UAD Apollo TWIN Parte 2

Alfredo Capozzi
UAD Virtual Pre Insert

Dopo aver dato trattazione della parte hardware, completata con diversi video a confronto, adesso ci occupiamo del software della Twin. Anche da questo punto di vista, non mancheranno sorprese.

Interfaccia software

A completamento dell’unico file di installazione, il sistema UAD installa tutti i plug-in relativi alla versione in uso e fornisce tre schermate di controllo: quest’ultime richiamabili tanto nella barra dei comandi di OSX in alto a destra, quanto nella cartella “Universal Audio” presente tra le Applicazioni.

Fig.1 - UAD Meter & Panel
Fig.1 – UAD Meter & Panel

1UAD Meter & Control Panel è la finestra che tiene, innanzitutto, sotto controllo le risorse computazionali del sistema. Un piccolo menù a tendina, in alto a destra della finestrella, ci fa accedere a diverse opzioni, tra cui quella relativa alla registrazione del prodotto acquistato (immagine 01). Solo quest’ultima, a registrazione completata, consente di poter ottenere l’intero bundle gratuito comprensivo di UNISON 610B, SoftTube Amp per chitarra e basso, e l’ormai acclarato Analog Classic (dettagli più avanti). Le altre finestre rimandano alle info di Sistema e di configurazione della scheda, così come al menu relativo ai diversi manuali hardware/software/plug.in.

Fig.2 - UAD Console Settings
Fig.2 – UAD Console Settings
2 Console Settings, a sua volta strutturato su tre sotto finestre, permette di impostare i parametri generali dell’interfaccia collegata, come la Frequenza di Campionamento, la sorgente di Clock digitale, la commutazione dell’ingresso digitale da S/Pdif a ADAT, il Delay Compensation dei plug-in, i livelli di uscita Monitor e Stereo, alcune impostazioni della console grafica: rilevante il fatto che posizionandoci su uno qualsiasi dei parametri, un sottostante menu “info” ci annota in inglese le caratteristiche e le specifiche di tale parametro (Fig.2).

3 – Infine, Console attiva la console virtuale di missaggio audio, con una serie di opzioni richiamabili nella parte alta dell’interfaccia, tra cui: salvataggio/richiamo delle sessioni di mix, la visualizzazione dei canali virtuali, la modalità pre/post relativa ai meter, l’eventuale help in line (Fig.3).

Fig.3- UAD Console (ADAT 8ch Mode)
Fig.3- UAD Console (ADAT 8ch Mode)

La Console mixer è ben strutturata e molto vicina, come interfaccia, alla logica di un mixer di stampo analogico: a sinistra ospita i canali d’ingresso, a destra la sezione Master con tutto il routing del segnale in output (chi ha esperienza di mixer analogici e digitali hardware, si troverà immediatamente a proprio agio con quello della Twin. Tutte le sezioni sono esattamente posizionate dove uno si aspetta di trovarle, con la verticalizzazione tipica dei modelli analogici. ndr).
Riguardo la sezione d’ingresso abbiamo a disposizione oltre i canali relativi alle connessioni fisiche, altri 4 canali denominati “virtuali” per il ritorno della DAW. I primi due canali, relativi agli ingressi XLR/Line/HiZ, ospitano nella parte alta i controlli di preamplificazione: il controllo rotativo di Gain viene bypassato nel momento in cui si decide di usare come Pre un plug-in virtuale; per il canale digitale invece è disponibile lo switch “SR convert” casomai il device collegato allo S/Pdif non si sincronizzi al master clock della scheda evitando, così, distorsioni, clip, glitch, ecc.
Per tutti i canali, sono disponibili 4 slot di insert per l’uso dei plug-in UAD, due sezioni di uscita ausiliare configurabili come uscite Aux 1 e 2, uscita Cuffia, uscita Stereo Out 3-4. Di default, il sistema è impostato per sfruttare una mandata Aux e l’uscita Cuffia. Queste due sezioni, inoltre, offrono controlli indipendenti di Volume, Pan e un comodissimo switch On/Off della mandata. Infine la sezione dei Fader raggruppa i consueti controlli di Volume, Pan, Mute e Solo. Un doppio click sul nome del canale ci consente di cambiarlo, se necessario.

La sezione Master ospita, dall’alto verso il basso, i due Vu Meter di analogica memoria, la sezione generale degli AUX 1 e 2, con tanto di modalità pre/post, dove è anche possibile reindirizzare il segnale verso l’uscita cuffie e lo stereo out 3-4 casomai si optasse di usare tali Aux nei canali d’ingresso. Il routing del Master Out offre una serie di switch che consentono, in primo luogo, di registrare o lasciare solo in ascolto il processamento dei plug-in usati negli insert di canale, la sorgente audio da indirizzare indipendentemente alle cuffie, piuttosto che allo Stereo Out 3-4 o ancora alle uscite Main Monitor: ciò, grazie al reindirizzamento dei segnali audio, rende fluido e semplice l’intera fase di missaggio. Completano questa sezione quattro pulsanti per cancellare visivamente eventuali clips digitali, il Solo di tutti i canali, impostare l’ascolto Mono, mettere in Mute il monitoring, ed il controllo rotativo di volume generale.
Se proprio bisogna fare un piccolo appunto a questa pagina, personalmente ho trovato mancante la possibilità di un comando da tastiera che rimuovesse il plug-in selezionato, dato che una volta attivati gli slot, bisogna agire di bisturi per posizionarsi sulla piccola freccetta laterale e aprire il menu contestuale ad ogni FX, e la possibilità di impostare numericamente il valore voluto con un doppio click sul parametro che si intende modificare. Ciò, tuttavia, non compromette più di tanto l’intero workflow.

Plug-in

Con l’installazione software, tutti i plug-in UAD, vengono resi disponibili sia all’interno della Console mixer che nei diversi formati DAW (AAX, AU, RTAS, VST). Con la versione 7.91, l’ultima al momento del test a cui sono stati aggiunti modelli dell’Elysia, sono disponibili 109 modelli, molti dei quali emulatori di classici hardware, altri riedizione per la tecnologia SHARC di UAD di un modello nativo (un plug.in sviluppato per la CPU del computer), altri del tutto nuovi (Fig.4 – elenco completo di tutti i plug-in UAD). Con la scheda viene fornito gratuitamente, l’Analog Classics Bundle che comprende i plus visibili nell’immagine n. XX: tutti gli altri sono disponibili in modalità Trial, cioè pienamente funzionanti, per un tempo limitato di 2 settimane. Aspetto piacevole: all’atto della registrazione della scheda, è stato reso disponibile gratuitamente l’EQ Helios Type 69.
Alcuni dei plug-in disponibili, possono essere impiegati anche come modello di pre-amplificazione, bypassando quello hardware della scheda. Caratteristica interessante, e credo unica, che permette di modificare di fatto il carattere del suono che si sta registrando. Nei video della prima parte di questo test, potrete rendervene conto in modo più diretto e pragmatico. Al momento, i plug utilizzabili in questa modalità risultano essere i 2 Unison 610A e 610B, quest’ultimo reso gratuito con la registrazione della scheda, il Neve 1073 e l’API Vision Channel Strip, acquistabili invece separatamente (Fig.5).

Fig.5 - UAD Virtual Pre Insert
Fig.5 – UAD Virtual Pre Insert

Se siete alla ricerca di sintetizzatori, rasserenatevi: nell’affollata famiglia UAD non c’è ombra di plug.in di sintesi, eccezione fatta, se lo vogliamo ritenere tale, per il filtro LPF Moog da applicare al segnale passante (nota: nella versione SE manca il Drive rispetto all’altro modello, guadagnandone però sul calcolo della CPU).
I Plug.in hanno costi “interessanti”, ma corrispondenti al target Pro a cui si rivolgono.

DAW

Nella prima parte si era evidenziata la Latenza dell’Apollo Twin in 1,1ms (riscontrata nel manuale della scheda in riferimento all’impiego di 4 plug.in con Sample Rate a 96KHz): valore Near-Zero Latency di tutto rispetto.
Tuttavia si è voluto approfondire la questione ed i risultati sono quelli visibili nella nell’immagine e nella tabella sottostante. Nella riga in giallo i valori di latenza propri della scheda audio (Driver, Convertitori AD/DA, ecc.). Dai dati evidenziati (in blu: sulla prima riga le diverse Frequenze di Campionamento; la colonna indica i diversi valori in sample del Buffer Size), bisogna che l’utente valuti un differente impiego della scheda:

Fig.7 - UAD Apollo Twin - Tabella Latenza
Fig.7 – UAD Apollo Twin – Tabella Latenza

1 – se l’utilizzo va in direzione di un’azione di Mixing o Mastering, l’impiego dei soli plug.in all’interno di una qualsiasi DAW, richiama i valori di Latenza indicati nella colonna OUT;

2 – nel caso l’Apollo venga impiegata anche per registrare, allora si dovrà far riferimento alla colonna RoundTrip che indica la Latenza totale generata dal Buffer Size sommata a quella dell’Apollo Twin.

Nota: con un Sample Rate di 176,4 o 192KHz, i quattro canali di rientro dalla DAW e l’Au 2 vengono annullati. Nel manuale viene riportata questa particolarità senza, però, spiegazioni in merito.

Nel normale impiego della DAW, sia i plug.in che la Console possono interagire separatamente con essa. La Console ha ragion d’essere solo nel caso in cui una delle schede Apollo, con preamplificazione, sia il nucleo centrale delle vostre produzioni. Diversamente potete optare per l’impiego diretto dei plug.in attivati su uno qualsiasi dei canali audio della vostra DAW. A questa pagina (http://www.uaudio.com/support/apollo-twin-support), trovate i link per utilizzare al meglio l’Apollo Twin con le principali DAW.
Casomai fosse interessati solo ai plug.in, potete indirizzare la vostra attenzione ad altre due tipologie di prodotti UAD che incorporano solo i processori SHARC: la serie Satellite, con uno, due o quattro processori, e/o le schede PCIe DSP Card (http://www.uaudio.com/uad-plug-ins/uad-2-pcie.html), con quattro modelli diversi che impiegano da uno fino ad otto processori.
Dai test effettuati, e considerando il processing richiesto, possiamo dirvi che se il vs lavoro è indirizzato al Mastering (Fig.8), un solo processore potrebbe essere sufficiente; viceversa, se lavorate anche di Mixing, il doppio processore rappresenta il minimo su cui indirizzarsi.

Fig. 8 - UAD Mastering Setup
Fig. 8 – UAD Mastering Setup

Video

Per far toccare con mano il sound degli UAD, ho realizzato alcuni semplici video che impiegano i plug.in Universal Audio con alcuni equivalenti in tecnologia nativa: il setting dei parametri, preso a prestito da uno qualsiasi dei preset, è identico tra i plug.in.
Beninteso, ciò non significa che impostando diversamente i parametri non si possano raggiungere risultati simili, ma tende a dimostrate semplicemente come plug.in, apparentemente uguali, suonano diversamente a parità di condizioni.
A voi, in base al proprio gusto personale, il piacere di valutare quello più adatto al vostro modus operandi.

Video 1 – EQ 1 (API 560)

Video 2 – EQ 2 (API 550A)

Video 3 – Master M/S (Bx Digital V2)

Video 4 – Master Compression (Buss Compressor)

Nel confronto con altri plug.in nativi, c’è da rilevare a quelli UAD una maggiore risoluzione dei valori dei parametri. Ovviamente, il più alto numero di variabili, garantisce un controllo più certosino sul parametro da modificare, a tutto vantaggio delle operazioni di editing dove anche il decimale ha la sua importanza, se il fine è l’emulazione del comportamento tipico analogico.
L’altra faccia di questa medaglia, ci restituisce però la mancanza di poter scrivere numericamente il valore desiderato con un doppio click sul parametro, come succede per quelli nativi: una piccola pecca che, penso, potrà essere risolto facilmente con futuri aggiornamenti.

Ultim’ora

Inoltre, proprio per la TWIN, è stato pubblicato un video che aiuta nelle prime fasi di installazione e utilizzo della scheda: qui il link.
Infine, grazie ad un partenariato con Soundcraft, i plug.in UAD sono adesso disponibili anche in modalità live all’interno delle console inglesi serie Vi. Il prodotto è un rack da 19”, il Soundcraft Realtime Rack (fig.10), con 4 processori SHARC, che consente di elaborare fino a 16 canali audio con plug.in UAD. Si possono collegare in cascata fino a 4 unità per raggiungere il processing di 64 canali audio. Il Soundcraft Realtime Rack è disponibile in due versioni: Core, contenente 14 plug.in, e la versione Ultimate, con inclusi 72 plug.in, tra cui le emulazioni Neve, Studer, Lexicon e Manley.

Fig.10 - UAD Soundcraft Realtime Rack
Fig.10 – UAD Soundcraft Realtime Rack

I prezzi sono professionali: circa €4.000 per il Core, poco più di €10.000 per la versione Ultimate.

NOTA: pur cercando di essere obiettivi, la valutazione finale e l’eventuale giudizio del prodotto non può non risentire dell’esperienza personale di chi scrive.

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