Arturia MiniLab 3: il workflow comodo in spazi minimi

Pasquale Tarricone

Sono passati circa 10 anni da quando ARTURIA lanciò sul mercato la sua prima versione di MINILAB, un mini-controller perfettamente integrato con il suo allora acerbo software ANALOG LAB, una raccolta di suoni preconfezionati alimentati dai motori di sintesi della V Collection.

Lo slogan con cui venne presentata era appunto “Hybrid Synth” a sottolineare che per la totale integrazione con il software la si poteva utilizzare proprio come un synth, delegando al computer esclusivamente lo sforzo computazionale potendo rimanere lontani da mouse e tastiera. Dopo il primo restyling della MK II, viene presentata allo scadere del 2022 il terzo modello, non scevro di novità e utili accorgimenti che ne fanno probabilmente una delle migliori 25 tasti disponibili sul mercato realizzando forse finalmente anche il sogno della totale integrazione.

Presentazione

Ancora oggi il punto di forza della MINILAB 3 è appunto l’integrazione con il software, ma questa volta ARTURIA si è spinta ben oltre ANALOG LAB progettando un perfetto controller anche per le DAW più blasonate.

Il design della tastiera è stato migliorato, gli encoders da 16 sono diventati 8 a vantaggio di 4 sliders e di un mini-display in stile _KeyStep Pro che si rivela una vera e propria svolta con l’utilizzo del nuovo clickable browser knob. Con la nuova disposizione del pannello operativo oltre che l’operatività, ne guadagna anche l’estetica, soffrendo meno l’effetto simmetria stile battaglia navale e offrendo una linea più slanciata alla vista, soprattutto nella versione nera, perfetto capolavoro futuristico che si erge a vero e proprio oggetto del desiderio in grado di stimolare l’acquisto compulsivo. ARTURIA non trascura le politiche green, dichiarando che le MINILAB 3 sono costruite utilizzando il 50% di plastica riciclata e garantite 5 anni.

Arturia MiniLab3 nera

 

Utilizzo immediato

Proviamo a capire cosa fare al momento dell’apertura della confezione, scalpitanti e desiderosi di provarla subito. La registrazione del serial number è necessaria per scaricare Analog Lab Intro e Ableton Live Lite se non li si possiedono già, mentre il MIDI CONTROL CENTER è scaricabile anche senza registrazione. Vi anticipo comunque che con le impostazioni di default la tastiera è già perfettamente utilizzabile, quindi rimandiamo l’installazione del software di controllo e vediamo cosa succede. Ho già installato nel mio computer ANALOG LAB V per cui semplicemente collego la Minilab al PC mediante cavo in dotazione con connettore USB C da un lato (rigorosamente a L per limitare lo spazio di occupazione sul retro della tastiera) e apro il software di sintesi in modalità stand by: immediatamente il controller viene riconosciuto e il layout a video di ANALOG LAB si ridisegna in maniera speculare al pannello operativo della MINILAB 3, assegnando in maniera del tutto automatica i parametri principali agli 8 encoders rotativi e ai 4 sliders. La grande sorpresa arriva dal mini-display LCD, che visualizza subito il nome del preset su cui è posizionato il browser di ANALOG LAB V.

Utilizzando l’encoder principale posto sotto il display (con comodissimo scorrimento a step), è possibile navigare all’interno della lista di suoni visualizzando di volta in volta sul display il nome del preset selezionato che, con la pressione dell’encoder, può essere caricato. Inoltre l’utilizzo di questo encoder principale con l’ausilio del tasto shift rende possibile anche la navigazione tra categorie e sub-categorie di appartenenza dei suoni sempre tramite la visualizzazione del nome sul mini-display. I primi 4 Encoder (quelli della fila superiore) controllano 4 Macro che sono specifiche per ogni preset e che, almeno sulla versione Full di Analog Lab V, sono completamente customizzabili tramite funzione LEARN. I parametri più comunemente controllati riguardano brillantezza e colore del timbro, inviluppi, filtri ed eventuali LFO.

Mentre testo l’Arturia MiniLab3 – Ph. A. Campeglia

Saltuariamente (su qualche manciata di preset) ho riscontrato delle imprecisioni nella visualizzazione del nome della macro visualizzata sul pannello di Analog Lab V: in alcuni casi viene indicato semplicemente MACRO1, MACRO2 etc. invece del nome della Macro e in rarissimi casi il nome è completamente assente (piccolo bug da sistemare). La seconda fila di 4 encoders è invece dedicata al controllo dell’effettistica ed è assegnata in maniera fissa a: chorus, phaser, reverb, delay. Dove non presente uno dei processori effetti l’encoder resta inutilizzato. I valori di tutti i parametri controllati sono automaticamente visualizzati graficamente e numericamente sul piccolo display della Minilab 3 durante il movimento degli encoders o dei faders. Tutta questa semplicità di utilizzo è resa possibile da due impostazioni di default, cioè la modalità ARTURIA selezionata all’accensione sulla MiniLab 3 e l’attivazione della porta MIDI ALV nel software che consente lo scambio di informazioni da visualizzare sul display del controller (questa porta MIDI infatti durante l’utilizzo con altri software è superflua e può rimanere disattivata)

Approfondimento operativo

Subito dopo la sfogo iniziale persi nella ricchezza timbrica dei suoni di ANALOG LAB pilotati con il bellissimo tocco dei 25 tasti sensibili alla dinamica è il momento di capire cos’altro possiamo fare con questo pregevole controller al di fuori del software di casa. Primo particolare che salta subito all’occhio, oltre che l’ingresso per un pedale (switch o controllo continuo) è presente una porta MIDI OUT tradizionale, il che ci garantisce la possibilità di pilotare un qualsiasi dispositivo esterno anche senza l’uso di un computer. Altra cosa che si nota subito sono le funzionalità indicate mediante serigrafia sugli 8 PAD, attivabili con la pressione contemporanea del PAD e del tasto shift. Le funzioni disponibili sui primi tre pad sono abbastanza criptiche, mentre le successive cinque rappresentano inequivocabilmente le funzionalità di trasporto di una tipica DAW (loop, stop, play, rec e tap tempo) A questo punto per capire quali sono tutte le possibilità offerte dalla MINILAB 3 è necessario dare uno sguardo al manuale e contemporaneamente scaricare ed installare Midi Control Center.

Scopriamo che il primo PAD utilizzato contestualmente al tasto shift, mette a disposizione delle funzionalità di chord e arpeggiator, interamente programmabili direttamente dal dispositivo tramite display ed encoder principale; il secondo PAD (sempre congiuntamente alla pressione del tasto shift) invece è delegato al cambio BANK PAD, funzionalità che ci consente di raddoppiare le possibilità di controllo mediante PAD avendo a disposizione 2 set da otto; il terzo PAD ci consente di switchare da funzionalità ARTURIA a funzionalità DAW, ma in realtà nasconde anche la possibilità di passare ad uno dei cinque user program che però è necessario attivare dal Midi Control Center. La modalità ARTURIA è quella sperimentata con ANALOG LAB, mentre la modalità DAW è la vera novità della serie MINILAB in quanto consente il governo totalmente automatico e preimpostato di ABLETON LIVE, LOGIC PRO, BITWIG, FL STUDIO, REASON mancano (ingiustificatamente) all’appello home-studio CUBASE, CAKEWALK e STUDIO ONE.

Per questi e per qualsiasi altra DAW bisogna accontentarsi di utilizzare lo standard MACKIE CONTROL, con notevole limitazione di integrazione e maggiore difficoltà di configurazione.

DAW Integration

Sul sito ARTURIA, relativamente al prodotto MINILAB 3, è presente una sezione denominata “Daw-Integration-Script” dalla quale è possibile scaricare i files di configurazione necessari alle DAW e le istruzioni per posizionarli correttamente. La DAW che utilizzo principalmente è ABLETON LIVE 10 e purtroppo l’esito della configurazione non è dei migliori: nel file .zip “MiniLab 3 Live Integration Script” mi aspettavo di trovare uno script .pyc da copiare nella user library di Ableton Live, mentre invece è presente esclusivamente un pdf che spiega come utilizzare la funzionalità integrata direttamente da Ableton in Live ma a partire dalla versione 11.2.5. Dunque in attesa di decidere se acquistare l’upgrade (già in programma) o scaricare la versione Lite, provo a capire come utilizzare la MINILAB mediante il supporto MACKIE CONTROL UNIVERSAL.

Scopro che come prima cosa è necessario utilizzare una porta midi diversa da quella prevista per le altre funzionalità del controller (note, pad, encoders etc.). Infatti bisogna attivare in Live un dispositivo Mackie Control sulla porta midi denominata MINILAB 3 MCU. A questo punto, come per la maggior parte dei controller compatibili Mackie abbiamo a disposizione i tasti play, stop, rec e loop e null’altro (infatti nemmeno il tap tempo funziona) quindi la DAW integration si ferma qui. Per l’utilizzo di encoders e faders che non rientrano nel protocollo Mackie è necessario utilizzare la porta midi standard e mappare tutto manualmente con le funzionalità learn di Ableton Live, cosa abbastanza scocciante.

Arturia MiniLab3 – Configurazione con Ableton 10

Tutto cambia invece con la versione 11 di Live (sì mi sono deciso a fare l’upgrade): il riconoscimento della periferica è automatico e immediato. La MINILAB 3 è presente tra i device compatibili ma non è necessario nemmeno configurarla in quanto Live lo fa in perfetta autonomia. Basta soltanto switchare la master keyboard in modalità DAW e tutto diventa estremamente semplice e funzionale. Con l’encoder principale ci si sposta da una scena ad un’altra della finestra “Arrange” mentre con l’utilizzo del tasto shift l’encoder principale consente lo spostamento tra le tracce di Ableton Live. Sulla traccia selezionata i 4 faders intervengono sui parametri principali del mixer (volume, send 1, send 2 e balance) mentre gli 8 encoders controllano i parametri principali del device caricato sul canale. Utilizzando il primo BANK PAD ci ritroveremo gli 8 PAD retroilluminati con i colori assegnati alle clips e preposti al lancio delle stesse, mentre switchando sul secondo BANK gli 8 PAD vengono delegati al controllo del plugin caricato sulla traccia, quindi in caso di un Drum Rack le assegnazioni automatiche di nota fanno sì che si possano “percuotere” le prime 8 celle della batteria elettronica. Con la pressione del tasto shift, a prescindere dal BANK caricato, i PAD svolgono le medesime funzionalità di controllo della DAW già viste in modalità MACKIE stavolta incluso TAP TEMPO, funzionalità utilissima.

Arturia Minilab 3 -Riconoscimento automatico in Ableton 11

Da notare che se si utilizza ANALOG LAB come plugin all’interno di Live, è sempre possibile passare da modalità DAW a modalità ARTURIA sulla MINILAB 3 e gestire comodamente il plugin direttamente dal controller come visto in precedenza. Lavorare con Ableton Live in questo modo diventa molto proficuo, si opera velocemente e ci si libera di una serie di operazioni che solitamente occorre predisporre per poter lavorare con un controller sui parametri della DAW, a completo beneficio della creatività. Insomma si può tranquillamente lavorare ad un progetto senza mettere le mani sul mouse o sulla tastiera del computer. L’esperienza tattile Inutile dilungarsi sulle caratteristiche tattili dei 25 tasti della MINILAB 3 in quanto è già disponibile tanta letteratura sull’argomento poichè il keybed è condiviso con tanti altri prodotti di casa Arturia quali: MiniLab MKII, MicroLab.

Esperienza Tattile

In breve, i tasti sono piacevoli, garantiscono una discreta precisione nonostante le dimensioni, hanno una corsa sufficientemente ampia che garantisce un ottimo controllo sulla dinamica. Insomma l’unica cosa che manca per un controllo totale dei timbri è l’aftertouch. Gli 8 PAD sono forse ancora un po’ troppo legnosi per un raffinato finger drumming ma decisamente migliorati rispetto alle versioni precedenti. L’ottima retroilluminazione e la molteplicità di funzioni alle quali sono delegati li rendono comunque una scelta vincente. La risposta dinamica e la “pressure sensitivity” (altro modo di indicare il classico aftertouch) ne estendono le possibilità creative. Decisamente ottimi per il lancio di clips e per il controllo della DAW. Anche le touch strip di Pitch Bend e Modulation, sono ormai collaudatissime e non hanno bisogno di ulteriori commenti: precise, funzionali e gradevoli esteticamente. Leggermente duri gli 8 Encoders rotativi che non si lasciano dolcemente domare nel movimento opponendo una leggera resistenza sicuramente a vantaggio della precisione e di una maggiore durata nel tempo. i 4 fader scorrono invece fluidi e veloci senza per questo dare l’impressione di scarsa stabilità, anzi si mostrano solidi e affidabili. In generale la sensazione di maneggevolezza e robustezza è completa, sia nell’utilizzo pratico davanti al computer che negli spostamenti e quindi nella presa e nel trasporto. L’impiego di plastica riciclata non inficia assolutamente la piacevolezza al tatto mentre le forme smussate e la leggerezza ne fanno uno strumento veramente ideale per i lavori in mobilità.

Utilizzo spinto

La grande capacità di ARTURIA di rendere semplice la vita all’utilizzatore meno esperto o senza esigenze specifiche non significa precludere all’utente più esigente la possibilità di spingere al limite l’utilizzo di un prodotto. La MINILAB 3 governata dal software MIDI CONTROL CENTER diventa un fucina di sperimentazioni in qualsiasi ambito, con la completa customizzazione dei messaggi midi inviati dai controlli fisici della tastiera e memorizzabili in 5 scene richiamabili con il PAD 3 (program) congiuntamente alla pressione del tasto shift. Per ogni scena è possibile memorizzare la mappatura midi di ogni controllo fisico della master keyboard, come canale, tipo e valore del messaggio, eventuale range min max.

Arturia MiniLab 3 – Midi Control Center

Per i PAD oltre a canale midi e nota è possibile impostare il colore della retroilluminazione e la modalità (gate/toggle) L’Encoder principale ha addirittura 4 configurazioni diverse: 2 per la rotazione (con shift o senza) e altrettante 2 per la pressione (sempre con shift o senza). Tra i settaggi master invece troviamo parametri quali il timer per l’attivazione di un simpatico “salva schermo” una sorta di show con le luci dei pad, la possibilità di disattivare la retroilluminazione, la modalità LOW POWER per il risparmio energetico (utilissima con i dispositivi tablet), le impostazioni di canale midi principale, risposta al tocco di encoder, tasti note e pad, tipologia e polarità di un eventuale pedale collegato e altre diverse cose indispensabili. Ovviamente su MCC è possibile memorizzare una quantità infinita di scene che di volta in volta possono essere caricate nei 5 slot di memoria disponibili sulla MINILAB 3. La programmazione di scene specifiche, utile con l’utilizzo di software synth non di casa ARTURIA, diventa indispensabile per il controllo di periferiche MIDI esterne, quali EXPANDER, DRUM MACHINE, SEQUENCER HARDWARE etc. La presenza di porta MIDI OUT invoglia infatti l’impiego di MINILAB 3 anche in setup dawless (sempre più di moda) dove a farla da padrone sono spesso devices di non recentissima produzione e che richiedono l’invio di messaggi midi specifici e/o immodificabili. In questo scenario assumono più senso anche le funzionalità CHORD e ARPEGGIATOR che magari invece in un contesto software risultano abbastanza superflue.

Midi Control Center

Cos’altro vorrei

Una versione a 37 tasti è la prima cosa che chiederei ad ARTURIA: comode le dimensioni ridotte ma 25 tasti per me continuano ad essere una limitazione insormontabile per la scelta di un controller da dedicare alla produzione. Poi vorrei un MIDI CONTROL CENTER per IOS, perché spesso mi capita di pre-produrre su iPAD ma così viene preclusa anche la possibilità di impostare MINILAB 3 in modalità LOW POWER o di modificare la curva di risposta dinamica dei tasti. ANALOG LAB in versione IOS non sfigurerebbe affatto nello straordinario panorama di synth disponibili per iPad, ma ARTURIA sembra avere abbandonato l’impegno su questa piattaforma motivo per cui non spero nemmeno in una futura DAW INTEGRATION con Korg Gadget 2, cosa che mi renderebbe sicuramente un producer più felice?

Conclusioni personali

Un prodotto definitivo nel mercato dei controller a 25 tasti. La qualità costruttiva decisamente sopra la media nella medesima fascia di prezzo, la completezza della dotazione controlli (tasti, pad, encoder e fader), la semplicità d’uso, le connessioni, la dotazione software sono tutte armi vincenti nelle mani di ARTURIA. La presenza di ANALOG LAB V INTRO nella dotazione software vale già metà del prezzo (i plugin di piani acustici in bundle con una 25 tasti onestamente non sembrano una scelta azzeccata). Il vero punto di forza del prodotto a mio avviso è proprio la perfetta integrazione con il software di casa ARTURIA, che si estende anche alla V-COLLECTION 9 dove ho avuto modo di sperimentare, seppur velocemente, lo stesso criterio di mappatura automatica dei controlli sui principali parametri di ogni synth incluso nella suite.

Utilizzo Minilab 3 con Arturia V Collection 9 – Ph A. Campeglia

Veramente ottima la DAW INTEGRATION dove prevista: con Ableton Live si rivela un grande passo in avanti per quanto riguarda la velocità di produzione on the road; con un laptop in treno, in vacanza o anche a casa di amici o in studi professionali dove offriamo la nostra collaborazione è uno strumento pratico e concreto. Anche in contesti Live la vedo totalmente affidabile oltre che funzionale ed esteticamente accattivante. Insomma un ulteriore centro da parte di ARTURIA che ultimamente sta inondando il mercato di prodotti validissimi per ogni tipo di esigenza e situazione. Promozione a pieni voti quindi per MINILAB 3 con la speranza di futuri aggiornamenti che rendano disponibile la totale integrazione anche alle DAW mancanti e magari qualche ulteriore bundle di librerie dedicate a sonorità elettroniche/ambient.

Pasquale Tarricone

Condividi questo articolo!
Nessun commento