Unire il fascino dell’analogico retrò ad un rinnovato interesse per le vocali sintetiche. Unique della Sugar Bytes è pronto sul banco di prova. Vediamo cosa ci aspetta.
Unique si presenta con un interfaccia (Fig. 1) dal chiaro sapore vintage e facilmente fruibile all’utente. I controlli rotativi, raggruppati nelle varie sezioni del sintetizzatore, presentano colori diversi a seconda della loro funzione ovvero rosso per parametri MIDI, giallo per l’amplificazione, verdi per le modulazioni e blu per i parametri di sintesi generali. Un pulsante “CONTROLLERS” abilita l’accesso ad ulteriori funzioni di modulazione quali un LFO, un generatore di inviluppo aggiuntivo, uno step sequencer ed un motion pad con possibilità di registrare i movimenti effettuati al suo interno. Unique è un sintetizzatore progettato per dare nuova luce alla sintesi vowel, ovvero la produzione di vocali sintetiche con un suono ben conosciuto agli amanti dell’elettronica anni ’80. In aggiunta vi è la presenza di filtri ed effetti che rendono il sintetizzatore ben adatto anche alla classica sintesi sottrattiva. Detto così sembra non vi sia nulla di nuovo, ma ciò che mi ha incuriosito è il modo in cui tutto ciò è implementato. La sezione filtro centrale, infatti, presenta una modalità “VOWEL” che permette di ricreare tali sonorità con timbri diversamente colorati a seconda del filtro selezionato e consente la scelta tra quattro diversi tipi di modulazioni primarie tramite un comodo menu a tendina. La scelta, così come l’interfaccia della sezione filtro, varia a seconda del tipo di modulazione selezionata. Con la modalità “4 STEP” possiamo sequenziare quattro valori per la frequenza di taglio oppure quattro vowels; selezionando “ENVELOPE”, “LFO”, “PITCH BEND” o “MOD WHEEL” abbiamo invece a disposizione altre possibilità di variazione timbrica molto più familiari, con la possibilità di agire anche sulla profondità di attenuazione del filtro. Il comparto oscillatori fornisce una coppia di generatori di forme d’onda selezionabili tra Pulse, Saw, Triple Saw, Triple FM e Noise intonabile per essere sfruttato con le formanti. Tra i parametri disponibili è bene segnalare “Detune”, che permette di intonare gli oscillatori su diversi semitoni. Questa particolarità permette di sfruttare lo step sequencer della sezione controllers per la creazione di patterns melodici. La sezione Mix, invece, presenta la particolarità di poter selezionare, per ogni oscillatore, due diverse modalità di pan. Settato su “POLY” ognuna delle 8 voci del synth potrà avere una sua distinta posizione nel panorama stereofonico mentre, in “SINGLE”, le 8 voci verranno trattate indistintamente.
Per completare il tutto, due sezioni effetti arricchiscono il parco sonoro a nostra disposizione fornendo un filtro aggiuntivo multimodo, un phaser, un riverbero, un delay, un chorus ed un bitcrasher denominato “LOFI”.
Prova pratica:
Vi premetto subito che una parte del test è stato svolto su di un Macbook 13″ Intel con 1GB di RAM. Come primo approccio, come si può immaginare, ho eseguito uno scorrimento veloce dei vari presets, comodamente suddivisi in categorie, per saggiare il sapore del prodotto. Paragonati ai demo audio presenti sul sito, i presets suonano con un carattere diverso. Non nascondo le mie perplessità al riguardo non tanto per le suddette differenze notate, che possono essere opinabili, quanto per la troppa similudine tra i presets offerti, soprattutto quelli pensati per mostrare all’utente l’uso dei vowels. Il comparto timbrico allegato non mostra le effettive potenzialità di Unique con la conseguenza che, un utente non affezionato alla programmazione, potrebbe giudicare il prodotto in maniera superficiale dopo pochi minuti di ascolto. Unique, come tanti prodotti simili, ha i suoi pro ed i suoi contro ma, non dobbiamo dimenticarlo, ha anche un suo preciso carattere.
Appurato questo e partendo dal preset di default, perciò, ho iniziato a programmare qualche timbro cercando di sviscerarne le potenzialità soprattutto nella sua funzione principale, ovvero la generazione delle formanti.
Risultati:
Il primo risultato (Monk Voice) è stato un timbro che ricorda il “throat singing”, ovvero il canto gutturale spesso associato ai monaci tibetani, con un range utile solo nelle prime due ottave. Infatti il sintetizzatore pecca della mancanza del keyboard tracking sul filtro, riducendo così la possibilità di ottenere timbriche più efficienti.
La successiva prova è stata focalizzata alla creazione di una bassline stile Roland TB-303 (Teebee). Benché il tipo di suono sia tra i più semplici da realizzare, il carattere personale dei filtri di Unique hanno reso la programmazione di questo suono un pò più ostico, dovendo ricorrere all’utilizzo del secondo filtro (presente nella sezione effetti) in serie col primo per ottenere un picco di risonanza abbastanza convincente nonostante il Drive e Resonance del primo filtro fossero al massimo. Una nota di pregio la pongo sulla scelta di etichettare come “Peak” la manopola che controlla l’intensità del generatore di inviluppo nel filtro. Tramite l’accoppiamento del valore di Cutoff e di Peak è possibile decidere il range di modulazione in modo ben preciso.
La sezione Controllers (Fig. 2) è risultata eccellente per rendere il suono più dinamico. La presenza di un sequencer da 8 step si è rivelato fondamentale per la buona riuscita di questo timbro. La patch, disponibile in download a fine articolo, è settata come polifonica visto che l’unica modalità monofonica presente è l’unison, che mette in stack tutte ed 8 le voci del sintetizzatore. Questa funzione, benché eccellente per sonorità trance e timbri ben colorati (Aggressive Bass), risulta “eccessiva” per timbri monofonici semplici. Il risultato finale, nonostante tutto, è stato abbastanza positivo ed una simpatica variazione di questo suono la si può ottenere attivando la modalità vowel sul filtro principale (Teebui) impostato come passa banda ed usando la modalità 4 Steps come modulatore. Personalmente trovo discutibile la scelta di permettere l’intonazione degli oscillatori solo su scala di ottave e semitoni escludendo i centesimi. Come già accennato, questa scelta risulta ottima se si vuole sfruttare lo step sequencer integrato, ma questo esclude la realizzazione di alcune tipologie di timbri a meno che non si trovino degli escamotage come, ad esempio, un dosaggio chirurgico del parametro “SPREAD”. Il meglio di questo sintetizzatore lo si riscontra, ripeto, nella sezione Controllers che, oltre al già citato sequencer, fornisce un LFO con forma d’onda che varia dalla sinusoide alla triangoloare passando per l’onda quadra. Il poter variare senza soluzione di continuità la forma d’onda, anzichè operare una selezione diretta, permette di scegliere forme ibride che rendono le modulazioni più interessanti. Ottimo anche il Motion Pad, che permette di registrare i movimenti del suo cursore e di ripeterli ad oltranza per modificare qualsivoglia parametro.
Provate, ad esempio, ad assegnare i due assi del pad ad ogni formante. Le mutazioni timbriche ottenibili sono molteplici, restituendo al prodotto un pò della luce persa durante il primo impatto.
* Il filtro presente nella sezione effetti ha una manopola dedicata alla selezione del suo comportamento. Come per l’LFO anche qui possiamo mutarne il comportamento da passa basso a passa alto incontrando un passa banda tra i due.
Provate anche stavolta ad assegnare uno dei controllers a questa manopola ed ascoltate come un timbro magari abusato divenga di gran lunga più interessante.
* Ottimo anche l’arpeggiatore multi-modo, con differenti direzioni selezionabili tra cui una “random” e la possiblità di settarlo come duofonico.
La prova stavolta consiste nell’impostare l’arpeggiatore ad 1/64 con un oscillatore Pulse, l’effetto LOFI. Suonando un accordo si ottiene il suono tipico dei retro-games.
Un altro trucchetto è quello di sfruttare il filtro in modalità “Comb” per emulare il sync tra oscillatori tramite la modulazione del Cutoff.
Il risultato è davvero valido, come potrete constatare dal file “Fake Sync” e dalle patch correlate.
Unique supera bene anche la prova “vintage”, programmando alcuni timbri classici come degli avvolgenti pad di archi sintetici (Nord Pad) o dei brass dal sapore brillante e retrò.
Valutazioni:
Estrema facilità d’uso e di apprendimento. Pasta sonora valida che può spaziare dal vintage alla moderna elettronica. La modalità vowel dei filtri permette di creare timbriche inusuali o di arricchire con qualche particolare in più dei suoni già noti. Utilissima la sezione “controllers”, in particolare lo step sequencer integrato ed il motion pad. Il plugin è di una leggerezza disarmante.
E’ possibile caricare una dozzina di istanze (Fig. 3) senza che la CPU ne risenta in maniera eccessiva.
I presets non mostrano le potenzialità del synth e sono troppo simili tra loro. Non è possibile assegnare il Velocity come controller per i vari parametri al di fuori del volume. Mancanza del Keyboard tracking per la sezione filtro. Talvolta bisogna ricorrere ad alcuni escamotage per effettuare delle operazioni comuni. Mancanza di una modalità monofonica semplice oltre l’Unison ad 8 voci.
Un plugin che ha saputo positivamente sorprendere per la sua immediatezza d’uso ed il carattere controverso. Da un lato certi timbri possono sembrare troppo simili tra loro, dall’altro ci sono certe manipolazioni che rendono Unique davvero caratteristico ed ideale per chi cerca un sintetizzatore semplice ed efficace che non manca di piacevoli sorprese così come di qualche scelta stilistica opinabile.
Demo:
Il file “Unique Demo” è una breve composizione realizzata interamente con questo plugin, parti di batteria incluse.
Unique Demo
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1. Monk Voice
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2. Teebee
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3. Aggressive Bass
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4. Teebui
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5. Fake Sync
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6. Nord Pad
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Una demo del programma lo potete scaricare direttamente cliccando sul link del produttore.
Produttore: Sugar Bytes


