Yamaha Stagepas 1K – Sistema portatile PA all-in-one e oltre.

Premessa – doverosa per i più giovani e non solo: Yamaha o azienda dai 3 diapason è sicuramente una delle aziende più longeve e fortemente impegnata nella progettazione/costruzione di strumenti musicali, apparecchiature elettroniche per musicisti, riproduzione e registrazione musicale.

Fondata nel 1887 si è sempre distinta nella produzione di strumenti di qualità, diventati poi punto di riferimento per moltissimi musicisti. Tutto questo senza mai dimenticare i prodotti entry level e di fascia media che, beneficiando del know how della casa, hanno permesso a molti musicisti di fare musica con soddisfazione.

Yamaha Logo

Giusto qualche esempio per richiamare alla memoria alcuni prodotti/strumenti, attori fondamentali della musica mondiale negli ultimi anni. Chi non conosce i pianoforti acustici C3 e C7 , oppure i monitor da studio NS10, i Bassi della serie TRB, tra cui uno dei primi 6 corde ancora oggi uno standard e proseguendo, le tastiere elettroniche DX7 o Motif, le Batterie Acustiche o Elettroniche, i mixer, da quelli più semplici a quelli enormi, digitali, da palco o da studio. Il musicista o amante della musica sicuramente conoscerà uno o più di queste “macchine da musica”, per chi invece è meno avvezzo al settore, anche non identificando un modello specifico, ascoltando musica sicuramente individuerà come familiare il suono di questi strumenti, perché milioni di dischi e concerti sono stati fatti con essi.

Progetto

Ho avuto proprio la sensazione che nel costruire le Stagepas 1K , Yamaha abbia voluto, tenendo ben presente la filosofia del progetto, coniugare le leggi di base dell’acustica/elettroacustica(subwoofer + satellite/ linea Array) con le più moderne conquiste tecnologiche ( digitalizzazione e DSP, amplificatori PWM, collegamento tramite bluetooth, software di gestione, materiali…) cercando di ridurre il fenomeno della “coperta corta” (vedi nota*) che da sempre esiste in elettroacustica. Inoltre, prestazioni , semplicità (mixer incorporato, effetti, equalizzazione intelligente monocontrollo, ingressi Hi-Z, montaggio immediato…) e facile trasportabilità, erano obiettivo del progetto.

*Nota: “coperta corta”. In elettroacustica, nel progettare un sistema di diffusori, bisogna continuamente operare delle scelte perché favorire un parametro inevitabilmente ne sfavorisce un altro.

Yamaha Stagepass L-R

Alias: “se copriamo la testa scopriamo i piedi – coperta corta”. Partiamo dal fatto che non esiste un altoparlante ideale e che ad esempio, le caratteristiche richieste ad un altoparlante per riprodurre bene le frequenze basse saranno completamente diverse da quelle necessarie per riprodurre frequenze alte.

Tutti voi , anche solo visivamente, conoscete benissimo le differenze tra un woofer ed un tweeter. Ancora , escursione, frequenza di risonanza, complesso magnetico, dispersione, diametro ecc… sono tra loro parametri interconnessi. Anche il diffusore completo (altoparlanti + mobile + più crossover) è legato a dei vincoli progettuali e di realizzazione precisi in relazione agli altoparlanti scelti ed al progetto selezionato (monovia, due o più vie, configurazione a tromba, bass reflex/sospensione pneumatica, tipo e frequenze di incrocio per il crossover…..) Insomma, quando si progetta un sistema , bisogna avere bene in mente qual è l’obiettivo che si vuole raggiungere e di conseguenza, scegliere la strada giusta da percorrere, privilegiando alcuni aspetti ed accettando delle rinunce.

Sub + Linea di array

Nel caso delle Stagepas 1K ad esempio, la scelta di posizionare un woofer il più vicino possibile al pavimento consente da un lato, la minimizzazione delle interazioni distruttive fra l’emissione diretta del woofer e quella della sua immagine riflessa dal pavimento (che funge da vero specchio acustico) e dall’altro, un incremento del livello della risposta “energetica” complessiva (emissione diretta + riflessione del pavimento). Ovviamente, per fare ciò, la frequenza di taglio deve essere sufficientemente bassa da non inficiare la riproduzione delle frequenze medio alte. Nel caso delle Stagepas 1K abbiamo appunto una frequenza di crossover di 240 Hz. La riproduzione delle medio-alte è affidata ad una “line array” ovvero, una disposizione verticale di 10 altoparlanti di piccolo diametro 1,5″ con curva a J, che lavorano come una “singola” sorgente di emissione sonora. La scelta di altoparlanti opportunamente progettati , di piccolo diametro e con particolare configurazione , permette di ottenere una dispersione Orizzontale x Verticale rispettivamente di 170° x 30°.

Subwoofer

Il Subwoofer è costituito da un 12 pollici. La Yamaha, da quanto dichiarato, pur tentando di ridurre le dimensioni ed il peso del diffusore, al fine di migliorarne la trasportabilità, ha cercato di non sacrificare la qualità della risposta. Inoltre, con la tecnologia Twisted Flare Port™ viene ridotto il rumore dell’aria della porta reflex.

Elettronica  Stagepas 1k

L’elettronica ed i controlli, alloggiati nel mobile del subwoofer, constano di un Amplificatore in Classe D da “1000W dinamici (Subwoofer: 810W, Line array speaker: 190W) ed un Mixer digitale con vari input e controlli. Relativamente agli ingressi del Mixer troviamo: tre canali mono microfono / linea ed un ingresso stereo. Due dei canali mono sono dotati anche di connessioni Hi-Z per l’interfacciamento diretto con chitarre e bassi senza l’uso di D.I. aggiuntive. L’ingresso stereo, oltre ad ingressi jack standard da 6,3 e mini jack di linea da 1/8″, supporta anche la riproduzione di dispositivi Bluetooth .

Mixer Stagepas 1K

Tra le funzioni di controllo del suono, sono presenti l’equalizzatore costituito da un solo potenziometro per un’impostazione di equalizzazione multi-banda ottimizzata, il riverbero derivato dal famoso multi-effetto della casa SPX , il potenziometro di controllo “Mode” che gestisce un compressore multibanda permettendo di regolare le impostazioni di compressione ottimizzandole alle varie applicazioni come “Speech” o “Musica.”

Editor Stagepas

Esiste anche un Editor Stagepas come applicazione software (scaricabile gratuitamente) che permette di controllare da remoto i parametri del mixer, attraverso dispositivi Android™ o iOS. Di seguito due screenshot dal mio smartphone durante la regolazione delle unità mentre ero seduto sul divano nel punto di ascolto. Lo Stagepas Editor consente anche di salvare le impostazioni/regolazioni effettuate e richiamarle all’occorrenza.

Screenshot S. Aversano – Stagepas Editor

Ogni unità è composta da due componenti: il subwoofer che ospita anche l’elettronica e la line array. Per poter posizionare alla giusta altezza l’unità medioalti dal subwoofer , vengono forniti anche due distanziatori così da avere 3 combinazioni per le diverse altezze. Il tutto si monta con estrema facilità vista la presenza di incastri meccanici/elettrici dedicati. Ovviamente, con due unità avremo un sistema stereo che potremmo collegare come dual mono (ogni unità completamente indipendente Sx e Dx) o “linkate” (funzione ampiamente prevista dal progetto). Poter disporre di una coppia stereo rappresenta certamente l’optimum per una corretta riproduzione spaziale ed appunto stereofonica però, in alcune circostanze, ove questa necessità non sia indispensabile o richiesta , immagino un oratore, un musicista in viaggio con dotazioni minimal per esibizioni con chitarra e voce, ecc…, una singola unità potrebbe già essere più che sufficiente allo scopo, riducendo i costi e facilitandone ancor di più il trasporto.

Altezze con distanziatori

Per il trasporto, viene fornita in bundle una comoda borsa nella quale poter inserire tutta l’unità, inoltre esiste una pedana, acquistabile separatamente, dotata di ruote per facilitare ulteriormente gli spostamenti.

Le buone caratteristiche di dispersione orizzontale (170°) ed una discreta dispersione verticale( 30°) che vanno ben oltre lo standard di un sistema line array (mediamente tra 110-140 gradi orizzontali e 10-15 gradi verticali) consentono, regolando anche l’altezza(con gli appositi distanziatori) e l’orientamento della parte superiore delle stagepas , di sonorizzare con soddisfazione anche il campo vicino (pochi metri di distanza dal diffusore) ampliandone le possibilità di utilizzo. Possiamo quindi pensare, per esempio, ad un impiego delle Stagepas 1K in modalità monofonica o stereofonica, in svariate applicazioni: -riproduzione di musica in sala prove o in adeguati ambienti domestici(per provare/studiare/divertirsi ed ascoltare musica quando si cercano sensazioni più live oriented, vista anche la sua performance equilibrata e naturale) oppure, sonorizzazione di spazi con pubblico => One men show, piccoli gruppi, DJ set, piccole sale da concerto, conferenze…

 

Prova

Dopo una piccola familiarizzazione con il sistema, prova ingressi, regolazioni ed altro, ho inserito nell’ingresso line ST il jack proveniente dall’uscita linea della mia scheda audio e mandato in play il lettore con la riproduzione continua di brani musicali dotati di discreta complessità armonica ed impatto . Tutto ciò per far “rodare “ alcune ore gli altoparlanti, pratica che eseguo sempre quando si tratta di ascoltare/testare strutture che basano il loro funzionamento sul movimento.

Pic. S.Aversano – Prove in Laboratorio

Prova con chitarra elettrica

Successivamente quindi ho collegato, ad una sola unità e precisamente all’ingresso 2 del mixer, la mia chitarra elettrica Yamaha Mike Stern MS1511 (da me customizzata per renderla più vicina alle mie esigenze) ed attivato il controllo Hi-Z. Devo ammettere che il mio approccio verso l’ingresso Hi-Z diretto del mixer era leggermente prevenuto, ovvero pensavo che fosse sì una buona ed utile possibilità ma comunque un “ripiego di necessità” e che probabilmente avrei ottenuto il solito suono abbastanza “spento” , ma: EUREKA! Non mi aspettavo tanto! Il suono clean di chitarra c’è, pulito, dinamico, chiaro. Con l’aggiunta di un poco di riverbero mi sono ritrovato in un attimo ad improvvisare e divertirmi su basi armonico/ritmiche eseguite dal mio PC e riprodotte dallo Stagepas 1K attraverso l’ingresso ST. Appena il tempo di miscelare i volumi dei due canali e via al divertimento, con ottimo coinvolgimento. Il suono, le frequenze, gli strumenti ci sono e si proiettano con sensazione reale, molto live e timbricamente corretti. Il carattere dell’ingresso Hi-Z, mi ricorda molto quello di un mio “vecchio” processore Yamaha per basso l’FX500B il quale, anche se datato (oramai ha diversi decenni) , in alcune occasioni lo uso ancora con molto piacere in bypass proprio come D.I., perché molto performante. Mi ha fatto piacere ritrovare in parte quel suono. Ovviamente chi suona la chitarra elettrica, difficilmente si accontenterà del solo suono clean. Quindi se la necessità è quella di un suono che va ben oltre il Clean, nessuno ci impedisce di interporre tra la sei corde e lo Stagepas un multieffetto/amp simulator ottenendo, nel rispetto della praticità e trasportabilità, un armamentario di suoni più vasto e rispondente alle nostre molteplici esigenze. Come potete immaginare io l’ho fatto, ho interposto uno dei miei multieffetti/amp simulator ed il risultato è stato di notevole interesse, permettendomi di coprire così svariati generi musicali con il semplice click di un pedale.

Prova basso elettrico

Ritornando all’ingresso Hi-Z, il suono pulito e dinamico si è confermato anche quando ho collegato al mixer il mio basso elettrico a 5 corde. Anche tutto il sistema stereo Stagepas 1K si è comportato molto bene nella riproduzione di questo strumento per velocità e risposta, ovviamente non bisogna pretendere il suono di un amp con cono da 15” top di gamma ed espressamente progettato per il basso elettrico, sarebbe un paragone ingiusto.

Mini performance

Grazie alla collaborazione e complicità di mia figlia Carla (cantautrice e musicista), abbiamo improvvisato una piccola performance live esclusiva e solo per noi due. La voce era chiara e ben riprodotta così il loop di base e la chitarra aggiunta in real time.

Ph. S.Aversano – Carla Aversano

Ascolto “puro”

Ho poi “osato” con una prova d’ascolto “pura” ovvero solo musica riprodotta, brani noti di artisti preferiti, “in home” con il sistema stereofonico montato e giustamente disposto. Io ero comodamente seduto sul divano e la distanza che mi separava dai diffusori era poco più di 3m. In queste condizioni ho eliminato i distanziatori così le unità medio-alte si sono posizionate alla stessa altezza delle orecchie. Dopo alcune prove ho inclinato le Stagepas di pochi gradi verso dietro (con dei semplici tacchetti di gomma da 2,5cm posizionati sotto il diffusore anteriormente) per migliorare la dispersione verticale rispetto al punto d’ascolto. Intendiamoci, non è un sistema Hi-Fi e non vuole esserlo, non è nato per questo, però quanto ci va vicino per la qualità dei suoni (fortunatamente oggi siamo sempre più lontani dai vecchi sistemi professionali tutto volume e poca sostanza). Come già scritto, ho dedicato il giusto tempo al posizionamento/inclinazione /regolazione ( quasi tutto in flat) per adattare il sistema al mio ambiente, alla mia posizione ed alla distanza d’ascolto.

Chi suona, conosce bene la sensazione che si prova nell’ascolto live, quando si è posizionati tra musicisti e strumenti, con il suono della drum, lo slap del basso, il martelletto del pianoforte che batte sulle corde trasformando la percussione in vibrazione e suono, la potenza di un accordo di chitarra pieno e distorto, quei bassi sempre un poco lunghi e della serie: “ma che vuoi è l’ambiente, è il live”….. Bene queste sensazioni, anche se giustamente in scala, si ritrovano. Dave Weckl, Pino Daniele, Joe Bonamassa, Tom Kennedy, Michel Petrucciani, Keith Jarrett, Jeff Lorber, Chick Corea ….. solo per citarne alcuni, erano molto vicini, specialmente se la riproduzione veniva fatta a volumi sostenuti. Più alzavo il volume (senza mai esagerare oltre limiti consoni condominiali) più il coinvolgimento aumentava ed aumentava a tal punto che qualche volta non ho resistito ed ho collegato, con molta modestia ed a capo chino, la mia chitarra iniziando ad improvvisare con loro,… vantaggi dell’avere a disposizione un sistema di amplificazione professionale.

Durante le varie sedute d’ascolto, che aumentavano per numero e durata, ho riscoperto un modo ed un piacere diverso di ascoltare musica. Certo qualche purista sicuramente vi dirà che rispetto ai sistemi Hi-Fi gli alti non sono sufficientemente estesi, la dispersione in ambiente e la scena sono limitati, i bassi non perfettamente smorzati, i controlli non sono totalmente escludibili, a bassissimi volumi non performa come a volumi medio/alti , il suono sembra avere una tendenza al “ruspante” e poco raffinato, ecc… è vero, però di contro quanto coinvolgimento, che gusto quella sensazione live, quella riscoperta di alcuni passaggi dinamici…

Siamo nel 2020, visto il periodo di pandemia e le notevoli ed inevitabili restrizioni riguardanti gli assembramenti, le prove all’aperto ed in presenza di pubblico sono state attualmente sospese. I presupposti però per fare bene ci sono tutti e mi aspetto sicure conferme positive. La cosa che mi incuriosisce maggiormente già da oggi, sarà verificare se quanto fin qui testato verrà confermato anche in ambienti grandi/all’aperto ed in presenza di pubblico e se alla qualità sarà associata anche la “quantità” ovvero la capacità di suonare forte e soddisfare l’ascolto di un pubblico “sufficientemente” numeroso. I dati di targa e le premesse ci sono. Come avrete fin qui letto, il tempo disponibile è stato dedicato allo studio/analisi del sistema ed a numerose prove “domestiche”, facendo di necessità virtù.

Se siete un gruppo heavy metal ed avete la necessità di far tremare le pareti con onde sismiche o di sonorizzare uno stadio, forse conviene che rivolgiate il vostro sguardo altrove (lo stesso catalogo Yamaha è pieno di soluzioni) invece, in tutti i casi descritti in precedenza , un sistema di questo tipo potrebbe essere proprio un’ottima soluzione, coniugando suono, trasportabilità e semplicità. Sicuramente un sistema d’ascoltare prima di decidere eventuali acquisti.

Salvatore Savio Aversano

P.s. Se dovessi dare dei consigli alla Yamaha (ovviamente non richiesti), gli scriverei di prendere in considerazione una confezione/modello stereo in bundle, ovvero una coppia di Stagepas 1K pensata e venduta direttamente per la riproduzione stereofonica con un solo mixer (così da ridurre eventualmente anche i costi), magari con un percorso del segnale line-in più diretto (equalizzatori e processori dinamici totalmente escludibili) , più una regolazione Pan-Pot su ogni canale e last but not least l’aggiunta di un ½  distanziatore, così da poter ampliare notevolmente le possibilità di posizionamento in altezza dell’unità medio-alti. Nessuno mi ha chiesto niente però io ci provo, non si sa mai.

Si ringrazia  Casa Musicale Cav. Quinto Fabio (SA), per avermi dato la possibilità di utilizzare  due impianti Stagepas 1K, per tutto il tempo necessario alla realizzazione del TEST.

Ulteriori caratteristiche tecniche dichiarate

  • Frequency Response (–10 dB) 37 Hz – 20 kHz     
  • Maximum Output Level (Measured peak, IEC noise@1m) 119 dB SPL   
  • Dimensions (W x H x D) Line array speaker: 67 x 582 x 86 mm Spacer       (each) : 67 x 555 x 86 mm                                                                               
  • Subwoofer: 334 x 550 x 418 mm                                                                       
  • Weight: Line array speaker: 1.8 kg Spacer (each) : 0.6 kg Subwoofer : 20.0 kg

 

Informazioni Utili

Produttore: Yamaha
DistributoreYamaha
Modello: Stagepas 1K

Prezzo consigliato: 879,00 Euro iva inclusa

 

 

 

 

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