Universal Audio – SOLO 110/610 – PRE a confronto (Parte II)

Antonio Campeglia

Abbiamo conosciuto il mese scorso il primo campione SOLO 610, un nome che incute paura, adesso alle corde, nell’altro angolo del ring, troviamo il suo sfidante, il mingherlino Solo 110…. Sembra una lotta impari. Sarà un incontro truccato? Riuscirà il nostro PRE a tenere testa al suo avversario dalla mole così robusta e dal suono così caldo e avvolgente? Il pubblico inizia a scaldarsi: basta parlare, vogliamo solo che il signore Suono dia inizio all’incontro… e che vinca il migliore…. Gong “440 Hz”

Introduzione

Trasmettere le sensazioni sonore che si provano all’ascolto di ” macchine musicali” è sempre molto difficile perchè appunto si tratta di sensazioni e non di numeri. In questa seconda prova ho utilizzato la stessa catena audio del modello valvolare e le stesse fonti sonore, solo in un caso ho cambiato la microfonatura. Essendo due prodotti progettati con caratteristiche completamente differenti ho dovuto, in fase di test, gestire in maniera differente i loro parametri fisici.

Descrizione Solo 110

Il PRE si presenta anch’esso come una piccola e solida valigetta da viaggio molto ben curata ma di peso molto inferiore al 610. Sul pannello frontale (Fig.1) troviamo due generose manopole GAINLEVEL(uscita) separate da due led POWERSIGNAL. In basso, da destra verso sinistra, troviamo cinque switch, pulsanti che, quando attivati, generano una luce interna di colore blu. Le funzioni sono le stesse degli switch a levetta del modello 610; il selettore d’ingresso MIC/DI, il commutatore d’impedenza LO-Z/HI-Z , il selettore per l’alimentazione phantom a 48 V, e, a seguire, il controllo LO CUT/FLAT e l’inversione OUT/IN.
Sul retro (Fig.2) troviamo l’ingresso per l’alimentazione POWER IN, il selettore ON (I)/OFF(0), un uscita in formato XLR posta fra i due selettori LIFT/GND e MIC LINE e infine un’uscita audio in formato XLR.

Voce maschile Solo 110

La voce utilizzata in questo test è la stessa del precedente, ha influenze blues dal timbro leggermente ruvido, che si alterna a quello pulito, si muove dal registro baritono a quello tenore. Ho posizionato anche in questo caso il microfono testa in giù con il centro della membrana verso la punta del naso per sfruttare il più possibile l’effetto prossimità. Dopo qualche “take” per ottimizzare il livello di input, ho iniziato a registrare e il risultato finale è meno coinvolgente del modello 610 con un risultato molto più tecnico e poco armonioso. La qualità del segnale gestito è stata comunque di qualità professionale con tutte le peculiarità del caso: risposta ai transienti veloci, pulizia assoluta e tanta headroom, molta più capacità di amplificazione del segnale rispetto al fratellino valvolare. Teniamo presente che il Neumann TLM 103, a cui è stato interfacciato, è un microfono “trasformless”a stato solido, già di per sè neutro e ultra pulito. Concludendo, i giusti compagni del 110 sarebbero senz’altro stati dei microfoni a valvola quali il Neumann M149 (Fig.3), oppure l’AKG C12 VR, questi avrebbero fornito un risultato timbricamente eccellente. Non lo consiglio per quelle voci dalla timbrica molto pulita e con poca personalità.

Violoncello Solo 110

Per il test, ho utilizzato le stesse impostazioni del SOLO 610 ma il risultato è stato abbastanza diverso. Come scheda audio ho utilizzato, anche in questo caso, la MOTU 896 HD, (Fig.4) bellissima, anch’essa molto neutra. I brani suonati sono gli stessi del test precedente; il contenuto armonico del segnale in uscita è diverso, a primo impatto molto più freddo e asciutto ma con qualche dB in più. In un primo momento si rimane leggermente sconcertati, si ha voglia di riprendere il fratellino valvolare che restituisce una pasta sonora più piacevole e meno cruda, ma un riascolto successivo, nei vari giorni a seguire, evidenzia una grande caratteristica del PRE: rinforzare il segnale dandogli circa 5/6 dB in più senza snaturarlo; proprio grazie alla sua natura molto neutra è adatto quando si desidera fare delle registrazioni in multi-sessione dello stesso strumento, in quanto in un insieme orchestrale, un segnale, anche se solo leggermente arricchito, rischia di perdere la sua veridicità.

Sul violino e sulla viola vale lo stesso discorso del violoncello, solo che qui le differenze sono maggiormente udibili, infatti i due strumenti lavorano su registri medi come la nostra voce. Sulla parte alta dello spettro, verso gli acutissimi dello strumento, il risultato è piuttosto freddino, al limite dell’asettico; i medi centrali si presentano fin troppo penetranti ma i bassi restano abbastanza definiti. Il pregio del PRE sta nell’aver rivelato anche i pianissimi di questi affascinanti strumenti.

Chitarra classica e spagnola Solo 110

La tecnica di registrazione e la microfonatura è la stessa adottata per il fratellino valvolare (Fig.5), il 110 è riuscito a fornire molto più dettaglio grazie alla migliore velocità nel cogliere l’attacco delle unghie sulle corde. Il suono di questo strumento nelle registrazioni, in genere, risulta sempre un po’ inscatolato intorno ai 1000 Hz. Il 110 invece è riuscito a bilanciare perfettamente la risposta timbrica della chitarra classica sia negli arpeggi che nella parte ritmica. Anche con l’energico tocco appoggiato senza unghie, in stile spagnoleggiante, la risposta è stata altrettanto veloce e poco intubata, i chiaroscuri dell’esecuzione sono stati ben gestiti, sia negli arpeggi, nelle strappate che nell’alternanza ritmica, il PRE non è mai andato in crisi, riuscendo a cogliere e riprodurre fedelmente i colori di questo strumento selvaggio.
Fantastico!

Flautino artigianale Solo 110

Come ho già detto sul numero precedente, il flautino artigianale calabrese ha un suono molto basso. Nel caso del flautino, le armoniche non sono la componente principale vista la gamma di frequenze proprie dello strumento, in questo caso mi sono inventato al momento una nuova combinazione di parametri per una sua registrazione ottimale. Ho sostituito l’AKG 414 con un Neumann U 87 Vintage per compensare un pò la “modernità” del 110. Il risultato è stato eccellente, il suono ha acquistato dinamica grazie alla spinta del 110 (ho riscontrato nel 110 una differenza in uscita pari a quasi 5/6 dB) e non ha perso in “calore” grazie al U87 vintage. Questo ci fa riflettere: per raggiungere un risultato ottimale bisogna lavorare anche un pò di fantasia, creare insomma i miscugli giusti, un pò come si fa in cucina, non attenendosi solo alla tecnica manualistica; nello specifico il 110 si è rivelato un’ottima spezia, sapientemente utilizzata per una impeccabile degustazione del suono.

Over Head Solo 110:

La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la sua grandissima capacità di gestire una gamma dinamica così complessa. Il PRE non è mai andato in crisi anche con esecuzioni pesanti in stile rock. Ottima l’accuratezza e dettaglio su esecuzioni leggere ed accarezzate con spazzole in stile jazz. Il fratello valvolare ha restituito un timbro meno granuloso sulla parte alta dello spettro, intorno agli 8.000, in compenso il 110 ha restituito una più efficace risposta ai transienti, con una sonorità in generale più dettagliata. Il 110 ha una forte tendenza alla rivelazione degli ambienti tanto da far percepire, all’ascoltatore attento, il tipo stanza nel quale è stata eseguita la performance (monitor permettendo).

Conclusioni Solo 110:

Il 110 ha le stesse caratteristiche fisiche del 610, la sua circuiteria è estremamente pulita ed il fruscio è inesistente, ma il suono è volutamente diverso. Prima di accenderlo per la prima volta, ho pensato si trattasse di uno di quei i gioiellini di nicchia, creato per i cosiddetti puristi del suono, parlo di coloro che non amano la colorazione del segnale e che per questo si affidano ad outboard a stadio solido in classe A.
Normalmente questo tipo di circuitazione viene progettata proprio per questo tipo di utenza, per beneficiare sia di una elevata risposta in frequenza che di una grande linearità e silenziosità, ecco perché se ne denota un frequente utilizzo per riprese di musica classica. In realtà ho trovato questo PRE un pò più aggressivo del fratellino, forse un pò troppo, lo stesso segnale (violoncello) con gli stessi settaggi, fornisce quasi 5 dB in più. Perde molto in armoniche e calore, il suono è più tedioso, e quando si inserisce il LO CUT diventa quasi ferroso. La sua migliore applicazione non è quella di una ripresa di violoncello o di uno strumento similare, neppure su una voce flebile e sottile i risultati sono entusiasmanti, risulta più indicato per altri tipi di applicazioni: per amplificare riprese di musica “vera” in ambienti naturali, magari in stereofonia con l’ausilio di selezionati microfoni omnidirezionali, oppure pensiamo alla ripresa di una bella chitarra classica.
Questo gioiellino a stato solido è molto adatto in tutte quelle catene audio iper-professionali ove risiedono convertitori A/D allo stato dell’arte, parlo ad esempio di Prism Sound “Prism ADA8XR-STD-AES” o di un Lucid “88192 Convertitore AD/DA”, macchine capaci di ripercorrere la sinusoide in maniera impeccabile e di fornire morbidezza naturale, calore e grande classe. Immaginate l’effetto di un ottimo registratore analogico a due piste senza i problemi congeniti derivanti dalle testine magnetiche (Fig.6). Ci siamo capiti! Concludendo possiamo affermare che il 110 svolge esattamente il compito per il quale è stato progettato: amplificare un segnale elettrico senza aggiungere o togliere niente alle informazioni in esso contenute, e questo nel bene e nel male.

NOTIZIE UTILI:

Produttore : Universal Audio

Modello: SOLO 110

Website: www.uaudio.com

Ultimo match:

I nostri due sfidanti si tolgono i loro accappatoi e iniziano a prendere posizione, possiamo ammirarli in tutta la loro potenza e la loro struttura fisica. Abbiamo ancora pochissimo tempo prima che l’ultimo match abbia inizio e abbiamo una manciata di minuti per cambiare ancora idea su chi puntare in quanto il nostro “bookmaker” accetta ancora scommesse sul risultato finale. Abbiamo visto nel corso dei due TEST i pro e i contro dei due prodotti adesso godiamoci l’ultimo round, per il momento ancora nessuno dei due è crollato. Ci sarà un vincitore e un perdente?

A prima vista il SOLO 610 ci fa paura, due grandi valvole americane “made in USA” (Fig.7) fanno da padrone al suo muscoloso circuito, totalmente costruito a mano con elementi discreti, condensatori Wima, potenziometri incapsulati plastici come garanzia di isolamento dalla polvere e funzionamento nel tempo (Fig.8). Ancora sta in piedi, e il pubblico esulta tutto per lui, più passa il tempo e più si riscalda e ci regala un bel sound… ma sembra che il piccoletto sia riuscito a dargliene parecchie e anche essendo così forte e “presente” deve stare attento al suo avversario.

Ma guardiamo dai nostri binocoli da palco e cerchiamo di scoprire gli ultimi segreti del nostro primo sfidante. Una delle valvole è una valvola triodo 6072A, l’equivalente della più comune 12AY7 ma con un rapporto S/N maggiore e un valore di transconduttanza circa10 volte maggiore, in poche parole meno rumore di fondo e più spinta, inoltre, al posto della classica 12AX7 c’è una ECC83 (Fig.9) che è l’equivalente con sigla europea.
Mentre volgo lo sguardo al suo avversario noto una cosa molto buffa: sul trasformatore di ingresso, c’è un’etichetta adesiva sulla quale c’è scritto UNIVERAL AUDIO, (Fig.10) hanno mancato la “S” nel nome!! 🙂 Per la serie “anche gli americani sbagliano”….

Il Solo 110, senza il suo bellissimo “chassis”, si mostra più scheletrico, (Fig.11) il layout è molto ordinato, guardandolo bene da vicino si evince la presenza di elementi misti, discreti ed integrati(Fig.12).
Anche lui è stanco ma è molto più “veloce” e “presente” del suo avversario; gli basterà questo per conquistare il trofeo di miglior PRE fra i due?

Il gong suona e da inizio al match sopra ad un bellissimo Piano Fender Mark 1, i nostri due avversari si avvicinano verso il giudice per le ultime raccomandazioni (Fig.13)…. I giochi sono fatti, godiamoci il match e sentiamo il responso del nostro arbitro “imparziale”.

CONCLUSIONI GENERALI:

Come abbiamo visto dai test effettuati, le possibilità di utilizzo dei due PRE è molteplice. Pensiamo a situazioni live, per amplificare voce o strumenti acustici, anche se in questo caso consiglio sempre l’accoppiata ad un buon compressore-limiter per avere maggiore controllo sulle dinamiche; pensiamo ancora al loro potenziale impiego in piccoli e grandi studi di registrazione: per gli home studio in particolare, potrebbe essere l’occasione per smettere di scervellarsi nella scelta di un vecchio e datato mixer analogico o di un nuovo mixer digitale economico; se volete dare al vostro lavoro un “sound” più analogico o più dinamico, perché realizzare una architettura omogenea del vostro setup audio?
Basta un buon microfono a condensatore, magari non troppo caratterizzante, un buon PRE come i SOLO 110/610 qui testati, un buon computer, MAC o PC, a voi la scelta e una scheda acceleratrice, il tutto accompagnato da un paio di casse monitor magari con cono da 6”.
L’importante è che tutto sia omogeneo, vedrete che con un po’ di pratica, e con la giusta selezione di ambienti in cui riprendere, le vostre registrazioni non avranno niente da invidiare a studi medio-bassi di vecchio stampo, con mixer di concezione analogica o digitale “economica”. La valutazione più bassa che ho dato al fattore Q/P per il modello SOLO 110 è una scelta formale, dettata dal target di mercato, il prodotto è rivolto a un acquirente finale più selezionato, le due macchine in realtà si equivalgono quanto ad un effettivo rapporto Q/P. Che si può chiedere di più a queste bellissime macchine? Le prestazioni sono veramente ottime. A questo punto vorrei azzardare una considerazione: visto che si chiamano Solo, e che di sicuro soffrono per questo status di complessi misantropici, perché la casa madre non sovvenziona i potenziali acquirenti con un piccolo sussidio? Potremmo adottare entrambi i fratellini e seguirli nei loro percorsi di “studio”.

NOTIZIE UTILI:

Produttore: Universal Audio
Modello: SOLO 610
Website www.uaudio.com

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