May Roosevelt – Panda: una storia di amore e paura

Fabio Pesce
May Roosevelt


Ho conosciuto May Roosevelt qualche anno fa in Germania, durante un festival internazionale di thereministi a Lippstadt. Bella, riservata, brava. Qualche mese fa è stato pubblicato il suo primo cd da solista dalla Coorecords, editrice greca (www.coorecords.com), e mi fa piacere parlarne.

Non è un disco di facile lettura musicale, bisogna ascoltarlo con attenzione per coglierne il senso nell’intricato tappeto elettronico in cui sono immerse melodie e parole (in inglese). Guardando il progetto nel suo insieme – e parlo di contenitore, grafica, musica e scelta dei titoli – si ha la sensazione di essere all’interno di una storia, una storia d’amore e paura che si incarna nelle fattezze di un animale: un panda (Panda:a story about love and fear).


La premessa sulla copertina dice: “C’era una volta una ragazzina che aveva paura di quasi tutto…” e segue un lungo elenco di paranoie: cani, auto, aerei, treni, muri… bombe, buio, etc.
Come tutte le storie reali non segue né un ritmo né un genere preciso, è difficile da catalogare come lo sono del resto i racconti di vita. Succede così di imbattersi in brani di pura elettronica, in cantilene di richiamo infantile, in rumori di tipo industriali, in inquietanti voci sibilanti. Non ci sono strumenti musicali acustici, tutti gli strumenti utilizzati, dal Kaossilator al Korg Electribe Er-1 al micro Korg alla Squier Strat, sono strumenti elettrici o elettronici. Unica aggregante è la presenza del Theremin (Moog Etherwave) in quasi tutte le tracce, un suono che a volte urla la propria sofferenza, altre si culla nella quiete di dolci melodie, altre ancora fischia nel vento o raggiunge il climax di altissime frequenze. I titoli dei brani sono sempre legati a questo tortuoso percorso: otto brani originali con un unico ignoto indiziato “quello che bisbiglia”, “quello con la lista”, “quello con i cuori caramellati”, “quello con il black-out”… e così via fino all’ottavo: “l’ultimo”.

L’ascoltatore si muove insomma in un suggestivo percorso tra il tenero e l’inquietante, l’amore e la paura… insomma, titolo rispettato… Duro da digerire, ma interessante sperimentazione.

      La scheda:

     Panda: a story about love and fear

      Edizioni: Coorecords

www.myspace.com/nowwhenifirethisgunyougo

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