La chitarra è senz’altro uno degli strumenti musicali più diffuso, capace di permettere a tanti giovani di avvicinarsi alla musica in maniera semplice, economica e profittevole. Si può comprare (anche) con pochi soldi e si può imparare a suonare autonomamente in meno di un mese, con un semplice prontuario di accordi ed una buona dose di esercizio. Le prime soddisfazioni possono arrivare già con poco: un impegno “di medio termine” consente di divertirsi a suonare con gli amici ai falò in spiaggia o durante scampagnate nella natura. C’è poi chi diventa in grado di arrivare a livelli di elevata professionalità, grazie ad uno strumento di qualità, per dedicarsi a impeccabili registrazioni per le proprie produzioni musicali. In mancanza di ciò, ed in ogni altro caso, ecco che un virtual instrument come Real Guitar 2 della MusicLab torna molto utile. Scopriamo in questo articolo le potenzialità di un plug-in veramente “intelligente”.
Al di là del semplice campionamento
Abbiamo già parlato, in un nostro precedente intervento, di un altro plug-in dalle prestazioni incredibili: JamStix, che unisce l’utilità di un avanzato sample player alla potenza di un motore di intelligenza artificiale in grado di usare i campioni in modo unico, ma soprattutto “musicale”. Questa, invece, è la volta di Real Guitar 2, un software che fa per la chitarra acustica ciò che JamStix fa per la batteria, basandosi su una completa libreria di campionamenti di alto livello, studiati appositamente per riprodurre in modo molto realistico non solo il suono dello strumento, ma anche l’esecuzione dello strumentista. L’idea è quella di fare da intermediazione fra un’esecuzione tastieristica ed una chitarristica, considerando soprattutto le differenze tecniche fra i due strumenti: ad esempio una chitarra ha solo 6 corde, quindi la polifonia massima è di sei note. Il motore del software consente di suonare lo strumming, cioè gli accompagnamenti ritmici, semplicemente prendendo gli accordi sulla tastiera come se si trattasse di un arranger da piano bar, restando in perfetta sincronia con il tempo della song. Ma attenzione, a differenza di altri plug-in simili già conosciuti precedentemente (ad esempio Virtual Guitarist della Steinberg), in Real Guitar gli accompagnamenti non sono pre-campionati e poi stretch-ati con la sintesi granulare per adattarsi al tempo: qui abbiamo, piuttosto, i campionamenti di tutte le note della chitarra registrate singolarmente, con diversi livelli di dinamica e posizioni del plettro (dall’alto verso il basso o viceversa) e, soprattutto, alcune note sono campionate più volte a seconda della posizione sul manico. Infatti, la chitarra è uno di quei pochi strumenti con il quale la stessa nota può essere suonata in diverse posizioni, e forse è l’unico strumento acustico che consente di suonare gli unisoni, cioè due note uguali contemporaneamente. Prendiamo per esempio un MI cantino: la stessa nota può essere riprodotta suonando la seconda corda al quinto tasto, la terza al nono tasto, la quarta al quattordicesimo tasto, eccetera. In Real Guitar tutte le possibilità sono state campionate e vengono riprodotte a seconda della posizione attuale del capotasto, ossia della mano sulla tastiera della chitarra virtuale. Troveremo, inoltre, i campionamenti delle corde stoppate e delle strisciate della mano sulle corde, il che renderà più “reale” l’esecuzione del chitarrista… virtuale. In definitiva, quando suoniamo degli accordi o dei pattern ritmici, questi vengono letteralmente ricreati simulando il comportamento del plettro o delle dita sulle corde dello strumento e vengono scelti i campioni giusti a seconda della dinamica e del “momento” ritmico. Infine, nei quasi 600 Mb di campioni in dotazione troviamo diversi tipi di chitarre folk e classiche, entrambe suonate con il plettro oppure con le dita, in registrazioni mono oppure stereo.
L’interfaccia
Anche la grafica di questo software è stata pensata per un uso intelligente dello strumento: la schermata è divisa fondamentalmente i due sezioni (Fig.1), quella in alto dove sono presenti i parametri relativi a volumi, equalizzazione, effetti e quant’altro agisca direttamente sul risultato audio finale; la parte bassa, invece, presenta i parametri relativi ad ognuna della modalità operative attualmente selezionata. Ma la parte più interessante sta al centro: si tratta della raffigurazione del manico di una chitarra, dal capotasto fino al ventesimo tasto, visto dall’alto esattamente come un chitarrista lo vedrebbe dopo aver indossato lo strumento, cioè con il MI cantino in alto, poi il SI, il SOL, il RE, il LA e il MI basso. Potremmo tranquillamente affermare che Real Guitar svolge anche una funzione didattica, in quanto mostra sul manico della chitarra le posizioni delle dita prese per suonare note singole o accordi, può mostrare i risvolti e l’ordine in cui vengono suonate le corde durante un arpeggio. Davvero interessante, quindi, non solo da ascoltare ma anche da guardare. Non vi nascondo che durante il mio test ho anche imparato qualche posizione nuova per accordi che prima ignoravo totalmente! I tasti posti in basso denominati Solo, Harmony, Chords, Bass & Chords, Bass & Pick rappresentano le diverse modalità operative e consentono di suonare rispettivamente assoli, armonie o bicordi, accordi pieni, accompagnamenti con basso oppure arpeggi. Vediamo meglio nel dettaglio a cosa servono.
La modalità SOLO:
La prima cosa interessante da notare è l’uso intelligente della polifonia: come dicevo prima, la chitarra ha solo sei corde, quindi una buona simulazione non può che limitarsi a suonare solo sei note al massimo. Per di più, difficilmente su una chitarra si riesce a suonare tutt’e sei le corde in perfetta contemporaneità, contrariamente a come si potrebbe fare su una tastiera. Ecco che qui gioca un ruolo importante il motore di intelligenza artificiale del software: se prendo un accordo anche di 10 note in contemporanea, con entrambe le mani, Real Guitar sceglie le sei note che un chitarrista potrebbe suonare senza necessitare di dita lunghe un metro, e le suona una alla volta come se fossero plettrate dall’alto verso il basso alla velocità impostata col parametro Strum Time (presente in alto a destra). Inoltre, dall’elenco a scorrimento a sinistra possiamo scegliere l’effetto da impostare al velocity switch fra Slide Up, Slide Down, Bend, Reverse Bend e Velo Mute. Gli slide e i bend danno quasi lo stesso effetto, cioè suonano il glissando, con la differenza che slide lascia scivolare il dito sulla corda da una nota all’altra, mentre bend “tira” la corda fino a raggiungere una diversa intonazione. Con i parametri posti più in basso si può scegliere il livello di velocity che attiva lo switch, la velocità con cui viene suonato l’effetto e il range di note su cui viene applicato. Ancora più in basso vi è un altro piccolo menu a tendina da cui poter scegliere l’applicazione o meno della tecnica denominata hammer-on (un dito suona una nota e un altro dito percuote la stessa corda su un tasto diverso) o dello slide nel caso in cui vengano suonate due note vicine, sfruttando il principio della monofonia – bisogna considerare che ogni corda in sé è monofonica! Procedendo verso il centro del pannello di controllo delle modalità operative troviamo gli FX Switches, che consentono di usare i tasti della tastiera al di fuori del range di note possibili della chitarra, come switch per ulteriori effetti. In questo caso possiamo usare i 4 tasti al di sotto del MI della seconda ottava a cui poter assegnare funzioni come i mute, gli armonici, il tremolo, eccetera. Infine, sulla destra troviamo le impostazioni per i controlli comuni quali il Pitch Bend, la Modulation Wheel e l’After Touch, a cui poter assegnare altre funzioni a proprio piacimento. Questi parametri sono comuni a tutte e cinque le modalità operative. Il parametro più interessante è Mono Bend, che esegue il bending solo sulla nota più bassa, consentendoci di suonare dei classici riff blues e bluegrass in modo molto realistico, col quale addirittura possiamo fare dei veri e propri unisoni alla Jimi Hendrix!
La modalità HARMONY:
In questa modalità (Fig.2) con la pressione di un solo tasto possiamo suonare intervalli di quarta, di quinta, di un’ottava, di due ottave oppure i cosiddetti Power Chords, nomenclatura molto nota ai chitarristi rock che si riferisce ad accordi composti da sole tre note. Power Chord 1 è quello classico e si riferisce ad una configurazione tonica, dominante e ottava, ad esempio MI – SI – MI; Power Chord 2, invece, non è altro che un risvolto dello stesso accordo trasposto di una quarta, o meglio diciamo che è formato da tonica, sottodominante e ottava (quindi, se prendiamo un MI, suoneranno MI – LA – MI e dunque il power chord è in effetti un LA).
La modalità CHORDS:
Questa è senz’altro la parte più interessante di Real Guitar. Gli accordi vengono riconosciuti in modo molto rapido e preciso (Fig.3) ed è possibile usare anche un modo semplificato per gli accordi in maggiore, minore e settima: se suono, ad esempio, solo un SOL, suonerà SOL maggiore; se aggiungo il LA# l’accordo diventa, ovviamente, Sol minore; ma posso usare la modalità semplificata suonando il tasto bianco precedente (in questo caso il FA) per ottenere la settima dominante, oppure il tasto nero precedente (il FA#) per ottenere l’accordo minore. Vengono riconosciute più o meno tutte le armonizzazioni possibili fra le quali la quarta sospesa, la quinta eccedente, la sesta, la settima maggiore, la nona ed alcune figurazioni miste. I tasti posti al centro dell’interfaccia sotto la scritta Chord Position hanno una funzione alquanto interessante: sulla chitarra ci sono diversi modi di prendere lo stesso accordo, con diverse posizioni sul manico, numerate con i numeri romani prima, seconda, terza e quarta posizione. Con questi tasti è possibile scegliere la posizione preferita oppure si può premere il tasto Kbd per far sì che la posizione venga scelta automaticamente in base all’ottava della tastiera MIDI su cui viene suonato l’accordo. Con gli indicatori Strings si può scegliere quale dev’essere la corda più bassa e quale la più alta da suonare; quindi, volendo, posso suonare gli accordi solo sulle prime quattro corde (dal MI cantino al RE) evitando le corde basse. Il tasto Chord/Bass, invece, è un’altra funzione interessante che consente di suonare i risvolti degli accordi in base alla nota più bassa suonata sulla tastiera midi: per esempio, se suono un SOL maggiore usando SOL – SI – RE, la nota più bassa sulla chitarra sarà, appunto, il SOL; mentre se suono SI – RE – SOL, sentirò un Sol maggiore con il SI al basso. Il menu a tendina, relativo al velocity switch che abbiamo visto anche nelle altre modalità operative, qui consente di suonare uno strumming rallentato se la velocity è al di sopra o al di sotto del livello impostato, a scelta dell’utente. Lo slow strumming è usato molto soprattutto durante degli accompagnamenti lenti, per staccare fra una battuta e l’altra creando una sorta di “respiro”… cose da chitarristi! Giustamente vi starete chiedendo come si fa, ora che sappiamo come prendere un accordo, per suonare anche un accompagnamento.
Ecco, in modalità CHORDS è possibile suonare parti ritmiche in due modi, manualmente oppure automaticamente. L’ultima ottava della tastiera a 61 tasti serve, appunto, a suonare gli accordi manualmente e precisamente usa i tasti bianchi per le plettrate piene ed i tasti neri per gli stoppati, quindi possiamo suonare con la mano sinistra una sequenza di accordi, ad esempio il giro di DO, e con la mano destra possiamo ritmare a nostro piacimento gli accordi usando gli ultimi 12 tasti della nostra master keyboard. Fra l’altro, questi tasti rispondono alla velocity in maniera molto singolare: più bassa è la forza con cui vengono premuti e meno corde vengono suonate, per lo più sulla zona centrale della cordiera; viceversa, a una velocity più altra corrisponde un accordo suonato con più decisione. Se, invece, non vogliamo cimentarci a creare una ritmica manualmente, possiamo usare il Pattern Manager (Fig.4) cliccando sul tasto PM che si trova a sinistra dell’interfaccia e abilitando l’esecuzione dei pattern automatici cliccando sul tastino Pattern adiacente. Si apre una nuova finestra in cui possiamo scegliere un pattern da una completa libreria già pronta, e suonare tutto in sincrono col tempo della song caricata nell’host VST. I patterns si possono anche modificare o importare da file midi.
La modalità BASS & CHORD:
Questa è molto simile alla modalità CHORDS, con la sola differenza che qui – oltre che suonare accordi pieni – possiamo suonare il basso in alternanza con gli accordi e divertirci con delle simpatiche marcette, oppure possiamo caricare un suono di chitarra classica e darci alla bossa o alla samba. I tasti Chord/Bass, Alter Bass e Bass Mono (Fig.5) consentono di scegliere il modo in cui il basso dev’essere suonato in concomitanza con gli accordi. Quando è attivo Alter Bass, ogni volta che prendiamo un accordo suona il basso, alternando la tonica con la quinta (esempio: su un SOL minore il basso sarà SOL, RE, SOL, RE e così via). Anche in questa modalità gli ultimi dodici tasti della master sono utili per suonare sia i bassi che gli accordi.
La modalità BASS & PICK:
Questa è la volta degli arpeggi. Con questa modalità, l’accordo preso con la mano sinistra ci prepara le note giuste per essere plettrate manualmente usando i tasti dal DO al LA dell’ultima ottava della master keyboard, ognuno corrispondente ad una corda. Sarebbe interessante provare questa modalità con il Digitar della Charlie Lab (Fig.6), un controller MIDI che genera degli eventi di note-on plettrando delle corde finte. Tuttavia, non dimentichiamo che Real Guitar simula lo strumming anche quando vengono premuti tutti e sei i tasti contemporaneamente, quindi possiamo tranquillamente schiacciare tutta l’ottava con la mano destra e sentire delle belle plettrate lineari e naturali senza rendere l’esecuzione troppo artificiale.
In generale:
Da ex-chitarrista direi che preferisco pur sempre anche la peggiore chitarra vera al migliore campionamento, perché ci sono così tante sfumature, tante nuances, tante imperfezioni nel suono di una chitarra acustica che la rendono così unica e viva da rendere impossibile qualsiasi tentativo di imitazione perfetta in campo digitale. Tuttavia devo dire che la MusicLab ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, migliorando in modo sostanziale il suo Real Guitar e rendendolo non solo più completo e stabile ma anche più intuitivo e facile da usare, prestando particolare attenzione alla suonabilità in real-time. E’ proprio per questo che, in molte occasioni, un plug-in simile diventa davvero utile non solo quando non si è in grado di suonare la chitarra vera, ma anche se e quando non si riesce a metter su una registrazione fatta a regola d’arte. Del resto è noto che registrare bene una chitarra folk sia affare complesso (Fig.7): ci vuole il microfono giusto, la chitarra giusta, l’ambiente adatto, un buon preamplificatore e… il chitarrista ideale! Beh, se invece tutto quello che ci serve è un accompagnamento che stia in background, possiamo anche ingannare il nostro orecchio con un buon plug-in e con Real Guitar state certi che nessuno si accorgerà della differenza! Real Guitar funziona in ambiente VST e stand-alone, è molto stabile e leggero sulla CPU e occupa solo la memoria necessaria a caricare i campioni e poco più. Va segnalata però una difficoltà incontrata durante l’installazione: la sample library viene fornita in un file unico di circa 500 Mb che dev’essere convertito dall’utente con un’apposita utility situata nella directory di installazione del programma. Questa operazione dovrebbe partire in automatico durante l’installazione, ma in effetti viene totalmente ignorata… ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire che il plug-in non poteva funzionare se prima non installavo la libreria manualmente! Meno male che la MusicLab è una piccola software-house indipendente e l’assistenza on-line è semplice e veloce.
Al prossimo articolo
Guido Scognamiglio
La chitarra è senz’altro uno degli strumenti musicali più diffuso, capace di permettere a tanti giovani di avvicinarsi alla musica in maniera semplice, economica e profittevole. Si può comprare (anche) con pochi soldi e si può imparare a suonare autonomamente in meno di un mese, con un semplice prontuario di accordi ed una buona dose di esercizio. Le prime soddisfazioni possono arrivare già con poco: un impegno “di medio termine” consente di divertirsi a suonare con gli amici ai falò in spiaggia o durante scampagnate nella natura. C’è poi chi diventa in grado di arrivare a livelli di elevata professionalità, grazie ad uno strumento di qualità, per dedicarsi a impeccabili registrazioni per le proprie produzioni musicali. In mancanza di ciò, ed in ogni altro caso, ecco che un virtual instrument come Real Guitar 2 della MusicLab torna molto utile. Scopriamo in questo articolo le potenzialità di un plug-in veramente “intelligente”.
Al di là del semplice campionamento
Abbiamo già parlato, in un nostro precedente intervento, di un altro plug-in dalle prestazioni incredibili: JamStix, che unisce l’utilità di un avanzato sample player alla potenza di un motore di intelligenza artificiale in grado di usare i campioni in modo unico, ma soprattutto “musicale”. Questa, invece, è la volta di Real Guitar 2, un software che fa per la chitarra acustica ciò che JamStix fa per la batteria, basandosi su una completa libreria di campionamenti di alto livello, studiati appositamente per riprodurre in modo molto realistico non solo il suono dello strumento, ma anche l’esecuzione dello strumentista. L’idea è quella di fare da intermediazione fra un’esecuzione tastieristica ed una chitarristica, considerando soprattutto le differenze tecniche fra i due strumenti: ad esempio una chitarra ha solo 6 corde, quindi la polifonia massima è di sei note. Il motore del software consente di suonare lo strumming, cioè gli accompagnamenti ritmici, semplicemente prendendo gli accordi sulla tastiera come se si trattasse di un arranger da piano bar, restando in perfetta sincronia con il tempo della song. Ma attenzione, a differenza di altri plug-in simili già conosciuti precedentemente (ad esempio Virtual Guitarist della Steinberg), in Real Guitar gli accompagnamenti non sono pre-campionati e poi stretch-ati con la sintesi granulare per adattarsi al tempo: qui abbiamo, piuttosto, i campionamenti di tutte le note della chitarra registrate singolarmente, con diversi livelli di dinamica e posizioni del plettro (dall’alto verso il basso o viceversa) e, soprattutto, alcune note sono campionate più volte a seconda della posizione sul manico. Infatti, la chitarra è uno di quei pochi strumenti con il quale la stessa nota può essere suonata in diverse posizioni, e forse è l’unico strumento acustico che consente di suonare gli unisoni, cioè due note uguali contemporaneamente. Prendiamo per esempio un MI cantino: la stessa nota può essere riprodotta suonando la seconda corda al quinto tasto, la terza al nono tasto, la quarta al quattordicesimo tasto, eccetera. In Real Guitar tutte le possibilità sono state campionate e vengono riprodotte a seconda della posizione attuale del capotasto, ossia della mano sulla tastiera della chitarra virtuale. Troveremo, inoltre, i campionamenti delle corde stoppate e delle strisciate della mano sulle corde, il che renderà più “reale” l’esecuzione del chitarrista… virtuale. In definitiva, quando suoniamo degli accordi o dei pattern ritmici, questi vengono letteralmente ricreati simulando il comportamento del plettro o delle dita sulle corde dello strumento e vengono scelti i campioni giusti a seconda della dinamica e del “momento” ritmico. Infine, nei quasi 600 Mb di campioni in dotazione troviamo diversi tipi di chitarre folk e classiche, entrambe suonate con il plettro oppure con le dita, in registrazioni mono oppure stereo.
L’interfaccia
Anche la grafica di questo software è stata pensata per un uso intelligente dello strumento: la schermata è divisa fondamentalmente i due sezioni (Fig.1), quella in alto dove sono presenti i parametri relativi a volumi, equalizzazione, effetti e quant’altro agisca direttamente sul risultato audio finale; la parte bassa, invece, presenta i parametri relativi ad ognuna della modalità operative attualmente selezionata. Ma la parte più interessante sta al centro: si tratta della raffigurazione del manico di una chitarra, dal capotasto fino al ventesimo tasto, visto dall’alto esattamente come un chitarrista lo vedrebbe dopo aver indossato lo strumento, cioè con il MI cantino in alto, poi il SI, il SOL, il RE, il LA e il MI basso. Potremmo tranquillamente affermare che Real Guitar svolge anche una funzione didattica, in quanto mostra sul manico della chitarra le posizioni delle dita prese per suonare note singole o accordi, può mostrare i risvolti e l’ordine in cui vengono suonate le corde durante un arpeggio. Davvero interessante, quindi, non solo da ascoltare ma anche da guardare. Non vi nascondo che durante il mio test ho anche imparato qualche posizione nuova per accordi che prima ignoravo totalmente! I tasti posti in basso denominati Solo, Harmony, Chords, Bass & Chords, Bass & Pick rappresentano le diverse modalità operative e consentono di suonare rispettivamente assoli, armonie o bicordi, accordi pieni, accompagnamenti con basso oppure arpeggi. Vediamo meglio nel dettaglio a cosa servono.
La modalità SOLO:
La prima cosa interessante da notare è l’uso intelligente della polifonia: come dicevo prima, la chitarra ha solo sei corde, quindi una buona simulazione non può che limitarsi a suonare solo sei note al massimo. Per di più, difficilmente su una chitarra si riesce a suonare tutt’e sei le corde in perfetta contemporaneità, contrariamente a come si potrebbe fare su una tastiera. Ecco che qui gioca un ruolo importante il motore di intelligenza artificiale del software: se prendo un accordo anche di 10 note in contemporanea, con entrambe le mani, Real Guitar sceglie le sei note che un chitarrista potrebbe suonare senza necessitare di dita lunghe un metro, e le suona una alla volta come se fossero plettrate dall’alto verso il basso alla velocità impostata col parametro Strum Time (presente in alto a destra). Inoltre, dall’elenco a scorrimento a sinistra possiamo scegliere l’effetto da impostare al velocity switch fra Slide Up, Slide Down, Bend, Reverse Bend e Velo Mute. Gli slide e i bend danno quasi lo stesso effetto, cioè suonano il glissando, con la differenza che slide lascia scivolare il dito sulla corda da una nota all’altra, mentre bend “tira” la corda fino a raggiungere una diversa intonazione. Con i parametri posti più in basso si può scegliere il livello di velocity che attiva lo switch, la velocità con cui viene suonato l’effetto e il range di note su cui viene applicato. Ancora più in basso vi è un altro piccolo menu a tendina da cui poter scegliere l’applicazione o meno della tecnica denominata hammer-on (un dito suona una nota e un altro dito percuote la stessa corda su un tasto diverso) o dello slide nel caso in cui vengano suonate due note vicine, sfruttando il principio della monofonia – bisogna considerare che ogni corda in sé è monofonica! Procedendo verso il centro del pannello di controllo delle modalità operative troviamo gli FX Switches, che consentono di usare i tasti della tastiera al di fuori del range di note possibili della chitarra, come switch per ulteriori effetti. In questo caso possiamo usare i 4 tasti al di sotto del MI della seconda ottava a cui poter assegnare funzioni come i mute, gli armonici, il tremolo, eccetera. Infine, sulla destra troviamo le impostazioni per i controlli comuni quali il Pitch Bend, la Modulation Wheel e l’After Touch, a cui poter assegnare altre funzioni a proprio piacimento. Questi parametri sono comuni a tutte e cinque le modalità operative. Il parametro più interessante è Mono Bend, che esegue il bending solo sulla nota più bassa, consentendoci di suonare dei classici riff blues e bluegrass in modo molto realistico, col quale addirittura possiamo fare dei veri e propri unisoni alla Jimi Hendrix!
La modalità HARMONY:
In questa modalità (Fig.2) con la pressione di un solo tasto possiamo suonare intervalli di quarta, di quinta, di un’ottava, di due ottave oppure i cosiddetti Power Chords, nomenclatura molto nota ai chitarristi rock che si riferisce ad accordi composti da sole tre note. Power Chord 1 è quello classico e si riferisce ad una configurazione tonica, dominante e ottava, ad esempio MI – SI – MI; Power Chord 2, invece, non è altro che un risvolto dello stesso accordo trasposto di una quarta, o meglio diciamo che è formato da tonica, sottodominante e ottava (quindi, se prendiamo un MI, suoneranno MI – LA – MI e dunque il power chord è in effetti un LA).
La modalità CHORDS:
Questa è senz’altro la parte più interessante di Real Guitar. Gli accordi vengono riconosciuti in modo molto rapido e preciso (Fig.3) ed è possibile usare anche un modo semplificato per gli accordi in maggiore, minore e settima: se suono, ad esempio, solo un SOL, suonerà SOL maggiore; se aggiungo il LA# l’accordo diventa, ovviamente, Sol minore; ma posso usare la modalità semplificata suonando il tasto bianco precedente (in questo caso il FA) per ottenere la settima dominante, oppure il tasto nero precedente (il FA#) per ottenere l’accordo minore. Vengono riconosciute più o meno tutte le armonizzazioni possibili fra le quali la quarta sospesa, la quinta eccedente, la sesta, la settima maggiore, la nona ed alcune figurazioni miste. I tasti posti al centro dell’interfaccia sotto la scritta Chord Position hanno una funzione alquanto interessante: sulla chitarra ci sono diversi modi di prendere lo stesso accordo, con diverse posizioni sul manico, numerate con i numeri romani prima, seconda, terza e quarta posizione. Con questi tasti è possibile scegliere la posizione preferita oppure si può premere il tasto Kbd per far sì che la posizione venga scelta automaticamente in base all’ottava della tastiera MIDI su cui viene suonato l’accordo. Con gli indicatori Strings si può scegliere quale dev’essere la corda più bassa e quale la più alta da suonare; quindi, volendo, posso suonare gli accordi solo sulle prime quattro corde (dal MI cantino al RE) evitando le corde basse. Il tasto Chord/Bass, invece, è un’altra funzione interessante che consente di suonare i risvolti degli accordi in base alla nota più bassa suonata sulla tastiera midi: per esempio, se suono un SOL maggiore usando SOL – SI – RE, la nota più bassa sulla chitarra sarà, appunto, il SOL; mentre se suono SI – RE – SOL, sentirò un Sol maggiore con il SI al basso. Il menu a tendina, relativo al velocity switch che abbiamo visto anche nelle altre modalità operative, qui consente di suonare uno strumming rallentato se la velocity è al di sopra o al di sotto del livello impostato, a scelta dell’utente. Lo slow strumming è usato molto soprattutto durante degli accompagnamenti lenti, per staccare fra una battuta e l’altra creando una sorta di “respiro”… cose da chitarristi! Giustamente vi starete chiedendo come si fa, ora che sappiamo come prendere un accordo, per suonare anche un accompagnamento.
Ecco, in modalità CHORDS è possibile suonare parti ritmiche in due modi, manualmente oppure automaticamente. L’ultima ottava della tastiera a 61 tasti serve, appunto, a suonare gli accordi manualmente e precisamente usa i tasti bianchi per le plettrate piene ed i tasti neri per gli stoppati, quindi possiamo suonare con la mano sinistra una sequenza di accordi, ad esempio il giro di DO, e con la mano destra possiamo ritmare a nostro piacimento gli accordi usando gli ultimi 12 tasti della nostra master keyboard. Fra l’altro, questi tasti rispondono alla velocity in maniera molto singolare: più bassa è la forza con cui vengono premuti e meno corde vengono suonate, per lo più sulla zona centrale della cordiera; viceversa, a una velocity più altra corrisponde un accordo suonato con più decisione. Se, invece, non vogliamo cimentarci a creare una ritmica manualmente, possiamo usare il Pattern Manager (Fig.4) cliccando sul tasto PM che si trova a sinistra dell’interfaccia e abilitando l’esecuzione dei pattern automatici cliccando sul tastino Pattern adiacente. Si apre una nuova finestra in cui possiamo scegliere un pattern da una completa libreria già pronta, e suonare tutto in sincrono col tempo della song caricata nell’host VST. I patterns si possono anche modificare o importare da file midi.
La modalità BASS & CHORD:
Questa è molto simile alla modalità CHORDS, con la sola differenza che qui – oltre che suonare accordi pieni – possiamo suonare il basso in alternanza con gli accordi e divertirci con delle simpatiche marcette, oppure possiamo caricare un suono di chitarra classica e darci alla bossa o alla samba. I tasti Chord/Bass, Alter Bass e Bass Mono (Fig.5) consentono di scegliere il modo in cui il basso dev’essere suonato in concomitanza con gli accordi. Quando è attivo Alter Bass, ogni volta che prendiamo un accordo suona il basso, alternando la tonica con la quinta (esempio: su un SOL minore il basso sarà SOL, RE, SOL, RE e così via). Anche in questa modalità gli ultimi dodici tasti della master sono utili per suonare sia i bassi che gli accordi.
La modalità BASS & PICK:
Questa è la volta degli arpeggi. Con questa modalità, l’accordo preso con la mano sinistra ci prepara le note giuste per essere plettrate manualmente usando i tasti dal DO al LA dell’ultima ottava della master keyboard, ognuno corrispondente ad una corda. Sarebbe interessante provare questa modalità con il Digitar della Charlie Lab (Fig.6), un controller MIDI che genera degli eventi di note-on plettrando delle corde finte. Tuttavia, non dimentichiamo che Real Guitar simula lo strumming anche quando vengono premuti tutti e sei i tasti contemporaneamente, quindi possiamo tranquillamente schiacciare tutta l’ottava con la mano destra e sentire delle belle plettrate lineari e naturali senza rendere l’esecuzione troppo artificiale.
In generale:
Da ex-chitarrista direi che preferisco pur sempre anche la peggiore chitarra vera al migliore campionamento, perché ci sono così tante sfumature, tante nuances, tante imperfezioni nel suono di una chitarra acustica che la rendono così unica e viva da rendere impossibile qualsiasi tentativo di imitazione perfetta in campo digitale. Tuttavia devo dire che la MusicLab ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, migliorando in modo sostanziale il suo Real Guitar e rendendolo non solo più completo e stabile ma anche più intuitivo e facile da usare, prestando particolare attenzione alla suonabilità in real-time. E’ proprio per questo che, in molte occasioni, un plug-in simile diventa davvero utile non solo quando non si è in grado di suonare la chitarra vera, ma anche se e quando non si riesce a metter su una registrazione fatta a regola d’arte. Del resto è noto che registrare bene una chitarra folk sia affare complesso (Fig.7): ci vuole il microfono giusto, la chitarra giusta, l’ambiente adatto, un buon preamplificatore e… il chitarrista ideale! Beh, se invece tutto quello che ci serve è un accompagnamento che stia in background, possiamo anche ingannare il nostro orecchio con un buon plug-in e con Real Guitar state certi che nessuno si accorgerà della differenza! Real Guitar funziona in ambiente VST e stand-alone, è molto stabile e leggero sulla CPU e occupa solo la memoria necessaria a caricare i campioni e poco più. Va segnalata però una difficoltà incontrata durante l’installazione: la sample library viene fornita in un file unico di circa 500 Mb che dev’essere convertito dall’utente con un’apposita utility situata nella directory di installazione del programma. Questa operazione dovrebbe partire in automatico durante l’installazione, ma in effetti viene totalmente ignorata… ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire che il plug-in non poteva funzionare se prima non installavo la libreria manualmente! Meno male che la MusicLab è una piccola software-house indipendente e l’assistenza on-line è semplice e veloce.
La chitarra è senz’altro uno degli strumenti musicali più diffuso, capace di permettere a tanti giovani di avvicinarsi alla musica in maniera semplice, economica e profittevole. Si può comprare (anche) con pochi soldi e si può imparare a suonare autonomamente in meno di un mese, con un semplice prontuario di accordi ed una buona dose di esercizio. Le prime soddisfazioni possono arrivare già con poco: un impegno “di medio termine” consente di divertirsi a suonare con gli amici ai falò in spiaggia o durante scampagnate nella natura. C’è poi chi diventa in grado di arrivare a livelli di elevata professionalità, grazie ad uno strumento di qualità, per dedicarsi a impeccabili registrazioni per le proprie produzioni musicali. In mancanza di ciò, ed in ogni altro caso, ecco che un virtual instrument come Real Guitar 2 della MusicLab torna molto utile. Scopriamo in questo articolo le potenzialità di un plug-in veramente “intelligente”.
Al di là del semplice campionamento
Abbiamo già parlato, in un nostro precedente intervento, di un altro plug-in dalle prestazioni incredibili: JamStix, che unisce l’utilità di un avanzato sample player alla potenza di un motore di intelligenza artificiale in grado di usare i campioni in modo unico, ma soprattutto “musicale”. Questa, invece, è la volta di Real Guitar 2, un software che fa per la chitarra acustica ciò che JamStix fa per la batteria, basandosi su una completa libreria di campionamenti di alto livello, studiati appositamente per riprodurre in modo molto realistico non solo il suono dello strumento, ma anche l’esecuzione dello strumentista. L’idea è quella di fare da intermediazione fra un’esecuzione tastieristica ed una chitarristica, considerando soprattutto le differenze tecniche fra i due strumenti: ad esempio una chitarra ha solo 6 corde, quindi la polifonia massima è di sei note. Il motore del software consente di suonare lo strumming, cioè gli accompagnamenti ritmici, semplicemente prendendo gli accordi sulla tastiera come se si trattasse di un arranger da piano bar, restando in perfetta sincronia con il tempo della song. Ma attenzione, a differenza di altri plug-in simili già conosciuti precedentemente (ad esempio Virtual Guitarist della Steinberg), in Real Guitar gli accompagnamenti non sono pre-campionati e poi stretch-ati con la sintesi granulare per adattarsi al tempo: qui abbiamo, piuttosto, i campionamenti di tutte le note della chitarra registrate singolarmente, con diversi livelli di dinamica e posizioni del plettro (dall’alto verso il basso o viceversa) e, soprattutto, alcune note sono campionate più volte a seconda della posizione sul manico. Infatti, la chitarra è uno di quei pochi strumenti con il quale la stessa nota può essere suonata in diverse posizioni, e forse è l’unico strumento acustico che consente di suonare gli unisoni, cioè due note uguali contemporaneamente. Prendiamo per esempio un MI cantino: la stessa nota può essere riprodotta suonando la seconda corda al quinto tasto, la terza al nono tasto, la quarta al quattordicesimo tasto, eccetera. In Real Guitar tutte le possibilità sono state campionate e vengono riprodotte a seconda della posizione attuale del capotasto, ossia della mano sulla tastiera della chitarra virtuale. Troveremo, inoltre, i campionamenti delle corde stoppate e delle strisciate della mano sulle corde, il che renderà più “reale” l’esecuzione del chitarrista… virtuale. In definitiva, quando suoniamo degli accordi o dei pattern ritmici, questi vengono letteralmente ricreati simulando il comportamento del plettro o delle dita sulle corde dello strumento e vengono scelti i campioni giusti a seconda della dinamica e del “momento” ritmico. Infine, nei quasi 600 Mb di campioni in dotazione troviamo diversi tipi di chitarre folk e classiche, entrambe suonate con il plettro oppure con le dita, in registrazioni mono oppure stereo.
L’interfaccia
Anche la grafica di questo software è stata pensata per un uso intelligente dello strumento: la schermata è divisa fondamentalmente i due sezioni (Fig.1), quella in alto dove sono presenti i parametri relativi a volumi, equalizzazione, effetti e quant’altro agisca direttamente sul risultato audio finale; la parte bassa, invece, presenta i parametri relativi ad ognuna della modalità operative attualmente selezionata. Ma la parte più interessante sta al centro: si tratta della raffigurazione del manico di una chitarra, dal capotasto fino al ventesimo tasto, visto dall’alto esattamente come un chitarrista lo vedrebbe dopo aver indossato lo strumento, cioè con il MI cantino in alto, poi il SI, il SOL, il RE, il LA e il MI basso. Potremmo tranquillamente affermare che Real Guitar svolge anche una funzione didattica, in quanto mostra sul manico della chitarra le posizioni delle dita prese per suonare note singole o accordi, può mostrare i risvolti e l’ordine in cui vengono suonate le corde durante un arpeggio. Davvero interessante, quindi, non solo da ascoltare ma anche da guardare. Non vi nascondo che durante il mio test ho anche imparato qualche posizione nuova per accordi che prima ignoravo totalmente! I tasti posti in basso denominati Solo, Harmony, Chords, Bass & Chords, Bass & Pick rappresentano le diverse modalità operative e consentono di suonare rispettivamente assoli, armonie o bicordi, accordi pieni, accompagnamenti con basso oppure arpeggi. Vediamo meglio nel dettaglio a cosa servono.
La modalità SOLO:
La prima cosa interessante da notare è l’uso intelligente della polifonia: come dicevo prima, la chitarra ha solo sei corde, quindi una buona simulazione non può che limitarsi a suonare solo sei note al massimo. Per di più, difficilmente su una chitarra si riesce a suonare tutt’e sei le corde in perfetta contemporaneità, contrariamente a come si potrebbe fare su una tastiera. Ecco che qui gioca un ruolo importante il motore di intelligenza artificiale del software: se prendo un accordo anche di 10 note in contemporanea, con entrambe le mani, Real Guitar sceglie le sei note che un chitarrista potrebbe suonare senza necessitare di dita lunghe un metro, e le suona una alla volta come se fossero plettrate dall’alto verso il basso alla velocità impostata col parametro Strum Time (presente in alto a destra). Inoltre, dall’elenco a scorrimento a sinistra possiamo scegliere l’effetto da impostare al velocity switch fra Slide Up, Slide Down, Bend, Reverse Bend e Velo Mute. Gli slide e i bend danno quasi lo stesso effetto, cioè suonano il glissando, con la differenza che slide lascia scivolare il dito sulla corda da una nota all’altra, mentre bend “tira” la corda fino a raggiungere una diversa intonazione. Con i parametri posti più in basso si può scegliere il livello di velocity che attiva lo switch, la velocità con cui viene suonato l’effetto e il range di note su cui viene applicato. Ancora più in basso vi è un altro piccolo menu a tendina da cui poter scegliere l’applicazione o meno della tecnica denominata hammer-on (un dito suona una nota e un altro dito percuote la stessa corda su un tasto diverso) o dello slide nel caso in cui vengano suonate due note vicine, sfruttando il principio della monofonia – bisogna considerare che ogni corda in sé è monofonica! Procedendo verso il centro del pannello di controllo delle modalità operative troviamo gli FX Switches, che consentono di usare i tasti della tastiera al di fuori del range di note possibili della chitarra, come switch per ulteriori effetti. In questo caso possiamo usare i 4 tasti al di sotto del MI della seconda ottava a cui poter assegnare funzioni come i mute, gli armonici, il tremolo, eccetera. Infine, sulla destra troviamo le impostazioni per i controlli comuni quali il Pitch Bend, la Modulation Wheel e l’After Touch, a cui poter assegnare altre funzioni a proprio piacimento. Questi parametri sono comuni a tutte e cinque le modalità operative. Il parametro più interessante è Mono Bend, che esegue il bending solo sulla nota più bassa, consentendoci di suonare dei classici riff blues e bluegrass in modo molto realistico, col quale addirittura possiamo fare dei veri e propri unisoni alla Jimi Hendrix!
La modalità HARMONY:
In questa modalità (Fig.2) con la pressione di un solo tasto possiamo suonare intervalli di quarta, di quinta, di un’ottava, di due ottave oppure i cosiddetti Power Chords, nomenclatura molto nota ai chitarristi rock che si riferisce ad accordi composti da sole tre note. Power Chord 1 è quello classico e si riferisce ad una configurazione tonica, dominante e ottava, ad esempio MI – SI – MI; Power Chord 2, invece, non è altro che un risvolto dello stesso accordo trasposto di una quarta, o meglio diciamo che è formato da tonica, sottodominante e ottava (quindi, se prendiamo un MI, suoneranno MI – LA – MI e dunque il power chord è in effetti un LA).
La modalità CHORDS:
Questa è senz’altro la parte più interessante di Real Guitar. Gli accordi vengono riconosciuti in modo molto rapido e preciso (Fig.3) ed è possibile usare anche un modo semplificato per gli accordi in maggiore, minore e settima: se suono, ad esempio, solo un SOL, suonerà SOL maggiore; se aggiungo il LA# l’accordo diventa, ovviamente, Sol minore; ma posso usare la modalità semplificata suonando il tasto bianco precedente (in questo caso il FA) per ottenere la settima dominante, oppure il tasto nero precedente (il FA#) per ottenere l’accordo minore. Vengono riconosciute più o meno tutte le armonizzazioni possibili fra le quali la quarta sospesa, la quinta eccedente, la sesta, la settima maggiore, la nona ed alcune figurazioni miste. I tasti posti al centro dell’interfaccia sotto la scritta Chord Position hanno una funzione alquanto interessante: sulla chitarra ci sono diversi modi di prendere lo stesso accordo, con diverse posizioni sul manico, numerate con i numeri romani prima, seconda, terza e quarta posizione. Con questi tasti è possibile scegliere la posizione preferita oppure si può premere il tasto Kbd per far sì che la posizione venga scelta automaticamente in base all’ottava della tastiera MIDI su cui viene suonato l’accordo. Con gli indicatori Strings si può scegliere quale dev’essere la corda più bassa e quale la più alta da suonare; quindi, volendo, posso suonare gli accordi solo sulle prime quattro corde (dal MI cantino al RE) evitando le corde basse. Il tasto Chord/Bass, invece, è un’altra funzione interessante che consente di suonare i risvolti degli accordi in base alla nota più bassa suonata sulla tastiera midi: per esempio, se suono un SOL maggiore usando SOL – SI – RE, la nota più bassa sulla chitarra sarà, appunto, il SOL; mentre se suono SI – RE – SOL, sentirò un Sol maggiore con il SI al basso. Il menu a tendina, relativo al velocity switch che abbiamo visto anche nelle altre modalità operative, qui consente di suonare uno strumming rallentato se la velocity è al di sopra o al di sotto del livello impostato, a scelta dell’utente. Lo slow strumming è usato molto soprattutto durante degli accompagnamenti lenti, per staccare fra una battuta e l’altra creando una sorta di “respiro”… cose da chitarristi! Giustamente vi starete chiedendo come si fa, ora che sappiamo come prendere un accordo, per suonare anche un accompagnamento.
Ecco, in modalità CHORDS è possibile suonare parti ritmiche in due modi, manualmente oppure automaticamente. L’ultima ottava della tastiera a 61 tasti serve, appunto, a suonare gli accordi manualmente e precisamente usa i tasti bianchi per le plettrate piene ed i tasti neri per gli stoppati, quindi possiamo suonare con la mano sinistra una sequenza di accordi, ad esempio il giro di DO, e con la mano destra possiamo ritmare a nostro piacimento gli accordi usando gli ultimi 12 tasti della nostra master keyboard. Fra l’altro, questi tasti rispondono alla velocity in maniera molto singolare: più bassa è la forza con cui vengono premuti e meno corde vengono suonate, per lo più sulla zona centrale della cordiera; viceversa, a una velocity più altra corrisponde un accordo suonato con più decisione. Se, invece, non vogliamo cimentarci a creare una ritmica manualmente, possiamo usare il Pattern Manager (Fig.4) cliccando sul tasto PM che si trova a sinistra dell’interfaccia e abilitando l’esecuzione dei pattern automatici cliccando sul tastino Pattern adiacente. Si apre una nuova finestra in cui possiamo scegliere un pattern da una completa libreria già pronta, e suonare tutto in sincrono col tempo della song caricata nell’host VST. I patterns si possono anche modificare o importare da file midi.
La modalità BASS & CHORD:
Questa è molto simile alla modalità CHORDS, con la sola differenza che qui – oltre che suonare accordi pieni – possiamo suonare il basso in alternanza con gli accordi e divertirci con delle simpatiche marcette, oppure possiamo caricare un suono di chitarra classica e darci alla bossa o alla samba. I tasti Chord/Bass, Alter Bass e Bass Mono (Fig.5) consentono di scegliere il modo in cui il basso dev’essere suonato in concomitanza con gli accordi. Quando è attivo Alter Bass, ogni volta che prendiamo un accordo suona il basso, alternando la tonica con la quinta (esempio: su un SOL minore il basso sarà SOL, RE, SOL, RE e così via). Anche in questa modalità gli ultimi dodici tasti della master sono utili per suonare sia i bassi che gli accordi.
La modalità BASS & PICK:
Questa è la volta degli arpeggi. Con questa modalità, l’accordo preso con la mano sinistra ci prepara le note giuste per essere plettrate manualmente usando i tasti dal DO al LA dell’ultima ottava della master keyboard, ognuno corrispondente ad una corda. Sarebbe interessante provare questa modalità con il Digitar della Charlie Lab (Fig.6), un controller MIDI che genera degli eventi di note-on plettrando delle corde finte. Tuttavia, non dimentichiamo che Real Guitar simula lo strumming anche quando vengono premuti tutti e sei i tasti contemporaneamente, quindi possiamo tranquillamente schiacciare tutta l’ottava con la mano destra e sentire delle belle plettrate lineari e naturali senza rendere l’esecuzione troppo artificiale.
In generale:
Da ex-chitarrista direi che preferisco pur sempre anche la peggiore chitarra vera al migliore campionamento, perché ci sono così tante sfumature, tante nuances, tante imperfezioni nel suono di una chitarra acustica che la rendono così unica e viva da rendere impossibile qualsiasi tentativo di imitazione perfetta in campo digitale. Tuttavia devo dire che la MusicLab ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, migliorando in modo sostanziale il suo Real Guitar e rendendolo non solo più completo e stabile ma anche più intuitivo e facile da usare, prestando particolare attenzione alla suonabilità in real-time. E’ proprio per questo che, in molte occasioni, un plug-in simile diventa davvero utile non solo quando non si è in grado di suonare la chitarra vera, ma anche se e quando non si riesce a metter su una registrazione fatta a regola d’arte. Del resto è noto che registrare bene una chitarra folk sia affare complesso (Fig.7): ci vuole il microfono giusto, la chitarra giusta, l’ambiente adatto, un buon preamplificatore e… il chitarrista ideale! Beh, se invece tutto quello che ci serve è un accompagnamento che stia in background, possiamo anche ingannare il nostro orecchio con un buon plug-in e con Real Guitar state certi che nessuno si accorgerà della differenza! Real Guitar funziona in ambiente VST e stand-alone, è molto stabile e leggero sulla CPU e occupa solo la memoria necessaria a caricare i campioni e poco più. Va segnalata però una difficoltà incontrata durante l’installazione: la sample library viene fornita in un file unico di circa 500 Mb che dev’essere convertito dall’utente con un’apposita utility situata nella directory di installazione del programma. Questa operazione dovrebbe partire in automatico durante l’installazione, ma in effetti viene totalmente ignorata… ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire che il plug-in non poteva funzionare se prima non installavo la libreria manualmente! Meno male che la MusicLab è una piccola software-house indipendente e l’assistenza on-line è semplice e veloce.
La chitarra è senz’altro uno degli strumenti musicali più diffuso, capace di permettere a tanti giovani di avvicinarsi alla musica in maniera semplice, economica e profittevole. Si può comprare (anche) con pochi soldi e si può imparare a suonare autonomamente in meno di un mese, con un semplice prontuario di accordi ed una buona dose di esercizio. Le prime soddisfazioni possono arrivare già con poco: un impegno “di medio termine” consente di divertirsi a suonare con gli amici ai falò in spiaggia o durante scampagnate nella natura. C’è poi chi diventa in grado di arrivare a livelli di elevata professionalità, grazie ad uno strumento di qualità, per dedicarsi a impeccabili registrazioni per le proprie produzioni musicali. In mancanza di ciò, ed in ogni altro caso, ecco che un virtual instrument come Real Guitar 2 della MusicLab torna molto utile. Scopriamo in questo articolo le potenzialità di un plug-in veramente “intelligente”.
Al di là del semplice campionamento
Abbiamo già parlato, in un nostro precedente intervento, di un altro plug-in dalle prestazioni incredibili: JamStix, che unisce l’utilità di un avanzato sample player alla potenza di un motore di intelligenza artificiale in grado di usare i campioni in modo unico, ma soprattutto “musicale”. Questa, invece, è la volta di Real Guitar 2, un software che fa per la chitarra acustica ciò che JamStix fa per la batteria, basandosi su una completa libreria di campionamenti di alto livello, studiati appositamente per riprodurre in modo molto realistico non solo il suono dello strumento, ma anche l’esecuzione dello strumentista. L’idea è quella di fare da intermediazione fra un’esecuzione tastieristica ed una chitarristica, considerando soprattutto le differenze tecniche fra i due strumenti: ad esempio una chitarra ha solo 6 corde, quindi la polifonia massima è di sei note. Il motore del software consente di suonare lo strumming, cioè gli accompagnamenti ritmici, semplicemente prendendo gli accordi sulla tastiera come se si trattasse di un arranger da piano bar, restando in perfetta sincronia con il tempo della song. Ma attenzione, a differenza di altri plug-in simili già conosciuti precedentemente (ad esempio Virtual Guitarist della Steinberg), in Real Guitar gli accompagnamenti non sono pre-campionati e poi stretch-ati con la sintesi granulare per adattarsi al tempo: qui abbiamo, piuttosto, i campionamenti di tutte le note della chitarra registrate singolarmente, con diversi livelli di dinamica e posizioni del plettro (dall’alto verso il basso o viceversa) e, soprattutto, alcune note sono campionate più volte a seconda della posizione sul manico. Infatti, la chitarra è uno di quei pochi strumenti con il quale la stessa nota può essere suonata in diverse posizioni, e forse è l’unico strumento acustico che consente di suonare gli unisoni, cioè due note uguali contemporaneamente. Prendiamo per esempio un MI cantino: la stessa nota può essere riprodotta suonando la seconda corda al quinto tasto, la terza al nono tasto, la quarta al quattordicesimo tasto, eccetera. In Real Guitar tutte le possibilità sono state campionate e vengono riprodotte a seconda della posizione attuale del capotasto, ossia della mano sulla tastiera della chitarra virtuale. Troveremo, inoltre, i campionamenti delle corde stoppate e delle strisciate della mano sulle corde, il che renderà più “reale” l’esecuzione del chitarrista… virtuale. In definitiva, quando suoniamo degli accordi o dei pattern ritmici, questi vengono letteralmente ricreati simulando il comportamento del plettro o delle dita sulle corde dello strumento e vengono scelti i campioni giusti a seconda della dinamica e del “momento” ritmico. Infine, nei quasi 600 Mb di campioni in dotazione troviamo diversi tipi di chitarre folk e classiche, entrambe suonate con il plettro oppure con le dita, in registrazioni mono oppure stereo.
L’interfaccia
Anche la grafica di questo software è stata pensata per un uso intelligente dello strumento: la schermata è divisa fondamentalmente i due sezioni (Fig.1), quella in alto dove sono presenti i parametri relativi a volumi, equalizzazione, effetti e quant’altro agisca direttamente sul risultato audio finale; la parte bassa, invece, presenta i parametri relativi ad ognuna della modalità operative attualmente selezionata. Ma la parte più interessante sta al centro: si tratta della raffigurazione del manico di una chitarra, dal capotasto fino al ventesimo tasto, visto dall’alto esattamente come un chitarrista lo vedrebbe dopo aver indossato lo strumento, cioè con il MI cantino in alto, poi il SI, il SOL, il RE, il LA e il MI basso. Potremmo tranquillamente affermare che Real Guitar svolge anche una funzione didattica, in quanto mostra sul manico della chitarra le posizioni delle dita prese per suonare note singole o accordi, può mostrare i risvolti e l’ordine in cui vengono suonate le corde durante un arpeggio. Davvero interessante, quindi, non solo da ascoltare ma anche da guardare. Non vi nascondo che durante il mio test ho anche imparato qualche posizione nuova per accordi che prima ignoravo totalmente! I tasti posti in basso denominati Solo, Harmony, Chords, Bass & Chords, Bass & Pick rappresentano le diverse modalità operative e consentono di suonare rispettivamente assoli, armonie o bicordi, accordi pieni, accompagnamenti con basso oppure arpeggi. Vediamo meglio nel dettaglio a cosa servono.
La modalità SOLO:
La prima cosa interessante da notare è l’uso intelligente della polifonia: come dicevo prima, la chitarra ha solo sei corde, quindi una buona simulazione non può che limitarsi a suonare solo sei note al massimo. Per di più, difficilmente su una chitarra si riesce a suonare tutt’e sei le corde in perfetta contemporaneità, contrariamente a come si potrebbe fare su una tastiera. Ecco che qui gioca un ruolo importante il motore di intelligenza artificiale del software: se prendo un accordo anche di 10 note in contemporanea, con entrambe le mani, Real Guitar sceglie le sei note che un chitarrista potrebbe suonare senza necessitare di dita lunghe un metro, e le suona una alla volta come se fossero plettrate dall’alto verso il basso alla velocità impostata col parametro Strum Time (presente in alto a destra). Inoltre, dall’elenco a scorrimento a sinistra possiamo scegliere l’effetto da impostare al velocity switch fra Slide Up, Slide Down, Bend, Reverse Bend e Velo Mute. Gli slide e i bend danno quasi lo stesso effetto, cioè suonano il glissando, con la differenza che slide lascia scivolare il dito sulla corda da una nota all’altra, mentre bend “tira” la corda fino a raggiungere una diversa intonazione. Con i parametri posti più in basso si può scegliere il livello di velocity che attiva lo switch, la velocità con cui viene suonato l’effetto e il range di note su cui viene applicato. Ancora più in basso vi è un altro piccolo menu a tendina da cui poter scegliere l’applicazione o meno della tecnica denominata hammer-on (un dito suona una nota e un altro dito percuote la stessa corda su un tasto diverso) o dello slide nel caso in cui vengano suonate due note vicine, sfruttando il principio della monofonia – bisogna considerare che ogni corda in sé è monofonica! Procedendo verso il centro del pannello di controllo delle modalità operative troviamo gli FX Switches, che consentono di usare i tasti della tastiera al di fuori del range di note possibili della chitarra, come switch per ulteriori effetti. In questo caso possiamo usare i 4 tasti al di sotto del MI della seconda ottava a cui poter assegnare funzioni come i mute, gli armonici, il tremolo, eccetera. Infine, sulla destra troviamo le impostazioni per i controlli comuni quali il Pitch Bend, la Modulation Wheel e l’After Touch, a cui poter assegnare altre funzioni a proprio piacimento. Questi parametri sono comuni a tutte e cinque le modalità operative. Il parametro più interessante è Mono Bend, che esegue il bending solo sulla nota più bassa, consentendoci di suonare dei classici riff blues e bluegrass in modo molto realistico, col quale addirittura possiamo fare dei veri e propri unisoni alla Jimi Hendrix!
La modalità HARMONY:
In questa modalità (Fig.2) con la pressione di un solo tasto possiamo suonare intervalli di quarta, di quinta, di un’ottava, di due ottave oppure i cosiddetti Power Chords, nomenclatura molto nota ai chitarristi rock che si riferisce ad accordi composti da sole tre note. Power Chord 1 è quello classico e si riferisce ad una configurazione tonica, dominante e ottava, ad esempio MI – SI – MI; Power Chord 2, invece, non è altro che un risvolto dello stesso accordo trasposto di una quarta, o meglio diciamo che è formato da tonica, sottodominante e ottava (quindi, se prendiamo un MI, suoneranno MI – LA – MI e dunque il power chord è in effetti un LA).
La modalità CHORDS:
Questa è senz’altro la parte più interessante di Real Guitar. Gli accordi vengono riconosciuti in modo molto rapido e preciso (Fig.3) ed è possibile usare anche un modo semplificato per gli accordi in maggiore, minore e settima: se suono, ad esempio, solo un SOL, suonerà SOL maggiore; se aggiungo il LA# l’accordo diventa, ovviamente, Sol minore; ma posso usare la modalità semplificata suonando il tasto bianco precedente (in questo caso il FA) per ottenere la settima dominante, oppure il tasto nero precedente (il FA#) per ottenere l’accordo minore. Vengono riconosciute più o meno tutte le armonizzazioni possibili fra le quali la quarta sospesa, la quinta eccedente, la sesta, la settima maggiore, la nona ed alcune figurazioni miste. I tasti posti al centro dell’interfaccia sotto la scritta Chord Position hanno una funzione alquanto interessante: sulla chitarra ci sono diversi modi di prendere lo stesso accordo, con diverse posizioni sul manico, numerate con i numeri romani prima, seconda, terza e quarta posizione. Con questi tasti è possibile scegliere la posizione preferita oppure si può premere il tasto Kbd per far sì che la posizione venga scelta automaticamente in base all’ottava della tastiera MIDI su cui viene suonato l’accordo. Con gli indicatori Strings si può scegliere quale dev’essere la corda più bassa e quale la più alta da suonare; quindi, volendo, posso suonare gli accordi solo sulle prime quattro corde (dal MI cantino al RE) evitando le corde basse. Il tasto Chord/Bass, invece, è un’altra funzione interessante che consente di suonare i risvolti degli accordi in base alla nota più bassa suonata sulla tastiera midi: per esempio, se suono un SOL maggiore usando SOL – SI – RE, la nota più bassa sulla chitarra sarà, appunto, il SOL; mentre se suono SI – RE – SOL, sentirò un Sol maggiore con il SI al basso. Il menu a tendina, relativo al velocity switch che abbiamo visto anche nelle altre modalità operative, qui consente di suonare uno strumming rallentato se la velocity è al di sopra o al di sotto del livello impostato, a scelta dell’utente. Lo slow strumming è usato molto soprattutto durante degli accompagnamenti lenti, per staccare fra una battuta e l’altra creando una sorta di “respiro”… cose da chitarristi! Giustamente vi starete chiedendo come si fa, ora che sappiamo come prendere un accordo, per suonare anche un accompagnamento.
Ecco, in modalità CHORDS è possibile suonare parti ritmiche in due modi, manualmente oppure automaticamente. L’ultima ottava della tastiera a 61 tasti serve, appunto, a suonare gli accordi manualmente e precisamente usa i tasti bianchi per le plettrate piene ed i tasti neri per gli stoppati, quindi possiamo suonare con la mano sinistra una sequenza di accordi, ad esempio il giro di DO, e con la mano destra possiamo ritmare a nostro piacimento gli accordi usando gli ultimi 12 tasti della nostra master keyboard. Fra l’altro, questi tasti rispondono alla velocity in maniera molto singolare: più bassa è la forza con cui vengono premuti e meno corde vengono suonate, per lo più sulla zona centrale della cordiera; viceversa, a una velocity più altra corrisponde un accordo suonato con più decisione. Se, invece, non vogliamo cimentarci a creare una ritmica manualmente, possiamo usare il Pattern Manager (Fig.4) cliccando sul tasto PM che si trova a sinistra dell’interfaccia e abilitando l’esecuzione dei pattern automatici cliccando sul tastino Pattern adiacente. Si apre una nuova finestra in cui possiamo scegliere un pattern da una completa libreria già pronta, e suonare tutto in sincrono col tempo della song caricata nell’host VST. I patterns si possono anche modificare o importare da file midi.
La modalità BASS & CHORD:
Questa è molto simile alla modalità CHORDS, con la sola differenza che qui – oltre che suonare accordi pieni – possiamo suonare il basso in alternanza con gli accordi e divertirci con delle simpatiche marcette, oppure possiamo caricare un suono di chitarra classica e darci alla bossa o alla samba. I tasti Chord/Bass, Alter Bass e Bass Mono (Fig.5) consentono di scegliere il modo in cui il basso dev’essere suonato in concomitanza con gli accordi. Quando è attivo Alter Bass, ogni volta che prendiamo un accordo suona il basso, alternando la tonica con la quinta (esempio: su un SOL minore il basso sarà SOL, RE, SOL, RE e così via). Anche in questa modalità gli ultimi dodici tasti della master sono utili per suonare sia i bassi che gli accordi.
La modalità BASS & PICK:
Questa è la volta degli arpeggi. Con questa modalità, l’accordo preso con la mano sinistra ci prepara le note giuste per essere plettrate manualmente usando i tasti dal DO al LA dell’ultima ottava della master keyboard, ognuno corrispondente ad una corda. Sarebbe interessante provare questa modalità con il Digitar della Charlie Lab (Fig.6), un controller MIDI che genera degli eventi di note-on plettrando delle corde finte. Tuttavia, non dimentichiamo che Real Guitar simula lo strumming anche quando vengono premuti tutti e sei i tasti contemporaneamente, quindi possiamo tranquillamente schiacciare tutta l’ottava con la mano destra e sentire delle belle plettrate lineari e naturali senza rendere l’esecuzione troppo artificiale.
In generale:
Da ex-chitarrista direi che preferisco pur sempre anche la peggiore chitarra vera al migliore campionamento, perché ci sono così tante sfumature, tante nuances, tante imperfezioni nel suono di una chitarra acustica che la rendono così unica e viva da rendere impossibile qualsiasi tentativo di imitazione perfetta in campo digitale. Tuttavia devo dire che la MusicLab ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, migliorando in modo sostanziale il suo Real Guitar e rendendolo non solo più completo e stabile ma anche più intuitivo e facile da usare, prestando particolare attenzione alla suonabilità in real-time. E’ proprio per questo che, in molte occasioni, un plug-in simile diventa davvero utile non solo quando non si è in grado di suonare la chitarra vera, ma anche se e quando non si riesce a metter su una registrazione fatta a regola d’arte. Del resto è noto che registrare bene una chitarra folk sia affare complesso (Fig.7): ci vuole il microfono giusto, la chitarra giusta, l’ambiente adatto, un buon preamplificatore e… il chitarrista ideale! Beh, se invece tutto quello che ci serve è un accompagnamento che stia in background, possiamo anche ingannare il nostro orecchio con un buon plug-in e con Real Guitar state certi che nessuno si accorgerà della differenza! Real Guitar funziona in ambiente VST e stand-alone, è molto stabile e leggero sulla CPU e occupa solo la memoria necessaria a caricare i campioni e poco più. Va segnalata però una difficoltà incontrata durante l’installazione: la sample library viene fornita in un file unico di circa 500 Mb che dev’essere convertito dall’utente con un’apposita utility situata nella directory di installazione del programma. Questa operazione dovrebbe partire in automatico durante l’installazione, ma in effetti viene totalmente ignorata… ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire che il plug-in non poteva funzionare se prima non installavo la libreria manualmente! Meno male che la MusicLab è una piccola software-house indipendente e l’assistenza on-line è semplice e veloce.
La chitarra è senz’altro uno degli strumenti musicali più diffuso, capace di permettere a tanti giovani di avvicinarsi alla musica in maniera semplice, economica e profittevole. Si può comprare (anche) con pochi soldi e si può imparare a suonare autonomamente in meno di un mese, con un semplice prontuario di accordi ed una buona dose di esercizio. Le prime soddisfazioni possono arrivare già con poco: un impegno “di medio termine” consente di divertirsi a suonare con gli amici ai falò in spiaggia o durante scampagnate nella natura. C’è poi chi diventa in grado di arrivare a livelli di elevata professionalità, grazie ad uno strumento di qualità, per dedicarsi a impeccabili registrazioni per le proprie produzioni musicali. In mancanza di ciò, ed in ogni altro caso, ecco che un virtual instrument come Real Guitar 2 della MusicLab torna molto utile. Scopriamo in questo articolo le potenzialità di un plug-in veramente “intelligente”.
Al di là del semplice campionamento
Abbiamo già parlato, in un nostro precedente intervento, di un altro plug-in dalle prestazioni incredibili: JamStix, che unisce l’utilità di un avanzato sample player alla potenza di un motore di intelligenza artificiale in grado di usare i campioni in modo unico, ma soprattutto “musicale”. Questa, invece, è la volta di Real Guitar 2, un software che fa per la chitarra acustica ciò che JamStix fa per la batteria, basandosi su una completa libreria di campionamenti di alto livello, studiati appositamente per riprodurre in modo molto realistico non solo il suono dello strumento, ma anche l’esecuzione dello strumentista. L’idea è quella di fare da intermediazione fra un’esecuzione tastieristica ed una chitarristica, considerando soprattutto le differenze tecniche fra i due strumenti: ad esempio una chitarra ha solo 6 corde, quindi la polifonia massima è di sei note. Il motore del software consente di suonare lo strumming, cioè gli accompagnamenti ritmici, semplicemente prendendo gli accordi sulla tastiera come se si trattasse di un arranger da piano bar, restando in perfetta sincronia con il tempo della song. Ma attenzione, a differenza di altri plug-in simili già conosciuti precedentemente (ad esempio Virtual Guitarist della Steinberg), in Real Guitar gli accompagnamenti non sono pre-campionati e poi stretch-ati con la sintesi granulare per adattarsi al tempo: qui abbiamo, piuttosto, i campionamenti di tutte le note della chitarra registrate singolarmente, con diversi livelli di dinamica e posizioni del plettro (dall’alto verso il basso o viceversa) e, soprattutto, alcune note sono campionate più volte a seconda della posizione sul manico. Infatti, la chitarra è uno di quei pochi strumenti con il quale la stessa nota può essere suonata in diverse posizioni, e forse è l’unico strumento acustico che consente di suonare gli unisoni, cioè due note uguali contemporaneamente. Prendiamo per esempio un MI cantino: la stessa nota può essere riprodotta suonando la seconda corda al quinto tasto, la terza al nono tasto, la quarta al quattordicesimo tasto, eccetera. In Real Guitar tutte le possibilità sono state campionate e vengono riprodotte a seconda della posizione attuale del capotasto, ossia della mano sulla tastiera della chitarra virtuale. Troveremo, inoltre, i campionamenti delle corde stoppate e delle strisciate della mano sulle corde, il che renderà più “reale” l’esecuzione del chitarrista… virtuale. In definitiva, quando suoniamo degli accordi o dei pattern ritmici, questi vengono letteralmente ricreati simulando il comportamento del plettro o delle dita sulle corde dello strumento e vengono scelti i campioni giusti a seconda della dinamica e del “momento” ritmico. Infine, nei quasi 600 Mb di campioni in dotazione troviamo diversi tipi di chitarre folk e classiche, entrambe suonate con il plettro oppure con le dita, in registrazioni mono oppure stereo.
L’interfaccia
Anche la grafica di questo software è stata pensata per un uso intelligente dello strumento: la schermata è divisa fondamentalmente i due sezioni (Fig.1), quella in alto dove sono presenti i parametri relativi a volumi, equalizzazione, effetti e quant’altro agisca direttamente sul risultato audio finale; la parte bassa, invece, presenta i parametri relativi ad ognuna della modalità operative attualmente selezionata. Ma la parte più interessante sta al centro: si tratta della raffigurazione del manico di una chitarra, dal capotasto fino al ventesimo tasto, visto dall’alto esattamente come un chitarrista lo vedrebbe dopo aver indossato lo strumento, cioè con il MI cantino in alto, poi il SI, il SOL, il RE, il LA e il MI basso. Potremmo tranquillamente affermare che Real Guitar svolge anche una funzione didattica, in quanto mostra sul manico della chitarra le posizioni delle dita prese per suonare note singole o accordi, può mostrare i risvolti e l’ordine in cui vengono suonate le corde durante un arpeggio. Davvero interessante, quindi, non solo da ascoltare ma anche da guardare. Non vi nascondo che durante il mio test ho anche imparato qualche posizione nuova per accordi che prima ignoravo totalmente! I tasti posti in basso denominati Solo, Harmony, Chords, Bass & Chords, Bass & Pick rappresentano le diverse modalità operative e consentono di suonare rispettivamente assoli, armonie o bicordi, accordi pieni, accompagnamenti con basso oppure arpeggi. Vediamo meglio nel dettaglio a cosa servono.
La modalità SOLO:
La prima cosa interessante da notare è l’uso intelligente della polifonia: come dicevo prima, la chitarra ha solo sei corde, quindi una buona simulazione non può che limitarsi a suonare solo sei note al massimo. Per di più, difficilmente su una chitarra si riesce a suonare tutt’e sei le corde in perfetta contemporaneità, contrariamente a come si potrebbe fare su una tastiera. Ecco che qui gioca un ruolo importante il motore di intelligenza artificiale del software: se prendo un accordo anche di 10 note in contemporanea, con entrambe le mani, Real Guitar sceglie le sei note che un chitarrista potrebbe suonare senza necessitare di dita lunghe un metro, e le suona una alla volta come se fossero plettrate dall’alto verso il basso alla velocità impostata col parametro Strum Time (presente in alto a destra). Inoltre, dall’elenco a scorrimento a sinistra possiamo scegliere l’effetto da impostare al velocity switch fra Slide Up, Slide Down, Bend, Reverse Bend e Velo Mute. Gli slide e i bend danno quasi lo stesso effetto, cioè suonano il glissando, con la differenza che slide lascia scivolare il dito sulla corda da una nota all’altra, mentre bend “tira” la corda fino a raggiungere una diversa intonazione. Con i parametri posti più in basso si può scegliere il livello di velocity che attiva lo switch, la velocità con cui viene suonato l’effetto e il range di note su cui viene applicato. Ancora più in basso vi è un altro piccolo menu a tendina da cui poter scegliere l’applicazione o meno della tecnica denominata hammer-on (un dito suona una nota e un altro dito percuote la stessa corda su un tasto diverso) o dello slide nel caso in cui vengano suonate due note vicine, sfruttando il principio della monofonia – bisogna considerare che ogni corda in sé è monofonica! Procedendo verso il centro del pannello di controllo delle modalità operative troviamo gli FX Switches, che consentono di usare i tasti della tastiera al di fuori del range di note possibili della chitarra, come switch per ulteriori effetti. In questo caso possiamo usare i 4 tasti al di sotto del MI della seconda ottava a cui poter assegnare funzioni come i mute, gli armonici, il tremolo, eccetera. Infine, sulla destra troviamo le impostazioni per i controlli comuni quali il Pitch Bend, la Modulation Wheel e l’After Touch, a cui poter assegnare altre funzioni a proprio piacimento. Questi parametri sono comuni a tutte e cinque le modalità operative. Il parametro più interessante è Mono Bend, che esegue il bending solo sulla nota più bassa, consentendoci di suonare dei classici riff blues e bluegrass in modo molto realistico, col quale addirittura possiamo fare dei veri e propri unisoni alla Jimi Hendrix!
La modalità HARMONY:
In questa modalità (Fig.2) con la pressione di un solo tasto possiamo suonare intervalli di quarta, di quinta, di un’ottava, di due ottave oppure i cosiddetti Power Chords, nomenclatura molto nota ai chitarristi rock che si riferisce ad accordi composti da sole tre note. Power Chord 1 è quello classico e si riferisce ad una configurazione tonica, dominante e ottava, ad esempio MI – SI – MI; Power Chord 2, invece, non è altro che un risvolto dello stesso accordo trasposto di una quarta, o meglio diciamo che è formato da tonica, sottodominante e ottava (quindi, se prendiamo un MI, suoneranno MI – LA – MI e dunque il power chord è in effetti un LA).
La modalità CHORDS:
Questa è senz’altro la parte più interessante di Real Guitar. Gli accordi vengono riconosciuti in modo molto rapido e preciso (Fig.3) ed è possibile usare anche un modo semplificato per gli accordi in maggiore, minore e settima: se suono, ad esempio, solo un SOL, suonerà SOL maggiore; se aggiungo il LA# l’accordo diventa, ovviamente, Sol minore; ma posso usare la modalità semplificata suonando il tasto bianco precedente (in questo caso il FA) per ottenere la settima dominante, oppure il tasto nero precedente (il FA#) per ottenere l’accordo minore. Vengono riconosciute più o meno tutte le armonizzazioni possibili fra le quali la quarta sospesa, la quinta eccedente, la sesta, la settima maggiore, la nona ed alcune figurazioni miste. I tasti posti al centro dell’interfaccia sotto la scritta Chord Position hanno una funzione alquanto interessante: sulla chitarra ci sono diversi modi di prendere lo stesso accordo, con diverse posizioni sul manico, numerate con i numeri romani prima, seconda, terza e quarta posizione. Con questi tasti è possibile scegliere la posizione preferita oppure si può premere il tasto Kbd per far sì che la posizione venga scelta automaticamente in base all’ottava della tastiera MIDI su cui viene suonato l’accordo. Con gli indicatori Strings si può scegliere quale dev’essere la corda più bassa e quale la più alta da suonare; quindi, volendo, posso suonare gli accordi solo sulle prime quattro corde (dal MI cantino al RE) evitando le corde basse. Il tasto Chord/Bass, invece, è un’altra funzione interessante che consente di suonare i risvolti degli accordi in base alla nota più bassa suonata sulla tastiera midi: per esempio, se suono un SOL maggiore usando SOL – SI – RE, la nota più bassa sulla chitarra sarà, appunto, il SOL; mentre se suono SI – RE – SOL, sentirò un Sol maggiore con il SI al basso. Il menu a tendina, relativo al velocity switch che abbiamo visto anche nelle altre modalità operative, qui consente di suonare uno strumming rallentato se la velocity è al di sopra o al di sotto del livello impostato, a scelta dell’utente. Lo slow strumming è usato molto soprattutto durante degli accompagnamenti lenti, per staccare fra una battuta e l’altra creando una sorta di “respiro”… cose da chitarristi! Giustamente vi starete chiedendo come si fa, ora che sappiamo come prendere un accordo, per suonare anche un accompagnamento.
Ecco, in modalità CHORDS è possibile suonare parti ritmiche in due modi, manualmente oppure automaticamente. L’ultima ottava della tastiera a 61 tasti serve, appunto, a suonare gli accordi manualmente e precisamente usa i tasti bianchi per le plettrate piene ed i tasti neri per gli stoppati, quindi possiamo suonare con la mano sinistra una sequenza di accordi, ad esempio il giro di DO, e con la mano destra possiamo ritmare a nostro piacimento gli accordi usando gli ultimi 12 tasti della nostra master keyboard. Fra l’altro, questi tasti rispondono alla velocity in maniera molto singolare: più bassa è la forza con cui vengono premuti e meno corde vengono suonate, per lo più sulla zona centrale della cordiera; viceversa, a una velocity più altra corrisponde un accordo suonato con più decisione. Se, invece, non vogliamo cimentarci a creare una ritmica manualmente, possiamo usare il Pattern Manager (Fig.4) cliccando sul tasto PM che si trova a sinistra dell’interfaccia e abilitando l’esecuzione dei pattern automatici cliccando sul tastino Pattern adiacente. Si apre una nuova finestra in cui possiamo scegliere un pattern da una completa libreria già pronta, e suonare tutto in sincrono col tempo della song caricata nell’host VST. I patterns si possono anche modificare o importare da file midi.
La modalità BASS & CHORD:
Questa è molto simile alla modalità CHORDS, con la sola differenza che qui – oltre che suonare accordi pieni – possiamo suonare il basso in alternanza con gli accordi e divertirci con delle simpatiche marcette, oppure possiamo caricare un suono di chitarra classica e darci alla bossa o alla samba. I tasti Chord/Bass, Alter Bass e Bass Mono (Fig.5) consentono di scegliere il modo in cui il basso dev’essere suonato in concomitanza con gli accordi. Quando è attivo Alter Bass, ogni volta che prendiamo un accordo suona il basso, alternando la tonica con la quinta (esempio: su un SOL minore il basso sarà SOL, RE, SOL, RE e così via). Anche in questa modalità gli ultimi dodici tasti della master sono utili per suonare sia i bassi che gli accordi.
La modalità BASS & PICK:
Questa è la volta degli arpeggi. Con questa modalità, l’accordo preso con la mano sinistra ci prepara le note giuste per essere plettrate manualmente usando i tasti dal DO al LA dell’ultima ottava della master keyboard, ognuno corrispondente ad una corda. Sarebbe interessante provare questa modalità con il Digitar della Charlie Lab (Fig.6), un controller MIDI che genera degli eventi di note-on plettrando delle corde finte. Tuttavia, non dimentichiamo che Real Guitar simula lo strumming anche quando vengono premuti tutti e sei i tasti contemporaneamente, quindi possiamo tranquillamente schiacciare tutta l’ottava con la mano destra e sentire delle belle plettrate lineari e naturali senza rendere l’esecuzione troppo artificiale.
In generale:
Da ex-chitarrista direi che preferisco pur sempre anche la peggiore chitarra vera al migliore campionamento, perché ci sono così tante sfumature, tante nuances, tante imperfezioni nel suono di una chitarra acustica che la rendono così unica e viva da rendere impossibile qualsiasi tentativo di imitazione perfetta in campo digitale. Tuttavia devo dire che la MusicLab ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, migliorando in modo sostanziale il suo Real Guitar e rendendolo non solo più completo e stabile ma anche più intuitivo e facile da usare, prestando particolare attenzione alla suonabilità in real-time. E’ proprio per questo che, in molte occasioni, un plug-in simile diventa davvero utile non solo quando non si è in grado di suonare la chitarra vera, ma anche se e quando non si riesce a metter su una registrazione fatta a regola d’arte. Del resto è noto che registrare bene una chitarra folk sia affare complesso (Fig.7): ci vuole il microfono giusto, la chitarra giusta, l’ambiente adatto, un buon preamplificatore e… il chitarrista ideale! Beh, se invece tutto quello che ci serve è un accompagnamento che stia in background, possiamo anche ingannare il nostro orecchio con un buon plug-in e con Real Guitar state certi che nessuno si accorgerà della differenza! Real Guitar funziona in ambiente VST e stand-alone, è molto stabile e leggero sulla CPU e occupa solo la memoria necessaria a caricare i campioni e poco più. Va segnalata però una difficoltà incontrata durante l’installazione: la sample library viene fornita in un file unico di circa 500 Mb che dev’essere convertito dall’utente con un’apposita utility situata nella directory di installazione del programma. Questa operazione dovrebbe partire in automatico durante l’installazione, ma in effetti viene totalmente ignorata… ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire che il plug-in non poteva funzionare se prima non installavo la libreria manualmente! Meno male che la MusicLab è una piccola software-house indipendente e l’assistenza on-line è semplice e veloce.






