Eccoci qui, siamo al secondo articolo e devo dire che la cosa mi sta cominciando a piacere, oggi affrontiamo una delle cose più temibili del mondo dell’audio: LE VOCI (ed altri animali feroci).
Inutile dire, poi tanto lo dico lo stesso, che ogni voce è un mondo a sé, e ogni voce cambia nel tempo, nelle intenzioni e nell’emissione. Quindi, questa qui è solo una best practice per chi vuole avere un punto di partenza.

Tip#1
Il primo passo è quello di cercare di lavorare su una voce mediamente intonata, quindi se potete, aiutate chi canta a tirare fuori il meglio di sé. La pazienza e la cura fanno miracoli. O se siete fan di TPain/Cher/untrapperacaso potete portare l’intonazione automatica a livelli estremi, diciamo supersyan, ma questo lo vediamo alla fine. Per portare la voce in un range accettabile di intonazione esistono due tipi di programmi, automatici e semi automatici. Per i primi vediamo Autotune di Antares e per il secondo Flex Pitch di Logic Pro X.
Autotune
La prima cosa che vi chiede è conoscere in quale tonalità volete che vi intoni il file audio, poi quanto velocemente volete intonarla e se volete vibrati più o meno umani. Se non avete idea di quale sia la tonalità potete lasciare una comoda scala cromatica che fondamentalmente vi piazza la voce sulla nota più vicina che trova, meglio di niente. Poi selezionate se la voce da intonare è di un uomo (low male), una donna che non canta troppo in alto/un uomo che canta abbastanza in alto(alto/tenor) o una voce che resta soprattutto nella parte alta del piano (sorano).

Flex Pitch
Per poter utilizzare FLEX dovrete attivarlo, selezionare tra le varie opzioni quella “Pitch” (le altre si riferiscono solo alla correzione di tempo). Come fare tutto ciò? È semplice, seguite le freccine blu. Sotto, nelle finestra editor, troverete un pianoforte sulla sinistra e dei rettangolini che rappresentano la nota cantata. Usando i sei pallini potete cambiare le formanti, l’intensità, il vibrato, drift (come la nota entra ed esce) e altre amenità. Per cambiare la nota dovete solamente spostare il rettangolino più su o più giù. In genere, io cerco di correggere solo gli errori clamorosi, mi piace avere delle voci “umane”. Una cosa comoda è il poter quantizzare la scala, ovvero dite a Logic in che tonalità siete e poi gli dite di “quantizzare”, lui avvicinerà tutte le note a quelle previste dalla vostra tonalità. Come fare? Freccina gialla….

Per la questione Trap/T-pain, provate a cambiare in modo drastico il tempo di attacco di autotune, e azzerate ogni umanità nei controlli, forzate una tonalità in modo brutale. Se non è abbastanza sappiate che esiste un plug che si chiama T-PAIN di iZotope. Impostate la tonalità: fatto. Non voglio fare una battuta. Lo giuro. Meno il cantante è intonato meglio verrà l’effetto! Se non riesce a stonare, spostate il pitch della base di qualche cent in alto o in basso, registrate le voci e poi rimettete a posto la base. Ora il vostro cantante sarà come un gatto in amore!
Tip#2
Ora che hai una voce intonata, più o meno, controlliamo quello cose brutte che sono le ESSE. Se lo fai con una Eq poi perderai quelle frequenze anche quando non viene pronunciata la “s”. Quindi ti consiglio di usare un DE-ESSER, si, si chiama così perché gli americani non hanno troppa fantasia. Cosa fa il de-esser? Semplice, quando vede un picco in un determinato range di frequenze lo comprime. Come un compressore ma accordato. Non è chiaro? Ok, conosci il gioco acchiappa la talpa? Quello ma al posto della talpa ci sono le tue S.

Potendolo accordare a diverse frequenze ne uso quasi sempre due in sequenza, uno per le C (dai 2600Hz ai 3700Hz) ed uno per le S (dai 6400Hz ai 7800 Hz). Quasi tutti i plug ti permettono di sentire quale range stai comprimendo con un tastino tipo “audition”, metti in loop una parte con la S/C e trovati le tue frequenze fastidiose, ora falle fuori. I due plug che trovo più utili sono: Pro DS di Fab Filter e Soothe 2 di OEK Sound. I parametri che troverai sono gli stessi, range e riduzione da applicare. Solo che in Soothe2 decidi le aeree di sensibilità, con una profondità di intervento (depth) e al posto di un solo deesser ce ne sono migliaia. Si, amo Soothe 2 lo trovo molto dettagliato e incredibilmente musicale.

Tip#3
Adesso una veloce passata in un Eq correttiva, ovvero, taglia via le frequenze non utili. In genere le voci maschili sotto i 100Hz e le femminili sotto i 150Hz non hanno molte informazioni utili. Quindi se puoi leva tutto. La tua dinamica in bassa frequenza ti amerà per questo.

Tip#4
Ora comprimiamo la voce. Nulla di violento, ma diamo continuità al suono in modo che non diventi troppo forte e distorca o troppo debole e sparisca da mix. In genere un compressore che va d’accordo con le voci è il tube driven optical compressor Teletronix LA2A (ne esistono emulazioni ovunque, da Waves a UAD). Metti il comp, ascolta le parti forti e quelle deboli e trova un buon compromesso tra il guadagno di ingresso e il peak reduction. E se necessario ritocca anche l’eq di prima…

Tip#5
Ti sembrerà strano ma ora in genere io metto un’altra Eq ma non con fini correttivi, bensì per dare una mano ad esaltare le caratteristiche della voce e migliorarne l’intelligibilità. Potete usare l’eq della vostra DAW (nel mio caso Logic) oppure Eq di terze parti magari con caratteristiche più colorate come Harrison (Stato solido tipico degli anni 80) o Manley (a valvole, bello da sempre).



Tip#6
Ora vorrei che questa voce avesse un “non so che” di speciale. Anche tu? Bene! Qualcosa che la renda meno perfettina e più emozionante. In genere questo lo ottengo con la saturazione oppur con degli enhancer di estremi di banda o se proprio voglio esagerare con un lo fi. Per la saturazione il nostro amato Black Box fa tutto quello che serve. Per il “cash”, la voce radio friendly, invece consiglio una meraviglia italiana che si chiama Dopamine della Overloud (ragazzi dal 2018 uso il vostro plug in ogni mix!). Portate il comp a zero e tirate su il Wet. È magico. Davvero.


Tip#7
Scelgo di riproporre quest’ultimo tip sempre, perché davvero è quello più importante. Le cose che hai letto e visto qui sono solo indicazioni: provale, strapazzale, ignorale, insomma, hai capito, fanne quello che vuoi. Ciò che conta è investire nell’unica risorsa che hai: te stesso. Ascolta tutta la musica e i suoni che trovi e cerca di capire cosa ti piace, non seguire una strada solo perché ci vanno tutti.
Ad Maiora Luca “noon” de Gregorio BA (Hons) First Class University Of BedfordShire SAE Audio Engineer.