Free samples drum library: Big Mono- Analogue drums

Pietro Fraccavento
Big Mono- analogue drums

Big Mono Analogue drums è una libreria FREE che campiona un Vintage Ludwig Kit con rullante Rogers Dynasonic, piatti Zildjian e ride Sabian.

Le parti ritmiche sono un punto cruciale di ogni composizione: senza un buon groove che dia la giusta spinta al brano, si rischia di perdere preziose ore di lavoro e non ottenere il risultato voluto.

Big Mono è una delle poche superstiti di free drums library; con tutte le concorrenti di alto livello qualitativo che si trovano sul mercato e che (non facciamo le verginelle) si possono anche recuperare piratate, converrà ancora servirsi di una free library come questa per le tessiture ritmiche? La risposta a questa domanda da un milione di dollari la scoprirete seguendoci in questo test.

BIG MONO è un titolo sviluppato dal team di Analog Drums, casa di produzione attiva nel mercato delle Samples Libraries da circa un ventennio.
La libreria è stata registrata in mono negli York Street Studios di Auckland, mediante un banco di missaggio Emi Neve, il pluripremiato marchio fondato dall’ingegnere del suono inglese Rupert Neve.

Preliminarmente, è importante sottolineare che per la realizzazione di quest’opera è stata utilizzata la tecnica di ripresa microfonica Decca Tree. Per chi non la conoscesse, si tratta in breve di una tecnica adoperata principalmente per le registrazioni di ensembles orchestrali completi e cori, anche se, come in questo caso, si utilizza spesso anche per la ripresa di strumenti singoli, in special modo quando si intende riprendere anche parte dell’ambiente.

La Decca Tree è sostanzialmente un’evoluzione della tecnica AB (due microfoni omnidirezionali laterali) con l’aggiunta di un microfono omnidirezionale centrale. I due microfoni laterali sono panpottati, ossia uno posizionato completamente a destra e l’altro completamente a sinistra, mentre quello centrale viene distribuito in egual misura fra i due canali in modo da ricostruire fedelmente l’immagine sonora centrale.

Configurazione Decca tree
Configurazione Decca tree

Questa configurazione venne messa a punto nei laboratori della Decca Records intorno alla metà del secolo scorso, con l’obbiettivo di dotare le registrazioni di un’ampia immagine stereo. I tre microfoni adoperati vengono disposti a forma di “T”: i microfoni laterali sono disposti in linea a una distanza di 2 metri l’uno dall’altro, mentre il microfono centrale si trova in posizione avanzata a 1,5 metri dall’asse dei due precedenti. Le configurazioni possibili sono molteplici a seconda della distanza fra i microfoni che può essere variata in relazione all’effetto e alla resa ambientale desiderati.

Per registrare Big Mono, il team di Analogue Drums ha deciso di arricchire la configurazione Decca Tree con l’aggiunta di alcuni microfoni spots per i dettagli.

Contenuti, formati e caratteristiche

Per scaricare la libreria gratuitamente, sarà sufficiente inserire il proprio indirizzo di posta elettronica sul sito della Analogue Drums. Una volta ricevuta la e-mail di ritorno contenente il link di attivazione, cliccateci sopra e seguite le istruzioni per far partire il vostro download.

Big Mono supporta i samplers Battery, Kontakt e EXS24, ma i samples sono disponibili anche nel classico formato WAV, privi in questo caso di possibilità di programmazione e mappatura sulla tastiera del proprio controller Midi.

Il titolo consta di un totale di 254 samples, con una profondità di campionamento di 24 bit e una frequenza di 44,1 Khz. A download completato, otterrete uno .zip di 138 MB, e, una volta estratto dall’archivo Rar, avrete a disposizione una quantità di materiale pari a 213 MB.

Ogni sample dispone di diversi layers relativi alla velocity, distinte articolazioni, un’interfaccia di strumento con controlli di volume, pan e accordatura e una sezione dedicata a presets, sensibilità dinamica e compressione. Vediamo nel dettaglio tutte queste caratteristiche, ponendo il nostro focus principalmente su due aspetti fondamentali: come suonano i campioni (banale a dirsi, ma è un aspetto essenziale) e come è possibile trattarli nel mix per fare in modo che emergano al meglio.

Analisi tecnica ed estetica

Una visuale dall’alto del kit di Big Mono

Per chiarezza di esposizione, procederemo con ordine e tratteremo separatamente i distinti componenti del set, così come sono raggruppati nelle diverse cartelle. Cominciamo con i campioni di cassa e proseguiamo poi con tutti gli altri componenti:

La cassa. Il componente campionato è una Ludwig del 1970 di dimensioni 22” x 16”. Questo componente del kit è fornito di una sola articolazione, il classico colpo centrale, ma dispone di ben 12 layers di velocity. Il suono nella maggior parte dei campioni è di discreta fattura, limpido e potente; l’ampia gamma dinamica dei campioni permette di farli emergere degnamente in svariate tipologie di mix senza la necessità di doverli ulteriormente processare. C’è però da dire che spesso e volentieri i samples sono dotati di una coda di riverbero un po’ troppo lunga, perciò, qualora volessimo suonare la cassa simulando un doppio pedale e a Bpm veloci, il suono tenderebbe a impastarsi un po’. Essendo del resto un kit vintage, già dal principio è sconsigliato per stili e groove più aggressivi.

Il rullante

Il kit dispone di un Rogers Dynasonic del 1970, dalle dimensioni di 14” x 5”. Le articolazioni a disposizione sono ben 6: due per la mano sinistra (colpo centrale e rimshots, con rispettivamente 16 e 8 variazioni di velocity), due per la mano destra (stesse tipologie della mano sinistra) e una articolazione di cross-stick dotata di 8 layers di velocity. Il rullante è uno dei componenti più convincenti del kit, il suono è tagliente e secco e perentorio, facile da far spiccare in fase di missaggio, anche in generi stilistici molto diversi fra loro. Le diverse combinazioni delle cinque articolazioni con le relative tipologie di dinamica multiple consentono di ottenere un suono di rullante molto eterogeneo, che si presta molto bene per brani dal sapore più jazzato nelle varianti più sottili e intimistiche, fino a territori molto più vicini ai mondi del Pop e del Rock con suoni pieni e scanditi. Le articolazioni di Rimshot sono rese molto bene: nel colpo portato sul rullante si sente molto bene la bacchetta che tocca sia la pelle che il cerchio, e il colpo ad effetto per dare colore o per dare un accento a un determinato groove fa il suo dovere. L’articolazione di cross-stick definisce bene il colpo della bacchetta sul bordo del rullante, e le 8 variazioni di dinamica assicurano una discreta estensione delle possibilità d’impiego. Davvero un componente molto versatile e ben campionato.

Ripresa microfonica - Snare Rogers Dynasonic
Ripresa microfonica – Snare Rogers Dynasonic

I toms

Trattasi di due Ludwig del 1970, rispettivamente da 13” quello alto e da 16” quello basso. Dispongono di due articolazioni ciascuno, due per la mano destra e due per la mano sinistra, entrambe con colpo centrale e 16 layers di variazione dinamica. Il suono dei tom è realistico e dotato di buon riverbero, anche se il ventaglio di accordature è un po’ limitato. Del resto il kit risale agli anni 60/70, perciò anche l’assenza di un terzo tom era prevedibile. Mancano forse di un po’ di compressione, bisognerà quindi processarli per dar loro quella leggera spinta in più che li farà emergere nel mix, soprattutto se si sta lavorando su generi più heavy dove le chitarre distorte non lasciano spazio ad esecuzioni più “intime”. A causa di questi difettucci, rappresentano la vera nota dolente del kit.

L’HiHats

E’ stato usato uno Zildjian Advedis Mastersound da 13”. Le articolazioni disponibili sono 4: chiuso, semi-chiuso, aperto e pedale. Le prime tre dispongono di 16 layers di velocity ciascuna, il pedale di 10. Dopo il rullante, anche questo HiHat riserva delle belle sorprese. Il suono è molto pervasivo e con ottimo sostegno in tutte e quattro le articolazioni, segnatamente sono di pregevole fattura i suoni di HiHat chiuso, semi-chiuso e pedale. Un po’ meno curata l’articolazione in aperto, che è un po’ limitata nella gamma dinamica: nonostante i 16 layers di velocity disponibili, i campioni di questa articolazione tendono a suonare un po’ tutti uguali. A parte questo, l’HiHat è più che discreto e va a formare una coppia molto realistica con il Dynasonic.

HiHats Zildjian K crash
HiHats Zildjian K crash

Il Ride

E’ un Sabian HHX Evolution da 20”. Dispone di due articolazioni (Bow e Bell), con 16 variazioni di dinamica ciascuna. I 32 samples totali dedicati al ride spaziano da attacchi molto rapidi a sfumature di suono più dolci, fino a coloriture decisamente scintillanti che possono rendere questo ride, volendo, quasi un terzo crash. Nel mix non sarà difficile trovare la nicchia di frequenze in cui posizionarli.

I Crash

Qui siamo alle prese con uno Zildjian K Crash da 16” e con uno Zildjian K Dark Crash da 17”. Entrambi i piatti sono disponibili in un’unica articolazione (Edge), con 8 layers di velocity per ciascun piatto. Il K Crash suona brillante, squillante e con medio tempo di decadimento. Il K Dark scuro, caldo e con decadimento veloce. Entrambi i piatti sono caratterizzati da un suono piuttosto complesso e sostanzialmente molto musicale. Comunque, qualche layer di velocity in più non avrebbe guastato di certo; il suono è buono ma un po’ limitato nelle dinamiche.
Ecco completata la panoramica analitica del kit. Avviamoci alla chiusura della recensione e tiriamo un po’ le somme.

Conclusioni

Partiamo da un presupposto. Big Mono è una libreria Free. Tenendo conto di questo fattore, la valutazione finale non può che essere positiva. Il kit nel complesso suona bene e può essere sfruttato in svariati ambiti stilistici. Anche a causa del tipo di batteria usata, gli usi più strettamente consigliati ricadono su generi stilistici più affini ai territori del pop/rock e della sperimentazione musicale. L’organico si presta bene anche per sonorità più swing e jazzate. Sconsigliato per produzioni più heavy e decisamente sconsigliato per l’utilizzo in produzioni elettroniche o destinate al Film scoring. Il difetto più grande della libreria è la quantità di ambiente incluso nella ripresa Decca Tree: su molti campioni, in particolar modo quelli dedicati alla cassa, la coda di riverbero è davvero troppo ingombrante. Per contro, gli spots aggiuntivi definiscono piuttosto bene i dettagli sonori dei vari componenti del kit. L’aspetto in assoluto più deludente riguarda il comparto della coppia di toms, spesso e volentieri in buona parte privi di mordente e sostegno. I principali pregi: coppia rullante – HiHat veramente ben assortita, crash belli squillanti e ride dai suoni intriganti.
Ricordiamoci nuovamente che è Free.

NOTIZIE UTILI

Produttore: Big Mono
Modello: Analogue drums
Website: www.analoguedrums.com
Costo: FREE

Pietro Fraccavento

https://soundcloud.com/ageofaudio/big-mono-audio-demo-1

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