Da pochi giorni è terminata l’ultima edizione di X-Factor, ma la mia opinione rimane sempre la stessa: mediamente i concorrenti sono molto più bravi dei cosiddetti giudici.
Due parole sui finalisti, per spiegarmi meglio. La giovanissima Casadilego ha una voce che potrebbe cantare persino il testo di una circolare ministeriale.

I Little pieces of marmalade hanno un sound così potente che, a sentirli da dietro una tenda, nessuno immaginerebbe che siano un semplice duo batteria – chitarra. E che dire di N.A.I.P.? Un ragazzo neanche trentenne che si veste da ragioniere del catasto ma che propone un tipo di cantautorato anarco-punk con delle performance da sballo.

Ma li avete visti i duetti con i cosiddetti “giudici” nella finale ? Io li ho trovati imbarazzanti. Per i giudici, intendo. Quel figaccione a petto nudo di Manuel Agnelli che scimmiotta Iggy Pop, in uno studio patinato con una canzone assolutamente irrilevante che non si sentiva dai tempi in cui suonavamo ad alto volume nei garage. L’altro “giudice” Hell Raton si lancia in una balbettante strofa rap giusto per dire al pubblico che “lui c’era” e rovinare la bellissima interpretazione di Stan con una Casadilego in formissima al pianoforte. E infine il povero N.A.I.P. costretto a fare da gregario a Mika nella sua scandalosa canzone Lollipop che sarà servita al “giudice” solo per tirar su qualche bel diritto d’autore in prima serata.

Io auguro tutto il meglio a questi tre finalisti anche se penso che saranno, purtroppo, delle meteore. Semplicemente perché per loro non c’è pubblico. X-Factor ha questo scopo preciso: creare il prodotto adatto per il consumo di massa. Per fortuna ci sono i musicisti indipendenti e poco noti che gli faranno sempre il culo.
Proviamo a fare un gioco. Immaginate che a X-Factor partecipi, per un puro paradosso temporale, Fabrizio De Andrè. Si siede, imbraccia la chitarra e comincia a cantare Preghiera in gennaio. Magari è entrato con una sigaretta, una delle sue classiche camicie sgualcite, un occhio più chiuso dell’altro. I giudici si guardano e cominciano a pensare che sia uno dei soliti sfigati. Secondo voi avrebbe passato il turno uno così oggi? Io penso che lo avrebbero cassato immediatamente. La verità è che X-Factor è come Sanremo, non si occupa più di musica, ma è una bancarella televisiva per far sopravvivere i cosiddetti giudici che spesso, diciamocelo francamente, sono degli autentici parvenu.
Lorenzo Sorbo