Dopo mesi di attesa Reason 7 by Propellerhead fa finalmente la sua entrata nel panorama musicale.
Devo confessare che dopo aver entusiasticamente chiuso un precedente articolo su Reason 6 , mi trovo ora a cominciarne uno sulla versione 7 con una protesta formale ai Propellers, anzi due…
Non so perché ho atteso che la versione 7 – uscita il 31 aprile 2013 su web via download – arrivasse nei negozi nella versione boxata, mi piaceva l’idea di mettere sul mio scaffale qualcosa di solido. Bella la scatola, bello il cd e persino l’adesivo…. ma cosa c’è nel cd? Niente! E’ il primo cd contenente un link ad un download e 2 codici stampati esternamente, praticamente un cd virtuale.
Forse le heads dei Propellers avevano necessità di giustificare i 129 euro del prezzo? Mah!? Bastava dirlo che download e cd erano praticamente la stessa cosa, avrei speso prima i miei soldi con più soddisfazione. Però ora ho anche l’adesivo!
Ad onor del vero all’interno del cd ci sono anche delle demo, un po’ di pubblicità su altri prodotti e qualche campione di batteria per il cui utilizzo è richiesto lo studio di un’elaborata procedura in cui mi sono anche avventurato senza capirne molto il senso.
Un avvertimento per l’installazione in OSX. Come al solito senza molti avvertimenti (“il file Reason esiste già, continuo?”) viene candidamente cancellato tutto il contenuto della cartella Reason. Niente di grave se hai i backup dei 20gb di suoni, effetti, e strumenti… Quindi attenzione!
Detto questo in questo articolo vedremo le novità introdotte dalla nuova versione. Si rimanda nuovamente al precedente articolo per dettagli più particolareggiati sul programma di base.
Novità da matrimonio riparatore
La versione 7 introduce in parte le novità di un matrimonio riparatore. Voglio dire che l’introduzione della gestione del clock midi con la possibilità di gestire midi esterni e sincronizzazione, la gestione dei gruppi nel mixer sono più la compensazione di lacune esistenti nelle versioni precedenti più che reali novità di mercato. Per chi viene da programmi come Cubase o Logic che utilizzano le citate funzioni da anni, è difficile comprendere in pieno l’innovatività delle funzioni.
Tutto sommato però per chi è abituato a lavorare con questo ambiente per sua natura chiuso il midi è assolutamente qualcosa i nuovo.
Il MIDI

Come già accennato Reason ha finalmente la sincronizzazione midi e il midi out. La cosa interessante è che la creazione di una periferica midi out viene gestita come una periferica reale all’interno del rack con possibilità di collegarsi agli altri componenti. Questa caratteristica agevola molto la l’utilizzo della periferica esterna, in un modo nuovo, visuale. Sul midi c’era davvero poco da scoprire, è uno standard consolidato da quasi un trentennio, quello che però intriga è la modalità di utilizzo, le connessioni si possono moltiplicare con relativa semplicità. Inutile sottolineare che con il Midi out si aprono nuovi scenari.
IL MIXER – CANALI PARALLELI
Nel mixer è possibile duplicare un canale per vari utilizzi. E’ come splittare una traccia su uno o più canali mixer con la possibilità di inserire diversi effetti, volumi, ecc. Utilizzi tipici sono la cosiddetta compressione parallela in stile New York, differenziazione della traccia sui canali destro e sinistro, qualsiasi altra idea creativa basata sulla duplicazione. Non è escluso l’utilizzo per provare diversi settaggi di mixing senza perdere i precedenti. Qualunque sia l’utilizzo, questa funzione è veloce, tasto destro e via e senza occupare ulteriore spazio disco!
IL MIXER – I GRUPPI

Il concetto di gruppo nel mixing non è affatto nuovo: si mandano più canali su un unico fader, tutti i pezzi di drum su un unico volume a cui applicare una serie di effetti e equalizzazioni. A dispetto del fatto che si tratti della scoperta dell’acqua calda, posso solo dire che è veloce e intuitiva, anche qui basta un tasto destro.
IL MIXER – L’ANALIZZATORE DI SPETTRO
Questa funzione è interessante ed intuitiva. Ogni canale ha la possibilità di visualizzare lo spettro della traccia che sta suonando offrendo la possibilità di intervenire graficamente sullo spettro. Da un lato si riesce a vedere lo spettro senza plug aggiuntivi e dall’altro possiamo rimuovere quella fastidiosa frequenza vedendola e equalizzandola in tempo reale col mouse.
L’analizzatore compare anche in alcuni strumenti del rack. Ad esempio in Kong virtual drum si può vedere lo spettro per ogni campione modificandolo con facilità.
AUDIO – SLICE AUTOMATICO

Tutte le tracce audio vengono automaticamente affettate in stile Refill. Questo permette da un lato di modificare la velocità di una traccia audio senza apprezzabili perdite e dall’altro la possibilità di interagire con il singolo slice (la fetta di traccia) per anticiparla, posticiparla, cambiargli l’accento, effettuare uno stretch e simili. Il tutto con grande semplicità. Le tracce così suddivise possono essere anche trasformate in formato rex e date in pasto ai vari campionatori Kong, redrum, etc.
AUDIOMATIC
Reason ha introdotto già dalla versione precedente i rack extentions, estensioni del rack che permettono di aggiungere effetti. In genere sono prodotti a pagamento.
Audiomatic viene incluso in questo aggiornamento. Come detto sopra NON c’è nel cd e per complicare le cose non c’è neanche nel download… bisogna andarselo a cercare dopo aver installato tutto e attivato il prodotto. Una volta trovato, si scarica e si installa gratis.
Si tratta di un effetto psicoacustico che simula varie sonorità, più tecnicamente si tratta di un “Retro Transformer”, ambienta la traccia in sonorità tipo Vinile, Nastro, Radio, Psyche, Cracked, Gadget, Circuit, Wash, PVC, etc.
Niente di non visto, ma a caval donato…
INFORMAZIONI UTILI:
Produttore: Propellerheads
Modello:Upgrade Reason 7.0
Sito web: www.propellerheads.se
Distributore italiano: www.midiware.com
Alla prossima
Fabio Pesce

