UVI UVX670: gli “ ’80 synth” dimenticati?

Alfredo Capozzi

La francese UVI, forte del proprio motore “UVI Engine”, (che ha dato i natali anche al MOTU MachFive), da qualche anno si è buttata a capofitto nel settore dei software e delle librerie a campionamento, con un formato proprietario che può essere letto solo dal Campionatore Software Falcon e dal player gratuito Workstation, che non temono rivalità audio nemmeno nei confronti dei più conosciuti Kontakt e Halion.

Ph.1-Falcon & WorkStation

Partendo, quindi, dai propri software Host, mentre la UVI ha mostrato i propri muscoli in particolare nella replica di Synth gloriosi del passato, da cui deriva anche l’UVX670, oggetto del test, terze parti si sono dedicate a librerie più tematiche con riferimento a strumenti acustici/elettrici, piuttosto che orchestrali/vocali.

Non ultimo, dal 2019 circa 2.6GB di suoni accompagnano in bundle gratuito, le più recenti versioni di ProTools.

La procedura d’installazione degli attuali software del marchio francese, avviene tramite la proprietaria applicazione “UVI Portal” e hanno come protezione il sistema di drive USB dell’iLok.

Ph.2 -  UVI Portal

 

UVI UVX670

Per chi conosce il marchio AKAI solo attraverso la fortunata serie MPC, ed è relativamente giovane, deve sapere che negli ’80 cercò di dire la propria anche nel settore dei sintetizzatori analogici a controllo digitale. Furono prodotti i due modelli VX90, a rack, e VX600 a due ottave e la più performante serie AX con i modelli AX60 e AX80, a 5 ottave, e il modello AX73, a 73 tasti e funzioni di MasterKey.

Una veloce ricerca su YouTube, vi restituirà decine di video dei suddetti strumenti.

L’UVX670 si basa sui campionamenti del VX600 e AX73 che, di fatto, formano il cuore pulsante dei due Oscillatori del software. Il formato usato dalla UVI è proprietario, ha estensione “.ufs” e i file possono essere posizionati in qualsiasi HD interno/esterno. La directory può essere decisa durante l’installazione o, anche successivamente, tramite la pagina delle Preferenze.

Ph.3 -UVI VX670 -Preferenze SoundBank

Il peso della libreria dell’UVX670 è di circa 6,36GB. I suoni sono stati registrati in formato PCM lineare a 88,2KHz, ma vengono forniti in formato FLAC con compressione Lossless (quindi senza perdita di qualità), in un unico file .ufs. La UVI dichiara 306 Factory Preset, che attingono ad oltre 20.000 campionamenti.

 

GUI generale

Si diceva che l’UVX670 attinge a piene mani ai modelli VX600 e AX73 dell’AKAI. Come tutti i Synth della UVI, anche quest’ultimo richiama i colori dei Synth originali con un grigio di sfondo su cui mutano le diverse schermate per la programmazione e la modifica dei suoni. Per molti parametri, il click con il tasto “Alt” della tastiera del PC, consente il reset dei valori. Con un doppio click, si può immettere un valore numerico preciso.

Sulla sinistra trovano posto il potenziometro per il volume generale ed i 5 pulsanti con cui richiamare le relative finestre: Main, Edit, Mod, FX, Arp.

La struttura di sintesi è canonica e prevede 2 OSC, Filtro, Modulazioni tramite LFO/Step Modulator, FX desunti dagli algoritmi sviluppati dalla stessa UVI. Ma andiamo con ordine…

Akai VX600

 

MAIN

Questa è la finestra principale che viene mostrata all’apertura del plug-in. Qui trovano posto i due Osc (Oscillatori) che rimandano a campionamenti specifici dei due Synth contemplati, catalogati in ben 9 Categorie (Bass, Brass, FX, Keys, Lead, Pads, Pluck Bell, Poly, Waveforms), richiamabili cliccando sul nome della forma d’onda. In totale si hanno oltre 100 suoni per ognuno dei 2 Osc.

Ph.4 – UVI-AX670 -Categorie Suoni di base.

Da precisare che questi suoni, da considerare delle vere e proprie forme d’onda di base, sono richiamabili selettivamente con i pulsanti Prev/Next o cliccando sul nome stesso: non bisogna confonderle con i Preset che vengono richiamati, invece, in una tabella a parte sul Falcon o nella Tool Bar superiore nel caso si stia usando WorkStation (vedi Preset Management).

Curiosità e sorpresa: nelle forme d’onda dell’AX73 trovano posto anche alcune, con suffisso VX, campionate dal VX90 (versione rack dell’AX73. ndr), così come nei Preset c’è riscontro di impiego di entrambi gli strumenti dato che una categoria è denominata proprio AX73_VX90. A rendere tutto ancora più misterioso, nemmeno nel manuale utente se ne ha riscontro.

Entrambi gli Osc sono attivabili singolarmente e, per ognuno di essi, è possibile controllare Volume e Pan: la modifica di quest’ultimo avviene con movimento verticale del mouse.

Nella stessa schermata trovano poi posto:

  • l’inviluppo ADSR per l’Amplificatore, il cui Attack può essere influenzato dalla Velocity di tastiera tramite i due sottostante pulsanti;
  • il Filtro multifido (LPF, BPF, HPF), con tanto di Cutoff/Resonance, inviluppo ADSR dedicato, profondità d’azione (parametro Depth) e la possibilità di influenzare lo stesso tramite Velocity di tastiera, dosabile con il potenziometro dedicato.

L’azione di Ampiezza e Filtro può essere programmata usando selettivamente i pulsanti dedicati posti sotto il primo Osc: VX6, AX7 per controllarli singolarmente, BOTH per agire su entrambi.

Solo a carico dell’Osc AX7, è dedicato un pulsante specifico per l’emulazione del Chorus presente nell’hardware originale.

Ancora sotto, la presenza di un potenziometro “Balance” che, a differenza di quanto si possa immaginare, non miscela i due Osc, ma consente il riequilibrio di volume High/Low di tastiera. In altre parole, a valori negativi, i bassi subiscono un boost di volume; viceversa, si agisce col volume sugli alti, se i valori sono positivi. Il punto zero, dove non si avvertono sostanziali modifiche, sembra essere il tasto FA centrale (F3, nota MIDI 65): il manuale non riporta indicazioni precise a riguardo.

Da precisare il fatto che se si attuano delle modifiche sui singoli Osc e poi, per necessità, si agisce in “Both Mode”, queste ultime modifiche influenzeranno anche quelle precedenti, resettandole o annullandole. Per tale motivo, e per evitare distrazioni di programmazione, sarebbe utile che al richiamo di un Preset, la selezione vada a posizionarsi su Both, piuttosto che sull’Osc VX6.

 

EDIT

Da premettere che anche in questa pagina, troviamo la possibilità di poter intervenire tanto sui singoli Osc, quanto su entrambi contemporaneamente (pulsante Both). Allo stesso modo, vale la stessa precisazione sopra esposta, casomai si voglia modificare prima il singolo Osc, e poi agire in Both Mode.

Qui trovano posto i parametri generali dello strumento. Dall’alto:

  • Sezione “Modulation Wheel”. Tre sub aree che rimandano alla possibilità di assegnare alla MW tanto un Vibrato, quanto un Tremolo o, ancora, la modulazione del Filtro. Per ogni area/effetto, abbiamo a disposizione un On/Off e la Frequenza di rotazione della sinusoide per Vibrato e Tremolo, o la profondità bipolare di intervento per il Filtro. Semplice ed efficace!
  • Sezione “Amplitude”: raccoglie i pulsanti per le modalità Poly/Mono. Per entrambi modi, possiamo attivare il Portamento con in più, a favore del modo Poly, la possibilità di decidere con il Depth se vogliamo che l’escursione avvenga dalle note più basse (valori negativi) o più alte (valori positivi);
  • Sezione “Pitch”: qui interveniamo sull’intonazione degli oscillatori entro un range di +/- 2 ottave, piuttosto che +/- 24 semitoni o centesimi dello stesso, con il potenziometro dedicato;
  • Sezione “Stereo”: i parametri presenti agiscono in diverso modo secondo come si impostano gli Oscillatori sul fronte stereofonico. Anche per quest’area il manuale è molto avaro di informazioni, per cui azzardiamo considerazioni di funzionamento sulla base di prove empiriche dei parametri. C’è da precisare che l’area presenta 3 modalità operative (OFF, ALT e UNI) e 3 parametri correlati: Spread, Detune, Color. Quest’ultimo è l’unico che restituisce variazioni del suono in qualsiasi delle 3 modalità impiegate; dà l’impressione di operare su una sorta di Round Robin dei campioni, a secondo del valore impostato (+/- 10), piuttosto che agire su base frequenziale, come ci si aspetterebbe normalmente.

Vediamo da vicino le 3 modalità operative:

  1. OFF: in questa modalità funziona solo il parametro Color, secondo quanto sopra specificato;
  2. ALT: Spread da vivacità stereofonica a secondo che si impieghi uno o entrambi gli Oscillatori; Color come sopra; Detune è disattivato.
  3. UNI (Unison): abilità la possibilità di usare il Detune per scordare, in modo +/- aggressivo, i due Oscillatori. Color come sopra; Spread è disattivato.

 

MOD

In questa schermata trovano posto il singolo LFO e lo STEP MODULATOR.

LFO: presenta le consuete 4 forme d’onda Sinusoide, Quadra, Triangolare e Sample&Hold. La frequenza, parametro Speed, ha un’escursione di 100 step se free, ma può essere syncato al Bpm interno o dell’Host con valori musicali che vanno da 1/1 a 1/32, compresi valori puntati e terzinati. Le modalità di attivazione dell’LFO prevedono:

  • Retrig: ad ogni pressione del tasto, il ciclo dell’LFO riparte da zero;
  • No Retrig: fa si che le note, successiva alla prima, seguano l’oscillazione dell’LFO;
  • Legato: simile alla precedente, agisce sull’esecuzione legata.

La sottostante area, consente rapidamente di associare l’azione dell’LFO al Volume, Filtro e Intonazione di ogni singolo oscillatore indipendentemente. La profondità d’azione, invece, è comune ad entrambi.

STEP MODULATOR: come si può intuire, è un modulatore programmabile fino a 16 step, con Speed syncato al Bpm e valori simili all’LFO. É possibile decidere un ritardo d’azione (Delay) e un’incremento progressivo della profondità d’azione (Rise). Con Smooth si stabilisce la curva d’azione che, a valori minimi, assume forma di Gate degli step. Lo Step Modulator, come per l’LFO, può essere associato a Volume e Filtro di ogni degli oscillatori. Manca, a mio avviso, la possibilità di poterlo indirizzare al Pitch, in modo da poter ottenere uno Step Sequencer particolarmente efficace.

 

FX

Attivabili singolarmente, ogni FX prende spunto dai diversi algoritmi proprietari della UVI, a cui sono associati i parametri essenziali per una rapida modifica dell’effetto.

  • EQ: 3 bande grafiche, e la possibilità di scelta di 2 Frequenze che agiscono come Crossover High/Mid e Mid/Low;
  • Thorus: classico Chorus con parametri di Frequenza (Speed) e profondità d’azione (Depth);
  • Phasor: anche qui un consueto Phaser con controlli di Frequenza (Speed), profondità d’azione (Depth) e reiterazione dell’effetto (Feedback) che, a valori estremi, raggiunge una sorta di autoscillazione;
  • Drive: Essenziale e morbido circuito di saturazione.
  • Ensemble: 3 modi per dare rotondità al suono in stile Juno 106. Tone da colore alle frequenze, Mix dosa il Wet/Dry dell’effetto;
  • Delay: consueti parametri per specificare la frequenza (Speed, con soli valori musicali), filtri Low/High Cut, Feedback per il numero di ripetizioni, Mix per l Wet/Dry;
  • Sparkverb: anche qui parametri usuali come la grandezza della stanza (Size), la scelta dell’RT60 (Decay), semplici filtri High/Low per la coda, Mix per il Wet/Dry.

Anche se, presi singolarmente, non fanno saltare dalla sedia, in combinazione tra loro e la possibilità di poterli gestire tramite il MIDI Learn, consentono di arricchire le sonorità di base con efficacia e semplicità.

 

Arpeggiatore

Sono indipendenti e attivabili singolarmente per ognuno dei due Oscillatori. Gli Steps sono al massimo 16 ed è possibile attivare un legato tra le note sotto ogni singolo step. La velocità, Speed, può essere impostata a figure musicali da 1/1 a 1/32, inclusi valori puntati e terzinati. Le ottave gestibili sono +/- 3 ed è contemplato un Gate degli eventi. Poche le modalità, che prevedono solo Up, Down e Up/Down.

Con Link, infine, si fa in modo che quanto programmato sul VX6 si ripercuota anche sull’altro Oscillatore.

 

Preset Management

Una volta richiamato il SoundBank da Falcon, l’intero set di Factory Preset compare sulla destra della schermata generale. Ovviamente sono contemplate tutte le categorie tradizionali afferenti la sintesi analogica, come pure sono state raccolte sonorità specifiche sia per il VX600 che per l’AX73. In quest’ultima cartella, un pò a sorpresa in quanto indicato nel nome stesso, trovano posto anche alcune sonorità del modulo VX90: non avendo le macchine originali per un confronto, non risulta facile capire quali sono i Preset specifici che si rifanno alle due macchine. Sta di fatto che il VX90 possiede lo stesso motore audio dell’AX73, per cui anche i timbri di base sono gli stessi. Tra l’altro, a confermare il fatto che probabilmente è solo una velleità di nomenclatura piuttosto che di sostanza, nessuno dei Preset di questo elenco richiama un suono dell’Osc AX7 che contenga anche campioni con suffisso VX!

AX73-VX90

 

MIDI e Gestione Esterna

In attesa che vengano rilasciate ed impiegate le codifiche del più performante MIDI 2.0, che dovrebbe consentire un maggiore e, probabilmente, automatico colloquio tra hardware esterni e software plug-in, l’UVX670 attinge a piene mani nei “vecchi” protocolli per gestire tanto il MIDI Learn dei parametri, quanto la possibilità di sviluppare una interfaccia ad hoc tramite l’OSC (Acronimo di Open Sound Control. A questo Link un esauriente articolo di qualche tempo fa htt/ ).

       Premesso ciò, c’è da dire, però, che sia sul Falcon quanto sul gratuito Workstation, il MIDI Learn ha effetto solo sul Preset presente al momento: se si cambia, salta tutta l’assegnazione. Strano, ma vero!!!

       Abbiamo chiesto riscontro alla UVI e ci hanno risposto che l’unico modo per aggirare il problema è quello di salvare nuovamente il Preset con le assegnazioni effettuate.

       Aggiungiamo una piccola richiesta personale: il Prev/Next dei suoni sui singoli Oscillatori, nella versione testata, non può essere “midizzato”. A giudizio personale, una simile features sarebbe nelle mani dell’utente un must da non sottovalutare.

 

Manuale

Alquanto scarso, nella maggior parte dei casi, da indicazioni sommarie dei pulsanti/knob piuttosto che indicare l’impiego dell’una o dell’altra funzione. Da apprezzare, almeno l’elenco tanto dei Preset, quanto dei singoli suoni campionati per ognuno degli Oscillatori.

Probabilmente, i progettisti dell’UVX670, considerando una canonica catena di sintesi analogica, hanno dato per scontato una conoscenza pregressa dei parametri e, pertanto, non necessaria di un’approfondimento degli stessi. Altra chiave di lettura di una simile scelta mi fa pensare al fatto che i moderni producer, piuttosto che perdere tempo a leggersi i manuali, preferiscono un approccio empirico più “tattile”, in attesa che succeda qualcosa di interessante: anche questo approccio è da considerare una realtà dei nostri tempi.

 

Conclusioni

Quasi tutti i Synth della UVI, che hanno alla base suoni campionati, offrono solitamente una GUI semplice, con parametri che attingono a piene mani nei moduli della sintesi analogica. Anche l’UVX670 segue questa scia e, pertanto, diventa facile da usare sin dalla sua prima apertura. Allo stesso modo, considerandone anche il costo accessibile, si può pensare ad esso anche per muovere i primi passi in tale mondo. La libreria di oltre 200 multi campionamenti, consente di superare ampiamente lo spettro armonico normalmente offerto dalle canoniche forme d’onda analogiche (Sinusoide, Triangolare, Quadra, Dente di Sega): anche questo è da considerare un plus valore, soprattutto se provenienti da Synth non reperibili facilmente.

Mancano poche cose, a dire il vero, che vanno inquadrate più in una valutazione soggettiva, forte di tanti confronti con altri marchi/prodotti, che oggettiva per le possibilità di modifiche offerte. Nello specifico faccio riferimento allo Step Modulator che manca della possibilità di essere indirizzato al Pitch per ottenere, in modo relativamente semplice, un performante Step Sequencer.

Se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, da annotare probabilmente ad una distrazione in fase di elaborazione degli script, va evidenziato il fatto che le eventuali modifiche nella modalità Both, presente nelle pagine Main ed Edit, annullano eventuali modifiche ai parametri simili, operate sui singoli Oscillatori. Mi sarebbe piaciuto, piuttosto, una variazione proporzionale dei valori già impostati. Ciò obbliga, ma ci si si abitua subito, ad intervenire prima grossolanamente su entrambi gli Osc, per poi agire di fino su uno dei due, casomai necessitasse.

Last but not least, un pio desiderio. Con il player gratuito “WorkStation”, la UVI consente il contestuale download di una “mini” libreria free per consentire all’utente qualche prova sul campo. Bene: mi chiedo perché a questo punto non rilasciare delle versioni Demo di tutti i modelli disponibili, magari riducendo sia il numero di parametri utilizzabili quanto dei Preset? Aspettiamo con impazienza…

Buona Musica!!!

Plus

  • Polifonia;
  • Semplicità e facilità di utilizzo;
  • Opzioni Stereo nella sezione Edit;
  • Step Modulator;

Minus

  • Manuale scarso e mancante di diverse precisazioni;
  • Il setting del MIDI Learn non viene tenuto in memoria cambiando Preset;
  • Le modifiche in Both Mode, annullano le modifiche effettuate prima sui singoli Oscillatori.

UVX670 è disponibile per tutti i formati professionali (AAX Native, AU, VST2, VST3), al costo di $79,00.

 

Ultima ora

La UVI ha rilasciato da qualche giorno la versione 2 di Falcon, il soft Sampler di cui potete leggere il test qui, e la nuova Expansion “Titanium” che sfrutta al meglio le nuove funzionalità di Falcon 2.

Falcon 2, negli anni è stato potenziato progressivamente, oltre alla correzione di tantissimi Bug Fix. Nella pagina dedicata, oltre alle indicazioni specifiche delle nuove features, troverete il manuale d’istruzioni in cui, tra l’altro, è riportato un completo Change Log che annota tutto quanto è stato aggiunto al Sampler dal suo rilascio nel 2016. Le migliorie e le aggiunte che trovate in Falcone 2, in sintesi riguardano:

  • Nuovo Oscillatore a sintesi Additiva;
  • Nuovo FX Tape Echo;
  • Nuovo FX Sallen Key Filter;
  • Algoritmo Redux FX per l’Analog Bit-crushing completamente rivisitato;
  • Nuovo FX Formant Crusher;
  • Nuovo FX Track Delay;
  • Nuovo Modulo LFO Parametrico;
  • Nuovo Modulation Quick View;
  • Nuovi User Templates;
  • Nuovi Script: Step Sequencer, Euclidean Drum, Tonal Sequencers; Chord Bank, Range Limiting;
  • Migliorato il Compressore a 3 Bande;
  • Nuovi Preset (150) e nuove Wavetable (150).

L’aggiornamento alla v2 di Falcon è gratuita per gli utenti già registrati. Tuttavia, in questo periodo promozionale (scade il 27 Ottobre) Falcon 2 è offerto con il 30% di sconto, con 2 Espansioni gratuite e un Voucher di 100€ per l’acquisto di qualsiasi altro prodotto UVI.

 

Approfondimenti

Recensione Falcon: fabiop139.sg-host.com/uvi-falcon

Workstation www.uvi.net/uvi-workstation

UVI Engine www.uvi.net/licensing-third-parties

OSC fabiop139.sg-host.com/osc-open-sound-control

Falcon 2 www.uvi.net/falcon#tech-specs

Expansion Titanium vi.net/titanium

Alfredo Capozzi

Condividi questo articolo!
Nessun commento