite da nuovi effetti come cluster, bend o il famigerato “Fx hell” (modo originale per definire quelle sequenze di staccati tanto care al compositore Don Davis, usate ampiamente nella colonna sonora della trilogia di Matrix (Fig.6 – Matrix). A parte l’aggiunta della Wagner tuba, (Fig.7 – Wagner tuba) in versione sustain, staccato e “rips”, per gli altri strumenti sono stati aggiunti molti effetti di cluster e ripetizione. La presenza, poi, di numerose patches round-robin per quasi tutti gli staccati, mette la parola fine a quel fastidioso effetto meccanico che caratterizzava negativamente le trombe suonate a ripetizione.

Archi:
Gli archi della EWQLSO sono sempre stati l’oggetto del contendere tra detrattori ed ammiratori. I primi, nella maggior parte dei casi, denunciano una scarsa “classicità” dei suoni, i secondi amano la così stretta connessione al suono “hollywoodiano”, quel timbro chiaro e un po’ aspro, tanto in voga nei “blockbuster” americani. Cosa cambia con la nuova espansione? Innanzitutto l’aggiunta di nuovi staccati e spiccati, specie per la sezione violoncelli e bassi, viene colmata finalmente la lacuna della vecchia versione che rendeva complicata l’esecuzione di passaggi ostinati in spiccato o staccato. Le numerose nuove patches consentono finalmente l’esecuzione di passaggi particolari, quali ad esempio le furiose corse di archi dell’ultimo Star Wars. La seconda nota di rilievo riguarda le viole, ora sono davvero suonabili e ricche di articolazioni, incluso il tremolo, tanto rimpianto dai possessori della prima edizione. Molto belle le viole sordino, che usiamo in questo caso, a pretesto, per segnalare come ormai siano stati introdotti sordini per tutte le sezioni orchestrali (ad eccezione dei bassi). Davvero tante le “new entries” nella sezione archi. Volendo fare veloce carrellata citiamo: gli armonici nei violini, la sezione divisi di 4 violini e 3 violoncelli, le strings “flautando” e tutta una piacevole serie di effetti, inclusi i runs usati in “Psycho”. Nel caso degli strings l’aggiunta del qlegato ha risultati che potremmo definire alterni. In linea di massima a beneficiarne è la suonabilità complessiva, va però evidenziato che in alcuni casi le patches qlegato finiscano per suonare un po’ “secche” rispetto ai compagni di sezione. Grande dotazione anche per gli archi solo, la comparsa della viola e l’aggiunta di molti suoni per violini e violoncelli. E’ davvero chiaro l’intento, a nostro avviso riuscito, di candidare la libreria anche ad utilizzi di tipo “cameristico”. Va infine notata l’introduzione del clavicembalo e del pianoforte (il classico Steinway B della scuderia East West) nonché importanti integrazioni dell’ arpa,(Fig.8 – Arpa) con glissandi davvero vitali per assicurare l’utilizzabilità in generi più disparati.
Percussioni:
Già fiore all’occhiello della libreria, oggi la sezione raggiunge una estrema completezza grazie a suoni addizionali quali gongs, nuovi piatti, field drums, Toms da concerto, taiko drums, suoni sempre più utilizzati nei commenti sonori cinematografici. Una strizzatina d’occhio insomma anche alla grande “True Strike” di Marteen Sprujit, libreria specificamente dedicata alle percussioni orchestrali. Finalmente ritroviamo la celesta, grande assente della prima versione, in un timbro usabile e piacevole, nuovi mallets come la marimba. Molto utili anche il waterphone (per intenderci quel suono di ferraglia così dominante in Matrix) e gli sleight bells (per agli amanti delle atmosfere natalizie), Complessivamente la sezione percussioni non lascia spazio ad insoddisfazioni di sorta. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che, a mio avviso, è uno dei tanti grandi pregi dell’intera produzione East West Quantum Leap: l’integrabilità tra prodotti. Se infatti uniamo alle percussioni della libreria compagni quali Stormdrums o Percussive Adventures ,(Fig.9 – Percussive Adventures) il mix ottenuto risulterà ottimale senza che siano richiesti di eccessivi sforzi, questo rappresenta di sicuro un punto a favore della caratteristica “modulare” della Symphonic Orchestra Xp Pro.

Il futuro probabile della EWQLSO: lo scripting
Grandi cose stanno evolvendo in casa Phoenix-Rogers. Appena un paio di mesi fa è stata annunciata la lavorazione in corso di una versione della libreria completamente basata sulle nuove caratteristiche di “scripting” di Native Instruments Kontakt 2. Questa funzione consente di programmare, con una sintassi simile a quella di tanti linguaggi attualmente in uso, il comportamento degli strumenti, condizionandolo all’accadere di determinate condizioni, come ad esempio nota di arrivo o di partenza, ovvero pressione del tasto, solo per citarne alcuni. Le possibilità sono praticamente infinite. Nel caso in oggetto lo scopo è quello di emulare, mediante complessi algoritmi, i movimenti di “pitch” e “slides” che generano il cosiddetto “legato”. La possibilità è davvero ghiotta e regala alla libreria una nuova prospettiva, sopratutto perchè il legato resta il sogno inconfessabile di tutti gli affezionati utenti della EWQLSO. Aggiungo in proposito che circa un mese fa, uno sconosciuto signore americano ha messo in rete (gratuitamente) uno script che davvero fa miracoli in merito. Per saperne di più vi consigliamo di visitare il forum alla pagina www.vi-control.net ove potrete scaricare lo script suddetto nell’apposita sezione dedicata. Noi lo abbiamo provato ed i risultati promettono davvero bene, tra l’altro molti altri scripts sono stati annunciati e in arrivo.
Conclusioni:
Una delle caratteristiche più interessanti dell’intera libreria e la perfetta omogeneità dei suoni. Mi spiego meglio: molte volte abbiamo dei VST che da soli suonano benissimo, nel momento però in cui provvediamo ad integrarli con suoni acustici o altre librerie, si fatica a raggiungere un mix che si amalgami a dovere. L’aggiornamento costa, e neppure poco, ma si allinea ai prodotti concorrenti. Il sistema si rivolge in special modo ad un target di professionisti , impegnati nella realizzazione di colonne sonore televisive e teatrali, coloro insomma che preferiscono focalizzarsi sulla composizione piuttosto che sull’aspetto ingegneristico del suono. La qualità della simulazione è davvero ottima, il timbro ricorda da vicino la “Hollywood Symphony “ orchestra ed in generale la timbrica delle orchestre del grande Goldsmith (è il riferimento più istintivo che ci viene in mente al momento in termini di sonorità). Molto importante anche l’aspetto camaleontico della libreria: la EWQLSO Platinum Xp pro consente, infatti, di ottenere un suono da “scoring stage” oppure da hall sinfonica con pochi click del mouse, regolando i microfoni e senza artifici legati all’applicazione di riverberi fittizi. Il software si pone come valida alternativa a chi non ha mezzi economici tali da poter onorare la parcella di un’intera orchestra, un’ottima soluzione per testare la potenzialità delle creazioni e l’eventuale interesse da parte di un produttore. Qui non si parla di poter sostituire gli strumentisti, è indubbio però che chi ha una buona cognizione della musica e conosce le estensioni su cui lavorano gli strumenti, ne trarrà un grande beneficio. Va detto, ed è un particolare importante, che molti dei musicisti in passato esasperati per la lunga attesa sono adesso in costante dialogo con Phoenix e Rogers, a dimostrazione che il prodotto realizzato non ha deluso le aspettative. A proposito di Hall, utile citare che la Platinum è stata registrata, sia nella versione originale che nella “espansione” Xp Pro con la supervisione del musicalmente pluridecorato Prof. Keith. O. Johnson,(Fig.10 – Keith. O. Johnson) ingegnere del suono con un impressionante palmares di lavori svolti.

Ultimo minuto:
Pochi giorni prima della consegna dell’articolo ho provato in anteprima il nuovo sistema Kore della N.I. (Fig.11 – Kore) e ho installato la Platinum XP su questo nuovo motore. Non posso esprimere a parole l’emozione provata, finalmente ho visto un sistema a 64 bit lavorare con 4 GB di RAM. Ho utilizzato al meglio la libreria ed ho manipolato, mediate il controller nativo di Kore, i suoni in tempo reale, realizzando dei “banks” personalizzati. Il computer finalmente ha “ripreso fiato”, che bello potersi dedicare completamente alla stesura dei brani piuttosto che stressarsi a fare i conti sulla quantità di CPU utilizzata da ogni singola traccia. Sappiamo bene come a volte l’adozione di un suono di “compromesso ”, inteso come sacrificio necessario al risparmio di risorse, possa pregiudicare il risultato finale e allontanarci inconsapevolmente da quello che in origine ci ronzava nella testolina. La possibilità di cambiare i parametri del suono in maniera sbrigativa permette l’apprezzamento ulteriore della qualità timbrica di ogni campione potendo questi essere forgiato volta per volta in base ai propri gusti personali. Risultati strabilianti sono stati ottenuti anche con un PC portatile di ultima generazione senza aver riscontrato gravi problemi di affaticamento della CPU.
Recensire una libreria “top class” è sempre un compito arduo. Non sono molti i prodotti sul mercato in grado di potersi fregiare del titolo di “signori” della simulazione d’orchestra. Oltre a East West Quantum Leap Symphonic Orchestra Platinum Xp Pro, oggetto della nostra recensione, il mercato propone, sia in termini di resa sonora che di prezzo, la più che conosciuta Vienna Symphonic Library di Herb Tucmandi e la meno nota (alla realtà italiana ovviamente), ma non meno apprezzata, Sonic Implants Symphonic Orchestra. La Platinum Xp pro offre qualche motivo di ulteriore interesse grazie alla sua peculiare struttura “multi ripresa”, che consente di abbinare e dosare suoni diversi a differenti posizioni microfoniche della Hall. Ma andiamo per ordine.
Una lunga attesa:
Quella che ai più può apparire una semplice espansione di un prodotto esistente,(Fig.1– Pacchetto aggiornamento) porta con sè, una gestazione tutt’altro che semplice. La prima release della Symphonic Orchestra rivoluzionò il mercato per il concetto di “embedding” della risonanza della hall, vale a dire l’innovativa soluzione di incorporare la rifrazione sonora di una sala da concerto nella libreria stessa, il musicista quindi era sollevato dall’arduo compito di applicare ambiente ai campioni. Si trattò di un ingente investimento per Nick Phoenix e Doug Rogers, all’epoca fondatori e CEO di Quantum Leap ed East West, due talentuose “companies” di produzione sonora giovani ma già ben affermate. Data l’impresa titanica, alcune articolazioni restarono inevitabilmente fuori dalle registrazioni, sia per ragioni di tempo che per motivazioni di carattere economico (provate ad immaginare quanto costi registrare in una grande hall da concerto con il supporto di ingegneri di chiara fama). A libreria realizzata ed in vendita, Nick e Doug ebbero modo poi di raccogliere, dai numerosi appassionati ed utilizzatori della libreria, un vasto campionario di richieste e suggerimenti nonché la lista dei potenziali miglioramenti apportabili. Una delle ragioni principali per cui si è provveduto ad effettuare nuove registrazioni è stata probabilmente la necessità di migliorare la sezione legni, forse la più trascurata in prima battuta.
Di qui poi l’annuncio della nuova release e l’avvio di un interminabile dialogo con i consumatori. L’espansione sarebbe stata rilasciata nel novembre 2004, ma impegni imminenti, e un pizzico di sorte avversa, fecero slittare lungamente i tempi di distribuzione, con inevitabile inferocimento di coloro che avevano già pagato per accaparrarsi una copia del prodotto annunciato. C’è da dire però che la coppia Phoenix-Rogers era già impegnata nella realizzazione , di un altro classico, la East West Quantum Leap Symphonic Choirs. Poco prima dell’estate 2005 il colpo di scena: fu annunciato alla schiera di consumatori arrabbiati in attesa, che gli hard disk contenenti i campioni della nuova espansione erano stati persi e che in qualche modo il lavoro sarebbe ricominciato quasi da zero. Finalmente nell’autunno 2005 la libreria fu realizzata e spedita, non senza un’ultima chicca: l’errata collocazione dei DVD nelle scatole!!!. Parlare di un prodotto così importante, sia dal punto di vista della lavorazione che del budget, e che ha attraversato un periodo così particolare, prima di uscire dal suo nido, mette una certa soggezione; Per esprimere un giudizio esaustivo è necessario conoscere bene cosa la concorrenza offre, e come “suonano” i rispettivi prodotti . Per questo motivo, la recensione è stata realizzata a 4 mani e 4 orecchie. Mi sono fatto aiutare da un compositore di musiche per film e multimedia, Luca Thomas d’Agiout (Fig.2 – Luca Thomas d’Agiout) che oltre a lavorare già da anni con strumenti “virtuali”, svolge un ruolo di “demoer” per case di produzione di campioni orchestrali. La sua collaborazione mi ha aiutato a maturare un giudizio quanto più sereno e imparziale possibile. Non solo ho potuto effettuare confronti, ma mi sono reso conto di tutte le reali problematiche a cui si va incontro quando si prepara un lavoro per conto terzi.
Installazione:
Installare i players Native Instruments è oggi un gioco da ragazzi. La lunga esperienza accumulata, grazie alla realizzazione di molte decine di librerie, ha consentito alla Native Instruments di ottenere un risultato davvero considerevole sia per semplicità d’uso che per velocità di installazione. Anche la registrazione “on line” non rappresenta un problema quasi più per nessuno. Nel mio caso, dovendo effettuare diverse installazioni per 3 differenti Computer (PC Musicdaw2 da recensire, PC personale e PC portatile) ho dovuto “digerire” tutto l’iter delle autorizzazioni, fino a rendersi necessaria, per una riduzione drastica dei tempi, la somma intercessione del distributore. Quanto ho rimpianto l’”odiata” chiavetta!!! Diversa è la storia per quanto riguarda la copia dei files dei campioni sul proprio hard disk, un’operazione dai tempi biblici sopratutto se si dispone di lettori dvd scadenti. Infatti la libreria completa (campioni della originale Platinum + espansione) occupa ben 138 Giga (si, avete letto bene) , quindi l’operazione di copia necessita di una certa pazienza, anche se c’e’ da dire che questa sarà ben ripagata. Molto importante segnalare che la Xp Pro è una “espansione” e come tale necessita della libreria originale per funzionare, non sono poche le patch che abbinano suoni vecchi a quelli nuovi. Quanto descritto ci fa capire che è una libreria adatta per PC o MAC molto performanti, non è pensabile installarla su un portatile, anche se espanso e di ultimissima generazione.
Requisiti di sistema:
I requisiti dichiarati sono: per Windows XP, un Pentium IV/Athlon 3 GHz, 1 GB RAM, DVD drive ed almeno 150 Gbytes di spazio libero su Hard disk. Per il Mac un OS X 10.3 or superiore, G5 1.8 GHz, 1.0 GB RAM, DVD drive. Nella realtà i requisiti di sistema sono legati all’utilizzo che si intende fare della libreria. Noi consigliamo, per un utilizzo soddisfacente, una dotazione di memoria di almeno 2 GB ed un sistema Pentium di ultima generazione. Solitamente la Platinum viene utilizzata in due differenti modalità: in una rete di computer (un computer per sezione), ovvero, per alcuni intrepidi, (come chi vi scrive) utilizzo su singola macchina con “steroidi” Nel secondo caso è tuttavia necessario utilizzare come campionatore Kontakt od una precedente versione del Kompakt full, al posto del player che viene fornito con la libreria. La ragione sta nel fatto che il nuovo player ha dimostrato nel corso delle prove un eccessivo utilizzo della memoria Ram (Fig. 3 – EWQLSO). Siamo praticamente certi che a breve la Native Instruments rilascerà una versione aggiornata risolutrice di questo problema. Utilizzando Kontakt o Kompakt si può notare, con piacevole sorpresa, che è possibile caricare (anche se con qualche piccolo accorgimento) su un solo computer un completo setup sinfonico con risoluzione a 24 bit.

OGGETTO: Il Qlegato
Annunciato a suon di fanfara, con chiara intenzione di non avere nulla da invidiare al “cavallo di battaglia” della libreria Vienna, il qlegato ha suscitato alcune perplessità sin dal primo ascolto di demo “bootleg” diffusi in rete. Lo scopo dichiarato era quello di offrire una suonabilità e fluidità in grado di replicare l’effetto legato. Paradossalmente il maggior problema del qlegato si è rivelato essere proprio nelle sue premesse iniziali. Le nuove patches programmate da Nick Phoenix non vanno viste in rapporto alle performances VSL. Queste ultime incorporano le registrazioni di tutti i passaggi da nota a nota (i minuziosi slide), mentre il qlegato si basa soprattutto sul trattamento e l’arrotondamento degli attacchi. Suonato nella pratica, il qlegato ci è apparso come una buona soluzione di programmazione degli attacchi, consentendo l’esecuzione di note consecutive ad una certa velocità, senza mostrare variazioni di tono verso l’alto o verso il basso, tipiche del legato di VSL. A noi è sembrata una soluzione utile, da intendersi come soluzione “a sè”, senza effettuare confronti con la casa viennese.
Nuova organizzazione dei suoni:
Cambia radicalmente il modo di organizzare i suoni nella libreria. Probabilmente proprio a seguito di segnalazioni e suggerimenti degli attuali utilizzatori della prima versione, i suoni sono stati organizzati, oltre che per tipologia di microfonaggio (close, stage e surround), anche per durata. Infatti le macrocategorie di suoni per ciascuno strumento sono Long (suoni di durata lunga), Short (staccati e similari), Effects (effetti sonori, swells e quant’altro ottenibile in maniera non convenzionale), Modxfd (patches in cui il passaggio da un timbro ad un altro è gestito col movimento della Modulation Wheel, cc 1), e Keysw (patches con Keyswitch). Una organizzazione sicuramente migliore della precedente, essendo aumentate le articolazioni per ciascuno strumento.
I legni:
Finalmente passiamo ad ascoltare ed assaporare la libreria. Come nostra consuetudine quando affrontiamo un prodotto orchestrale, seguiamo lo schema di uno spartito “conductor score”,(Fig.4 – Conductor score) quindi iniziamo con i legni. Sono proprio i legni ad essere sempre stati considerati il tallone di Achille della EWQLSO. Il timbro ora è complessivamente molto americano, i legni suonano “chiari”, in particolare il clarinetto, l’oboe ed il fagotto. Le nuove articolazioni vanno a colmare i buchi lasciati dalle registrazioni originarie. Partendo dal flauto piccolo, questo è stato arricchito sopratutto sul fronte degli effetti, effetti così cari a compositori dal sapore hollywoodiano come John Williams. Ecco quindi che nella sezione “effects” compaiono “runs”, “falls” e glissandi sia crescenti che decrescenti, davvero utili quando si realizzano composizioni a tempo sostenuto.
Troviamo oltre a una nuova patch staccato “round robin” a 3 variazioni (per la cronaca, il round robin è quella funzione che consente di alternare tre note differenti quando si suona consecutivamente lo stesso tasto. La finalità è ovviamente quella di evitare l’effetto “mitragliatrice” con conseguente incremento di realismo), altre due “patches” Qlegato, non però molto efficaci (come accennato il Qlegato risulta più efficace in altri casi). Il flauto da concerto introduce un nuovo “sustain” meglio “controllabile” (il precedente, nonostante un buon timbro, mostrava problemi se suonato a tempi un po’ più sostenuti) e un vibrato più marcato e passionale; si denota poi un nuovo staccato che contiene anche suoni “overblown” sui layers più alti, nonché tutta una pletora di effetti come per il flauto piccolo. La sezione di tre flauti, salvo che per un paio di nuove patches, è sostanzialmente invariata. Anche l’oboe è rimasto sostanzialmente invariato, quindi non siamo in presenza di nuove registrazioni, ma di alcune nuove soluzioni di programmazione, prima tra tutte una versione Qlegato abbastanza convincente. Inoltre sembra un po’ attenuato il problema di tuning che affliggeva l’oboe della prima versione. Del corno inglese vale la pena considerare esclusivamente la nuova versione, che affianca, anche se poi di fatto sostituisce, (per la maggior parte degli utilizzatori, incluso chi vi scrive) il vecchio corno, davvero difficile da utilizzare; si trattava forse dell’unico suono sicuramente non riuscito nella prima versione. Il nuovo corno è finalmente chiaro, espressivo ed usabile, con alcune patches particolarmente romantiche (l’ispirazione è onestamente dichiarata, cosa vi fa pensare qualcosa che si chiami “Miroslav…?”). Il clarinetto (Fig.5 – Clarinetto) è probabilmente uno dei miei favoriti, grazie a un timbro così americano è adatto a passaggi alla Aaron Copland. Le nuove aggiunte sono di tutto rispetto, apprezzabile il nuovo sustain medio-piano, morbido ed adatto a frasi di matrice maggiormente classica.
Un nuovo staccato ad alcuni effetti arricchiscono la dotazione di questo strumento dal suono molto ispirante. Anche Il fagotto necessitava di un layer medio-piano, necessario per passaggi espressivi alla Stravinsky, ed anche in questo caso il compito è stato portato brillantemente a termine. Nel caso del fagotto, poi, la versione Qlegato si rivela molto utile ed efficace. il resto dei legni ricalca in maggior parte la libreria originaria, con le utili aggiunte di patches “round robin” e qlegato di cui parlavamo prima. Cogliamo l’occasione per segnalare un piccolo “bug” riguardante l’intonazione di alcuni legni nelle nuove registrazioni. Abbiamo rilevato in Kontakt che il problema è principalmente legato alla programmazione, quindi niente paura, Nick Phoenix ha promesso a breve un aggiornamento tramite una piccola patch.
Ottoni:
Nonostante gli ottoni fossero uno dei migliori settori della EWQLSO, le aggiunte apportate sono davvero impressionanti. A balzare subito all’occhio sono le tre nuove arrivate della sezione trombe: la tromba piccola, la seconda tromba e la sezione di due trombe unisono. La tromba piccola è presente in un numero limitato di articolazioni, ma gode di un suono pulito ed usabile. La 2^ tromba singola ha invece una dotazione decisamente superiore, specialmente nella sezione effetti. Molto bella la patch sustain con vibrato. Un po’ difficili da usare le patches Qlegato, in quanto nelle trombe è determinante che si avverta l’attacco, concetto che nella nuova programmazione viene sacrificato in omaggio a una maggiore fluidità di esecuzione. Discorso a parte meritano le 2 trombe, già definita, da parecchi arrangiatori d’oltreoceano, come la “star” della sezione fiati. Timbro ideale per le fanfare, molto bilanciato e controllabile. Davvero ampia la gamma di articolazioni, aperte e mute, con numerosi effetti di grande usabilità quali crescendi e rips. Per quanto riguarda i corni, si è lavorato molto sulla riprogrammazione, in particolare sulla sezione a sei. Le vecchie patches risentivano di un timbro eccessivamente nasale, specie a livelli di esecuzione più forti, al punto che era davvero semplice riconoscere la sezione della EWQLSO, in qualsiasi contesto questa suonasse. Le nuove patches sono decisamente più bilanciate e suonabili, condite da nuovi effetti come cluster, bend o il famigerato “Fx hell” (modo originale per definire quelle sequenze di staccati tanto care al compositore Don Davis, usate ampiamente nella colonna sonora della trilogia di Matrix (Fig.6 – Matrix). A parte l’aggiunta della Wagner tuba, (Fig.7 – Wagner tuba) in versione sustain, staccato e “rips”, per gli altri strumenti sono stati aggiunti molti effetti di cluster e ripetizione. La presenza, poi, di numerose patches round-robin per quasi tutti gli staccati, mette la parola fine a quel fastidioso effetto meccanico che caratterizzava negativamente le trombe suonate a ripetizione.

Archi:
Gli archi della EWQLSO sono sempre stati l’oggetto del contendere tra detrattori ed ammiratori. I primi, nella maggior parte dei casi, denunciano una scarsa “classicità” dei suoni, i secondi amano la così stretta connessione al suono “hollywoodiano”, quel timbro chiaro e un po’ aspro, tanto in voga nei “blockbuster” americani. Cosa cambia con la nuova espansione? Innanzitutto l’aggiunta di nuovi staccati e spiccati, specie per la sezione violoncelli e bassi, viene colmata finalmente la lacuna della vecchia versione che rendeva complicata l’esecuzione di passaggi ostinati in spiccato o staccato. Le numerose nuove patches consentono finalmente l’esecuzione di passaggi particolari, quali ad esempio le furiose corse di archi dell’ultimo Star Wars. La seconda nota di rilievo riguarda le viole, ora sono davvero suonabili e ricche di articolazioni, incluso il tremolo, tanto rimpianto dai possessori della prima edizione. Molto belle le viole sordino, che usiamo in questo caso, a pretesto, per segnalare come ormai siano stati introdotti sordini per tutte le sezioni orchestrali (ad eccezione dei bassi). Davvero tante le “new entries” nella sezione archi. Volendo fare veloce carrellata citiamo: gli armonici nei violini, la sezione divisi di 4 violini e 3 violoncelli, le strings “flautando” e tutta una piacevole serie di effetti, inclusi i runs usati in “Psycho”. Nel caso degli strings l’aggiunta del qlegato ha risultati che potremmo definire alterni. In linea di massima a beneficiarne è la suonabilità complessiva, va però evidenziato che in alcuni casi le patches qlegato finiscano per suonare un po’ “secche” rispetto ai compagni di sezione. Grande dotazione anche per gli archi solo, la comparsa della viola e l’aggiunta di molti suoni per violini e violoncelli. E’ davvero chiaro l’intento, a nostro avviso riuscito, di candidare la libreria anche ad utilizzi di tipo “cameristico”. Va infine notata l’introduzione del clavicembalo e del pianoforte (il classico Steinway B della scuderia East West) nonché importanti integrazioni dell’ arpa,(Fig.8 – Arpa) con glissandi davvero vitali per assicurare l’utilizzabilità in generi più disparati.
Percussioni:
Già fiore all’occhiello della libreria, oggi la sezione raggiunge una estrema completezza grazie a suoni addizionali quali gongs, nuovi piatti, field drums, Toms da concerto, taiko drums, suoni sempre più utilizzati nei commenti sonori cinematografici. Una strizzatina d’occhio insomma anche alla grande “True Strike” di Marteen Sprujit, libreria specificamente dedicata alle percussioni orchestrali. Finalmente ritroviamo la celesta, grande assente della prima versione, in un timbro usabile e piacevole, nuovi mallets come la marimba. Molto utili anche il waterphone (per intenderci quel suono di ferraglia così dominante in Matrix) e gli sleight bells (per agli amanti delle atmosfere natalizie), Complessivamente la sezione percussioni non lascia spazio ad insoddisfazioni di sorta. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che, a mio avviso, è uno dei tanti grandi pregi dell’intera produzione East West Quantum Leap: l’integrabilità tra prodotti. Se infatti uniamo alle percussioni della libreria compagni quali Stormdrums o Percussive Adventures ,(Fig.9 – Percussive Adventures) il mix ottenuto risulterà ottimale senza che siano richiesti di eccessivi sforzi, questo rappresenta di sicuro un punto a favore della caratteristica “modulare” della Symphonic Orchestra Xp Pro.

Il futuro probabile della EWQLSO: lo scripting
Grandi cose stanno evolvendo in casa Phoenix-Rogers. Appena un paio di mesi fa è stata annunciata la lavorazione in corso di una versione della libreria completamente basata sulle nuove caratteristiche di “scripting” di Native Instruments Kontakt 2. Questa funzione consente di programmare, con una sintassi simile a quella di tanti linguaggi attualmente in uso, il comportamento degli strumenti, condizionandolo all’accadere di determinate condizioni, come ad esempio nota di arrivo o di partenza, ovvero pressione del tasto, solo per citarne alcuni. Le possibilità sono praticamente infinite. Nel caso in oggetto lo scopo è quello di emulare, mediante complessi algoritmi, i movimenti di “pitch” e “slides” che generano il cosiddetto “legato”. La possibilità è davvero ghiotta e regala alla libreria una nuova prospettiva, sopratutto perchè il legato resta il sogno inconfessabile di tutti gli affezionati utenti della EWQLSO. Aggiungo in proposito che circa un mese fa, uno sconosciuto signore americano ha messo in rete (gratuitamente) uno script che davvero fa miracoli in merito. Per saperne di più vi consigliamo di visitare il forum alla pagina www.vi-control.net ove potrete scaricare lo script suddetto nell’apposita sezione dedicata. Noi lo abbiamo provato ed i risultati promettono davvero bene, tra l’altro molti altri scripts sono stati annunciati e in arrivo.
Conclusioni:
Una delle caratteristiche più interessanti dell’intera libreria e la perfetta omogeneità dei suoni. Mi spiego meglio: molte volte abbiamo dei VST che da soli suonano benissimo, nel momento però in cui provvediamo ad integrarli con suoni acustici o altre librerie, si fatica a raggiungere un mix che si amalgami a dovere. L’aggiornamento costa, e neppure poco, ma si allinea ai prodotti concorrenti. Il sistema si rivolge in special modo ad un target di professionisti , impegnati nella realizzazione di colonne sonore televisive e teatrali, coloro insomma che preferiscono focalizzarsi sulla composizione piuttosto che sull’aspetto ingegneristico del suono. La qualità della simulazione è davvero ottima, il timbro ricorda da vicino la “Hollywood Symphony “ orchestra ed in generale la timbrica delle orchestre del grande Goldsmith (è il riferimento più istintivo che ci viene in mente al momento in termini di sonorità). Molto importante anche l’aspetto camaleontico della libreria: la EWQLSO Platinum Xp pro consente, infatti, di ottenere un suono da “scoring stage” oppure da hall sinfonica con pochi click del mouse, regolando i microfoni e senza artifici legati all’applicazione di riverberi fittizi. Il software si pone come valida alternativa a chi non ha mezzi economici tali da poter onorare la parcella di un’intera orchestra, un’ottima soluzione per testare la potenzialità delle creazioni e l’eventuale interesse da parte di un produttore. Qui non si parla di poter sostituire gli strumentisti, è indubbio però che chi ha una buona cognizione della musica e conosce le estensioni su cui lavorano gli strumenti, ne trarrà un grande beneficio. Va detto, ed è un particolare importante, che molti dei musicisti in passato esasperati per la lunga attesa sono adesso in costante dialogo con Phoenix e Rogers, a dimostrazione che il prodotto realizzato non ha deluso le aspettative. A proposito di Hall, utile citare che la Platinum è stata registrata, sia nella versione originale che nella “espansione” Xp Pro con la supervisione del musicalmente pluridecorato Prof. Keith. O. Johnson,(Fig.10 – Keith. O. Johnson) ingegnere del suono con un impressionante palmares di lavori svolti.

Ultimo minuto:
Pochi giorni prima della consegna dell’articolo ho provato in anteprima il nuovo sistema Kore della N.I. (Fig.11 – Kore) e ho installato la Platinum XP su questo nuovo motore. Non posso esprimere a parole l’emozione provata, finalmente ho visto un sistema a 64 bit lavorare con 4 GB di RAM. Ho utilizzato al meglio la libreria ed ho manipolato, mediate il controller nativo di Kore, i suoni in tempo reale, realizzando dei “banks” personalizzati. Il computer finalmente ha “ripreso fiato”, che bello potersi dedicare completamente alla stesura dei brani piuttosto che stressarsi a fare i conti sulla quantità di CPU utilizzata da ogni singola traccia. Sappiamo bene come a volte l’adozione di un suono di “compromesso ”, inteso come sacrificio necessario al risparmio di risorse, possa pregiudicare il risultato finale e allontanarci inconsapevolmente da quello che in origine ci ronzava nella testolina. La possibilità di cambiare i parametri del suono in maniera sbrigativa permette l’apprezzamento ulteriore della qualità timbrica di ogni campione potendo questi essere forgiato volta per volta in base ai propri gusti personali. Risultati strabilianti sono stati ottenuti anche con un PC portatile di ultima generazione senza aver riscontrato gravi problemi di affaticamento della CPU.
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Recensire una libreria “top class” è sempre un compito arduo. Non sono molti i prodotti sul mercato in grado di potersi fregiare del titolo di “signori” della simulazione d’orchestra. Oltre a East West Quantum Leap Symphonic Orchestra Platinum Xp Pro, oggetto della nostra recensione, il mercato propone, sia in termini di resa sonora che di prezzo, la più che conosciuta Vienna Symphonic Library di Herb Tucmandi e la meno nota (alla realtà italiana ovviamente), ma non meno apprezzata, Sonic Implants Symphonic Orchestra. La Platinum Xp pro offre qualche motivo di ulteriore interesse grazie alla sua peculiare struttura “multi ripresa”, che consente di abbinare e dosare suoni diversi a differenti posizioni microfoniche della Hall. Ma andiamo per ordine.
Una lunga attesa:
Quella che ai più può apparire una semplice espansione di un prodotto esistente,(Fig.1– Pacchetto aggiornamento) porta con sè, una gestazione tutt’altro che semplice. La prima release della Symphonic Orchestra rivoluzionò il mercato per il concetto di “embedding” della risonanza della hall, vale a dire l’innovativa soluzione di incorporare la rifrazione sonora di una sala da concerto nella libreria stessa, il musicista quindi era sollevato dall’arduo compito di applicare ambiente ai campioni. Si trattò di un ingente investimento per Nick Phoenix e Doug Rogers, all’epoca fondatori e CEO di Quantum Leap ed East West, due talentuose “companies” di produzione sonora giovani ma già ben affermate. Data l’impresa titanica, alcune articolazioni restarono inevitabilmente fuori dalle registrazioni, sia per ragioni di tempo che per motivazioni di carattere economico (provate ad immaginare quanto costi registrare in una grande hall da concerto con il supporto di ingegneri di chiara fama). A libreria realizzata ed in vendita, Nick e Doug ebbero modo poi di raccogliere, dai numerosi appassionati ed utilizzatori della libreria, un vasto campionario di richieste e suggerimenti nonché la lista dei potenziali miglioramenti apportabili. Una delle ragioni principali per cui si è provveduto ad effettuare nuove registrazioni è stata probabilmente la necessità di migliorare la sezione legni, forse la più trascurata in prima battuta.
Di qui poi l’annuncio della nuova release e l’avvio di un interminabile dialogo con i consumatori. L’espansione sarebbe stata rilasciata nel novembre 2004, ma impegni imminenti, e un pizzico di sorte avversa, fecero slittare lungamente i tempi di distribuzione, con inevitabile inferocimento di coloro che avevano già pagato per accaparrarsi una copia del prodotto annunciato. C’è da dire però che la coppia Phoenix-Rogers era già impegnata nella realizzazione , di un altro classico, la East West Quantum Leap Symphonic Choirs. Poco prima dell’estate 2005 il colpo di scena: fu annunciato alla schiera di consumatori arrabbiati in attesa, che gli hard disk contenenti i campioni della nuova espansione erano stati persi e che in qualche modo il lavoro sarebbe ricominciato quasi da zero. Finalmente nell’autunno 2005 la libreria fu realizzata e spedita, non senza un’ultima chicca: l’errata collocazione dei DVD nelle scatole!!!. Parlare di un prodotto così importante, sia dal punto di vista della lavorazione che del budget, e che ha attraversato un periodo così particolare, prima di uscire dal suo nido, mette una certa soggezione; Per esprimere un giudizio esaustivo è necessario conoscere bene cosa la concorrenza offre, e come “suonano” i rispettivi prodotti . Per questo motivo, la recensione è stata realizzata a 4 mani e 4 orecchie. Mi sono fatto aiutare da un compositore di musiche per film e multimedia, Luca Thomas d’Agiout (Fig.2 – Luca Thomas d’Agiout) che oltre a lavorare già da anni con strumenti “virtuali”, svolge un ruolo di “demoer” per case di produzione di campioni orchestrali. La sua collaborazione mi ha aiutato a maturare un giudizio quanto più sereno e imparziale possibile. Non solo ho potuto effettuare confronti, ma mi sono reso conto di tutte le reali problematiche a cui si va incontro quando si prepara un lavoro per conto terzi.
Installazione:
Installare i players Native Instruments è oggi un gioco da ragazzi. La lunga esperienza accumulata, grazie alla realizzazione di molte decine di librerie, ha consentito alla Native Instruments di ottenere un risultato davvero considerevole sia per semplicità d’uso che per velocità di installazione. Anche la registrazione “on line” non rappresenta un problema quasi più per nessuno. Nel mio caso, dovendo effettuare diverse installazioni per 3 differenti Computer (PC Musicdaw2 da recensire, PC personale e PC portatile) ho dovuto “digerire” tutto l’iter delle autorizzazioni, fino a rendersi necessaria, per una riduzione drastica dei tempi, la somma intercessione del distributore. Quanto ho rimpianto l’”odiata” chiavetta!!! Diversa è la storia per quanto riguarda la copia dei files dei campioni sul proprio hard disk, un’operazione dai tempi biblici sopratutto se si dispone di lettori dvd scadenti. Infatti la libreria completa (campioni della originale Platinum + espansione) occupa ben 138 Giga (si, avete letto bene) , quindi l’operazione di copia necessita di una certa pazienza, anche se c’e’ da dire che questa sarà ben ripagata. Molto importante segnalare che la Xp Pro è una “espansione” e come tale necessita della libreria originale per funzionare, non sono poche le patch che abbinano suoni vecchi a quelli nuovi. Quanto descritto ci fa capire che è una libreria adatta per PC o MAC molto performanti, non è pensabile installarla su un portatile, anche se espanso e di ultimissima generazione.
Requisiti di sistema:
I requisiti dichiarati sono: per Windows XP, un Pentium IV/Athlon 3 GHz, 1 GB RAM, DVD drive ed almeno 150 Gbytes di spazio libero su Hard disk. Per il Mac un OS X 10.3 or superiore, G5 1.8 GHz, 1.0 GB RAM, DVD drive. Nella realtà i requisiti di sistema sono legati all’utilizzo che si intende fare della libreria. Noi consigliamo, per un utilizzo soddisfacente, una dotazione di memoria di almeno 2 GB ed un sistema Pentium di ultima generazione. Solitamente la Platinum viene utilizzata in due differenti modalità: in una rete di computer (un computer per sezione), ovvero, per alcuni intrepidi, (come chi vi scrive) utilizzo su singola macchina con “steroidi” Nel secondo caso è tuttavia necessario utilizzare come campionatore Kontakt od una precedente versione del Kompakt full, al posto del player che viene fornito con la libreria. La ragione sta nel fatto che il nuovo player ha dimostrato nel corso delle prove un eccessivo utilizzo della memoria Ram (Fig. 3 – EWQLSO). Siamo praticamente certi che a breve la Native Instruments rilascerà una versione aggiornata risolutrice di questo problema. Utilizzando Kontakt o Kompakt si può notare, con piacevole sorpresa, che è possibile caricare (anche se con qualche piccolo accorgimento) su un solo computer un completo setup sinfonico con risoluzione a 24 bit.

OGGETTO: Il Qlegato
Annunciato a suon di fanfara, con chiara intenzione di non avere nulla da invidiare al “cavallo di battaglia” della libreria Vienna, il qlegato ha suscitato alcune perplessità sin dal primo ascolto di demo “bootleg” diffusi in rete. Lo scopo dichiarato era quello di offrire una suonabilità e fluidità in grado di replicare l’effetto legato. Paradossalmente il maggior problema del qlegato si è rivelato essere proprio nelle sue premesse iniziali. Le nuove patches programmate da Nick Phoenix non vanno viste in rapporto alle performances VSL. Queste ultime incorporano le registrazioni di tutti i passaggi da nota a nota (i minuziosi slide), mentre il qlegato si basa soprattutto sul trattamento e l’arrotondamento degli attacchi. Suonato nella pratica, il qlegato ci è apparso come una buona soluzione di programmazione degli attacchi, consentendo l’esecuzione di note consecutive ad una certa velocità, senza mostrare variazioni di tono verso l’alto o verso il basso, tipiche del legato di VSL. A noi è sembrata una soluzione utile, da intendersi come soluzione “a sè”, senza effettuare confronti con la casa viennese.
Nuova organizzazione dei suoni:
Cambia radicalmente il modo di organizzare i suoni nella libreria. Probabilmente proprio a seguito di segnalazioni e suggerimenti degli attuali utilizzatori della prima versione, i suoni sono stati organizzati, oltre che per tipologia di microfonaggio (close, stage e surround), anche per durata. Infatti le macrocategorie di suoni per ciascuno strumento sono Long (suoni di durata lunga), Short (staccati e similari), Effects (effetti sonori, swells e quant’altro ottenibile in maniera non convenzionale), Modxfd (patches in cui il passaggio da un timbro ad un altro è gestito col movimento della Modulation Wheel, cc 1), e Keysw (patches con Keyswitch). Una organizzazione sicuramente migliore della precedente, essendo aumentate le articolazioni per ciascuno strumento.
I legni:
Finalmente passiamo ad ascoltare ed assaporare la libreria. Come nostra consuetudine quando affrontiamo un prodotto orchestrale, seguiamo lo schema di uno spartito “conductor score”,(Fig.4 – Conductor score) quindi iniziamo con i legni. Sono proprio i legni ad essere sempre stati considerati il tallone di Achille della EWQLSO. Il timbro ora è complessivamente molto americano, i legni suonano “chiari”, in particolare il clarinetto, l’oboe ed il fagotto. Le nuove articolazioni vanno a colmare i buchi lasciati dalle registrazioni originarie. Partendo dal flauto piccolo, questo è stato arricchito sopratutto sul fronte degli effetti, effetti così cari a compositori dal sapore hollywoodiano come John Williams. Ecco quindi che nella sezione “effects” compaiono “runs”, “falls” e glissandi sia crescenti che decrescenti, davvero utili quando si realizzano composizioni a tempo sostenuto.
Troviamo oltre a una nuova patch staccato “round robin” a 3 variazioni (per la cronaca, il round robin è quella funzione che consente di alternare tre note differenti quando si suona consecutivamente lo stesso tasto. La finalità è ovviamente quella di evitare l’effetto “mitragliatrice” con conseguente incremento di realismo), altre due “patches” Qlegato, non però molto efficaci (come accennato il Qlegato risulta più efficace in altri casi). Il flauto da concerto introduce un nuovo “sustain” meglio “controllabile” (il precedente, nonostante un buon timbro, mostrava problemi se suonato a tempi un po’ più sostenuti) e un vibrato più marcato e passionale; si denota poi un nuovo staccato che contiene anche suoni “overblown” sui layers più alti, nonché tutta una pletora di effetti come per il flauto piccolo. La sezione di tre flauti, salvo che per un paio di nuove patches, è sostanzialmente invariata. Anche l’oboe è rimasto sostanzialmente invariato, quindi non siamo in presenza di nuove registrazioni, ma di alcune nuove soluzioni di programmazione, prima tra tutte una versione Qlegato abbastanza convincente. Inoltre sembra un po’ attenuato il problema di tuning che affliggeva l’oboe della prima versione. Del corno inglese vale la pena considerare esclusivamente la nuova versione, che affianca, anche se poi di fatto sostituisce, (per la maggior parte degli utilizzatori, incluso chi vi scrive) il vecchio corno, davvero difficile da utilizzare; si trattava forse dell’unico suono sicuramente non riuscito nella prima versione. Il nuovo corno è finalmente chiaro, espressivo ed usabile, con alcune patches particolarmente romantiche (l’ispirazione è onestamente dichiarata, cosa vi fa pensare qualcosa che si chiami “Miroslav…?”). Il clarinetto (Fig.5 – Clarinetto) è probabilmente uno dei miei favoriti, grazie a un timbro così americano è adatto a passaggi alla Aaron Copland. Le nuove aggiunte sono di tutto rispetto, apprezzabile il nuovo sustain medio-piano, morbido ed adatto a frasi di matrice maggiormente classica.
Un nuovo staccato ad alcuni effetti arricchiscono la dotazione di questo strumento dal suono molto ispirante. Anche Il fagotto necessitava di un layer medio-piano, necessario per passaggi espressivi alla Stravinsky, ed anche in questo caso il compito è stato portato brillantemente a termine. Nel caso del fagotto, poi, la versione Qlegato si rivela molto utile ed efficace. il resto dei legni ricalca in maggior parte la libreria originaria, con le utili aggiunte di patches “round robin” e qlegato di cui parlavamo prima. Cogliamo l’occasione per segnalare un piccolo “bug” riguardante l’intonazione di alcuni legni nelle nuove registrazioni. Abbiamo rilevato in Kontakt che il problema è principalmente legato alla programmazione, quindi niente paura, Nick Phoenix ha promesso a breve un aggiornamento tramite una piccola patch.
Ottoni:
Nonostante gli ottoni fossero uno dei migliori settori della EWQLSO, le aggiunte apportate sono davvero impressionanti. A balzare subito all’occhio sono le tre nuove arrivate della sezione trombe: la tromba piccola, la seconda tromba e la sezione di due trombe unisono. La tromba piccola è presente in un numero limitato di articolazioni, ma gode di un suono pulito ed usabile. La 2^ tromba singola ha invece una dotazione decisamente superiore, specialmente nella sezione effetti. Molto bella la patch sustain con vibrato. Un po’ difficili da usare le patches Qlegato, in quanto nelle trombe è determinante che si avverta l’attacco, concetto che nella nuova programmazione viene sacrificato in omaggio a una maggiore fluidità di esecuzione. Discorso a parte meritano le 2 trombe, già definita, da parecchi arrangiatori d’oltreoceano, come la “star” della sezione fiati. Timbro ideale per le fanfare, molto bilanciato e controllabile. Davvero ampia la gamma di articolazioni, aperte e mute, con numerosi effetti di grande usabilità quali crescendi e rips. Per quanto riguarda i corni, si è lavorato molto sulla riprogrammazione, in particolare sulla sezione a sei. Le vecchie patches risentivano di un timbro eccessivamente nasale, specie a livelli di esecuzione più forti, al punto che era davvero semplice riconoscere la sezione della EWQLSO, in qualsiasi contesto questa suonasse. Le nuove patches sono decisamente più bilanciate e suonabili, condite da nuovi effetti come cluster, bend o il famigerato “Fx hell” (modo originale per definire quelle sequenze di staccati tanto care al compositore Don Davis, usate ampiamente nella colonna sonora della trilogia di Matrix (Fig.6 – Matrix). A parte l’aggiunta della Wagner tuba, (Fig.7 – Wagner tuba) in versione sustain, staccato e “rips”, per gli altri strumenti sono stati aggiunti molti effetti di cluster e ripetizione. La presenza, poi, di numerose patches round-robin per quasi tutti gli staccati, mette la parola fine a quel fastidioso effetto meccanico che caratterizzava negativamente le trombe suonate a ripetizione.

Archi:
Gli archi della EWQLSO sono sempre stati l’oggetto del contendere tra detrattori ed ammiratori. I primi, nella maggior parte dei casi, denunciano una scarsa “classicità” dei suoni, i secondi amano la così stretta connessione al suono “hollywoodiano”, quel timbro chiaro e un po’ aspro, tanto in voga nei “blockbuster” americani. Cosa cambia con la nuova espansione? Innanzitutto l’aggiunta di nuovi staccati e spiccati, specie per la sezione violoncelli e bassi, viene colmata finalmente la lacuna della vecchia versione che rendeva complicata l’esecuzione di passaggi ostinati in spiccato o staccato. Le numerose nuove patches consentono finalmente l’esecuzione di passaggi particolari, quali ad esempio le furiose corse di archi dell’ultimo Star Wars. La seconda nota di rilievo riguarda le viole, ora sono davvero suonabili e ricche di articolazioni, incluso il tremolo, tanto rimpianto dai possessori della prima edizione. Molto belle le viole sordino, che usiamo in questo caso, a pretesto, per segnalare come ormai siano stati introdotti sordini per tutte le sezioni orchestrali (ad eccezione dei bassi). Davvero tante le “new entries” nella sezione archi. Volendo fare veloce carrellata citiamo: gli armonici nei violini, la sezione divisi di 4 violini e 3 violoncelli, le strings “flautando” e tutta una piacevole serie di effetti, inclusi i runs usati in “Psycho”. Nel caso degli strings l’aggiunta del qlegato ha risultati che potremmo definire alterni. In linea di massima a beneficiarne è la suonabilità complessiva, va però evidenziato che in alcuni casi le patches qlegato finiscano per suonare un po’ “secche” rispetto ai compagni di sezione. Grande dotazione anche per gli archi solo, la comparsa della viola e l’aggiunta di molti suoni per violini e violoncelli. E’ davvero chiaro l’intento, a nostro avviso riuscito, di candidare la libreria anche ad utilizzi di tipo “cameristico”. Va infine notata l’introduzione del clavicembalo e del pianoforte (il classico Steinway B della scuderia East West) nonché importanti integrazioni dell’ arpa,(Fig.8 – Arpa) con glissandi davvero vitali per assicurare l’utilizzabilità in generi più disparati.
Percussioni:
Già fiore all’occhiello della libreria, oggi la sezione raggiunge una estrema completezza grazie a suoni addizionali quali gongs, nuovi piatti, field drums, Toms da concerto, taiko drums, suoni sempre più utilizzati nei commenti sonori cinematografici. Una strizzatina d’occhio insomma anche alla grande “True Strike” di Marteen Sprujit, libreria specificamente dedicata alle percussioni orchestrali. Finalmente ritroviamo la celesta, grande assente della prima versione, in un timbro usabile e piacevole, nuovi mallets come la marimba. Molto utili anche il waterphone (per intenderci quel suono di ferraglia così dominante in Matrix) e gli sleight bells (per agli amanti delle atmosfere natalizie), Complessivamente la sezione percussioni non lascia spazio ad insoddisfazioni di sorta. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che, a mio avviso, è uno dei tanti grandi pregi dell’intera produzione East West Quantum Leap: l’integrabilità tra prodotti. Se infatti uniamo alle percussioni della libreria compagni quali Stormdrums o Percussive Adventures ,(Fig.9 – Percussive Adventures) il mix ottenuto risulterà ottimale senza che siano richiesti di eccessivi sforzi, questo rappresenta di sicuro un punto a favore della caratteristica “modulare” della Symphonic Orchestra Xp Pro.

Il futuro probabile della EWQLSO: lo scripting
Grandi cose stanno evolvendo in casa Phoenix-Rogers. Appena un paio di mesi fa è stata annunciata la lavorazione in corso di una versione della libreria completamente basata sulle nuove caratteristiche di “scripting” di Native Instruments Kontakt 2. Questa funzione consente di programmare, con una sintassi simile a quella di tanti linguaggi attualmente in uso, il comportamento degli strumenti, condizionandolo all’accadere di determinate condizioni, come ad esempio nota di arrivo o di partenza, ovvero pressione del tasto, solo per citarne alcuni. Le possibilità sono praticamente infinite. Nel caso in oggetto lo scopo è quello di emulare, mediante complessi algoritmi, i movimenti di “pitch” e “slides” che generano il cosiddetto “legato”. La possibilità è davvero ghiotta e regala alla libreria una nuova prospettiva, sopratutto perchè il legato resta il sogno inconfessabile di tutti gli affezionati utenti della EWQLSO. Aggiungo in proposito che circa un mese fa, uno sconosciuto signore americano ha messo in rete (gratuitamente) uno script che davvero fa miracoli in merito. Per saperne di più vi consigliamo di visitare il forum alla pagina www.vi-control.net ove potrete scaricare lo script suddetto nell’apposita sezione dedicata. Noi lo abbiamo provato ed i risultati promettono davvero bene, tra l’altro molti altri scripts sono stati annunciati e in arrivo.
Conclusioni:
Una delle caratteristiche più interessanti dell’intera libreria e la perfetta omogeneità dei suoni. Mi spiego meglio: molte volte abbiamo dei VST che da soli suonano benissimo, nel momento però in cui provvediamo ad integrarli con suoni acustici o altre librerie, si fatica a raggiungere un mix che si amalgami a dovere. L’aggiornamento costa, e neppure poco, ma si allinea ai prodotti concorrenti. Il sistema si rivolge in special modo ad un target di professionisti , impegnati nella realizzazione di colonne sonore televisive e teatrali, coloro insomma che preferiscono focalizzarsi sulla composizione piuttosto che sull’aspetto ingegneristico del suono. La qualità della simulazione è davvero ottima, il timbro ricorda da vicino la “Hollywood Symphony “ orchestra ed in generale la timbrica delle orchestre del grande Goldsmith (è il riferimento più istintivo che ci viene in mente al momento in termini di sonorità). Molto importante anche l’aspetto camaleontico della libreria: la EWQLSO Platinum Xp pro consente, infatti, di ottenere un suono da “scoring stage” oppure da hall sinfonica con pochi click del mouse, regolando i microfoni e senza artifici legati all’applicazione di riverberi fittizi. Il software si pone come valida alternativa a chi non ha mezzi economici tali da poter onorare la parcella di un’intera orchestra, un’ottima soluzione per testare la potenzialità delle creazioni e l’eventuale interesse da parte di un produttore. Qui non si parla di poter sostituire gli strumentisti, è indubbio però che chi ha una buona cognizione della musica e conosce le estensioni su cui lavorano gli strumenti, ne trarrà un grande beneficio. Va detto, ed è un particolare importante, che molti dei musicisti in passato esasperati per la lunga attesa sono adesso in costante dialogo con Phoenix e Rogers, a dimostrazione che il prodotto realizzato non ha deluso le aspettative. A proposito di Hall, utile citare che la Platinum è stata registrata, sia nella versione originale che nella “espansione” Xp Pro con la supervisione del musicalmente pluridecorato Prof. Keith. O. Johnson,(Fig.10 – Keith. O. Johnson) ingegnere del suono con un impressionante palmares di lavori svolti.

Ultimo minuto:
Pochi giorni prima della consegna dell’articolo ho provato in anteprima il nuovo sistema Kore della N.I. (Fig.11 – Kore) e ho installato la Platinum XP su questo nuovo motore. Non posso esprimere a parole l’emozione provata, finalmente ho visto un sistema a 64 bit lavorare con 4 GB di RAM. Ho utilizzato al meglio la libreria ed ho manipolato, mediate il controller nativo di Kore, i suoni in tempo reale, realizzando dei “banks” personalizzati. Il computer finalmente ha “ripreso fiato”, che bello potersi dedicare completamente alla stesura dei brani piuttosto che stressarsi a fare i conti sulla quantità di CPU utilizzata da ogni singola traccia. Sappiamo bene come a volte l’adozione di un suono di “compromesso ”, inteso come sacrificio necessario al risparmio di risorse, possa pregiudicare il risultato finale e allontanarci inconsapevolmente da quello che in origine ci ronzava nella testolina. La possibilità di cambiare i parametri del suono in maniera sbrigativa permette l’apprezzamento ulteriore della qualità timbrica di ogni campione potendo questi essere forgiato volta per volta in base ai propri gusti personali. Risultati strabilianti sono stati ottenuti anche con un PC portatile di ultima generazione senza aver riscontrato gravi problemi di affaticamento della CPU.
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Recensire una libreria “top class” è sempre un compito arduo. Non sono molti i prodotti sul mercato in grado di potersi fregiare del titolo di “signori” della simulazione d’orchestra. Oltre a East West Quantum Leap Symphonic Orchestra Platinum Xp Pro, oggetto della nostra recensione, il mercato propone, sia in termini di resa sonora che di prezzo, la più che conosciuta Vienna Symphonic Library di Herb Tucmandi e la meno nota (alla realtà italiana ovviamente), ma non meno apprezzata, Sonic Implants Symphonic Orchestra. La Platinum Xp pro offre qualche motivo di ulteriore interesse grazie alla sua peculiare struttura “multi ripresa”, che consente di abbinare e dosare suoni diversi a differenti posizioni microfoniche della Hall. Ma andiamo per ordine.
Una lunga attesa:
Quella che ai più può apparire una semplice espansione di un prodotto esistente,(Fig.1– Pacchetto aggiornamento) porta con sè, una gestazione tutt’altro che semplice. La prima release della Symphonic Orchestra rivoluzionò il mercato per il concetto di “embedding” della risonanza della hall, vale a dire l’innovativa soluzione di incorporare la rifrazione sonora di una sala da concerto nella libreria stessa, il musicista quindi era sollevato dall’arduo compito di applicare ambiente ai campioni. Si trattò di un ingente investimento per Nick Phoenix e Doug Rogers, all’epoca fondatori e CEO di Quantum Leap ed East West, due talentuose “companies” di produzione sonora giovani ma già ben affermate. Data l’impresa titanica, alcune articolazioni restarono inevitabilmente fuori dalle registrazioni, sia per ragioni di tempo che per motivazioni di carattere economico (provate ad immaginare quanto costi registrare in una grande hall da concerto con il supporto di ingegneri di chiara fama). A libreria realizzata ed in vendita, Nick e Doug ebbero modo poi di raccogliere, dai numerosi appassionati ed utilizzatori della libreria, un vasto campionario di richieste e suggerimenti nonché la lista dei potenziali miglioramenti apportabili. Una delle ragioni principali per cui si è provveduto ad effettuare nuove registrazioni è stata probabilmente la necessità di migliorare la sezione legni, forse la più trascurata in prima battuta.
Di qui poi l’annuncio della nuova release e l’avvio di un interminabile dialogo con i consumatori. L’espansione sarebbe stata rilasciata nel novembre 2004, ma impegni imminenti, e un pizzico di sorte avversa, fecero slittare lungamente i tempi di distribuzione, con inevitabile inferocimento di coloro che avevano già pagato per accaparrarsi una copia del prodotto annunciato. C’è da dire però che la coppia Phoenix-Rogers era già impegnata nella realizzazione , di un altro classico, la East West Quantum Leap Symphonic Choirs. Poco prima dell’estate 2005 il colpo di scena: fu annunciato alla schiera di consumatori arrabbiati in attesa, che gli hard disk contenenti i campioni della nuova espansione erano stati persi e che in qualche modo il lavoro sarebbe ricominciato quasi da zero. Finalmente nell’autunno 2005 la libreria fu realizzata e spedita, non senza un’ultima chicca: l’errata collocazione dei DVD nelle scatole!!!. Parlare di un prodotto così importante, sia dal punto di vista della lavorazione che del budget, e che ha attraversato un periodo così particolare, prima di uscire dal suo nido, mette una certa soggezione; Per esprimere un giudizio esaustivo è necessario conoscere bene cosa la concorrenza offre, e come “suonano” i rispettivi prodotti . Per questo motivo, la recensione è stata realizzata a 4 mani e 4 orecchie. Mi sono fatto aiutare da un compositore di musiche per film e multimedia, Luca Thomas d’Agiout (Fig.2 – Luca Thomas d’Agiout) che oltre a lavorare già da anni con strumenti “virtuali”, svolge un ruolo di “demoer” per case di produzione di campioni orchestrali. La sua collaborazione mi ha aiutato a maturare un giudizio quanto più sereno e imparziale possibile. Non solo ho potuto effettuare confronti, ma mi sono reso conto di tutte le reali problematiche a cui si va incontro quando si prepara un lavoro per conto terzi.
Installazione:
Installare i players Native Instruments è oggi un gioco da ragazzi. La lunga esperienza accumulata, grazie alla realizzazione di molte decine di librerie, ha consentito alla Native Instruments di ottenere un risultato davvero considerevole sia per semplicità d’uso che per velocità di installazione. Anche la registrazione “on line” non rappresenta un problema quasi più per nessuno. Nel mio caso, dovendo effettuare diverse installazioni per 3 differenti Computer (PC Musicdaw2 da recensire, PC personale e PC portatile) ho dovuto “digerire” tutto l’iter delle autorizzazioni, fino a rendersi necessaria, per una riduzione drastica dei tempi, la somma intercessione del distributore. Quanto ho rimpianto l’”odiata” chiavetta!!! Diversa è la storia per quanto riguarda la copia dei files dei campioni sul proprio hard disk, un’operazione dai tempi biblici sopratutto se si dispone di lettori dvd scadenti. Infatti la libreria completa (campioni della originale Platinum + espansione) occupa ben 138 Giga (si, avete letto bene) , quindi l’operazione di copia necessita di una certa pazienza, anche se c’e’ da dire che questa sarà ben ripagata. Molto importante segnalare che la Xp Pro è una “espansione” e come tale necessita della libreria originale per funzionare, non sono poche le patch che abbinano suoni vecchi a quelli nuovi. Quanto descritto ci fa capire che è una libreria adatta per PC o MAC molto performanti, non è pensabile installarla su un portatile, anche se espanso e di ultimissima generazione.
Requisiti di sistema:
I requisiti dichiarati sono: per Windows XP, un Pentium IV/Athlon 3 GHz, 1 GB RAM, DVD drive ed almeno 150 Gbytes di spazio libero su Hard disk. Per il Mac un OS X 10.3 or superiore, G5 1.8 GHz, 1.0 GB RAM, DVD drive. Nella realtà i requisiti di sistema sono legati all’utilizzo che si intende fare della libreria. Noi consigliamo, per un utilizzo soddisfacente, una dotazione di memoria di almeno 2 GB ed un sistema Pentium di ultima generazione. Solitamente la Platinum viene utilizzata in due differenti modalità: in una rete di computer (un computer per sezione), ovvero, per alcuni intrepidi, (come chi vi scrive) utilizzo su singola macchina con “steroidi” Nel secondo caso è tuttavia necessario utilizzare come campionatore Kontakt od una precedente versione del Kompakt full, al posto del player che viene fornito con la libreria. La ragione sta nel fatto che il nuovo player ha dimostrato nel corso delle prove un eccessivo utilizzo della memoria Ram (Fig. 3 – EWQLSO). Siamo praticamente certi che a breve la Native Instruments rilascerà una versione aggiornata risolutrice di questo problema. Utilizzando Kontakt o Kompakt si può notare, con piacevole sorpresa, che è possibile caricare (anche se con qualche piccolo accorgimento) su un solo computer un completo setup sinfonico con risoluzione a 24 bit.

OGGETTO: Il Qlegato
Annunciato a suon di fanfara, con chiara intenzione di non avere nulla da invidiare al “cavallo di battaglia” della libreria Vienna, il qlegato ha suscitato alcune perplessità sin dal primo ascolto di demo “bootleg” diffusi in rete. Lo scopo dichiarato era quello di offrire una suonabilità e fluidità in grado di replicare l’effetto legato. Paradossalmente il maggior problema del qlegato si è rivelato essere proprio nelle sue premesse iniziali. Le nuove patches programmate da Nick Phoenix non vanno viste in rapporto alle performances VSL. Queste ultime incorporano le registrazioni di tutti i passaggi da nota a nota (i minuziosi slide), mentre il qlegato si basa soprattutto sul trattamento e l’arrotondamento degli attacchi. Suonato nella pratica, il qlegato ci è apparso come una buona soluzione di programmazione degli attacchi, consentendo l’esecuzione di note consecutive ad una certa velocità, senza mostrare variazioni di tono verso l’alto o verso il basso, tipiche del legato di VSL. A noi è sembrata una soluzione utile, da intendersi come soluzione “a sè”, senza effettuare confronti con la casa viennese.
Nuova organizzazione dei suoni:
Cambia radicalmente il modo di organizzare i suoni nella libreria. Probabilmente proprio a seguito di segnalazioni e suggerimenti degli attuali utilizzatori della prima versione, i suoni sono stati organizzati, oltre che per tipologia di microfonaggio (close, stage e surround), anche per durata. Infatti le macrocategorie di suoni per ciascuno strumento sono Long (suoni di durata lunga), Short (staccati e similari), Effects (effetti sonori, swells e quant’altro ottenibile in maniera non convenzionale), Modxfd (patches in cui il passaggio da un timbro ad un altro è gestito col movimento della Modulation Wheel, cc 1), e Keysw (patches con Keyswitch). Una organizzazione sicuramente migliore della precedente, essendo aumentate le articolazioni per ciascuno strumento.
I legni:
Finalmente passiamo ad ascoltare ed assaporare la libreria. Come nostra consuetudine quando affrontiamo un prodotto orchestrale, seguiamo lo schema di uno spartito “conductor score”,(Fig.4 – Conductor score) quindi iniziamo con i legni. Sono proprio i legni ad essere sempre stati considerati il tallone di Achille della EWQLSO. Il timbro ora è complessivamente molto americano, i legni suonano “chiari”, in particolare il clarinetto, l’oboe ed il fagotto. Le nuove articolazioni vanno a colmare i buchi lasciati dalle registrazioni originarie. Partendo dal flauto piccolo, questo è stato arricchito sopratutto sul fronte degli effetti, effetti così cari a compositori dal sapore hollywoodiano come John Williams. Ecco quindi che nella sezione “effects” compaiono “runs”, “falls” e glissandi sia crescenti che decrescenti, davvero utili quando si realizzano composizioni a tempo sostenuto.
Troviamo oltre a una nuova patch staccato “round robin” a 3 variazioni (per la cronaca, il round robin è quella funzione che consente di alternare tre note differenti quando si suona consecutivamente lo stesso tasto. La finalità è ovviamente quella di evitare l’effetto “mitragliatrice” con conseguente incremento di realismo), altre due “patches” Qlegato, non però molto efficaci (come accennato il Qlegato risulta più efficace in altri casi). Il flauto da concerto introduce un nuovo “sustain” meglio “controllabile” (il precedente, nonostante un buon timbro, mostrava problemi se suonato a tempi un po’ più sostenuti) e un vibrato più marcato e passionale; si denota poi un nuovo staccato che contiene anche suoni “overblown” sui layers più alti, nonché tutta una pletora di effetti come per il flauto piccolo. La sezione di tre flauti, salvo che per un paio di nuove patches, è sostanzialmente invariata. Anche l’oboe è rimasto sostanzialmente invariato, quindi non siamo in presenza di nuove registrazioni, ma di alcune nuove soluzioni di programmazione, prima tra tutte una versione Qlegato abbastanza convincente. Inoltre sembra un po’ attenuato il problema di tuning che affliggeva l’oboe della prima versione. Del corno inglese vale la pena considerare esclusivamente la nuova versione, che affianca, anche se poi di fatto sostituisce, (per la maggior parte degli utilizzatori, incluso chi vi scrive) il vecchio corno, davvero difficile da utilizzare; si trattava forse dell’unico suono sicuramente non riuscito nella prima versione. Il nuovo corno è finalmente chiaro, espressivo ed usabile, con alcune patches particolarmente romantiche (l’ispirazione è onestamente dichiarata, cosa vi fa pensare qualcosa che si chiami “Miroslav…?”). Il clarinetto (Fig.5 – Clarinetto) è probabilmente uno dei miei favoriti, grazie a un timbro così americano è adatto a passaggi alla Aaron Copland. Le nuove aggiunte sono di tutto rispetto, apprezzabile il nuovo sustain medio-piano, morbido ed adatto a frasi di matrice maggiormente classica.
Un nuovo staccato ad alcuni effetti arricchiscono la dotazione di questo strumento dal suono molto ispirante. Anche Il fagotto necessitava di un layer medio-piano, necessario per passaggi espressivi alla Stravinsky, ed anche in questo caso il compito è stato portato brillantemente a termine. Nel caso del fagotto, poi, la versione Qlegato si rivela molto utile ed efficace. il resto dei legni ricalca in maggior parte la libreria originaria, con le utili aggiunte di patches “round robin” e qlegato di cui parlavamo prima. Cogliamo l’occasione per segnalare un piccolo “bug” riguardante l’intonazione di alcuni legni nelle nuove registrazioni. Abbiamo rilevato in Kontakt che il problema è principalmente legato alla programmazione, quindi niente paura, Nick Phoenix ha promesso a breve un aggiornamento tramite una piccola patch.
Ottoni:
Nonostante gli ottoni fossero uno dei migliori settori della EWQLSO, le aggiunte apportate sono davvero impressionanti. A balzare subito all’occhio sono le tre nuove arrivate della sezione trombe: la tromba piccola, la seconda tromba e la sezione di due trombe unisono. La tromba piccola è presente in un numero limitato di articolazioni, ma gode di un suono pulito ed usabile. La 2^ tromba singola ha invece una dotazione decisamente superiore, specialmente nella sezione effetti. Molto bella la patch sustain con vibrato. Un po’ difficili da usare le patches Qlegato, in quanto nelle trombe è determinante che si avverta l’attacco, concetto che nella nuova programmazione viene sacrificato in omaggio a una maggiore fluidità di esecuzione. Discorso a parte meritano le 2 trombe, già definita, da parecchi arrangiatori d’oltreoceano, come la “star” della sezione fiati. Timbro ideale per le fanfare, molto bilanciato e controllabile. Davvero ampia la gamma di articolazioni, aperte e mute, con numerosi effetti di grande usabilità quali crescendi e rips. Per quanto riguarda i corni, si è lavorato molto sulla riprogrammazione, in particolare sulla sezione a sei. Le vecchie patches risentivano di un timbro eccessivamente nasale, specie a livelli di esecuzione più forti, al punto che era davvero semplice riconoscere la sezione della EWQLSO, in qualsiasi contesto questa suonasse. Le nuove patches sono decisamente più bilanciate e suonabili, condite da nuovi effetti come cluster, bend o il famigerato “Fx hell” (modo originale per definire quelle sequenze di staccati tanto care al compositore Don Davis, usate ampiamente nella colonna sonora della trilogia di Matrix (Fig.6 – Matrix). A parte l’aggiunta della Wagner tuba, (Fig.7 – Wagner tuba) in versione sustain, staccato e “rips”, per gli altri strumenti sono stati aggiunti molti effetti di cluster e ripetizione. La presenza, poi, di numerose patches round-robin per quasi tutti gli staccati, mette la parola fine a quel fastidioso effetto meccanico che caratterizzava negativamente le trombe suonate a ripetizione.

Archi:
Gli archi della EWQLSO sono sempre stati l’oggetto del contendere tra detrattori ed ammiratori. I primi, nella maggior parte dei casi, denunciano una scarsa “classicità” dei suoni, i secondi amano la così stretta connessione al suono “hollywoodiano”, quel timbro chiaro e un po’ aspro, tanto in voga nei “blockbuster” americani. Cosa cambia con la nuova espansione? Innanzitutto l’aggiunta di nuovi staccati e spiccati, specie per la sezione violoncelli e bassi, viene colmata finalmente la lacuna della vecchia versione che rendeva complicata l’esecuzione di passaggi ostinati in spiccato o staccato. Le numerose nuove patches consentono finalmente l’esecuzione di passaggi particolari, quali ad esempio le furiose corse di archi dell’ultimo Star Wars. La seconda nota di rilievo riguarda le viole, ora sono davvero suonabili e ricche di articolazioni, incluso il tremolo, tanto rimpianto dai possessori della prima edizione. Molto belle le viole sordino, che usiamo in questo caso, a pretesto, per segnalare come ormai siano stati introdotti sordini per tutte le sezioni orchestrali (ad eccezione dei bassi). Davvero tante le “new entries” nella sezione archi. Volendo fare veloce carrellata citiamo: gli armonici nei violini, la sezione divisi di 4 violini e 3 violoncelli, le strings “flautando” e tutta una piacevole serie di effetti, inclusi i runs usati in “Psycho”. Nel caso degli strings l’aggiunta del qlegato ha risultati che potremmo definire alterni. In linea di massima a beneficiarne è la suonabilità complessiva, va però evidenziato che in alcuni casi le patches qlegato finiscano per suonare un po’ “secche” rispetto ai compagni di sezione. Grande dotazione anche per gli archi solo, la comparsa della viola e l’aggiunta di molti suoni per violini e violoncelli. E’ davvero chiaro l’intento, a nostro avviso riuscito, di candidare la libreria anche ad utilizzi di tipo “cameristico”. Va infine notata l’introduzione del clavicembalo e del pianoforte (il classico Steinway B della scuderia East West) nonché importanti integrazioni dell’ arpa,(Fig.8 – Arpa) con glissandi davvero vitali per assicurare l’utilizzabilità in generi più disparati.
Percussioni:
Già fiore all’occhiello della libreria, oggi la sezione raggiunge una estrema completezza grazie a suoni addizionali quali gongs, nuovi piatti, field drums, Toms da concerto, taiko drums, suoni sempre più utilizzati nei commenti sonori cinematografici. Una strizzatina d’occhio insomma anche alla grande “True Strike” di Marteen Sprujit, libreria specificamente dedicata alle percussioni orchestrali. Finalmente ritroviamo la celesta, grande assente della prima versione, in un timbro usabile e piacevole, nuovi mallets come la marimba. Molto utili anche il waterphone (per intenderci quel suono di ferraglia così dominante in Matrix) e gli sleight bells (per agli amanti delle atmosfere natalizie), Complessivamente la sezione percussioni non lascia spazio ad insoddisfazioni di sorta. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che, a mio avviso, è uno dei tanti grandi pregi dell’intera produzione East West Quantum Leap: l’integrabilità tra prodotti. Se infatti uniamo alle percussioni della libreria compagni quali Stormdrums o Percussive Adventures ,(Fig.9 – Percussive Adventures) il mix ottenuto risulterà ottimale senza che siano richiesti di eccessivi sforzi, questo rappresenta di sicuro un punto a favore della caratteristica “modulare” della Symphonic Orchestra Xp Pro.

Il futuro probabile della EWQLSO: lo scripting
Grandi cose stanno evolvendo in casa Phoenix-Rogers. Appena un paio di mesi fa è stata annunciata la lavorazione in corso di una versione della libreria completamente basata sulle nuove caratteristiche di “scripting” di Native Instruments Kontakt 2. Questa funzione consente di programmare, con una sintassi simile a quella di tanti linguaggi attualmente in uso, il comportamento degli strumenti, condizionandolo all’accadere di determinate condizioni, come ad esempio nota di arrivo o di partenza, ovvero pressione del tasto, solo per citarne alcuni. Le possibilità sono praticamente infinite. Nel caso in oggetto lo scopo è quello di emulare, mediante complessi algoritmi, i movimenti di “pitch” e “slides” che generano il cosiddetto “legato”. La possibilità è davvero ghiotta e regala alla libreria una nuova prospettiva, sopratutto perchè il legato resta il sogno inconfessabile di tutti gli affezionati utenti della EWQLSO. Aggiungo in proposito che circa un mese fa, uno sconosciuto signore americano ha messo in rete (gratuitamente) uno script che davvero fa miracoli in merito. Per saperne di più vi consigliamo di visitare il forum alla pagina www.vi-control.net ove potrete scaricare lo script suddetto nell’apposita sezione dedicata. Noi lo abbiamo provato ed i risultati promettono davvero bene, tra l’altro molti altri scripts sono stati annunciati e in arrivo.
Conclusioni:
Una delle caratteristiche più interessanti dell’intera libreria e la perfetta omogeneità dei suoni. Mi spiego meglio: molte volte abbiamo dei VST che da soli suonano benissimo, nel momento però in cui provvediamo ad integrarli con suoni acustici o altre librerie, si fatica a raggiungere un mix che si amalgami a dovere. L’aggiornamento costa, e neppure poco, ma si allinea ai prodotti concorrenti. Il sistema si rivolge in special modo ad un target di professionisti , impegnati nella realizzazione di colonne sonore televisive e teatrali, coloro insomma che preferiscono focalizzarsi sulla composizione piuttosto che sull’aspetto ingegneristico del suono. La qualità della simulazione è davvero ottima, il timbro ricorda da vicino la “Hollywood Symphony “ orchestra ed in generale la timbrica delle orchestre del grande Goldsmith (è il riferimento più istintivo che ci viene in mente al momento in termini di sonorità). Molto importante anche l’aspetto camaleontico della libreria: la EWQLSO Platinum Xp pro consente, infatti, di ottenere un suono da “scoring stage” oppure da hall sinfonica con pochi click del mouse, regolando i microfoni e senza artifici legati all’applicazione di riverberi fittizi. Il software si pone come valida alternativa a chi non ha mezzi economici tali da poter onorare la parcella di un’intera orchestra, un’ottima soluzione per testare la potenzialità delle creazioni e l’eventuale interesse da parte di un produttore. Qui non si parla di poter sostituire gli strumentisti, è indubbio però che chi ha una buona cognizione della musica e conosce le estensioni su cui lavorano gli strumenti, ne trarrà un grande beneficio. Va detto, ed è un particolare importante, che molti dei musicisti in passato esasperati per la lunga attesa sono adesso in costante dialogo con Phoenix e Rogers, a dimostrazione che il prodotto realizzato non ha deluso le aspettative. A proposito di Hall, utile citare che la Platinum è stata registrata, sia nella versione originale che nella “espansione” Xp Pro con la supervisione del musicalmente pluridecorato Prof. Keith. O. Johnson,(Fig.10 – Keith. O. Johnson) ingegnere del suono con un impressionante palmares di lavori svolti.

Ultimo minuto:
Pochi giorni prima della consegna dell’articolo ho provato in anteprima il nuovo sistema Kore della N.I. (Fig.11 – Kore) e ho installato la Platinum XP su questo nuovo motore. Non posso esprimere a parole l’emozione provata, finalmente ho visto un sistema a 64 bit lavorare con 4 GB di RAM. Ho utilizzato al meglio la libreria ed ho manipolato, mediate il controller nativo di Kore, i suoni in tempo reale, realizzando dei “banks” personalizzati. Il computer finalmente ha “ripreso fiato”, che bello potersi dedicare completamente alla stesura dei brani piuttosto che stressarsi a fare i conti sulla quantità di CPU utilizzata da ogni singola traccia. Sappiamo bene come a volte l’adozione di un suono di “compromesso ”, inteso come sacrificio necessario al risparmio di risorse, possa pregiudicare il risultato finale e allontanarci inconsapevolmente da quello che in origine ci ronzava nella testolina. La possibilità di cambiare i parametri del suono in maniera sbrigativa permette l’apprezzamento ulteriore della qualità timbrica di ogni campione potendo questi essere forgiato volta per volta in base ai propri gusti personali. Risultati strabilianti sono stati ottenuti anche con un PC portatile di ultima generazione senza aver riscontrato gravi problemi di affaticamento della CPU.
![]()
Recensire una libreria “top class” è sempre un compito arduo. Non sono molti i prodotti sul mercato in grado di potersi fregiare del titolo di “signori” della simulazione d’orchestra. Oltre a East West Quantum Leap Symphonic Orchestra Platinum Xp Pro, oggetto della nostra recensione, il mercato propone, sia in termini di resa sonora che di prezzo, la più che conosciuta Vienna Symphonic Library di Herb Tucmandi e la meno nota (alla realtà italiana ovviamente), ma non meno apprezzata, Sonic Implants Symphonic Orchestra. La Platinum Xp pro offre qualche motivo di ulteriore interesse grazie alla sua peculiare struttura “multi ripresa”, che consente di abbinare e dosare suoni diversi a differenti posizioni microfoniche della Hall. Ma andiamo per ordine.
Una lunga attesa:
Quella che ai più può apparire una semplice espansione di un prodotto esistente,(Fig.1– Pacchetto aggiornamento) porta con sè, una gestazione tutt’altro che semplice. La prima release della Symphonic Orchestra rivoluzionò il mercato per il concetto di “embedding” della risonanza della hall, vale a dire l’innovativa soluzione di incorporare la rifrazione sonora di una sala da concerto nella libreria stessa, il musicista quindi era sollevato dall’arduo compito di applicare ambiente ai campioni. Si trattò di un ingente investimento per Nick Phoenix e Doug Rogers, all’epoca fondatori e CEO di Quantum Leap ed East West, due talentuose “companies” di produzione sonora giovani ma già ben affermate. Data l’impresa titanica, alcune articolazioni restarono inevitabilmente fuori dalle registrazioni, sia per ragioni di tempo che per motivazioni di carattere economico (provate ad immaginare quanto costi registrare in una grande hall da concerto con il supporto di ingegneri di chiara fama). A libreria realizzata ed in vendita, Nick e Doug ebbero modo poi di raccogliere, dai numerosi appassionati ed utilizzatori della libreria, un vasto campionario di richieste e suggerimenti nonché la lista dei potenziali miglioramenti apportabili. Una delle ragioni principali per cui si è provveduto ad effettuare nuove registrazioni è stata probabilmente la necessità di migliorare la sezione legni, forse la più trascurata in prima battuta.
Di qui poi l’annuncio della nuova release e l’avvio di un interminabile dialogo con i consumatori. L’espansione sarebbe stata rilasciata nel novembre 2004, ma impegni imminenti, e un pizzico di sorte avversa, fecero slittare lungamente i tempi di distribuzione, con inevitabile inferocimento di coloro che avevano già pagato per accaparrarsi una copia del prodotto annunciato. C’è da dire però che la coppia Phoenix-Rogers era già impegnata nella realizzazione , di un altro classico, la East West Quantum Leap Symphonic Choirs. Poco prima dell’estate 2005 il colpo di scena: fu annunciato alla schiera di consumatori arrabbiati in attesa, che gli hard disk contenenti i campioni della nuova espansione erano stati persi e che in qualche modo il lavoro sarebbe ricominciato quasi da zero. Finalmente nell’autunno 2005 la libreria fu realizzata e spedita, non senza un’ultima chicca: l’errata collocazione dei DVD nelle scatole!!!. Parlare di un prodotto così importante, sia dal punto di vista della lavorazione che del budget, e che ha attraversato un periodo così particolare, prima di uscire dal suo nido, mette una certa soggezione; Per esprimere un giudizio esaustivo è necessario conoscere bene cosa la concorrenza offre, e come “suonano” i rispettivi prodotti . Per questo motivo, la recensione è stata realizzata a 4 mani e 4 orecchie. Mi sono fatto aiutare da un compositore di musiche per film e multimedia, Luca Thomas d’Agiout (Fig.2 – Luca Thomas d’Agiout) che oltre a lavorare già da anni con strumenti “virtuali”, svolge un ruolo di “demoer” per case di produzione di campioni orchestrali. La sua collaborazione mi ha aiutato a maturare un giudizio quanto più sereno e imparziale possibile. Non solo ho potuto effettuare confronti, ma mi sono reso conto di tutte le reali problematiche a cui si va incontro quando si prepara un lavoro per conto terzi.
Installazione:
Installare i players Native Instruments è oggi un gioco da ragazzi. La lunga esperienza accumulata, grazie alla realizzazione di molte decine di librerie, ha consentito alla Native Instruments di ottenere un risultato davvero considerevole sia per semplicità d’uso che per velocità di installazione. Anche la registrazione “on line” non rappresenta un problema quasi più per nessuno. Nel mio caso, dovendo effettuare diverse installazioni per 3 differenti Computer (PC Musicdaw2 da recensire, PC personale e PC portatile) ho dovuto “digerire” tutto l’iter delle autorizzazioni, fino a rendersi necessaria, per una riduzione drastica dei tempi, la somma intercessione del distributore. Quanto ho rimpianto l’”odiata” chiavetta!!! Diversa è la storia per quanto riguarda la copia dei files dei campioni sul proprio hard disk, un’operazione dai tempi biblici sopratutto se si dispone di lettori dvd scadenti. Infatti la libreria completa (campioni della originale Platinum + espansione) occupa ben 138 Giga (si, avete letto bene) , quindi l’operazione di copia necessita di una certa pazienza, anche se c’e’ da dire che questa sarà ben ripagata. Molto importante segnalare che la Xp Pro è una “espansione” e come tale necessita della libreria originale per funzionare, non sono poche le patch che abbinano suoni vecchi a quelli nuovi. Quanto descritto ci fa capire che è una libreria adatta per PC o MAC molto performanti, non è pensabile installarla su un portatile, anche se espanso e di ultimissima generazione.
Requisiti di sistema:
I requisiti dichiarati sono: per Windows XP, un Pentium IV/Athlon 3 GHz, 1 GB RAM, DVD drive ed almeno 150 Gbytes di spazio libero su Hard disk. Per il Mac un OS X 10.3 or superiore, G5 1.8 GHz, 1.0 GB RAM, DVD drive. Nella realtà i requisiti di sistema sono legati all’utilizzo che si intende fare della libreria. Noi consigliamo, per un utilizzo soddisfacente, una dotazione di memoria di almeno 2 GB ed un sistema Pentium di ultima generazione. Solitamente la Platinum viene utilizzata in due differenti modalità: in una rete di computer (un computer per sezione), ovvero, per alcuni intrepidi, (come chi vi scrive) utilizzo su singola macchina con “steroidi” Nel secondo caso è tuttavia necessario utilizzare come campionatore Kontakt od una precedente versione del Kompakt full, al posto del player che viene fornito con la libreria. La ragione sta nel fatto che il nuovo player ha dimostrato nel corso delle prove un eccessivo utilizzo della memoria Ram (Fig. 3 – EWQLSO). Siamo praticamente certi che a breve la Native Instruments rilascerà una versione aggiornata risolutrice di questo problema. Utilizzando Kontakt o Kompakt si può notare, con piacevole sorpresa, che è possibile caricare (anche se con qualche piccolo accorgimento) su un solo computer un completo setup sinfonico con risoluzione a 24 bit.

OGGETTO: Il Qlegato
Annunciato a suon di fanfara, con chiara intenzione di non avere nulla da invidiare al “cavallo di battaglia” della libreria Vienna, il qlegato ha suscitato alcune perplessità sin dal primo ascolto di demo “bootleg” diffusi in rete. Lo scopo dichiarato era quello di offrire una suonabilità e fluidità in grado di replicare l’effetto legato. Paradossalmente il maggior problema del qlegato si è rivelato essere proprio nelle sue premesse iniziali. Le nuove patches programmate da Nick Phoenix non vanno viste in rapporto alle performances VSL. Queste ultime incorporano le registrazioni di tutti i passaggi da nota a nota (i minuziosi slide), mentre il qlegato si basa soprattutto sul trattamento e l’arrotondamento degli attacchi. Suonato nella pratica, il qlegato ci è apparso come una buona soluzione di programmazione degli attacchi, consentendo l’esecuzione di note consecutive ad una certa velocità, senza mostrare variazioni di tono verso l’alto o verso il basso, tipiche del legato di VSL. A noi è sembrata una soluzione utile, da intendersi come soluzione “a sè”, senza effettuare confronti con la casa viennese.
Nuova organizzazione dei suoni:
Cambia radicalmente il modo di organizzare i suoni nella libreria. Probabilmente proprio a seguito di segnalazioni e suggerimenti degli attuali utilizzatori della prima versione, i suoni sono stati organizzati, oltre che per tipologia di microfonaggio (close, stage e surround), anche per durata. Infatti le macrocategorie di suoni per ciascuno strumento sono Long (suoni di durata lunga), Short (staccati e similari), Effects (effetti sonori, swells e quant’altro ottenibile in maniera non convenzionale), Modxfd (patches in cui il passaggio da un timbro ad un altro è gestito col movimento della Modulation Wheel, cc 1), e Keysw (patches con Keyswitch). Una organizzazione sicuramente migliore della precedente, essendo aumentate le articolazioni per ciascuno strumento.
I legni:
Finalmente passiamo ad ascoltare ed assaporare la libreria. Come nostra consuetudine quando affrontiamo un prodotto orchestrale, seguiamo lo schema di uno spartito “conductor score”,(Fig.4 – Conductor score) quindi iniziamo con i legni. Sono proprio i legni ad essere sempre stati considerati il tallone di Achille della EWQLSO. Il timbro ora è complessivamente molto americano, i legni suonano “chiari”, in particolare il clarinetto, l’oboe ed il fagotto. Le nuove articolazioni vanno a colmare i buchi lasciati dalle registrazioni originarie. Partendo dal flauto piccolo, questo è stato arricchito sopratutto sul fronte degli effetti, effetti così cari a compositori dal sapore hollywoodiano come John Williams. Ecco quindi che nella sezione “effects” compaiono “runs”, “falls” e glissandi sia crescenti che decrescenti, davvero utili quando si realizzano composizioni a tempo sostenuto.
Troviamo oltre a una nuova patch staccato “round robin” a 3 variazioni (per la cronaca, il round robin è quella funzione che consente di alternare tre note differenti quando si suona consecutivamente lo stesso tasto. La finalità è ovviamente quella di evitare l’effetto “mitragliatrice” con conseguente incremento di realismo), altre due “patches” Qlegato, non però molto efficaci (come accennato il Qlegato risulta più efficace in altri casi). Il flauto da concerto introduce un nuovo “sustain” meglio “controllabile” (il precedente, nonostante un buon timbro, mostrava problemi se suonato a tempi un po’ più sostenuti) e un vibrato più marcato e passionale; si denota poi un nuovo staccato che contiene anche suoni “overblown” sui layers più alti, nonché tutta una pletora di effetti come per il flauto piccolo. La sezione di tre flauti, salvo che per un paio di nuove patches, è sostanzialmente invariata. Anche l’oboe è rimasto sostanzialmente invariato, quindi non siamo in presenza di nuove registrazioni, ma di alcune nuove soluzioni di programmazione, prima tra tutte una versione Qlegato abbastanza convincente. Inoltre sembra un po’ attenuato il problema di tuning che affliggeva l’oboe della prima versione. Del corno inglese vale la pena considerare esclusivamente la nuova versione, che affianca, anche se poi di fatto sostituisce, (per la maggior parte degli utilizzatori, incluso chi vi scrive) il vecchio corno, davvero difficile da utilizzare; si trattava forse dell’unico suono sicuramente non riuscito nella prima versione. Il nuovo corno è finalmente chiaro, espressivo ed usabile, con alcune patches particolarmente romantiche (l’ispirazione è onestamente dichiarata, cosa vi fa pensare qualcosa che si chiami “Miroslav…?”). Il clarinetto (Fig.5 – Clarinetto) è probabilmente uno dei miei favoriti, grazie a un timbro così americano è adatto a passaggi alla Aaron Copland. Le nuove aggiunte sono di tutto rispetto, apprezzabile il nuovo sustain medio-piano, morbido ed adatto a frasi di matrice maggiormente classica.
Un nuovo staccato ad alcuni effetti arricchiscono la dotazione di questo strumento dal suono molto ispirante. Anche Il fagotto necessitava di un layer medio-piano, necessario per passaggi espressivi alla Stravinsky, ed anche in questo caso il compito è stato portato brillantemente a termine. Nel caso del fagotto, poi, la versione Qlegato si rivela molto utile ed efficace. il resto dei legni ricalca in maggior parte la libreria originaria, con le utili aggiunte di patches “round robin” e qlegato di cui parlavamo prima. Cogliamo l’occasione per segnalare un piccolo “bug” riguardante l’intonazione di alcuni legni nelle nuove registrazioni. Abbiamo rilevato in Kontakt che il problema è principalmente legato alla programmazione, quindi niente paura, Nick Phoenix ha promesso a breve un aggiornamento tramite una piccola patch.
Ottoni:
Nonostante gli ottoni fossero uno dei migliori settori della EWQLSO, le aggiunte apportate sono davvero impressionanti. A balzare subito all’occhio sono le tre nuove arrivate della sezione trombe: la tromba piccola, la seconda tromba e la sezione di due trombe unisono. La tromba piccola è presente in un numero limitato di articolazioni, ma gode di un suono pulito ed usabile. La 2^ tromba singola ha invece una dotazione decisamente superiore, specialmente nella sezione effetti. Molto bella la patch sustain con vibrato. Un po’ difficili da usare le patches Qlegato, in quanto nelle trombe è determinante che si avverta l’attacco, concetto che nella nuova programmazione viene sacrificato in omaggio a una maggiore fluidità di esecuzione. Discorso a parte meritano le 2 trombe, già definita, da parecchi arrangiatori d’oltreoceano, come la “star” della sezione fiati. Timbro ideale per le fanfare, molto bilanciato e controllabile. Davvero ampia la gamma di articolazioni, aperte e mute, con numerosi effetti di grande usabilità quali crescendi e rips. Per quanto riguarda i corni, si è lavorato molto sulla riprogrammazione, in particolare sulla sezione a sei. Le vecchie patches risentivano di un timbro eccessivamente nasale, specie a livelli di esecuzione più forti, al punto che era davvero semplice riconoscere la sezione della EWQLSO, in qualsiasi contesto questa suonasse. Le nuove patches sono decisamente più bilanciate e suonabili, condite da nuovi effetti come cluster, bend o il famigerato “Fx hell” (modo originale per definire quelle sequenze di staccati tanto care al compositore Don Davis, usate ampiamente nella colonna sonora della trilogia di Matrix (Fig.6 – Matrix). A parte l’aggiunta della Wagner tuba, (Fig.7 – Wagner tuba) in versione sustain, staccato e “rips”, per gli altri strumenti sono stati aggiunti molti effetti di cluster e ripetizione. La presenza, poi, di numerose patches round-robin per quasi tutti gli staccati, mette la parola fine a quel fastidioso effetto meccanico che caratterizzava negativamente le trombe suonate a ripetizione.

Archi:
Gli archi della EWQLSO sono sempre stati l’oggetto del contendere tra detrattori ed ammiratori. I primi, nella maggior parte dei casi, denunciano una scarsa “classicità” dei suoni, i secondi amano la così stretta connessione al suono “hollywoodiano”, quel timbro chiaro e un po’ aspro, tanto in voga nei “blockbuster” americani. Cosa cambia con la nuova espansione? Innanzitutto l’aggiunta di nuovi staccati e spiccati, specie per la sezione violoncelli e bassi, viene colmata finalmente la lacuna della vecchia versione che rendeva complicata l’esecuzione di passaggi ostinati in spiccato o staccato. Le numerose nuove patches consentono finalmente l’esecuzione di passaggi particolari, quali ad esempio le furiose corse di archi dell’ultimo Star Wars. La seconda nota di rilievo riguarda le viole, ora sono davvero suonabili e ricche di articolazioni, incluso il tremolo, tanto rimpianto dai possessori della prima edizione. Molto belle le viole sordino, che usiamo in questo caso, a pretesto, per segnalare come ormai siano stati introdotti sordini per tutte le sezioni orchestrali (ad eccezione dei bassi). Davvero tante le “new entries” nella sezione archi. Volendo fare veloce carrellata citiamo: gli armonici nei violini, la sezione divisi di 4 violini e 3 violoncelli, le strings “flautando” e tutta una piacevole serie di effetti, inclusi i runs usati in “Psycho”. Nel caso degli strings l’aggiunta del qlegato ha risultati che potremmo definire alterni. In linea di massima a beneficiarne è la suonabilità complessiva, va però evidenziato che in alcuni casi le patches qlegato finiscano per suonare un po’ “secche” rispetto ai compagni di sezione. Grande dotazione anche per gli archi solo, la comparsa della viola e l’aggiunta di molti suoni per violini e violoncelli. E’ davvero chiaro l’intento, a nostro avviso riuscito, di candidare la libreria anche ad utilizzi di tipo “cameristico”. Va infine notata l’introduzione del clavicembalo e del pianoforte (il classico Steinway B della scuderia East West) nonché importanti integrazioni dell’ arpa,(Fig.8 – Arpa) con glissandi davvero vitali per assicurare l’utilizzabilità in generi più disparati.
Percussioni:
Già fiore all’occhiello della libreria, oggi la sezione raggiunge una estrema completezza grazie a suoni addizionali quali gongs, nuovi piatti, field drums, Toms da concerto, taiko drums, suoni sempre più utilizzati nei commenti sonori cinematografici. Una strizzatina d’occhio insomma anche alla grande “True Strike” di Marteen Sprujit, libreria specificamente dedicata alle percussioni orchestrali. Finalmente ritroviamo la celesta, grande assente della prima versione, in un timbro usabile e piacevole, nuovi mallets come la marimba. Molto utili anche il waterphone (per intenderci quel suono di ferraglia così dominante in Matrix) e gli sleight bells (per agli amanti delle atmosfere natalizie), Complessivamente la sezione percussioni non lascia spazio ad insoddisfazioni di sorta. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che, a mio avviso, è uno dei tanti grandi pregi dell’intera produzione East West Quantum Leap: l’integrabilità tra prodotti. Se infatti uniamo alle percussioni della libreria compagni quali Stormdrums o Percussive Adventures ,(Fig.9 – Percussive Adventures) il mix ottenuto risulterà ottimale senza che siano richiesti di eccessivi sforzi, questo rappresenta di sicuro un punto a favore della caratteristica “modulare” della Symphonic Orchestra Xp Pro.

Il futuro probabile della EWQLSO: lo scripting
Grandi cose stanno evolvendo in casa Phoenix-Rogers. Appena un paio di mesi fa è stata annunciata la lavorazione in corso di una versione della libreria completamente basata sulle nuove caratteristiche di “scripting” di Native Instruments Kontakt 2. Questa funzione consente di programmare, con una sintassi simile a quella di tanti linguaggi attualmente in uso, il comportamento degli strumenti, condizionandolo all’accadere di determinate condizioni, come ad esempio nota di arrivo o di partenza, ovvero pressione del tasto, solo per citarne alcuni. Le possibilità sono praticamente infinite. Nel caso in oggetto lo scopo è quello di emulare, mediante complessi algoritmi, i movimenti di “pitch” e “slides” che generano il cosiddetto “legato”. La possibilità è davvero ghiotta e regala alla libreria una nuova prospettiva, sopratutto perchè il legato resta il sogno inconfessabile di tutti gli affezionati utenti della EWQLSO. Aggiungo in proposito che circa un mese fa, uno sconosciuto signore americano ha messo in rete (gratuitamente) uno script che davvero fa miracoli in merito. Per saperne di più vi consigliamo di visitare il forum alla pagina www.vi-control.net ove potrete scaricare lo script suddetto nell’apposita sezione dedicata. Noi lo abbiamo provato ed i risultati promettono davvero bene, tra l’altro molti altri scripts sono stati annunciati e in arrivo.
Conclusioni:
Una delle caratteristiche più interessanti dell’intera libreria e la perfetta omogeneità dei suoni. Mi spiego meglio: molte volte abbiamo dei VST che da soli suonano benissimo, nel momento però in cui provvediamo ad integrarli con suoni acustici o altre librerie, si fatica a raggiungere un mix che si amalgami a dovere. L’aggiornamento costa, e neppure poco, ma si allinea ai prodotti concorrenti. Il sistema si rivolge in special modo ad un target di professionisti , impegnati nella realizzazione di colonne sonore televisive e teatrali, coloro insomma che preferiscono focalizzarsi sulla composizione piuttosto che sull’aspetto ingegneristico del suono. La qualità della simulazione è davvero ottima, il timbro ricorda da vicino la “Hollywood Symphony “ orchestra ed in generale la timbrica delle orchestre del grande Goldsmith (è il riferimento più istintivo che ci viene in mente al momento in termini di sonorità). Molto importante anche l’aspetto camaleontico della libreria: la EWQLSO Platinum Xp pro consente, infatti, di ottenere un suono da “scoring stage” oppure da hall sinfonica con pochi click del mouse, regolando i microfoni e senza artifici legati all’applicazione di riverberi fittizi. Il software si pone come valida alternativa a chi non ha mezzi economici tali da poter onorare la parcella di un’intera orchestra, un’ottima soluzione per testare la potenzialità delle creazioni e l’eventuale interesse da parte di un produttore. Qui non si parla di poter sostituire gli strumentisti, è indubbio però che chi ha una buona cognizione della musica e conosce le estensioni su cui lavorano gli strumenti, ne trarrà un grande beneficio. Va detto, ed è un particolare importante, che molti dei musicisti in passato esasperati per la lunga attesa sono adesso in costante dialogo con Phoenix e Rogers, a dimostrazione che il prodotto realizzato non ha deluso le aspettative. A proposito di Hall, utile citare che la Platinum è stata registrata, sia nella versione originale che nella “espansione” Xp Pro con la supervisione del musicalmente pluridecorato Prof. Keith. O. Johnson,(Fig.10 – Keith. O. Johnson) ingegnere del suono con un impressionante palmares di lavori svolti.

Ultimo minuto:
Pochi giorni prima della consegna dell’articolo ho provato in anteprima il nuovo sistema Kore della N.I. (Fig.11 – Kore) e ho installato la Platinum XP su questo nuovo motore. Non posso esprimere a parole l’emozione provata, finalmente ho visto un sistema a 64 bit lavorare con 4 GB di RAM. Ho utilizzato al meglio la libreria ed ho manipolato, mediate il controller nativo di Kore, i suoni in tempo reale, realizzando dei “banks” personalizzati. Il computer finalmente ha “ripreso fiato”, che bello potersi dedicare completamente alla stesura dei brani piuttosto che stressarsi a fare i conti sulla quantità di CPU utilizzata da ogni singola traccia. Sappiamo bene come a volte l’adozione di un suono di “compromesso ”, inteso come sacrificio necessario al risparmio di risorse, possa pregiudicare il risultato finale e allontanarci inconsapevolmente da quello che in origine ci ronzava nella testolina. La possibilità di cambiare i parametri del suono in maniera sbrigativa permette l’apprezzamento ulteriore della qualità timbrica di ogni campione potendo questi essere forgiato volta per volta in base ai propri gusti personali. Risultati strabilianti sono stati ottenuti anche con un PC portatile di ultima generazione senza aver riscontrato gravi problemi di affaticamento della CPU.