AudioThing FOG CONVOLVER: la convoluzione “affordable”

Giuseppe Marrazzo
AudioThing Fog Convolver GUI

AudioThing è un brand italiano fondato da Carlo Castellano, che propone dei plugin audio a prezzi competitivi, i quali soddisfano le esigenze dell’hobbysta, del fonico professionista e del producer/composer.

Ci sono software pensati anche per chi vuole personalizzare il più possibile il proprio sound, quindi ideati per le persone creative.

Uno di questi è FOG CONVOLVER, un plugin che lavora con la convoluzione, quindi con impulse response generici; tralascio qui la parte matematica, nonché teorica, relativa a questa operazione, la quale lascia il tempo che trova.

Carlo propone questo plugin principalmente come riverbero a convoluzione, per chi vuole creare e/o personalizzare il proprio sound, lavorando quindi con i propri impulse response, oppure con quelli che lui mette a disposizione, di default, nella libreria principale.

Possiamo comunque lavorare (anche in maniera creativa) con qualsiasi tipologia di impulse response, ad esempio, quelli relativi a speaker e/o cabinet per basso/chitarra, hardware/gear in generale, microfoni, oggetti vari e così via. Tuttavia mi soffermerò principalmente sulla parte relativa alla riverberazione.

In questo articolo valuterò il prodotto in questione, iniziando con l’analisi generale delle interfacce e mettendo in evidenza i comandi principali. Farò poi un test audio, tramite il quale analizzerò la qualità sonora generale e, infine, darò un giudizio finale, traendo le opportune conclusioni. Quindi capiremo se vale la pena acquistare questo plugin, oppure no.

 L’interfaccia principale

Fog Convolver – Interfaccia principale

L’interfaccia principale è ridimensionabile, di facile lettura e comprensione, ed è ben organizzata.

In basso possiamo gestire le librerie, aggiungendo, ad esempio, quelle personali, mentre al centro abbiamo gli strumenti con cui possiamo modellare, come più ci piace, la forma d’onda che caricheremo (l’impulso che si vede in figura).

Ad esempio, agendo sui comandi start ed end, possiamo ritagliare la forma d’onda a nostro piacimento, influenzando la durata totale della stessa, quindi del riverbero. Facendo questa operazione, andiamo quindi a creare, di fatto, un impulse response personalizzato, che possiamo esportare in formato WAV, se vogliamo, andando in alto a destra nel menù more, oppure cliccando con il tasto destro sulla forma d’onda visualizzata ed esportando.

Potenzialmente, quindi, possiamo creare dei nuovi suoni a partire da quelli già esistenti.

Con i comandi fade in e fade out possiamo scolpire poi al meglio l’attacco e la coda del riverbero, mentre con i classici filtri passa alto e passa basso possiamo equalizzare in maniera molto veloce quest’ultimo, ed infine abbiamo il classico pre delay, che ormai troviamo su tutti i riverberi in commercio.

In alto, spicca il comando pitch, tramite il quale possiamo effettuare operazioni di time stretching sul riverbero, quindi possiamo allungarlo, oppure accorciarlo, senza compromettere in maniera evidente il suono. Inoltre questo plugin può lavorare anche in modalità true stereo, dove si ha praticamente a che fare con due impulse response stereo, che lavorano simultaneamente.

Possiamo quindi trascinare, nell’interfaccia del plugin, due files wave stereo a nostro piacimento, uno a sinistra ed un altro a destra, e creare quindi qualcosa di sperimentale e personale, oppure possiamo caricare un impulse response predisposto per lavorare con questa modalità, quindi graficamente dovremmo visualizzare due forme d’onda stereo, se effettivamente abbiamo a che fare con un vero true stereo impulse response.

Abbiamo inoltre la funzione parameter lock, utilizzabile per uno o più parametri, cliccando semplicemente con il tasto destro sul parametro che ci interessa e navigando nel menù dedicato. Questa funzione è molto utile se si vuole testare più di un riverbero a parità di settaggio, mantenendo inalterati i parametri che ci interessano.

L’interfaccia secondaria: il menù “settings

Fog Convolver – menu settings

Andando su more possiamo accedere al menu settings, nel quale sono racchiuse tutta una serie di funzioni che consentono all’utente di poter settare ulteriormente questo plugin.

Un parametro che ho trovato interessante è l’auto gain: abilitandolo, evitiamo, molto simpaticamente, di saltare dalla sedia e/o di molestare i nostri speakers, quando si ha a che fare con impulse response dal guadagno elevato, oppure, se vogliamo, quando si utilizzano files che hanno volumi differenti fra loro, cosa che può capitare spesso. Pertanto vi consiglio di non disattivare questa funzione, che tra l’altro di default è già abilitata.

Per le altre funzioni, rimando l’utente alla lettura del manuale, anche se comunque vengono tutte spiegate velocemente se scorriamo con la freccetta del mouse su una di esse. Comparirà, infatti, una finestra dedicata.

Latenza e consumo CPU

Questo plugin è assolutamente a latenza zero, e alcune regolazioni non sono in tempo reale, cosa che succede, del resto, anche su altri riverberi a convoluzione, e anche in maniera più marcata; ma non preoccupatevi: ci si può convivere.

Per quanto riguarda la CPU, parliamo di un software che consuma pochissime risorse (0.1 – 0.3% in REAPER) che io inserisco nella categoria dei plugin a basso consumo CPU.

Nel mio primo articolo ho elencato varie categorie di plugin, catalogate in relazione al consumo di CPU; mi sono basato ovviamente sul mio computer (PC con i7 4790k – 4,7 Ghz e 16 Gb RAM), facendo riferimento alla DAW citata poco fa, lavorando a 44/48 Khz e con un buffer size medio, nel mio caso 256, corrispondente ad una latenza di 6.3 ms IN ed OUT.

Come interfaccia audio ho usato una antelope audio orion studio 2017.

Nel caso qualcuno non avesse letto il mio primo articolo, vi (ri)elenco queste categorie:

  • 1)   0 –
    0.2 %          BASSO CONSUMO CPU
  • 2)   0.3 –
    0.6 %       MEDIO-BASSO CONSUMO CPU
  • 3)   0-6 –
    1%           MEDIO-ALTO CONSUMO CPU
  • 4)   oltre 1%            ALTO CONSUMO CPU

Ricordatevi questi valori per le prossime recensioni.

Ps: ribadisco che in altre DAW potreste riscontrare gli stessi valori, moltiplicati però per 10.  Alla fine, il concetto e il valore, concretamente sono gli stessi: semplicemente ogni DAW internamente gestisce la CPU, nonché i CORE della stessa, in un certo modo.

La prova pratica: il test audio

Vari addetti ai lavori mi hanno fornito delle tracce sulle quali poter testare questo plugin.

Queste non sono state processate da me più di tanto, prima di entrare nel riverbero, vale a dire: non è stato impiegato molto tempo, nella fase di processing relativa alle tracce originali (dry), più che altro, mi sono dedicato giusto all’equalizzazione.

È stato invece impiegato più tempo nella fase di modellazione del suono del riverbero (wet).

Inoltre ho utilizzato soltanto gli impulse response contenuti nella libreria di default (factory), i quali sono stati modellati da me, in modo tale da ottenere dei suoni personalizzati.

Tutto questo è stato fatto per dimostrare che si possono ottenere vari suoni di riverbero, a partire da impulse response noti, che troverete citati alla fine dell’articolo, inclusi i dettagli.

Ho creato tre files audio, per ciascuna sorgente sonora trattata:

  • Traccia 100% DRY
  • Traccia DRY + WET
  • Traccia 100% WET

La quantità di riverbero rispetto al segnale DRY, in questo test, non è indifferente, in riferimento alla traccia “DRY + WET”.

Si va quindi, di fatto, contro la “regola audiofila”, che ci “impone” un utilizzo moderato della riverberazione.

Per quanto mi riguarda, se un riverbero suona bene, o comunque ha una forte affinità con il brano e/o la sorgente sonora considerata, tendo generalmente a metterlo in risalto, fino a quando non si crea il giusto feeling. Questo vale a maggior ragione se il nostro obiettivo è valutare la bontà di un riverbero, come in questo caso, considerando anche il fatto che le tracce sono state valutate singolarmente e non nel contesto di mix: “meglio abbondare”!

La traccia “100% WET” può essere utilizzata per analizzare il riverbero in solo.

Considerazioni finali

Tutto sommato, il gioco vale la candela, dato che stiamo parlando di un plugin che costa 65 euro e che, alle volte, si trova anche scontato. Possiamo sicuramente dire che è uno strumento pratico, flessibile e intuitivo, costituito, di base, da una buona libreria di impulse response, che possiamo comunque modificare e/o aggiornare a nostra “immagine e somiglianza”.

I suoni di partenza sono convincenti e, quasi sempre, necessitano di una pulizia o comunque di una modifica della durata dell’impulse response, nonché del riverbero.

Questa cosa la possiamo fare in maniera abbastanza veloce, utilizzando i due filtri citati precedentemente (passa alto e passa basso) e gli altri strumenti che ci offre l’interfaccia.

Consiglio quindi questo prodotto specialmente a quelle persone che vogliono avere dei suoni personalizzati, senza fare troppo affidamento sui preset di partenza, quindi quelle persone che amano smanettare e cercano il proprio sound, utilizzando magari i propri preset, o comunque i propri impulse response.

Questo plugin è disponibile sia per WINDOWS che OSX, nei formati VST2, AU ed AAX, sia a 32 che 64 bit.

Vi allego i files audio e qualche link utile, ed inoltre voglio specificare che il riverbero è stato equalizzato utilizzando solamente i filtri di cui ho parlato poco fa e non sono stati utilizzati plugin di terze parti. Quindi è stato processato utilizzando soltanto gli strumenti che ci offre la sua interfaccia.

Per oggi è tutto, alla prossima.

Giuseppe Marrazzo

Nb: la lista dei files audio potrebbe subire degli aggiornamenti, per cui, se siete interessati ad ascoltare questo plugin su più sorgenti sonore, vi invito a consultare questo articolo periodicamente.


  Chitarra: mono “spring” corto, ricavato da “HOLY G (SPRING)”

chitarra- spring 100% dry
chitarra- spring dry + wet
chitarra- spring 100% wet


–  Chitarra: stereo “chamber” corto, ricavato da “QUADRA (CHAMBER, SHORT)”

chitarra- chamber 100% dry
chitarra- chamber dry + wet
chitarra – chamber 100% wet


–  Chitarra: stereo “room”, ricavato da “QUADRA (ROOM, LONG)”

chitarra – room 100% dry
chitarra – room dry + wet
chitarra – room 100% wet


–  Chitarra: stereo “plate”, ricavato da “QUADRA (PLATE, SHORT)”

chitarra- plate 100% dry
chitarra – plate dry + wet
chitarra- plate 100% wet


–  Chitarra: stereo “hall”, ricavato da “QUADRA (HALL, LONG)”

chitarra- hall 100% dry
chitarra- hall dry + wet
chitarra – hall 100% wet


Link utili

Sito ufficiale:  www.audiothing.net

Prodotto: www.audiothing.net/effects/fog-convolver

Riverbero mediante Convoluzione: www.maurograziani.org

Wikipedia:  wikipedia

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Tecnico del suono freelance , tester software audio , diplomato in elettronica e telecomunicazioni. https://www.linkedin.com/in/giuseppe-marrazzo-1ba547146/
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