Eris è il pianeta-nano che secondo l’astrofisica moderna potrebbe confermare un modello capace di spiegare materia ed energia oscura. Non so quanto voluto sia il riferimento a questo piccolo pianeta, che a sua volta porta il nome della Dea della discordia proprio per la diatriba che ha generato al momento della sua scoperta, sull’essere considerato parte o meno del nostro sistema solare.
Quello che posso confermare è che Eris, lo strumento di cui sto per parlarvi, sicuramente sarà capace di spiegare la materia oscura della densità musicale e l’energia della pressione sonora con cui potrebbe violare la forza gravitazionale dei vostri woofer.
Di cosa parliamo ve lo spiego in maniera molto semplice: una libreria di suoni per Kontakt 5 dedicata alla creazione di atmosfere, paesaggi e spazi in evoluzione. Come per ogni libreria di prestigio realizzata per quello che è ormai lo standard de facto del campionamento, la personalizzazione mediante scripting non si limita alla sola interfaccia grafica, ma include una potente, per quanto decisamente esclusiva, catena di sintesi.

La tecnologia alla base di questo strumento si chiama ACT ENGINE, dove ACT sta per Automatic Composing Technology ed è stata realizzata da Composer Tools, un’azienda (o forse dovrei dire startup) di cui non avevo mai sentito parlare prima, probabilmente per la sua giovane età considerando che al momento ha solo due prodotti in catalogo. Immergersi nella filosofia di Eris non è proprio immediato, o almeno non lo è quanto immergersi nelle atmosfere misteriose che è in grado di generare in totale autonomia. Ma come vi illustrerò di seguito, basta un minimo di attenzione per capire le potenzialità dello strumento e riuscire a plasmarlo secondo la propria inclinazione.
Distribuzione del software e ambiente di test
La libreria può essere acquistata dal sito del produttore e viene distribuita mediante download digitale dal sito di e-commerce www.e-junkie.com.
Il totale di materiale da scaricare si aggira intorno ai 15 Gb suddivisi in multi-files .rar. Una volta scompattato il tutto è possibile collocare la libreria in qualsiasi punto del disco fisso e successivamente aggiungerla manualmente al catalogo di Kontakt. Oltre i singoli files .wav e i consueti files in formato Kontakt (.nkc e .nkr) si hanno a disposizione un instrument (ERIS.nki) e una cinquantina di snapshots (.nksn) realizzati dalla casa produttrice e da utilizzare come normali factory presets. Gli snapshot, sono stati implementati a partire dalla versione Kontakt 5.5 e consentono di memorizzare diverse scene di uno stesso instrument. A differenza degli altri files della libreria, devono essere collocati in un path preciso, come opportunamente indicato nella guida rapida all’uso.
La libreria è stata installata su un MacBook Pro del 2011 con processore i5 e 16 Gb di Ram sul quale era già installato Kontakt 5.5. Come scheda audio è stata utilizzata una M-Audio Profire 610 e come ascolto sono state alternate un paio di cuffie SONY MDR-7506 a una coppia di Studio Monitor Event 20/20 Bas.
Il motore sonoro
Il materiale audio più grezzo a disposizione della catena di sintesi è rappresentato da 13 Gb di singoli campioni che compongono l’instrument. Si tratta di circa 2700 .wav suddivisi in tre gruppi da 25 timbri per le 37 note su cui si sviluppa l’estensione dello strumento. I tre gruppi (Atmo, Sphere e Rotor) possono essere attivati in qualsiasi combinazione e ognuno di essi è controllato da un generatore di inviluppo automatico. Per ognuno dei tre gruppi è possibile attivare a piacimento le 25 timbriche presenti (anche tutte contemporaneamente). Il bilanciamento tra Atmo, Sphere e Rotor può essere stabilito mediante un pad XY visuale (ovviamente controllabile via MIDI) e regolabile in sensibilità. Il mix dei tre gruppi viene controllato a sua volta da un inviluppo generale classico ADSR e può essere processato o meno mediante una catena di effetti semplice ma efficace. Gli effetti a disposizione sono disposti in serie: Formant, Chorus, Drive, Filter, Reverb ognuno dotato di pochi controlli essenziali.
L’interfaccia grafica
L’interfaccia grafica di Eris nasconde una serie di accorgimenti pratici ed estetici abbastanza inusuali. Il primo impatto con questo strumento purtroppo non è dei migliori in quanto ci si sente completamente spiazzati dalla diversità con cui sono disposti controlli e selettori. C’è da dire però che i 6 minuti del tutorial video presente sul sito del produttore sono sufficienti a fornire la giusta dimensione d’uso del prodotto, fornendo in maniera coincisa e puntuale informazione su i tutti i punti cardine dell’interfaccia.
Proverò a fornirne una descrizione sommaria, in quanto si fa veramente molto prima a comprenderla guardando il tutorial fornito qui.
A destra ci sono le tre zone denominate Atmo, Sphere e Rotor, rappresentate ognuna da una griglia 5X5 di selettori di samples. I simboli grafici utilizzati per le singole forme d’onda ricordano vagamente degli idiomi giapponesi ma non è chiaro se abbiano anche un vero e proprio significato. Sotto la schiera di 3×25 idiomi, è presente un tastone per la generazione random di layers (Pic-1).

Al centro di tutto domina incontrastato una sorta di Uomo Vitruviano di Leonardo, privato dell’uomo rinascimentale, rimpiazzato da un comodo asse XY visuale e contraddistinto dalla rotazione animata della circonferenza. Ancora una volta quindi un riferimento all’universo astronomico: la leggendaria quadratura del cerchio (propriamente la trasformazione di un cerchio in un quadrato di eguale superficie, mediante procedimenti geometrici) simboleggia il desiderio di ricondurre l’elemento “celeste” e quello “terrestre” a una ideale concordanza (www.artericerca.com).
All’esterno del cerchio un ulteriore quadrato di dimensioni più grandi a racchiudere il tutto, dove ai quattro vertici trovano posto i regolatori di livello di inviluppo ADSR come un vero e proprio vezzo estetico, mentre sullo sfondo scorre un’animazione di addensamenti nuvolosi di gas interstellare (l’animazione può essere disabilitata mediante opportuna opzione).
A sinistra invece troviamo tre generatori di inviluppo volume automatici (uno per zona) che disegnano in autonomia curve di istogrammi su un asse temporale: la velocità di scorrimento è regolabile mediante un unico potenziometro (Pic-2).

E’ ovviamente possibile interrompere la generazione automatica (Pic.3) e zoomare sulle tre curve per disegnare manualmente il proprio inviluppo tramite mouse. Anche in questa sezione ci si può affidare completamente al caso, con un tasto per la generazione random di curve. Le evoluzioni disegnate possono essere memorizzate su zone della tastiera non utilizzate per le note, e velocemente richiamate a piacere mediante pressione dei tasti della master keyboard. E’ possibile in questo modo utilizzare diverse combinazioni di “Envelope” sul medesimo layer di suoni.
La memorizzazione dell’intero program avviene mediante salvataggio snapshot che provvede ad aggiungere il nostro file nell’apposita cartella.

Nota: è presente anche una funzionalità di load/save preset da interfaccia Eris che oltre ad essere ridondante sembra non funzionare perfettamente; probabilmente va utilizzata con versioni di Kontakt prive della gestione degli snapshots.
Con un controller hardware
Se non siamo ancora soddisfatti delle evoluzioni di cui è capace il motore di sintesi di Eris, possiamo contare sull’assegnazione di controlli real-time ad un qualsiasi controller MIDI hardware. I parametri assegnabili riguardano i movimenti del pad XY, ognuno dei tre parametri disponibili per singolo processore di effetto e la velocità di scorrimento degli inviluppi volume. Anche l’attivazione e lo spegnimento dei singoli processori di segnali possono essere affidati a un hardware esterno, ma l’operazione risulta ridondante in quanto di default questa operazione viene svolta mediante i tasti nota dell’ottava più bassa non assegnata a note (tasti rosa nelle immagini).
Quindi hardware alla mano ho iniziato ad armeggiare: per il pad XY ho usato un iPad2 (ormai delegato esclusivamente a questo tipo di funzionalità) con il software LK. Con questa app, oltre a numerose funzionalità midi, si può disporre di un comodissimo pad XY grande quanto la superficie del tablet. E’ stato sufficiente assegnare su LK gli stessi control change di Eris ma (ovviamente si poteva fare anche il contrario) e il controllo dei movimenti del pad di Eris è stato immediato e funzionale anche se non è perfettamente chiaro il modo in cui vengono distribuiti i livelli delle tre zone sui due assi.
Contemporaneamente ho provato ad assegnare mediante learn, i tre parametri del processore Formant (talk, shape, size) ad altrettante manopole di un Akai MPD32 e i tre parametri del filtro (cutoff, reso, bw) ad altrettanti slider del medesimo controller. Quindi ho suonato una nota e l’ho mantenuta con il pedale sustain spostando una mano sull’iPad e l’altra sull’Akai. Il risultato è stato qualcosa di incredibilmente sovrannaturale: si può giocare con le formanti fino a dare voce al cosmo e si può saturare il filtro fino ad avvertire vertigini di onnipotenza.
Le sensazioni in uso
Generare atmosfere è un mestiere apparentemente semplice ma in realtà molto complesso: suonare note a caso con articolate librerie di campioni spesso dà risultati accettabili con sforzi veramente minimi; ma i professionisti delle atmosfere sono veri e propri architetti sonori attenti ad ogni minimo dettaglio, soprattutto all’evoluzione musicale in relazione allo scorrere delle immagini. Eris è uno strumento che si adatta perfettamente ad entrambe le situazioni: può dare soddisfazione immediata anche generando evoluzioni in maniera randomica, ma contemporaneamente mette a disposizione dei professionisti la possibilità di studiare il susseguirsi di emozioni frame dopo frame, accentuando la suspence, il brivido, illuminando o spegnendo ambienti sonori con virtuosi crescendo/decrescendo.
I suoni generati da Eris hanno un corpo spesso, profondo, una densità rarefatta che riesce a percuotere emotivamente senza illusioni, sono vibrazioni pure che attraversano lo stomaco lasciandolo libero di sobbalzare in gradevoli spasmi. La confusione che riesce a generare è anarchico-futuristica nel senso che scardina le regole costruendo un ponte di salvezza sulla paura del vuoto contemporaneo.
Confronto con altri strumenti
Catalogare Eris in una precisa categoria di generatore sonoro è impresa difficile: personalmente non mi è mai capito di lavorare con nulla di simile e di conseguenza non posso fare paragoni con nessun altro strumento. Probabilmente la filosofia di utilizzo si avvicina a quella di Omnisphere di Spectrasonics, che più o meno si propone con le stesse intenzioni, ma fondamentalmente, da quello che ho capito leggendo qua e la, parliamo di principi di funzionamento abbastanza diversi: Omnisphere è uno strumento più complesso dal punto di vista della sintesi, anche perché e un vsti vero e proprio e di conseguenza riesce anche ad essere meno campione-dipendente. Inoltre non ricade assolutamente nella stessa fascia di prezzo di Eris. Posso azzardare che probabilmente con un lavoro approfondito su Massive, un buon programmatore potrebbe riuscire a stratificare diverse istanze del plugin creando delle texture altrettanto complesse, ma ovviamente la quantità di ore da spendere sulla programmazione sarebbe infinitamente superiore.
Aspetti negativi
Mi sento di mettere in evidenza una caratteristica di Eris che personalmente ritengo un punto di debolezza, anche se si tratta chiaramente di una precisa scelta progettuale: la lunghezza delle forme d’onda base con cui costruire i mega-tappeti. La lunghezza media di 15 secondi con decadimento naturale, sicuramente consente di ridurre le imperfezioni dovute ai punti loop ed a eliminare gli artifici del decay mediante inviluppo. Contemporaneamente però riduce il margine di intervento sul disegno delle evoluzioni applicabile, in quanto i suoni dispongono già di un contenuto “mobile” intrinseco. Chiaro che parliamo di leggere fluttuazioni presenti nei campionamenti, che comunque non compromettono realmente la programmazione dei layers. In tutti i casi secondo me sarebbe stato interessante provare a implementare anche una wavetable di forme d’onda molto corte, qualcosa che potesse avvicinarsi ai concetti da cui si è poi sviluppata la sintesi granulare, insomma una sorta di wavestation evoluta.
Un altro aspetto leggermente fastidioso è la mancanza di help dinamico sui tasti funzione del software. Molte funzionalità non sono immediatamente riconoscibili (particolarmente fuorvianti i tasti per la memorizzazione degli inviluppi di volume e il cono che determina l’apertura stereofonica del master) e nonostante vengano dettagliatamente descritti nel tutorial, si fa presto a dimenticarne la funzionalità.
Conclusioni
Il perfetto utilizzatore di Eris, quello che secondo me proprio non dovrebbe fare a meno di averlo nel proprio setup, è ovviamente il produttore di colonne sonore. Che siano films, documentari o videogames con questo strumento viene immensamente facilitato il compito di creare ambienti sonori misteriosi, cupi, esoterici: una traccia realizzata con Eris non necessita quasi di interventi in post-produzione e fila liscia così come è stata pensata durante la composizione.
Non è da escludere però che le sonorità che è in grado di generare possano suscitare l’interesse anche di produttori che da sempre percorrono strade sotterranee, di degrado urbano, di malessere post-industriale. Mi viene subito in mente il sound tipico dei Massive Attack, il famoso “bristol sound” iniziato all’alba dei ‘90 e successivamente riversatosi nelle atmosfere desolate di artisti come Burial e Kode9.
Insomma un prodotto davvero interessante che ci lascia la speranza di veder crescere la casa produttrice con il lancio di strumenti dello stesso calibro realizzati con lo stesso spirito di innovazione.
Specifiche Tecniche
Size: 15 GB
Kontakt Version: 5.4.1 or higher
Audio Format: 24 bit / 48kHz uncompressed stereo PCM wav audio
Price: $ 199
Info: www.composerstools.com
Informazioni sulla demo
Sul sito www.composerstools.com ci sono diverse demo che forniscono idee sufficientemente chiare sulle suggestive ambientazioni generate da questa libreria. Per questo ho provato a creare una piccola demo che potesse fornire evidenza anche di altre caratteristiche di Eris, in particolare filtro e formanti. Ho caricato tre istanze di Eris su Logic X più una minimale base ritmica leggermente noise. I suoni che ho alternato sono prima un ambiente lungo e sostenuto, successivamente un arpeggio con automazione del filtro e poi una specie di lead con interventi sulle formanti in tempo reale; infine ho lasciato suonare le tre le parti contemporaneamente. Tutte le tracce sono assolutamente flat, prive di qualsiasi intervento di equalizzazione/compressione in fase di mix. Sul master è stata soltanto applicata “normalizzazione” per avere un volume di ascolto più uniforme.
Pasquale Tarricone