Rob Papen – Punch

Antonio Campeglia
Rob Papen Punch

Rigoroso e ricco di potenzialità. Difficilmente nell’affrontare un prodotto Rob Papen per la prima volta, la prima definizione, potrebbe essere differente. Rigore e completezza. Punch è la Drum Machine di casa Rob Papen, dedicata a suoni percussivi/drums generati dall’ibrido sintesi/campioni.

Rob Papen Punch
Rob Papen Punch

Installazione

Come per tutti i prodotti Rob Papen, tutte le fasi della user experience legate all’installazione, sono estremamente agevoli. L’installazione risulta estremamente facile, senza alcuna difficoltà o potenziali intoppi anche durante la pratica gestione della protezione software (basata su serial number). La prova in oggetto viene effettuata su Studio One Pro. I risultati sono soddisfacenti ed il Drum synth viene immediatamente riconosciuto e reso disponibile dalla DAW.

Interfaccia

Sin dall’epoca della prima collaborazione tra Rob Papen e Concrete FX, le interfacce hanno tutte un aspetto similare. L’ambiente viene gestito con molto rigore, senza lasciare spazio ad orpelli ed estetismi superflui, ai quali oggi siamo particolarmente abituati, anche e soprattutto di fronte a prodotti ibridi su piattaforma Kontakt 5. In poche schermate si concentrano un numero molto alto di funzioni, il cui affollamento viene risolto grazie all’utilizzo di knob e pulsanti di piccola dimensione che offrono una sensazione “classica”, che richiama alla mente i tradizionali VST. Se la fancyness della GUI è una delle ragioni che vi inducono all’acquisto, Punch non offre un’estrema modernità di approccio. Se invece essenzialità, completezza e potenziale sonoro sono i fari che illuminano il vostro cammino, troverete pane per i vostri denti. Le sezioni principali in cui si suddivide Punch sono: una sezione browser (qui chiamata “Manager”); una sezione “easy” con sliders relativi alle funzioni più comunemente oggetto di tweaking real time (filtri, LFO ed alcuni parametri ADSR); una sezione “Mixer” (volume e pan per ciascun suono/pad); una sezione “Mod FX (modulazioni e gestione degli effetti). La parte inferiore dell’interfaccia è dedicata ad accogliere un sequencer ed una versione “button” dei tipici pad.

Browsing e tweaking

Il browser di Punch, denominato “Manager”, consente di accedere ai (molti) banchi preset presenti. Per ciascun banco sono disponibili fino a trentadue preset. Ogni preset, inoltre, porta con se un corredo di sequenze attivabili con trigger da tastiera, molto pratiche nell’utilizzo. Spesso ricorrono le tipiche figure hihat, BD e Snare, con alcune piacevoli sorprese. Come già accennato, il gran numero di banchi, (contenente quelli di default e quelli oggetto di presonalizzazioni nominati Ian Boddy) offre una vasta gamma di opzioni, dal minimal, all’electro, passando per l’hip hop, il cinematic, l’hardcore ed altro ancora. Forse, alla luce di quanto gira al momento, una sezione Dubstep sarebbe stata pertinente. La stessa sezione Hip Hop avrebbe forse dovuto beneficiare di qualche preset più ricco, arricchito da suoni naturali, claps e tutta una serie di amenità percussive, portate in voga già molti anni fa da Timbaland e soci e che, tra l’altro, abbondano nelle recenti release mainstream di artisti quali Rhianna. I preset di tale sezione, ricordano nel complesso sonorità più Trip Hop che appartenenti all’Hip Hop tradizionale. Tuttavia, l’insieme di presert, date anche le potenzialità di tweaking, costituiscono un eccellente punto di partenza per ottenere una infinità di assetti percussivi differenti.

Modulazioni ed effetti

Due LFO e due Inviluppi, combinabili con controllers in ben 8 configurazioni/slots di modulazione completano la sezione “Mod” di Punch. Tale numero risulta, a nostro avviso, più che abbondante trattandosi di un synth percussivo. Quattro gli slot effetti e molto ricca la dotazione di singoli effetti. C’è davvero di tutto, distorsioni, delay, bit crusher, reverb e molto altro. Unico neo è rappresentato da un numero un pò ridotto di effetti in grado di “pompare” i suoni, quali enhancers, compressori e limiter. Un’altra cosa che suggeriremmo per una futura release è la presenza di “presets” creativi nella sezione effetti che sfruttano i quattro slots disponibili, in maniera analoga a come avviene in romplers come Nexus 2.

Suono e suonablità

Come accennato all’inizio dell’articolo, Punch ha la caratteristica di offrire un suono rigoroso e pulito, tipico della ricerca sonora di Rob Papen. Una sonorità che si pone sempre come punto di partenza più che come punto d’arrivo. Difatti la quasi totalità dei presets disponibili offre una discreta varietà nel colore e nei flavours offerti, seppur non suonando “finalizzati”. Scordatevi presets load-and-play-spacca-speaker. Punch è uno strumento flessibile che si candida ad indossare una molteplicità di volti, ma che necessita di un po’ di cura se si vuol portare le sue qualità e, soprattutto, il suo suono ai limiti. E’ una di quelle “macchine virtuali” che vanno idealmente a braccetto con un sidechaining creativo e che, rispetto a molti concorrenti, offre una potenzialità quasi infinita. Consigliatissimo a chi mastica un po’ di produzione sonora ed ha un minimo di know how nel drum treatment. Al giorno d’oggi, tuttavia, riesce a prestarsi bene anche all’utilizzo da parte di utenti meno esperti, soprattutto se lo si abbina a moderni mix-helpers come, tanto per citarne un paio, la serie Chris Lord di Waves o EzMix di Toontrack.

Alla prossima recensione
Antonio Campeglia

INFORMAZIONI UTILI

Produttore: Rob Papen
Modello: Punch
Website: www.robpapen.com
Distributore italiano: www.midiware.com
Costo: Euro 125,00+ IVA

Versione demo: www.robpapen.com/demo-version-punch.html

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