Una nuova realtà si affaccia nel mondo dei sistemi modulari da studio. AMA, un’azienda italianissima, che ha presentato il suo primo sistema modulare e la sua innovativa patchbay al MIR 2019 tenutosi a Rimini.
Non si hanno ancora informazioni dettagliate del progetto, ma dalle informazioni in nostro possesso, ci troviamo di fronte ad un sistema che a differenza dello standard API 500 presente da anni sul mercato, promette una versatilità e una praticità d’uso senza precedenti.
Infatti i moduli realizzati dalla casa italiana sono dotati di switch posteriori che consentono al sistema principale di riconoscerli sia in serie, quindi creando una vera e propria channel strip (es. preamp, eq, compressore ecc. ecc.), oppure in modalità parallela creando così un vero e proprio sommatore.

Il frame attualmente disponibile è da 10 unità, ma sono in progetto formati anche da 24 e 32.
L’estrema versatilità del prodotto non lo limita solo al normale utilizzo in studio, ma con l’ausilio del protocollo DANTE, consente il suo utilizzo anche in sede live, garantendo al musicista la possibilità di creare un proprio mix di ascolto in cuffia.
AMA insieme alla versione hardware, fornisce anche il relativo plugin che garantisce un recall completo di ogni modulo installato, con anche il suo posizionamento all’interno dei 10 slot disponibili.

Oltre al sistema modulare di cui sopra, AMA ha presentato un innovativo sistema di patchbay, di cui, una 10×10 presente all’interno dello stesso sistema modulare, mentre ne esiste anche una versione standalone 16×16. Secondo l’azienda, questo passo era fondamentale, in quanto molti studi sono ancora fermi al cablaggio fisso in patchbay e quindi costretti ad una creatività limitata. Questo nuovo sistema consente ai vari processori cablati in patchbay di “parlare” tra loro senza la solita matassa di cavi frontali che ben conosciamo, ma semplicemente utilizzando una pulsantiera frontale che va a commutare tramite relè. Il percorso audio è totalmente passivo e c’è la possibilità anche in questo caso di avere un controllo remoto da PC\MAC così da poter memorizzare il percorso di segnale desiderato. Anche all’interno della stessa patchbay è presente un banco di memoria, limitato però a 32 presets.

AMA consente inoltre di richiedere il formato anche 8×8 o di espandere il numero di input ed output tramite un modulo speciale.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito internet www.amaweb.net
Vincenzo Siani