Softube Parallels

Alfredo Capozzi

Ormai è risaputo che, con la tecnologia digitale, ogni software house ha sviluppato una propria idea di sintetizzatore, fermo restando alcuni aspetti comuni ai più: filtri, fx integrati, modulazioni non limitate ai semplici LFO e Inviluppi. Sostanzialmente, quindi, ciò che cambia è principalmente l’Oscillatore.

In questo panorama, anche la svedese Softube, già famosa per lo sviluppo di DSP FX impiegati nelle produzioni di tutto il mondo e forte dell’esperienza sulla sintesi, maturata con il suo “Modular”, si è buttata nella mischia, proponendo una propria idea di manipolazione del suono, che, a dire il vero, risulta particolarmente interessante. Gli è stato dato il nome di PARALLELS.

Softube – Parallels


Setup

Il software si scarica con l’applicazione Gobbler, che restituisce una diagnosi dei software marchiati Softube e ci consente la gestione in remoto dell’account sul sito specifico.

Il tutto pesa circa 1,65 GB di dati, di cui circa di 1,6GB dedicati alla libreria di campioni su cui si base Parallels. Su Mac, piattaforma su cui è stato sviluppato il test, non c’è modo di scegliere il formato, per cui vengono installati AU/VST/VST3 e AAX nelle rispettive cartelle. Nella stessa cartella dei dati, invece, viene installato anche l’eventuale Uninstaller dedicato.

Parallels – Folder

Tutto il software Softube è protetto tramite iLok, per cui all’avvio del plug.in, si avvia anche la procedura per l’autorizzazione.

Autorizzato e avviato il plug.in, la GUI è quasi tutta occupata dai parametri di sintesi. Per andare sulle opzioni generali, bisogna cliccare sul pulsante Setup, richiamabile in basso a destra. In questa nuova finestra è possibile stabilire la visualizzazione dei suggerimenti e dei valori dei parametri durante le modifiche, piuttosto che il ridimensionamento della schermata del synth, o ancora l’abilitazione o meno degli avvisi se si sta cancellando o sovrascrivendo un Preset. Infine, la gestione dei colori e di alcuni aspetti della GUI principale. In diversi casi, per confermare tali opzioni bisogna riavviare il plug.in o, come nel caso dell’uso grafico del sistema Open GL, la DAW stessa.

Di fianco a Setup, è possibile richiamare il manuale, in inglese (leggi più sotto).

Subito sopra il Volume generale e, ancora sopra, Velocity, che condiziona l’azione dinamica della tastiera, completano le funzioni generali di Parallels.

Preset Browser

Prima di analizzarne la sintesi, credo sia opportuno anticipare una nota sui Preset e sul browser che li gestisce, richiamabile con il pulsante dedicato, posizionato sempre in basso a destra. Innanzitutto bisogna annotare che il Browser viene gestito in una finestra autonoma e differenziata rispetto al synth vero e proprio: bene! Se ciò da una parte restituisce la gioia di cambiare Preset in modo dinamico, grazie ad una serie di Tag che connotano ogni Preset, e di visionare al volo i cambi che avvengono a livello di parametri del Synth, dall’altra c’è da dire che la finestra non è dimensionabile, così com’è possibile fare dalla pagina Setup per la schermata di sintesi, per cui con un monitor 24” Full HD, si fa fatica a tenere visibili le due schermate.

Un semplice richiamo con le canoniche freccette, anche seriale, dalla GUI principale, sarebbe stato gradito: dovremmo aspettare la prossima release! Aperta la finestra dei Preset, abbiamo a disposizione 73 TAG (si, 73!!!) per filtrare le nostre selezioni. I Tag sono disposti senza ordine alfabetico e, considerando che sono indicati anche i nomi o gli acronimi dei Sound Designer che hanno sviluppato la libreria, a colpo d’occhio ciò rende il primo approccio non proprio empatico. Viceversa, le varie sonorità dei Preset sono distinguibili sulla base dei colori assegnati ad ogni Preset, semplificandone il riconoscimento. Seguendo quindi il Mood voluto dalla Softube, i 5 colori che identificano le icone dei Preset prevedono la seguente connotazione sonora:

Rosso: duro, aggressivo;

Verde: bello, morbido, caldo;

Giallo: luminoso, aperto, leggero;

Blu: armonie metalliche, acute, irregolari;

Viola: profondo, scuro, minaccioso.

C’è da dire, ancora, che la selezione di un TAG riduce drasticamente l’elenco dei Preset e ciò aiuta nella ricerca. Inoltre vi è la possibilità di assegnare fino a 3 stelle, per disporre dall’alto verso il basso i Preset che più ci aggradano: consiglio vivamente di usare tale metodo per evitare di perdersi tra i centinaia di Preset di cui è corredato Parallels. Vi è, ovviamente, la possibilità di personalizzare i Preset, di cancellare quelli che non ci soddisfano e di esportarli/importarli, casomai volessimo condividerli con qualcun altro o tenerli sempre a portata di mano se si lavora su diversi computer.

Una piccola curiosità: dato che ad ogni Preset è assegnata un’icona, è stato insolito riscontrare un “Bass Clarinet”, caratterizzato da forte sonorità elettronica, con l’immagine di un Contrabbasso (bizzarrie del Sound Designer? ndr).

La sintesi

Parallels applica alla sintesi per campionamento, una serie di “distorsioni e letture” della forma d’onda grezza che, grazie anche all’impiego delle Modulazioni, ne modificano dinamicamente il contenuto armonico.

Una serie di parametri dedicati, definiti “Color Movement”, consentono, ancor prima delle stesse modulazioni, un drastico cambiamento dello spettro frequenziale. Per cui allacciatevi le cinture, dato che si parte alla scoperta di queste nuove opportunità di programmazione.

La macro struttura di Parallels prevede 2 Oscillatori, ognuno con la stessa dotazione di parametri di controllo, filtri compresi, che convergono in 5 FX, usabili singolarmente, per poi accedere al volume generale. 4 sezioni di Modulazione possono essere assegnate a quasi ogni singolo parametro di sintesi o degli FX.

Aggiungo la possibilità di modificare i valori dei parametri sia a grandi passi, che in maniera più fine se si tiene premuto il tasto Comand (Mac) o Control (PC). Il tasto Alt+click, invece, consente di resettare il valore del parametro.

In basso a sx, di fianco al logo Softube, compare di volta in volta il valore del parametro su cui si sta operando, se è abilitato nelle preferenze generali.

Oscillatori

All’apertura del Plug.in saltano subito all’occhio le due zone centrali, colorate, che in forma circolare evidenziano la forma d’onda richiamata per ognuno dei due OSC (Oscillatori).

La selezione delle forma d’onda, derivate dall’arsenale di synth posseduti da Johan Antoni, ideatore di Parallels, sono state disposte per categorie, facilmente visibili per i colori assegnati ad ognuna di esse, e richiamatili nella parte alta e bassa dei due OSC. Queste le categorie disponibili alla release 1.0 di Parallels, con, tra parentesi, la quantità delle relative forme d’onda: Digital Synth (23); Analog Synth (19); Combo (5); Chords (5); Drones (3); FM (7); Physical Mod (6); Stacked (11); Distorted (3); Environment (4); Chaos (11). Per un totale di 97 forme d’onda.

Richiamata la forma d’onda, due potenziometri centrali ad essa, Color e Modulation Amount, in percentuale, consentono di fissare la porzione della stessa da sottoporre ai parametri di programmazione.

Vediamo quali:

  • Amplitude: un Inviluppo grafico ASR/D (dove la Release determina anche il Decay) agisce sull’ampiezza dell’OSC;
  • Color Movement: Attack, Decay e Amount determinano con quale incidenza e velocità viene letta la forma d’ È con questi parametri che determiniamo il contenuto armonico da sottoporre a Shaping;
  • Ottava: escursione di +/- 3 ottave;
  • Semitoni: consente la regolazione fine di 12 centesimi di semitoni per singolo step;
  • OneShot: lettura unidirezionale del campione;
  • Vibrato: aggiunge una leggera modulazione del pitch sulla forma d’onda grezza, la cui profondità, di default, può essere regolata dalla Modulation Wheel.
Parallels – Uno dei 2 oscillatori con relativi parametri.

Shaper

È la sezione dei Filtri. Sono ben 3 le tipologie, per singolo Oscillatore, che è possibile impiegare per modellare ulteriormente lo spettro frequenziale, determinato dal “Color”. Ogni Filtro, consta di 3 parametri che, oltre ai potenziometri dedicati, è possibile modificare anche graficamente. Ogni Parametro, può essere sottoposto alle azioni di Modulazioni delle 4 sezioni che vedremo più avanti.

Questi i Filtri disponibili:

  1. LPG: Low Pass Gate. Un Passa Basso, con tanto di Resonance, che presenta il controllo di Slew per generare l’effetto vactrol.
  2. SWF: State Variable Filter. Altro Filtro standard con tanto di Cutoff e Resonance che, con il parametro Type, può variare senza soluzione di continuità tra un Passa Basso (LPF), Passa Banda (BPF) e Passa Alto (HPF).
  3. RES: Resonator. È dedicato alle formanti, con 3 bande di frequenza variabili rispetto a quella impostata. I parametri Tilt e Spread ci consentono di variare le due bande limitrofe, rispetto a quella stabilita con il parametro Frequency.

Mod Source

Ben 5 le tipologie di Modulazione, da assegnare a 4 distinte sezioni che diventano, così, Sorgenti da indirizzare a molti dei parametri presenti; ad ogni parametro è poi possibile assegnare contemporaneamente fino a due di queste 4 Sezioni: basta cliccare sulla ghiera della Modulazione per far comparire un riquadro che riporta le due Sezioni, con al centro un anello che consente, in percentuale, di dosare l’azione dell’una o dell’altra.

La profondità d’azione (amount) di ogni Modulazione viene definita direttamente sul parametro, agendo sulla stessa ghiera.

Le 5 sorgenti di Modulazione sono:

LFO È possibile modificare la forma d’onda, anche graficamente, per ottenere variazioni continue tra Rampa, Triangolare (con Shape al 50%) e Esponenziale o Invertita (con Shape a 0 o 100%). Manca la possibilità di disegnare un’onda quadra pura. Il parametro Rate, per fissare la velocità d’azione, può essere sottoposto a Sync con la DAW, variabile tra 16/4, 4/4, 2/4, ¼, ⅛,1/16 (il /4 indica, per i DJ, il Bpm). Anche se si cambia il tempo di battuta, i primi 3 valori restano ancorati ai bpm indicati.

RND (random): una sorta di Sample & Hold. È possibile intervenire sul Rate, in verticale, e sulla polarità d’azione, in orizzontale. Il Parametro Wave definisce la ripidità o meno del Rate. Con Storm, invece, tutto diventa caotico.

EUC (Generatore/Sequencer euclidiano) consente di definire fino ad un massimo di 32 Steps, dove ognuno rappresenta un picco dell’azione modulante. Con Fill, si eliminano o si ricombinano gli Steps presenti. Shift, sfasa gli step definiti con i primi due parametri.

ENV (Inviluppo). Simile a quello riscontrato sull’Oscillatore, è di tipo ASR, con la possibilità di aggiungere il Decay, controllabile però sempre tramite Release.

SEQ (Sequencer). Fino a 16 Step con profondità variabile: è possibile invertire la lettura degli Step. Con Trig, si fa in modo che ogni step, in una sorta di On/Off, abbia un escursione fissa minima o massima. Slew, invece, consente di smussare l’azione di ogni singolo Step. SEQ è di default sincronizzato alla DAW, ed è sempre in azione, senza necessità di un Trigger da tastiera.

FX

5 anche gli effetti disponibili, con una disposizione in serie, non modificabile, dall’alto verso il basso. Ognuno consta di 2 parametri per la modifica, più un potenziometro Mix per dosare il Wet/Dry. L’On/Off degli stessi, in pratica, ne definisce anche il Bypass. Dato lo standard dei parametri, ne annoto le caratteristiche per i neofiti.

Parallels -FX

DISTORTION. Amount e Tone, modificano la quantità di distorsione e il colore, in frequenza, dello stesso.

  • CHORUS. Speed e Width, agiscono su velocità e profondità.
  • FLANGER. Speed, come per il Chorus, agisce sulla velocità, mentre Feedback ne determina la profondità di fluttuazione del segnale.
  • DELAY. Time, stabilisce da 1 a 1.000 ms o, a seguire, da 1/64 a ½, compresi valori terzinati o puntati, la distanza delle ripetizioni; Feedback, ovviamente, la quantità delle ripetizioni.
  • REVERB. Time e Tone, fissano il tempo di decadimento del reverbero e la componente frequenziale dello stesso.     

 

                                                   

 

Manuale

Si richiama, come annotato all’inizio, con un pulsante dedicato presente nell’angolo in basso a sinistra del plug.in.

La Softube ha prodotto un manuale unico per tutti i suoi plug.in, per cui quello di Parallels bisogna scovarlo tra le oltre 570 pagine dello stesso.

Il Manuale specifico di Parallels è formato da 40 pagine, suddiviso in 3 sezioni: la prima presenta genericamente l’intero Plug.in; la seconda ne descrive tutti i parametri; la terza, oltre a indicare qualche Tip&Tricks (didatticamente valido per chi muove i primi passi nelle sintesi), riporta i nomi delle 97 forme d’onda campionate con una breve descrizione delle stesse.

Nel manuale della versione in prova, si fa riferimento anche ad un non meglio precisato EUC Retrig, afferente la modulazione tramite generatore/sequencer euclidiano, di cui non si ha riscontro nel Plug.in. Comunicato alla software house, porranno subito rimedio.

Sound

Dato che molti aspetti del plug.in lasciano intravedere/auspicare un miglioramento futuro di diverse aree operative, ciò che mi ha lasciato con il pollice alto sono proprio i suoni a corredo.

Ciò che si ottiene con Parallels è una tavolozza timbrica non del tutto scontata: tanto le peculiarità di sintesi, quanto l’esperienza dei Sound Designer che ne hanno programmato i Preset, consentono a Parallels di distinguersi per carattere sonoro tra i tanti plug.in che affollano questo settore.

Se cercate sonorità acustiche, lasciate stare: in Parallels non ne troverete molte e quelle poche che si riscontrano (soprattutto in ambito fiati) sono dei richiami dei primi tentativi di emulazione tramite sintesi analogica.

Parallels è adatto per sonorità elettroniche con un decisivo impatto su qualsiasi produzione abbiate per le mani, con quella giusta dose di “suono in faccia” tanto caro ai producer moderni: che si tratti di Pad, piuttosto che di Lead o di FX, il suono ha sempre un carattere sonoro ben definito. Già le semplici 97 forme d’onda grezze danno la sensazione di aver avuto un processing dinamico pre-campionamento, che restituisce un’ampiezza piuttosto potente. Peccato non se ne possano caricare di proprie.

Durante il test, alcuni Preset, come ad esempio Trembler, Under Moover, Woof Bass, , se eseguiti in polifonia, vanno in distorsione anche con il Volume Generale posizionato a 0dB: l’utente, per evitarlo, dovrà reimpostare il volume e memorizzarlo come Preset.

Altro aspetto, marginale, da rilevare riguarda il cambio Preset. Il fatto stesso che ogni sound si basa su due multi campionamenti, spesso bisogna attendere qualche frazione di secondo perché il Preset si carichi completamente. Se è attivata una qualsiasi Nota On, i glitch per il cambio di impostazione risultano spesso fastidiosi: quindi, attenti!

Considerazioni finali

Con Parallels, la Softube, entra a gamba tesa offrendo suoni potenti e facilità di programmazione. Fermo restando gli apprezzamenti per i Preset e le possibilità di sintesi, ma considerandone il costo professionale, alcune cose tuttavia mi hanno lasciato perplesso, seppure marginali rispetto al sound complessivo: dall’annotazione nel manuale del parametro di cui non esiste riscontro nel plug.in, a qualche parametro di cui non si avverte un radicale cambiamento del suono nemmeno a valori estremi, a qualche impostazione di volume troppo alta, tale da innescare distorsioni qualora se ne faccia un uso polifonico.

“Distrazioni” che lasciano intravedere una facile correzione in una prossima release: la stessa release che, perché no, possa contemplare un ampliamento delle forme d’onda e, magari, la possibilità di caricarne di proprie.

Se siete dei producer “elettronici”, quindi, vi invito a scaricare la demo e a provarlo di persona.

PRO

  • Sound e Preset;
  • Sintesi;
  • Interfaccia semplice da programmare;

CONTRO

  • Relativamente poche forme d’onda;
  • Mancanza di poter cambiare l’ordine degli FX;
  • Finestra dei Preset non dimensionabile.

Informazioni utili:

Sito: www.softube.com

Prodotto: Parallels

Buona musica!

Alfredo Capozzi

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