Sonic Reality – SampleTron

Carlo Castellano

La software-house modenese IK Multimedia (IKM), con la collaborazione di Sonic Reality, aggiunge un altro prodotto alla sua linea di workstation basate sui campioni: SampleTron.

SampleTron

Con SampleTron (Fig.1), d’ora in avanti STr, ci troviamo di fronte ad un virtual instrument interamente dedicato ai cosiddetti suoni “Tron” dei classici Mellotron e Chamberlin (ed altri meno noti come Optiorgan e Novatron): in sostanza, la nostra memoria torna alle immagini di quelle tastiere vintage, ossia i precursori dei moderni campionatori, che utilizzavano preregistrazioni degli strumenti acustici per renderli disponibili poi su uno strumento elettronico. Come per il suo fratellino SampleMoog, anche in questo caso il motore audio si basa sull’engine di SampleTank, mettendo a disposizione una completa sintesi sottrattiva ed un articolato sistema di layer: ciò, è immaginabile, rende possibile la creazione di sonorità totalmente nuove che vanno ben oltre il richiamo dei classici preset.

Installazione

L’installazione è molto semplice e rapida, non essendo un software pesantissimo. La confezione comprende un solo DVD contenente 2GB di campioni (per un totale di 640 preset con 260 multi campionamenti), il manuale d’installazione ed il codice di attivazione necessario per autorizzare il programma. Il manuale utente è invece disponibile in formato PDF all’interno dello stesso DVD. STr è disponibile sia come Plug-in (VST, AU, RTAS) che in modalità stand-alone.

Interfaccia e funzioni


L’interfaccia di STr (Fig.2) si divide in due blocchi: la parte dedicata ai preset/combi e quella dedicata ai controlli. STr consente una multitimbricità di 16 parti, layerabili (cioè sovrapponibili), ognuna con un proprio canale MIDI, pan, volume e voci di polifonia. Nel caso si voglia strutturare un suono complesso formato da più layer, bisogna impostare un unico canale MIDI sulle parti che ci interessano. Inutile sottolineare che per cambiare canale MIDI basta cliccare e trascinare in su o in giù nel campo Channel.

Per caricare un suono basta posizionarsi sulla parte che vogliamo dalla lista combi e scegliere il preset che ci interessa dal menù a fianco (Fig.3). È possibile salvare indipendentemente le modifiche effettuate ai Preset (singoli suoni) o ai Combi (più Preset insieme) tramite i pulsanti SAVE delle apposite sezioni. Abbiamo a disposizione anche una comoda funzione di ricerca (Fig.4) che ci mostra i preset in base ad una parola chiave. La seconda parte, dedicata ai controlli di sintesi, si divide a sua volta in varie sezioni. STr mette a disposizione più di 50 controlli divisi in 8 categorie: Synth, Range, Filter, Envelope (1 e 2), LFO (1 e 2) e Velocity. La sezione Synth ci permette di agire sul metodo di riproduzione dei campioni, scegliendone tre possibili (Fig.5).



Resampling
(RESAMP)

Parliamo del metodo classico usato dai comuni campionatori, che prevede il cambio del pitch modificando il tempo (velocità di ascolto/riproduzione) di un campione. In sostanza, partendo da un campione, per ottenere un suono più grave se ne rallenterà la velocità di riproduzione e, viceversa, per ottenere un suono più acuto si velocizzerà.

Pitch-Shift/Time-Stretch
(PSTS)

E’ il metodo migliore per i loop, in quanto ci permette di scegliere se aumentare o diminuire la velocità dei campioni senza alterarne il pitch e viceversa.

Sampletank Time REsynthesis TeCHnology (STRETCH)

Questo metodo è il più sofisticato e ci permette di avere parametri indipendenti per il tempo, il pitch e gli armonici. Con STRETCH è facile ottenere risultati inaspettati dalle sonorità, però interessanti.
Con la sezione Macro (Fig.6) invece la IKM ha focalizzato l’attenzione su alcuni controlli dedicati quasi esclusivamente alla riproduzione dei vari preset “Tron”.

Molti puristi, infatti, preferiscono mantenere la limitazione di riproduzione dei nastri a 8 secondi (proprio come gli strumenti originali), mentre altri preferiscono avere i campioni già in loop per evitare spiacevoli inconvenienti di note mancanti in passaggi larghi. Per sposare entrambe le filosofie, STr ha implementato un controllo (SUS) che gestisce appunto il sustain dei suoni dei campionatori a nastro, potendo variare il range dagli 8 secondi al loop infinito. Oltre ad un classico controllo per il Release (REL), troviamo inoltre i controlli TONE e NOISE. Il primo funziona proprio come il controllo dei toni di un Mellotron, rendendo più chiaro o più scuro il suono. Il secondo, invece, serve a decidere la quantità di rumore di fondo dello strumento da mandare nel mix per rendere il suono finale più o meno vintage.

Nella sezione Range possiamo impostare un traspose ed il range di note e di velocity dedicato alla singola parte. Questi controlli ci permettono di creare anche sistemi complessi di split e layer. Ad esempio, possiamo confinare un preset di Chamberlin sulle ottave più gravi della nostra master keyboard, per poi caricare sulle restanti due preset di Mellotron, uno che si attiva solo con dinamiche leggere (ad es. velocity da 0 a 63) e uno che invece si attiva solo con dinamiche più forti (ad es. velocity da 64 a 127).

La sezione Filter invece ci mette a disposizione tre filtri, ossia Low Pass, Band Pass e High Pass, con relative pendenze a 6, 12 o 24dB per ottava. Gli unici due controlli presenti sono i classici Cutoff Frequency (FREQ) e Resonance (RES).

Le altre sezioni ci consentono di controllare due inviluppi (il primo dedicato esclusivamente all’amplificazione, il secondo assegnabile al filtro ed al pitch), due LFO (il primo assegnabile al filtro ed al pitch; il secondo anche al pan) ed una serie di controlli da assegnare alla dinamica/velocity (volume, filtro, pitch, resonance, …).

È presente, oltre ad un controllo per il portamento e per la modalità monofonico/polifonico (Fig.7), anche una ricca sezione di effetti. I 32 effetti DSP (Fig.8) possono essere concatenati a piacimento nei 4 slot dedicati (il primo però è fisso su di un Equalizzatore e Compressore “EQ/COMP”). Per gli effetti sincronizzabili con il tempo, come tremolo e delay, sarà possibile scegliere di attivare il sincrono e decidere il rapporto di velocità con il tempo del sequencer ospitante.

STr consente inoltre di associare ad ogni controllo dell’interfaccia un MIDI CC. L’operazione è molto semplice: basta cliccare sul tasto MIDI CTL (Fig.9) e poi cliccare sul knob che vogliamo associare. Si aprirà una finestra (Fig.10) dove potremo impostare il numero del Control Change (e un range min-max di valori) del knob selezionato. L’unica pecca è che, a parte i knob della sezione Macro pre-mappati, potrebbe risultare abbastanza scomodo mappare a mano i vari controlli per tutti i preset.

Il Suono

La libreria di STr comprende vari modelli di Mellotron e Chamberlin, insieme ad altre tastiere vintage più o meno famose come Novatron, Vako Orchestron, Talentmaker, 360 Systems Digital Tron, Roland VP-330 (Choir) e Stylophone. Tutti questi strumenti ormai rari hanno meccanismi di funzionamento diversi tra loro e non basterebbero diverse pagine per spiegarli uno ad uno: riportiamo, quindi, una sintesi dei principali. Optigan, Talentmaker e Vako Orchestron usano un sistema simile ai precedenti che sfrutta però, come fonte di riproduzione, dei dischi ottici al posto dei nastri. Lo Stylophone invece era un semplice organo elettronico che generava i suoni tramite il contatto di una testina con una serie di contatti metallici disposti cromaticamente (è forse uno dei pochi suoni che si presta all’utilizzo in modalità monofonica). Il punto di forza di STr, rispetto a soluzioni software basate esclusivamente sulla sintesi senza utilizzo di campioni, è sicuramente l’engine audio derivato da SampleTank.

Tuttavia, dobbiamo tenere conto che ogni Mellotron (così come ogni Chamberlin, Novatron, …) suonerà in modo diverso anche rispetto ad uno stesso modello: ciò, è ovvio, dipende dallo stato di conservazione dei nastri, nonché dello strumento integrale.

STr, per quanto metta a disposizione possibilità di editing notevoli, sarà comunque legato in gran parte ai sample utilizzati, se non altro per la staticità sottesa alla sintesi per campionamento. La possibilità di poter, tuttavia, sovrapporre diversi suoni, magari sfruttando bene anche la sezione filtri, rimane l’unica strada per creare nuove ibride sonorità. È altrettanto indubbio che, trattandosi di sonorità in un certo senso predefinite, sono vincolate al gusto personale dell’utente che ne usufruirà.

Conclusioni

La IKM ha fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda la creazione di un software totalmente dedicato a questi rari e delicati strumenti vintage. Spicca sicuramente un’elevata qualità dei campioni ed un’ottima resa sonora generale. Altro punto di forza di STr è l’interfaccia semplice, ma completa, considerando tutti i controlli messi a disposizione. Spesso, per quanto riguarda software con librerie comprendenti più strumenti oltre i “Tron”, l’interfaccia può risultare dispersiva o addirittura mancare di alcuni parametri configurabili. STr invece è dedicato ad una tipologia di strumenti ben precisa e sembra quasi volersi imporre come sostituto virtuale definitivo sia in ambito studio che live, senza più preoccuparsi di manutenzioni legate alla storica fragilità di questi strumenti. Osservandolo anche dal punto di vista didattico, STr potrebbe rappresentare una sorta di archivio storico, essendo ormai difficile – se non impossibile – trovare questi strumenti originali e funzionanti.


PRO:

Emulazione decisamente ottima, interfaccia semplice ma completa per la manipolazione anche estrema dei preset, software leggero sia come dimensioni che come consumo di risorse.

CONTRO:

Sarebbe stato utile avere a disposizione più controlli pre-mappati, dato che può risultare tedioso andare a modificare ogni preset che ci interessa con gli stessi controlli.

EXTRA:

Utilizzabile anche in didattica come archivio sonoro di strumenti difficilmente reperibili.

Demo Audio
01-Mellotron Strings 1 L
02-Chamberlin Strings
03-Novatron Novalins
04-Optigan Organ 1 L
05-Orchestron Organ LP
06-Stylophone
07-Mellotron MIX
08-MIX

Carlo Castellano

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