Advanced Orchestra Extended – Libreria suoni orchestrali

Antonio Campeglia

In un proliferare sempre più veloce di nuove librerie orchestrali, registrate con tecniche sempre più accurate al limite della perfezione, che senso ha ripescare una libreria “datata” come quella di Peter Siedlaczek che risale al lontano 1993, con una aggiunta nel 1997 e riprogrammata, riadattata ed ottimizzate nel 2005 per un utilizzo con Halion ed EXS24? Può essere competitiva una libreria orchestrale di questa “esperienza” alla luce delle più recenti release quali le East West Quantum Leap, Vsl e similari?

Advanced Orchestra Extended

Il prodotto si presenta in un contenitore DVD di colore verde (Fig.1 – il DVD di Advanced Orchestra Extended) con accluso un booklet di introduzione allo strumento con relative illustrazione delle nuove funzioni di programmazione ed organizzazione introdotte (Fig.2 – l’elegante Booklet di colore verde). La libreria richiede, per essere eseguita, una versione del software Steinberg Halion (versione 2.0.3 PB2 o superiore) oppure Emagic EXS24 (II o superiore) con una preferenza per gli ambienti di “host” con la funzione “freeze”, come Cubase, Logic e Cakewalk. Non sono presenti requisiti di sistema operativo se non quelli legati al player che si utilizza. Come hardware ottimale viene segnalato: 1 GB di RAM o superiore. Il minimo indicato per utilizzare senza grandi problemi la libreria è 500 Mbytes di RAM. Va detto che una delle note positive della Advanced Orchestra sta proprio nella capacità di concentrare un altissimo numero di “performances” con un consumo complessivo di risorse decisamente basso, in particolare se utilizzato con molti “cugini” attuali, affamati di risorse. La libreria, trasferita su Hard disk occupa uno spazio di 6Gbytes, suddivisi tra “patches” Halion ed Exs24. L’accluso libretto introduce l’utilizzatore alle novità introdotte in questa versione nonché illustra le nomenclature tecniche utilizzate per i suoni. La quantità di samples è davvero impressionante! Ad un primo ascolto, si potrebbe dire che, dopo il set Vsl Pro Editon, la Advanced Orchestra rimane la più dotata per ricchezza di contenuto. Il software è stato provato su di un PC e come player è stato utilizzato in un primo momento Vsampler (www.vsampler.com), al fine di testare la libreria anche con un campionatore diverso da quelli segnalati, mentre in seguito abbiamo utilizzato i previsti Halion 3.0 e EXS 24. Vsampler è sembrato in grado di tradurre le complesse articolazioni della Advanced Orchestra extended, anche se alcune rifiniture si sono rese necessarie per un utilizzo completo. Il test viene effettuato su una macchina Intel Pentium IV 3.0 Ghz, 1 Giga Ram,  2 H.D. da 7200 RPM con 8 mega di cache e scheda audio Fireface 800 della RME. Ho preferito utilizzare lo stesso computer e scheda audio impiegato sia nel test della library Miroslav Philharmonik che di Halion Strings 2, in modo da avere anche un paragone sia sonoro, che in termini di prestazioni del sistema. Come casse monitor ho affiancato alle ottime Genelec 1032 una coppia di PMC modello TB2S-A. La Advanced Orchestra si potrebbe definire una orchestra “semi-dry”: i suoni, infatti, non sono registrati catturando l’ambiente di una hall da concerto, ma posiziando i microfoni ad una distanza di circa 10cm.  Questo è uno dei punti di forza della libreria, in quanto consente all’utilizzatore di mescolare più agilmente i suoni con altre librerie, anche tipicamente “ambiented” come la EWQLSO Gold. Questa operazione, infatti, risulta estremamente difficile con orchestre registrate completamente “dry” quali la VSL, ovvero con librerie che hanno un ambiente totalmente differente, come ad esempio la libreria americana di legni “Westgate Woodwinds” (http://www.westgatestudios.com).

La programmazione: nuove patch
Per ogni sezione e strumento sono presenti sostanzialmente quattro tipi di patch tutte in keyswitching (cambio di articolazione alla pressione di un tasto della keyboard): le più recenti sono le “key Velo” e le “key crossfade”. Nelle “Velo” i suoni sono stati riprogrammati in modo da offrire una variazione nel timbro e nel volume legata ad una maggiore o minore pressione sul tasto della master keyboard. L’innovazione della extended rispetto alle precedenti versioni sta nella presenza di strumenti “multilayer” (più livelli di timbro), assenti in precedenza a causa delle ridotte dotazioni di memoria e di CPU dell’epoca. Sono stati inoltre aggiunti i nuovi timbri della upgrade ’97.  Le patches “crossfade”, di contro, affidano alla “modulation wheel” il compito di “mixare” i diversi livelli di timbrica, ad esempio per la creazione di “crescendo” o “diminuendo” realistici. Sono anche presenti patches cosiddette “N”, che hanno i keyswitches sulla sinistra al fine di suonare lo strumento nel suo registro effettivo.

Strings

Per gli archi abbiamo a disposizione tre differenti tipologie: ensemble, “chamber” e solo. Molto semplici da usare tutti i timbri di ensemble. I violini sono resi maggiormente dinamici dall’integrazione con l’update ’97, che ha aggiunto ulteriori due livelli ai sustain, nonché nuovi staccati, tremolo e sordino. Questi ultimi, ad avviso di chi scrive, si qualificano tra i più interessanti ed utilizzabili sul mercato, perfettamente collocabili in mix di brani comedy/romantic grazie ad un timbro delicato ma di carattere. Buone anche le altre articolazioni. Cogliamo l’occasione per segnalare quello che è il vero punto di forza della Advanced Orchestra e che la rende, anche a più di dieci anni dalla sua prima registrazione, uno dei prodotti più utili sull’intero mercato dei campioni orchestrali: le “frasi”. Peter Siedlaczek ebbe, infatti, l’ottima idea di registrare performance dell’orchestra diverse dalle singole note. Ecco quindi che caricando le patches “performance” (Fig.3 – Caricamento patches di strings con Halion) si è in grado di inserire nelle proprie composizioni mordenti, acciaccature, scale, glissandi e crescendi. Risulta davvero singolare come alcune articolazioni presenti nella Advanced Orchestra non siano state registrate anche da altri sviluppatori in seguito. La scarsa tendenza delle “software house” di settore a creare alleanze e collaborazioni, infatti, ha portato alla proliferazione di librerie concorrenti composte dagli stessi suoni (articolazioni base), ma con diverse origini e produzioni, impedendo la formazione di budget adeguati alla registrazione di performances alternative. Peter Siedlaczek è riuscito, di contro, a registrare un ampissimo “samples pool”, dal quale sono stati poi tratti titoli dedicati a frasi esecutive quali “Smart violins” o “Orchestral Colours”. Come suoni favoriti dell’intera sezione segnaliamo i sordini in genere ed alcuni dei nuovi staccati.

I legni

 Davvero ampia la scelta di suoni per la sezione legni. Sono presenti sia strumenti solisti che “ensembles”, ed anche qui non mancano le numerose articolazioni e frasi, elemento distintivo della libreria. Complessivamente il suono può apparire “grezzo”, ma rappresenta uno degli esempi più lampanti di riuscita semplicità nella realizzazione di patches orchestrali. Buoni i flauti, ottime le frasi ed i glissandi, unico neo il “flauto piccolo sustain” (Fig.4 – Flauto piccolo) non presente nella versione originale, che mostra un carattere artificiale. Molto convincenti anche oboe e corno inglese, specialmente nel registro forte. Il “clarinetto solo” presenta una certa nasalità nel timbro, ma nel mix offre una buona riuscita. Molto belli i glissandi e le articolazioni aggiuntive. Buone anche le performances di fagotto, controfagotto e clarinetto basso. L’update ’97 ha aggiunto anche nuove registrazione nei flauti e nei clarinetti. La nuova programmazione consente di utilizzare il crossfade per simulare crescendi ed altri effetti. Il nostro premio per il miglior suono di sezione lo assegniamo ai flauti, in particolare nella parte dedicata alle frasi e scale, molto efficaci.

Gli ottoni

 La dotazione di ottoni è ricca come nelle altre sezioni. La qualità (o sarebbe meglio definire la “modernità”) dei suoni varia da strumento a strumento ed è l’unico caso in cui l’età della libreria si fa sentire con evidenza. Difatti, la registrazione degli ottoni ha subito radicali cambiamenti nel corso del tempo, grazie alle nuove tecnologie di registrazione ed all’esperienza che gli sviluppatori di campionamenti orchestrali hanno acquisito nel corso del tempo. I corni, ad esempio, risentono di tali criteri e forniscono una performance molto scura e inevitabilmente artificiale, sia per il solo che per la sezione. Tuttavia le frasi, i “rips” e le altre “performances” sono di grande aiuto quando si necessita di aggiungere elementi più naturali e “suonati” alle proprie composizioni. Più che sufficiente la resa dei tromboni, inclusi i “flutter”; molto buona la qualità delle trombe, punto di forza dell’intera sezione ottoni. Queste ultime, infatti,  suonano  sorprendentemente cristalline e si integrano molto bene anche in mix moderni, fianco a fianco con prodotti di ultima generazione. Davvero utili anche in questo caso le frasi e gli effetti (mordenti, shakes, ripetizioni). Presenti anche glissandi con differenti durate, dal suono molto interessante. Buona la tuba anche se un po’ scura come il resto dei brass. Come accennato in precedenza, la sezione degli ottoni è quella che ci ha convinti di meno e sono le trombe ad occupare un posto di favore nella sezione fiati.

Le percussioni, arpa ed effetti

 Questa sezione è, assieme agli archi, quella che più ha tratto maggior beneficio dall’incorporazione della libreria originale e l’update ’97, che, tra l’altro, introdusse moltissime nuove percussioni e toni di arpa (nella versione originale erano contenuti solo glissandi ed accordi). Proviamo ad elencare alcuni degli strumenti percussivi (intonati e non) presenti: Crotali, Piatti18″ & 24″, Marimba, Glockenspiel, Thai Gongs, Timpani, Campane tubolari, Vibrafono, Xilofono, Gong, Gran Cassa, Rullanti, Triangoli, kit orchestrale completo… e l’elenco sarebbe molto lungo ancora. Restiamo sorpresi dalla strana assenza della Celeste, introdotta dall’update ’97 ed a quanto pare abbandonata in seguito, per non ben chiari motivi. La qualità complessiva è buona e nel loro complesso le percussioni ricordano da vicino l’altra teutonica per eccellenza, la Vienna Symphonic Library, con la quale la Advanced Orchestra mostra non pochi (e spesso sorprendenti) “apparentamenti”, soprattutto nel tipo di performance catturate.

Conclusioni

Advanced Orchestra è una library molto adatta a quei compositori/orchestratori in grado di manipolare con efficacia riverberi ed equalizzatori ed inoltre hanno discrete capacità di piazzamento (panning) degli strumenti. Credo proprio che rimarranno sorpresi da quello che una libreria come Advanced Orchestra può esprimere, se opportunamente utilizzata. La filosofia si contrappone a quella di librerie come EWQLSO, nate per essere semplici da utilizzare, che includono l’ambiente di registrazione mediante i “release trails” e non necessitano di posizionamento nello spettro stereo, in quanto gli strumenti sono posizionati in partenza. Tuttavia, posizionare la Advanced Orchestra nello spazio è operazione non così complessa. Il bilanciamento e la semplicità dei timbri consentono, infatti, alla libreria della Best Service di non occupare più di tanto spazio nel campo stereo, evitando sovraccarichi di frequenze. Una menzione speciale va agli effetti orchestrali, vera piccola gemma nel complesso di una libreria più che soddisfacente. Sono state registrate, infatti, performances effettistiche di archi, fiati, legni, arpa e percussioni.

Come accennato in precedenza, la prima nota positiva da segnalare della Advanced Orchestra risiede nella capacità di concentrare un altissimo numero di performances con un consumo complessivo di risorse decisamente basso, caratteristica oggi assai rara e, ad avviso di chi scrive, “preziosa”. Persino librerie dal peso complessivo inferiore ai 2 Gb come la Garritan Personal Orchestra (Fig.5 – Garritan Personal Orchestra) finiscono per richiedere numerose risorse di sistema, anche in termini di consumo Cpu. Le sonorità offerte in termini di timbrica sono assimilabili agli altri prodotti “europei”, quali Miroslav Philharmonik e Vienna Symphonic Library. Rispetto alla libreria di Vitous, la Advanced Orchestra possiede meno espressione e passionalità, anche se predomina nettamente in termini di numero di articolazioni proposte. Il rapporto con la VSL risulta interessante, in quanto la Advanced Orchestra appare a tutti gli effetti come una sorta di  “progenitore” della VSL, vale a dire ritroviamo quel concetto di completezza nelle articolazioni che il team di Herb Tuchmandi ha poi egregiamente elevato a potenza e sviluppato nelll’oramai  impressionante bagaglio di campioni e performances che costituiscono  il Symphonic Cube. (Fig.6 – il performance tool sviluppato dal team VSL). Rispetto alle più recenti realizzazioni risulta un po’ penalizzante il non utilizzare un player abbinato alla libreria come nel caso della East West Quantum Leap. Infatti, gli utenti di sampler player diversi da Halion di Steinberg o dell’EXS 24 di Logic, potrebbero incorrere in errori di “traduzione” dell’assegnazione dei controlli e variazioni timbriche notevoli. D’altro canto, le numerose funzioni di Halion consentono di utilizzare VST esterni e numerosi parametri di personalizzazione, normalmente non disponibili sui player della Native Instruments (Fig.7 – il sampler di Steinberg – Halion), in particolare l’uso di effettistica esterna permette un trattamento ed una riverberazione/equalizzazione personalizzate per sezione o timbro. A questo punto la nostra risposta alla domanda iniziale: c’è ancora posto nell’attuale mercato per questa libreria ed il suo “bagaglio di esperienza?” è, a nostro avviso, assolutamente sì. Siamo rimasti, infatti, piacevolmente sorpresi nel constatare quanto “moderno” può risultare questo prodotto, grazie soprattutto a criteri lineari di produzione e registrazione e ad un ridotto utilizzo di “filter processing” e “noise reduction”. Advanced Orchestra, inoltre, è ottima come “libreria complementare”, da abbinare, ad esempio, alla EWQLSO Gold o alla Miroslav Philharmonik. In base alle prove effettuate la libreria di Peter Siedlaczek è risultata perfettamente compatibile con entrambe, seppur molto diverse. Un esempio? Le doti camaleontiche consentono di aggiungere alla dotazione non completissima di legni della Gold, un importante arsenale per qualsiasi arrangiatore orchestrale degno di tal nome, aggiungendo “runs” e performance addizionali.

Antonio Campeglia

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