Il T10S è un subwoofer professionale attivo, progettato per completare gli altoparlanti della serie T e non solo, infatti, come potete facilmente intuire, permette di estendere le frequenze basse di qualsiasi monitor da studio nearfield, facendosene carico.
Il T10S è dotato di un woofer da 10˝ posizionato verso il pavimento (down-firing) e opportunamente distanziato da esso mediante quattro piedini in gomma la cui altezza è calcolata in fase di progettazione (influisce sulla risposta desiderata).

Ad alimentare il woofer, troviamo un amplificatore in classe D da 130 W
La risposta in frequenza, vista anche le scelte progettuali, è dedicata alla corretta riproduzione delle prime ottave dello spettro.
Il crossover stereo interno, è regolabile su due tagli fissi 80 e 120Hz che insieme alla regolazione del volume e della fase, consentono una buona calibrazione del segnale dei bassi.
La configurazione scelta è quella del Bass Reflex con una porta che si apre all’esterno del mobile mediante una fessura orizzontale.
Particolarmente interessante ed utile in home studio (ne parlerò in seguito) è l’ingresso jack per l’inserimento di uno switch di bypass del subwoofer.
Non è previsto un interruttore on/off di alimentazione , collegato alla rete il SUB entrerà in funzione quando il circuito di ingresso del T10S rileverà un segnale.
Terminato l’ascolto, dopo 15 minuti dall’arresto del programma musicale, il sub tornerà nella modalità standby.
Dimensioni T10S
Il T10S presenta dimensioni sufficientemente compatte (parallelepipedo Altezza 390 mm x Larghezza 318 mm x Profondità 413 mm) e peso contenuto 12.2 kg, per una più agile disposizione.
Perché l’uso di un subwoofer
L’uso di un subwoofer non risiede solo nell’estensione della risposta in frequenza con l’abbinamento a satelliti di piccole dimensioni ma anche, come ho avuto modo di provare in questo caso con i T8V dotati di woofer di dimensioni più generose, per altri fattori e non ultimo il gusto personale.
Come ho già scritto il mese scorso, proprio su Age of Audio, relativamente al test delle T8V …, difficilmente riesco a rinunciare alla riproduzione delle ultime due ottave, quelle che con woofer situato il più possibile vicino al pavimento, si propagano dal basso e ti avvolgono, a volte con dolcezza a volte con energia, riproducendo quelle vibrazioni che contribuiscono fortemente al coinvolgimento ed al calore dell’ascolto. – Nei mie sistemi di riproduzione audio, sia a casa che nel mio home studio, la presenza di subwoofer è la regola.

Inoltre, alleggerire i satelliti dalla riproduzione di una parte impegnativa dello spettro audio, per potenza necessaria, formazione di vibrazioni, risonanze, onde stazionaria, break-up del cono, saturazione dei finali… può essere abbastanza vantaggioso al fine delle prestazioni totali del sistema e dell’ascolto.
Ancora, la scelta di posizionare un woofer il più vicino possibile al pavimento consente da un lato, la minimizzazione delle interazioni distruttive fra l’emissione diretta del woofer e quella della sua immagine riflessa dal pavimento (che funge da vero specchio acustico) e dall’altro, un incremento del livello della risposta “energetica” complessiva (emissione diretta + riflessione del pavimento). Ovviamente, per fare ciò, la frequenza di taglio deve essere sufficientemente bassa da non inficiare la riproduzione delle frequenze medie , già a partire da quelle medio basse ed ancor di più se si sceglie una configurazione down-firing.

Prova
Ho effettuato la prova del SUB abbinandolo alle ADAM T8V, ADAM A5X ed alle storiche NS10M
Qualcuno si starà chiedendo del perché per la serie T ho scelto le T8V per la prova e non dei monitor più piccoli, che determinano minor impegno economico e minor problemi di collocazione…? E’ inutile negare che la prima ragione è stata pratica, le T8V facevano parte della prova precedente ed ancora a mia disposizione. Inoltre, la grandezza del mid-woofer non influisce solo sulla riproduzione delle basse frequenze ma è coinvolta anche nella risposta delle medio/ medio-basse frequenze e questo per diversi motivi… guida d’onda, aria spostata, velocità di movimento e smorzamento, potenza sopportata…, trattandosi poi di monitor attivi, amplificatori ed elettroniche a supporto e mille altri motivi.
Il sub, per completezza, è stato provato anche con le A5X e le storiche Yamaha NS10M.
Come suona?
Ho aggiunto il sub alle ADAM T8V , selezionato il filtro su gli 80Hz. Ricordo che durante la precedente prova delle T8V avevo già aggiunto un mio Subwoofer, per gusto e scelta personale. Questa volta ho formato un sistema tutto ADAM serie T. La prima cosa che si nota è la neutralità del crossover che taglia quello che deve tagliare ovvero, le frequenze alte per la parte audio diretta al sub e le frequenze basse per quella diretta ai satelliti, senza aggiungere niente al segnale musicale originale. Questo per me è già un grosso pregio.
La potenza del sub è sufficiente per riprodurre anche le bordate più fragorose , così come l’estensione che permette di ascoltare parte dello spettro difficilmente riproducibile da satelliti non attrezzati. I bassi sono presenti e ben riprodotti. A volte possono sembrare un poco “lunghi” e si gradirebbe un maggiore smorzamento ma poi la domanda nasce spontanea: quanto questa sensazione è legata al sub e quanto invece è dovuta all’interazione con l’ambiente? Penso proprio che la seconda parte della domanda giochi un ruolo fondamentale e lavorando sul corretto posizionamento e sull’ambiente potremmo migliorare ancora quello che già funziona bene.
Sentire i bassi di alcuni synth, così come sono stati programmati e che difficilmente si riescono a sentire senza l’ausilio del sub, è una piacevole e coinvolgente sensazione d’ascolto. Come piacevole è l’ascolto e la percezione della pressione della cassa di una batteria, dei timpani sinfonici e di tutte quelle frequenze che altoparlanti non predisposti e progettati allo scopo tagliano. Il sub contribuisce senza dubbio, al coinvolgimento dell’ascoltatore.
Inoltre i satelliti, alleggeriti della riproduzione delle prime due ottave con tutte le interazioni consequenziali e la “fatica” in potenza/prestazioni che ciò comporta, assumono una “nuova luce” ed il sistema in toto Sub + Satelliti, sinergizza positivamente nel determinare la prestazione totale. Questo indipendentemente dal prezzo entry-level per la categoria.
Remote switch bypass
Particolarmente interessante trovo il Remote switch bypass che attraverso un connettore per jack da 6,3 mm, posto sul sub, consente il collegamento di un interruttore remoto per attivare e disattivare la modalità bypass del subwoofer. Si è in Bypass collegando i due pin del jack con la chiusura del circuito. In questo modo sia il subwoofer che il filtro passa alto dei satelliti saranno disattivati, consentendo ai monitor di riprodurre la gamma completa e al Sub di non suonare.

Questo è particolarmente utile ad esempio, quando si lavora in orari “fastidiosi”, con le frequenze bassissime che non rappresentano una priorità e si vuole minimizzare il disturbo per i vicini e per gli abitanti del piano sottostante. Oppure per capire cosa possono ascoltare del nostro missaggio tutti quelli che non sono dotati di sub o comunque di un sistema di riproduzione completo lato basse frequenze.
Io, per mia comodità, ho usato uno switch on/off a levetta e non il pedale come consigliato dal manuale, ma sono scelte personali. Non è importante come attivate o disattivate questa funzione ma che la funzione stessa è stata prevista ed implementata, perché molto utile.
Il sub, con il suo crossover è stato provato anche con una coppia di ADAM A5X e delle Yamaha NS10M, entrambe facenti parte della dotazione del mio studio. Anche in questo caso le aspettative sono state confermate così come il carattere dei satelliti di volta in volta utilizzati è stato rispettato e mantenuto.
Sulla qualità delle T8V mi sono già espresso nell’ articolo del mese scorso, il T10S conferma il trend positivo della serie T ovvero una serie entry level che non rinuncia alla performance anzi, in molti casi con prestazioni di valore indipendenti dal rapporto Q/P.
Cosa scrivere ancora, sto seriamente valutando di non restituire in direzione il sistema e di acquistarlo, perché oramai mi sono abituato.
Nota: l’inserimento di un subwoofer in un sistema audio non è solo rose e fiori (estensione e corretta riproduzione delle basse frequenze con completezza della riproduzione e maggiore coinvolgimento dell’ascoltatore) ma ci sono anche le spine.
La prima cosa da considerare è che le basse frequenze passano le pareti come se fossero di “burro” (se non appositamente ed adeguatamente progettate) e quindi è possibile arrecare maggior disturbo ai vicini ed in particolare agli occupanti del piano sottostante. Inoltre date le frequenze in gioco, la formazione di onde stazionarie così come onde che si accavallano in controfase totale o parziale ed ancora innesco di vibrazioni indesiderate, sono sempre in agguato.
Però, una volta messo a punto il sistema (nel manuale ci sono anche alcuni consigli), le soddisfazioni arriveranno.
Caratteristiche tecniche

Informazioni Utili
Produttore: Adam Audio
Prodotto: Adam T10S
Prezzo: Euro 399,00
Distributore italiano: Midimusic