Abbiamo fatto un giro a Piano City Napoli 2013, soffermandoci in qualche concerto di cui riportiamo qualche sensazione.
– Institut Français – Palazzo Il Grenoble – 6 ottobre 2013
Pianista e musicologa francese, Feriél Kaddour – diplomata a l’Ecole Normale Supérieure (rue d’Ulm) e al Conservatoire National Supérieur de Musique de Paris – ha presentato all’Istituto Francese Grenoble, nell’ambito di Piano City Napoli 2013, un programma pianistico che ha percorso oltre un secolo e mezzo di musica francese ed europea. E’ forse dovuta alla sua doppia natura di musicista e musicologa la scelta di un percorso pianistico non proprio usuale.
Tocco delicato e presenza scenica, Kaddour ha seguito la linea che congiunge il settecento di Couperin (Les Lys naissants, Les Roseaux, Le Tic Toc Choc) al fine ottocento/inizio novecento di Ravel (Sonatina) – che dedicherà al predecessore una suite nel 1917 (“Le Tombeau de Couperin“). Ad ogni cambio di autore si cerca un virtuale contatto, quasi un passaggio di testimone di una staffetta dal senso sottile, un intreccio di relazioni umane più o meno dirette, pervaso da un po’ di romanticismo.
Con Ravel entrano in scena i suoi contemporanei: Debussy (La Cattedrale Inghiottita, General Lavine) – con il quale condivise controvoglia il titolo di protagonista de l'”impressionismo musicale” del passaggio tra il XIX e il XX secolo -, Gabriel Fauré (Notturno opus 33 n.1), maestro di Ravel per ben quattordici anni ed in parte riferimento nazionale per Debussy.
Un omaggio dovuto a Napoli è il Notturno opus 31 n.1 del napoletano (Capua 1856) Giuseppe Martucci, unica eccezione alla scelta francese. La dolcezza del notturno si lega naturalmente, quasi per sillogismo, alla Ballata opus 52 n.4 di Chopin, che aggiunge un po’ di tristezza e malinconia al finale.
Feriél Kaddour si esibisce generalmente a Parigi dove vive e lavora.
