Tipologie di compressore: il compressore a VCA

Paolo Cherubini

Il VCA (Voltage Controlled Amplifier) è una tipologia di costruzione dal nome un po’ ambiguo, perché tutti i processori di dinamica sono controllati in tensione, ma in questo caso l’acronimo indica un circuito integrato inglobato in un singolo contenitore.

Il primo VCA apparve nel 1971 e fu creato dalla DBX Inc. era il modello 202. I primi modelli consistevano di un circuito a transistor discreti, selezionati in alta temperatura, e montati insieme ad altri componenti passivi su schede relativamente ridotte di dimensioni. La scheda veniva successivamente montata in un contenitore metallico, atto a schermarla da interferenze elettromagnetiche esterne e sigillata con del silicone per uniformare il coefficiente di temperatura dei componenti. L’unico svantaggio dei primi VCA della storia era una certa instabilità termica ed una generazione di distorsione elevata a livello di armoniche dispari. Ma questa tecnologia si sviluppò molto rapidamente ed in pochi anni si giunse ad avere schede integrate sempre più miniaturizzate, fino ad arrivare al 1996 quando Dave Derr di Empirical Labs immise sul mercato il Distressor ovvero il primo compressore VCA analogico controllato digitalmente. L’uso del VCA porta notevoli vantaggi nella progettazione di un compressore: in primo luogo la totale prevedibilità nel comportamento dei componenti, che non si affida alla peculiarità del circuito come nelle tecnologie precedentemente descritte, la notevole linearità nella risposta in frequenza, una maggiore affidabilità, ridotta distorsione armonica il tutto racchiuso in dimensioni contenute. In generale il loro principio di funzionamento utilizza il segnale in ingresso (feed forward) o quello in uscita (feedback) come sorgente per la tensione di controllo.

Empical Labs Distressor

Tra i compressori VCA più utilizzati negli anni e diventati “famosi” troviamo sicuramente il bus compressor di SSL e API 2500.

Solid State Logic FX G384

Queste due macchine sono simili nello schema di funzionamento e nel fatto che tutte le loro connessioni sono bilanciate ed hanno il bypass della macchina, ma differiscono per alcune caratteristiche.

Solid State Logic

L’SSL è un compressore stereo che utilizza un operazionale proprietario e, i suoi controlli sono: attacco, ratio e rilascio con potenziometri a scatti, soglia che arriva fino a + 15 dBu e make up gain, con potenziometri continui. A differenza dell’altro processore il bus compressor presenta il modo auto sul tempo di rilascio che lo imposta ad un valore prossimo ai due secondi. Il meter visualizza solo la riduzione di guadagno, inoltre troviamo un interruttore per poter attivare l’ingresso stereo per il sidechain da fonte esterna ed un altro interruttore che permette di effettuare l’auto fade del compressore sul segnale audio, controllato da un potenziometro a scatti su valori preimpostati dal produttore che vanno da 1 – 60 secondi.

API 2500

l’Api 2500 è un compressore stereo, che utilizza anch’esso un operazionale proprietario, con i controlli linkati per ogni canale che possono agire in dual mono con gli stessi settaggi. Ha due meter che visualizzano la riduzione di guadagno dei singoli canali, il segnale in ingresso e quello in uscita, gli altri parametri sono gli stessi dell’SSL, ma qui costituiti tutti da potenziometri a scatti. L’ingresso di side chain è stereo.

Api 2500 Bus Compressor

Le due importanti novità sono l’impostazione automatica del livello di uscita, che fa in modo che l’utente si occupi di trattare il segnale, mentre la macchina manterrà sempre costante il livello del segnale in uscita e, la sezione TONE che comprende i parametri hard, soft e med knee, che regolano la durezza dell’intervento del compressore, il circuito di detector thrust che consente di far lavorare la macchina su determinati range della banda audio che a differenza degli altri modelli qui è regolabile dall’utente ed infine, lo stile OLD o NEW che si differenzia nell’uso, nel primo caso di un segnale feedback, mentre nella seconda modalità verrà utilizzato un segnale feed forward come sorgente per la tensione di controllo.

Paolo Alessandro Andrea Cherubini Barberini

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Paolo Cherubini Barberini, è un sound engineer e sound designer laureato in Music Production & Engineering e in Music Performance, presso la University of Essex (UK), con al suo attivo diversi anni di esperienza nello studio di registrazione top class House of glass di Viareggio (LU). In campo audio ha effettuato ricerca microfonica in ambito sourround (5.1; 5.0) con DPA Microphones e Casale Bauer. Ha collaborato con diversi studi di registrazione italiani dove ha avuto l’opportunità di registrare con musicisti di caratura internazionale come: Alex Acuña, Gregg Bissonette, Sergio Bellotti e Amik Guerra. All’attività di studio di registrazione affianca anche quella di location recording, registrando ensemble di varia natura sia strumentali sia vocali che si esibiscono in concerti di musica classica e altri generi. Nel proprio studio, allure studio, svolge attività di net mixing & mastering e, di restauro audio Attualmente collabora con il magazine online Age Of Audio scrivendo articoli su curiosità relative al mondo musicale. Parallelamente all’attività musicale si specializza nella fotografia di architettura, seguendo quella che fin da bambino era stata una sua passione.
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