All’ultimo WWDC della Apple, tenutosi al Moscone Center lo scorso 8 giugno, tra le tante novità presentate è passata un po’ inosservata, per colpa di una grafica testuale messa in secondo piano, una caratteristica importante per noi musicisti che sarà implementata dal prossimo iOS9.
Per chi vive fuori dall’atmosfera e ancora non sa cos’è iOS sotto il profilo musicale, diciamo semplicemente che il sistema operativo di casa Apple, già da un pò di anni, ha dischiuso la possibilità di sviluppare App musicali per il mobile che in molte situazioni strizzano l’occhio ad altre più blasonate esistenti su piattaforma Win e OSX.

Alcuni sintetizzatori e moduli di effetti, nonché Drum Machine e Arranger DJ style, hanno un’interattività con l’utente che difficilmente si può ottenere dall’uso di un mouse e di una tastiera, in particolare se consideriamo le possibilità di modulare sonorità complesse in tempo reale con semplici gestualità tattili.
In un momento in cui anche la piattaforma Android sta recuperando parte del gap tecnologico nei confronti di iOS, grazie alla risoluzione di alcuni problemi di latenza dovuti ad un codice non perfettamente ideato per l’audio, ecco che Apple tira fuori un’altro coniglio magico dal suo cilindro delle idee per portare un passo avanti l’interoperatività tra i suoi due sistemi operativi di punta: OSX e iOS (lo scorso WWDC ha visto conclamarsi anche WatchOS che gestirà il futuro dell’Apple Watch).
Il nuovo binario su cui, credo, si getteranno a capofitto le aziende dell’audio nei prossimi mesi si chiama “Audio Unit Extension”.
Anche se una moltitudine di utenti sostiene che la tecnologia VST di Steinberg sia più performante rispetto alla controparte, e su questo potrei essere anche d’accordo, è innegabile che una semplificazione del porting di tutti i plug.in in tecnologia AU, dal punto di vista funzionale, e aggiungiamo anche commerciale, farà gola a molte, se non tutte, software house che già lavorano in quest’ambito.
Non vado oltre: il futuro dell’audio sulle macchine Apple è e sarà sempre più roseo, ed anche quello dei musicisti, che voglio sperare gioveranno di App equivalenti a costi inferiori, non sarà da meno.
Buona musica a tutti.
Alfredo Capozzi