Tokyo Dawn Labs/Records è un’etichetta discografica che sviluppa anche plugin audio, e offre dei prodotti a prezzi ragionevoli. Soddisfa, quindi, sia le esigenze dell’hobbysta che quelle del professionista.
Oggi tratterò in particolare 3 plugin gratuiti, vale a dire un equalizzatore classico, un compressore e un equalizzatore dinamico. Effettuerò infine un test audio, tramite il quale potrete fare le vostre valutazioni sui prodotti in questione. Ve li presento singolarmente.
TDR VOS (variety of sound) SLICK EQ
Dal nome possiamo subito intuire che si tratta di un equalizzatore, che l’azienda definisce da mix/mastering, costituito da 3 bande classiche più un filtro passa alto, ma non solo: offre anche uno stadio finale di saturazione, tramite il quale possiamo colorare ulteriormente il suono.
Per quanto riguarda la parte relativa all’equalizzazione, abbiamo praticamente 4 equalizzatori in uno, in quanto questo plugin offre 4 algoritmi di equalizzazione distinti, ispirandosi a vari hardware di cui l’azienda non fa esplicitamente i nomi.

L’algoritmo American si ispira a una “filosofia” di equalizzazione del tipo API STYLE EQ, quindi abbiamo a che fare con le classiche campane con il Q proporzionale, vale a dire più enfatizzo o taglio una frequenza e più il Q aumenta, quindi la campana si stringe. Anche per quanto riguarda gli shelving, questo algoritmo si ispira alla tipologia di equalizzazione appena citata.
L’algoritmo British si basa anch’esso sul Q proporzionale, anche se comunque ci sono delle differenze, cioè in boost la campana è decisamente più larga, rispetto ad una situazione di cut, a parità di dB in gioco.
Per quanto riguarda invece gli shelving, rispetto all’algoritmo precedente, abbiamo a che fare con dei filtri che coinvolgono un certo range di medie frequenze, le quali vengono tagliate man mano che boostiamo, un po’ come farebbe uno shelving di tipo resonant nelle medesime condizioni di lavoro.
Abbiamo infine altri due algoritmi, ovvero German e Soviet, per i quali consiglio la lettura del manuale, oltre al fatto che invito comunque a sperimentare le varie tipologie di equalizzatori, senza tralasciare la parte teorica, almeno quella più importante.
Per quanto riguarda lo stadio finale di saturazione, bisogna premettere che si tratta di una saturazione elegante, nonché gentile, la quale entra in gioco solamente quando si va a boostare in maniera concreta qualche frequenza, e certamente non la si percepisce in maniera evidentissima, quindi non vi aspettate un saturatore classico da questo equalizzatore.
Inoltre, anche in questo caso, abbiamo a che fare con più di un algoritmo, ben 4 (escludendo la modalità linear), che, come ho detto precedentemente, vi invito a sperimentare.
Altre funzionalità e informazioni varie
Questo equalizzatore ha una comodissima funzione di auto gain (disattivabile), utile in situazioni in cui si fanno boost/cut molto evidenti. Inoltre possiamo equalizzare anche solo il mid, il side, il left o il right, e abbiamo anche la possibilità di far lavorare il plug-in in modalità ECO, per risparmiare CPU e ridurre la latenza, anche se bisogna considerare che in questa modalità lo stadio di saturazione non è utilizzabile.
Per quanto riguarda i consumi di CPU e la latenza, questo plugin non è certamente a latenza zero, specie se lavoriamo in modalità FULL, mentre dal punto di vista della CPU è tutto molto variabile e dipende dai seguenti fattori: utilizzo in mono/stereo, utilizzo eco/full e utilizzo saturazione.
Molto, ovviamente, dipende anche dalle caratteristiche del vostro computer e, per quanto mi riguarda, i plugin che occupano una CPU compresa tra 0 – 0.2% li considero plugin a bassa CPU, mentre quelli che lavorano nel range 0.3 – 0.6%, medio-bassa CPU.
Il range 0-6 – 1% va nella medio- alta CPU, mentre oltre 1% si parla di plugin ad alto consumo di CPU.
Sul mio computer (PC con i7 4790k – 4,7 Ghz e 16 Gb di RAM) rilevo dei valori, in riferimento al plug-in in questione, che rientrano nelle prime due categorie, ossia bassa e medio-bassa CPU.
Ps: i valori di CPU appena riportati fanno riferimento a REAPER, quindi in altre DAW potreste riscontrare gli stessi valori, moltiplicati però per 10; alla fine, il concetto e il valore concretamente sono gli stessi, semplicemente ogni DAW internamente gestisce la CPU in un certo modo.
Inoltre, sul mercato vi è anche una versione e pagamento, la GENTLEMAN’S EDITION, che offre delle funzioni aggiuntive, dedicate all’utente più esigente, al prezzo di 30 euro. Vi invito quindi a consultare il loro sito.
TDR KOTELNIKOV
In questo caso parliamo di un compressore etichettato come “mastering compressor“, in quanto è in grado di garantire una certa trasparenza, senza andare quindi a intaccare più di tanto il timbro originale della sorgente, preservando il più possibile i transienti e il carattere originale del materiale audio.
Al di là delle etichette, possiamo vederlo come un compressore, in generale, pensato per applicazioni in cui è richiesta una compressione non troppo aggressiva, senza rischiare di compromettere il sound originale.

Ovviamente, se sperimentate, potete comunque ottenere dei settaggi aggressivi, per divertirvi come meglio credete, l’importante è conoscere innanzitutto bene lo strumento con cui si sta lavorando.
Abbiamo chiaramente i classici parametri che possiamo trovare mediamente su tutti i compressori, con l’aggiunta di un sidechain highpass filter, che invece non troverete sempre su tutti i plug-in, tramite il quale possiamo escludere una certa gamma di basse frequenze dalla detection del compressore, in modo tale da preservarla il più possibile, se lo vogliamo.
Ma non solo, esso ci offre anche una funzione avanzata di stereo linking (stereo sensitivity), tramite la quale possiamo preservare l’immagine stereo, durante la compressione, oppure possiamo invece preservare la mono compatibilità del segnale audio, regolando il parametro in questione, in basso a sinistra, il quale sarà attivo soltanto quando il compressore lavorerà in modalità stereo.
Altro parametro simpatico è il delta: attivandolo, si ha in pratica la possibilità di ascoltare solo quello che il compressore sta togliendo al segnale originale durante tutto il processo.
Veniamo alla caratteristica principale di questo compressore: la possibilità di poterlo far lavorare, allo stesso tempo, in modalità peak e rms, agendo sul parametro peak crest, tramite il quale imposto sul compressore qual è il picco e l’rms del mio segnale audio, dopodiché, agendo sulle due release (peak – rms) corrispondenti, vado poi a settare al meglio il dispositivo.
Sul manuale questa procedura viene spiegata più nel dettaglio, tramite delle immagini/grafici, per cui, se volete approfondire il tutto, vi consiglio di consultarlo.
Altre funzionalità e informazioni varie
Anche questo plugin offre la modalità ECO, per risparmiare CPU, mentre la latenza, anche in questo caso, non è nulla. Inoltre possiamo comprimere anche solo il mid, il side, il left o il right.
Dal punto di vista della CPU, è tutto molto variabile anche in questo caso, e dipende dai seguenti fattori: utilizzo in mono/stereo, utilizzo modalità eco/precise e utilizzo modalità rms/ibrida.
Sul mio computer rilevo dei valori di CPU, in riferimento al plugin in questione, che rientrano nelle categorie 2 e 3 (in base a quello che ho scritto precedentemente) cioè medio-bassa e medio-alta CPU.
Anche per questo plugin, sul mercato vi è una versione a pagamento, la GENTLEMAN’S EDITION, al prezzo di 40 euro.
TDR NOVA (versione 1.2)
In questo caso parliamo di un equalizzatore dinamico a 4 bande, personalizzabili, che possono lavorare in modalità statica o dinamica; inoltre abbiamo un filtro passa alto e un filtro passa basso, ma entrambi lavorano solamente in modalità statica.
Questo processore offre anche una modalità wideband, la quale può lavorare anche in congiunzione con le 4 bande, se vogliamo.
Parliamo di un plug-in versatile, in grado di risolvere varie problematiche di natura dinamica, utilizzando un approccio multi banda, lavorando quindi nel dominio della frequenza, avvalendosi delle classiche bande che si possono trovare su un comune equalizzatore.

In riferimento alla banda 1 in figura, la curva azzurra nella parte bassa rappresenta il sidechain interno relativo alla banda in questione, in questo caso un sidechain di tipo bell, il quale va ad attivare il compressore corrispondente (BAND I). Questa curva ci fa capire anche come è fatta graficamente la threshold in questo caso.
Possiamo inoltre passare dalla modalità split alla modalità wideband, sempre in riferimento alla banda 1, andando a settare i parametri di un altro compressore, contrassegnato dalla scritta WIDEBAND.
Immaginiamo questo compressore come un processore, la cui threshold rappresenta in questo caso una linea azzurra perfettamente dritta, la quale impatterà, man mano che verrà abbassata, sulla zona più energica dello spettro, ossia la prima zona che supererà questa soglia.
Altre funzionalità rilevanti
– GR DELTA di cui abbiamo parlato precedentemente.
– ANALIZZATORE DI SPETTRO INTEGRATO.
– DRY MIX con cui possiamo miscelare, suono processato e non processato, lavorando quindi in parallelo.
– EQ GAIN, molto simile alla funzione di auto gain, vista precedentemente con il primo equalizzatore.
– SIDE CHAIN ESTERNO, non attivabile per singola banda, pilota quindi tutte le bande che lavorano dinamicamente.
Per approfondimenti vi consiglio di leggere il manuale.
Latenza e consumi CPU
Anche in questo caso parliamo di un plugin non a latenza zero, e fin qui nulla nuovo, mentre, per quanto riguarda i consumi di CPU, possiamo riscontrare dei valori che rientrano praticamente in tutte le categorie citate precedentemente. Questo dipende da molteplici fattori: utilizzo in mono/stereo, utilizzo modalità eco/precise, numero di bande utilizzate e se lavorano staticamente o dinamicamente. Praticamente a pieno carico possiamo arrivare anche a superare l’1% di CPU.
Anche per questo plugin, sul mercato vi è una versione a pagamento, la GENTLEMAN’S EDITION, al prezzo di 60 euro, che offre altre funzionalità aggiuntive.
Ps: L’azienda ha da poco lanciato la release 2.0, per entrambe le versioni. Ci sono upgrades, tra cui la possibilità di utilizzare, anche sulla versione standard, il plugin come expander, lavorando con delle ratio che vanno da 0.5: 1 a 0.9:1. Per quanto riguarda la compressione, possiamo arrivare addirittura ad una ratio inf :1. Per altre info consultate il sito.
Tuttavia su questa nuova versione non posso dirvi nulla, dato che in questo articolo ho trattato esclusivamente la versione 1.2 (test audio incluso).
La prova pratica: il test audio
Per questo test, uno studio esterno mi ha fornito delle tracce STEM. Per la precisione, ho lavorato su:
– Gruppo chitarre acustiche
– Gruppo chitarre elettriche
– Gruppo batteria
– Rhodes
– Hammond
– Basso elettrico
– Gruppo percussioni varie
– Lead vocal
Ovviamente, ho lavorato anche sul MASTER.
Quindi non ho avuto a che fare con tutto il multitraccia, ma in pratica ho fatto una sorta di MIX/MASTERING STEM, lavorando su questi bus, i quali precedentemente non erano stati processati.
Mi sono posto come obiettivo quello di dare alle tracce e al mix in generale un minimo di pulizia, compattezza e, se vogliamo, un certo carattere, usando solamente questi 3 plugin, e con un massimo di una sola istanza per ciascuno di essi, per ogni singola traccia. È importante tenere questo in considerazione.
Sicuramente con i due equalizzatori possiamo pulire e tenere sotto controllo buona parte dello spettro, senza essere troppo maniacali, arrivando al suono che si ha in mente. Ad esempio con Slick eq è possibile fare un’equalizzazione più “analog”, andando a modellare il timbro generale, scegliendo l’algoritmo che più ci piace. Sfruttando poi lo stadio finale di saturazione, si può conferire un certo colore al suono, ricordando sempre che si tratta di una saturazione gentile, che da un minimo di carattere al suono, in base all’algoritmo che si preferisce.
Con il Nova si può scolpire e pulire il suono in maniera più precisa, sfruttando tutte le bande che mette a disposizione, considerando anche il fatto che abbiamo la possibilità di regolare il Q per ogni singola banda, senza pretendere di essere troppo chirurgici negli interventi e, se vogliamo, possiamo utilizzarlo anche come compressore multibanda.
Con Kotelnikov possiamo comprimere le tracce nel senso classico, utilizzando un approccio peak e/o rms, aspettandoci una compressione, mediamente, non troppo aggressiva, oppure se vogliamo possiamo provare ad esagerare con i settaggi, per ottenere un suono più cattivo, da usare magari in parallelo.
Personalmente ho usato di meno quest’ultimo, rispetto agli altri, in questo test audio. In particolare l’ho usato sul basso, sulle chitarre acustiche, sulla voce e sulla batteria, utilizzando per quest’ultima un settaggio più aggressivo, in parallelo.
Ho usato invece gli altri due praticamente su tutte le tracce, quindi sia sugli stem che sul master, considerando anche il fatto che le tracce di partenza necessitavano di una pulizia generale, e tenendo presente che il Nova funge anche da compressore, sia multiband che wideband.
Considerazioni finali
Se volessi fare un ragionamento prettamente economico direi: “sono comunque plugin gratuiti, quindi mal che vada, li terrò sul computer e non li userò più di tanto”.
Se volessi invece fare un ragionamento meno superficiale e più tecnico, mettendo da parte il fatto che questi plug-in hanno “l’handicap” di partenza legato al costo, direi che sono plugin assolutamente validi, che possono tornare utili in varie situazioni, specialmente il Nova, che personalmente è quello che utilizzo più spesso, data la sua versatilità, pur ritenendo gli altri due altrettanto validi.
Vorrei però dire che un plugin non dovrebbe essere (pre)giudicato in base al prezzo, per sentito dire, o in base alla citazione del “pro” di turno, la quale potrebbe essere fortemente soggettiva o di parte, quindi lascia il tempo che trova.
I plugin vanno prima provati per bene, basandosi su fattori soggettivi, ragionando quindi con la propria testa e soprattutto con le proprie orecchie.
Al di là del prezzo, bisogna capire se il gioco vale la candela, a maggior ragione se tra le mani abbiamo degli strumenti costosi, che non tutti possono permettersi, quindi bisogna valutare attentamente il tutto.
Avremo modo di trattare anche dei prodotti a pagamento, dando sempre dei giudizi assolutamente non di parte. Intanto vi lascio qualche link utile e un’anteprima del mix sia non processato che processato, ricordando che sono stati usati solamente questi 3 plugin, quindi niente altro da terze parti, niente “ tricks” strani, niente tecniche “esoteriche”, niente reverberi, niente delay, niente automazioni e così via.
Inoltre sul master è stato messo un limiter, per entrambi i mix, il quale non falsa assolutamente la prova audio comparativa.
Ps: Questo test audio è stato fatto per farvi capire fin dove si può arrivare, dal punto di vista sonoro, utilizzando solamente questi plugin gratuiti.
Ringrazio lo studio “Musica per il Cervello” per avermi fornito il materiale audio di un loro lavoro, su cui testare i plugin della TDR.
Artista: Gabriele Riva
Produttore Artistico: Riky Anelli
Studio Engineer: Francesco Matano
Per oggi è tutto, alla prossima.
Giuseppe Marrazzo.
Demo Audio
stem mix RAW (non processato)
stem mix PROCESSATO ( ho utilizzato solo questi 3 plugins )
Link utili
www.tokyodawn.net
www.tokyodawn.net/labs/SlickEQ
www.tokyodawn.net/labs/Kotelnikov
www.tokyodawn.net/labs/Nova
varietyofsound.wordpress.com
vladgsound.wordpress.com