Universal Audio continua a rappresentare un punto d’arrivo per tantissime aziende nel campo dei prodotti per lo studio di registrazione e non.
Negli anni, tantissime aziende hanno provato ad emularne i contenuti e nell’ultimo periodo praticamente tutte le maggiori aziende nel campo delle interfacce audio iniziano a dare la possibilità di gestire plugin proprietari (vedi Antelope Audio o Apogee) o stringere partnership con vari sviluppatori (Focusrite), ma l’offerta UAD resta ancora difficile da raggiungere, almeno per quanto riguarda i plugin.
L’azienda con base a Scotts Valley, California, ha recentemente introdotto una nuova linea di interfacce audio di fascia professionale ribattezzata Apollo X che va a sostituire le precedenti Apollo. Abbiamo quindi quattro nuovi modelli: Apollo x6, Apollo x8, Apollo x8p e Apollo x16 tutte basate su connettività Thunderbolt 3 con nuovi preamplificatori ridisegnati rispetto ai precedenti e nuovi processori interni Hexa Core dotati di 6 processori SHARC per il processing dei plugin proprietari.
Per questo test prenderemo in esame la nuova Apollo X8, cercando un confronto con la Focusrite Red 8Pre, stretta rivale nel settore e già testata da Age of Audio in passato.
Prime impressioni
Partiamo dall’unboxing della scheda. Nella confezione, a parte l’interfaccia, troviamo essenzialmente solo l’alimentatore di corrente (esterno, come da tradizione UAD, scomodo, ma decisamente più sicuro, al contrario delle altre aziende che lo prevedono all’interno dell’interfaccia stessa).

Pannello anteriore
La scheda è di costruzione molto solida, esteticamente molto bella, anche se personalmente preferivo la colorazione nera della precedente. Sul pannello anteriore troviamo un ampio display centrale che, oltre a permetterci di visualizzare il meter dei vari canali in ingresso o uscita, ci permette di vedere che tipologia di ingresso è stato selezionato (Microfonico, di Linea o HI-Z), la frequenza di campionamento selezionata, (si illumina quella adottata).
Alla sinistra del display abbiamo (quasi invisibile agli occhi) un microfono Talkback integrato, gestibile tramite il software di gestione della scheda. Scelta molto utile per coloro che utilizzano la scheda sulla scrivania, meno per chi ha intenzione di montarla lateralmente a rack. A seguire abbiamo due ingressi Hi-Z per strumenti, un potenziometro dotato di led colorato per regolare il gain dei preamps, che cambia colore a seconda della funzione utilizzata, ovvero spento al valore minimo, verde al normale utilizzo, arancione quando utilizziamo la modalità UNISON, ovvero l’emulazione interna di Pre amplificatori storici e ambra quando, utilizzando la modalità Unison, si agisce su un secondo parametro di Gain se previsto dal plugin.

Sempre a sinistra del display, abbiamo 6 pulsanti. Il primo, Input, per selezionare l’ingresso desiderato, poi un filtro Low-Cut fisso a 75hz con un decadimento di 12db per ottava, il pulsante per attivare l’alimentazione Phantom, il Pad di attenuazione di -20db, fase e pulsante link per linkare due canali.
Sulla destra del display abbiamo invece la possibilità di cambiare la visualizzazione della meter bar, il pulsante ALT che ci permette di switchare tra due coppie di monitor (possibilità che manca nella Focusrite Red) e poi il pulsante FCN per entrare nelle pagine di setup della scheda. A seguire è presente il potenziometro del volume, anch’esso con una variazione di colore a seconda della funzione scelta e infine due uscite cuffie con relativo potenziometro.
Pannello Posteriore
Sul pannello posteriore abbiamo, oltre al socket di alimentazione, 2 ingressi e 2 uscite ADAT con connettore ottico, due porte Thunderbolt 3\USB-C, connettori BNC per World Clock 1 ingresso\uscita S\PDIF e a seguire 8 Line Out configurabili a -10dBV o +4dBu. E’ anche possibile, tramite software, modificare l’Headroom di uscita della scheda passando da +20dBu a +24dBu per lavorare con mixer analogici o macchine a nastro che richiedono livelli di segnale più alti. Inoltre la scheda prevede anche la possibilità di ascolto in surround 7.1 tramite queste 8 uscite.

A seguire abbiamo l’uscita main monitor L/R. Poi abbiamo 8 Line Input, anche questi con headroom variabile tra +20 e +24dB oltre ai 4 preamp (diventano 8 nella X8p) che possono fornire un massimo di 65dB di gain.
Non troviamo nessun cavo di collegamento al pc. Trattandosi di connettività Thunderbolt 3 (il connettore è lo stesso delle nuove porte USB-C), non abbiamo potuto “riciclare” il cavo di collegamento dell’Apollo Twin o della Focusrite Red in nostro possesso, entrambe dotate di connettività Thunderbolt 2.
Ciò ci ha costretto ad acquistare un adattatore Apple Thunderbolt 2 – USB-C, alla modica cifra di 49,90€. Da Universal Audio, giustificano la mancata presenza di un cavo USB-C o almeno un adattatore, col fatto che in questo momento il numero di pc con connettività Thunderbolt 2 è esattamente equivalente ai nuovi pc con connessioni Thunderbolt 3\USB-C quindi hanno preferito lasciare “la scelta” all’utente su come interfacciare la scheda al pc. Scelta abbastanza condivisibile anche se, pensando al prezzo di questa scheda e delle sorelle maggiori, uno sforzo si sarebbe potuto fare.
Non presente nel box, ma di “serie” per tutti i nuovi utenti UAD effettuando la registrazione della propria interfaccia, lo storico pacchetto Realtime Analog Classic (forse un pò troppo storico ormai…) che comprende le emulazioni di Teletronix La-2a, 1176, UA 610-B e altri. Da notare che comunque l’azienda americana fornisce, in maniera abbastanza sistematica durante l’anno, delle promozioni per chi acquista nuove interfacce potendo così accedere ai plugin a pagamento con sconti di vario tipo.

Test
L’installazione della scheda sul mio PC e in seguito su di un iMac i7 2014 con sistema operativo High Sierra, è stata quanto mai semplice. Avendo già installato il driver per l’Apollo Twin e la Satellite, non ho dovuto fare assolutamente nulla, solo attaccare la scheda al PC. Da dire che questa è una grande comodità per chi utilizza diversi prodotti UAD, dunque la console è la stessa per tutte le interfacce e presenta il classico layout UAD in voga da qualche anno

In alto abbiamo la sezione di input con il gain che parte già da 10db e non da 0 (cosa presente anche nei vecchi modelli e sinceramente non ne abbiamo mai capito il motivo). In basso abbiamo il pannello UNISON da dove poter scegliere l’eventuale emulazione di preamp storici da associare al canale e poi la classica sezione di input con i parametri standard.
Passiamo ora ad analizzare i valori di latenza della scheda forniti da Logic Pro X 10.4.6 sia in output sia come valori di roundtrip, tra parentesi. Nella prima tabella abbiamo i valori della UAD, nella seconda i valori della Red 8Pre in nostro possesso.
N.B.: i valori della Focusrite differiscono rispetto al test che effettuammo due anni fa, in quanto è stato effettuato un pesante aggiornamento firmware.


Come possiamo notare, i valori di output praticamente sono identici e sorprendono per quanto siano bassi. 0,3ms di latenza a 192khz con 32 samples di buffer size sono un valore davvero eccezionale. Diversa è la questione per quanto riguarda i valori di roundtrip che, rispetto alla Focusrite, sono nettamente superiori sia leggendo il valore nella pagina generale di Logic sia effettuando un ping test su ingressi ed uscite. Siamo anche andati a spulciare il manuale e UAD dà un valore di Analog Round-Trip Latency di 1.1ms a 96khz. Probabilmente si tratta di un valore potenziale, raggiungibile con dei futuri driver.
Comunque possiamo affermare che i driver della UAD sono decisamente molto stabili, sia sopportando anche cambi di frequenza di campionamento senza riavviare DAW o software di controllo sia collegando la x8 in cascata con la Red 8Pre (abbiamo provato anche questo), creando un aggregate tra le due schede e provandole ad utilizzare come “interfaccia unica” sulla DAW di riferimento.
L’unico dettaglio, davvero marginale, è che mentre la Focusrite cambia frequenza di campionamento senza nessun rumore di sorta, sulla UAD sentiamo un “tick” interno ad ogni cambio effettuato.
TEST AUDIO CHITARRA
Nel test audio che abbiamo effettuato è stato utilizzato uno splitter passivo per confrontare il sound delle due schede microfonando una chitarra acustica Larrivee con un microfono DPA 4090, microfonando un Amplificatore per chitarra elettrica Fender Deville con un Sennheiser MD441. L’impressione in entrambi i casi, sempre analizzando il proprio gusto personale, è che tra le due schede ormai la differenza è davvero poca. Probabilmente la Focusrite sembra essere un po’ più velata sulle frequenze medio-alte, mentre la UAD spicca sempre su quelle medio-basse, ma parliamo di sensazioni più che di evidenze.
TEST AUDIO BATTERIA ACUSTICA
Per il test della batteria abbiamo utilizzato una coppia stereo di DPA 4090 per riprendere un set di batteria Pearl. La sensazione che ne vien fuori in questo caso è quasi identica sulle frequenze medio- alte, ce ne possiamo accorgere dall’hi-hat che si assomiglia parecchio tra le due registrazioni, mentre ascoltando il rullante, la registrazione della focusrite ci restituisce lievemente più pancia.
TEST Voce maschile e femminile
Entrambi i cantanti sono dei professionisti con grande capacità espressiva ed interpretativa. I take sono stati realizzati con i seguenti microfono AKG 414 e Neumann U 87 disponibili presso il nostro studio.
I nuovi PRE dell’Apollo, rispetto ai precedenti, sono veramente all’altezza di una registrazione professionale. Il timbro processato non ha avuto nessun bisogno di nessuna outboard esterna per un controllo maggiore sul segnale in uscita del microfono.

Il colore è molto equilibrato, forse i Pre della Focusrite restano un attimo più versatili, ma parliamo di gusti. Diverso è il discorso della modalità UNISON ovvero della possibilità di emulare dei preamplifcatori storici in fase di tracking. In questo caso il confronto tra le due intefacce, ovviamente non è rilevante, perché un conto è sfruttare la modalità UNISON direttamente dal pannello console della UAD, un conto è utilizzare il plugin su una traccia registrata presente sulla propria DAW. Quindi parlando solo ed esclusivamente della UAD, la differenza non è tanto apprezzabile con l’emulazione (di serie) del UAD 610-B, diverso è l’approccio quando si utilizzano le channel strip API o Neve.

Diciamo che una soluzione del genere permette tranquillamente di bypassare l’acquisto di preamp economici, spesso necessari, anche su interfacce costose, per dare un pò di vita alle proprie registrazioni. In questo caso, un’effettiva differenza la iniziamo a notare già con l’utilizzo dei moduli 500 Heritage Audio 73jr presenti nel nostro studio, ma parliamo di circa 900 euro a modulo…..
Quindi il suggerimento per chi comprasse una scheda del genere e volesse usare dei PRE per un determinato colore, è quello di acquistare dei prodotti di fascia medio-alta, prendere PRE o canali mediocri, non ha senso. A quel punto, meglio un’emulazione UAD che è possibile piazzare su tutti i preamp disponibili sulla scheda, che tra l’altro, con il nuovo DSP interno, riesce tranquillamente a gestirli anche in contemporanea, senza sovraccaricare troppo i processori.
TEST D.I.
Un’altra prova interessante ha riguardato la sezione DI, in questo specifico caso abbiamo addirittura 2 ingressi “Hi-z” che lavorano in maniera separata, stessa situazione che troviamo tra l’altro sulla Focusrite. Abbiamo provato gli ingressi Hi-z di entrambe con la chitarra acustica Larrivee utilizzata in precedenza, anche in questo caso il risultato per entrambe è altamente professionale, sulle preferenze lasciamo la scelta a voi lettori. Quello che possiamo notare comunque è che, a differenza dei classici ingressi D.I. delle schede economiche che tendono a pompare le medio-alte, su entrambe, per quanto possibile, il suono riesce ad abbracciare tutta la gamma di frequenze senza esasperare troppo la componente alta.
Conclusioni
Ci troviamo di fronte ad un classico prodotto UAD che però strizza l’occhio al futuro. Rispetto ad altre schede rivali (considerando anche le versioni 8p e 16x), la connettività risulta sempre inferiore. Prendiamo ad esempio Antelope o la stessa Focusrite, rendendo abbastanza complicato utilizzarla per un setup ibrido analogico\digitale.
Chiaro quindi l’intento dell’azienda americana di puntare sullo studio meno tradizionale, senza banchi analogici da decine di canali e cascate di outboard da pagare con mutui trentennali.
Il sound decisamente più lineare di questa nuova versione dei preamp UAD e l’enorme quantità di features presenti, DSP, talkback, ecc. la rendono appetibile per situazioni professionali soprattutto per chi vuole costruirsi uno studio moderno “in the box” con un minimo di macchine hardware e con un uso giusto dei plugin UAD che, opportunamente usati, garantiscono un prodotto all-in-one di grandissima qualità a prezzi molto contenuti.
Unica pecca è la totale assenza di cavi o adattatori Thunderbolt 3. Capisco il dilemma su cosa mettere nella confezione, ma spendere dai 2700€ ai 3500€ per una scheda del genere e doverne aggiungere almeno altri 50 di cavetteria, fa un pò rabbia.
INFORMAZIONI UTILI
Produttore: Universal Audio
Distributore: Eko Music Group
Modello: Universal Audio Apollo X8
Prezzo Consigliato: 2.800€
Demo Audio realizzate presso Trees Music Studio di Cava de’Tirreni
Batteria DPA Stereo UAD – Apollo x8
Batteria DPA Stereo Focusrite – Red 8 Pre
Chitarra Acustica Arpeggio Dpa – UAD Apollo x8
Chitarra Acustica Arpeggio Dpa – Focusrite Red 8 Pre
Chitarra Acustica D.I. – UAD Apollo x8
Chitarra Acustica D.I.- Focusrite Red 8Pre
Chitarra Acustica Dpa – UAD Apollo x8
Chitarra Acustica Dpa – Focusrite Red 8Pre
Chitarra Elettrica MD441 CLEAN – UAD Apollo x8
Chitarra Elettrica MD441 CLEAN Focusrite Red 8Pre
Chitarra Elettrica MD441 Power – UAD Apollo x8
Chitarra Elettrica MD441 Power – Focusrite Red 8Pre
Chitarrista – Stefano Torino
Chitarra Acustica – Larrivee
Microfono – DPA 4090
Chitarrista – Stefano Torino
Chitarra Elettrica – Gibson Les Paul Standard
Amplificatore per Chitarra – Fender Deville
Microfono – Sennheiser MD441 U
Batterista – Giovanni Fasano
Batteria – Pearl Masters Studio Birch Shell
Piatti – Ufip Rough Series
Microfoni – DPA 4090 Stereo Set
Buona musica a tutti
Vincenzo Siani