NovelTech – Vocal Enhancer intelligent pluginNovelTech – Vocal Enhancer intelligent plugin

Pasquale Tarricone

In meno di un decennio abbiamo digerito in formato digitale quasi sessant’anni di ricerca e progettazione nel settore dell’audio pro. Equalizzazione parametrica, compressione multibanda, riverbero a convoluzione sono concetti e strumenti (software) ormai alla portata di chiunque. Ma adesso a quanto pare siamo alle porte di una nuova era nell’ambito del Digital Audio Processing: l’era della psico-acustica dove a dominare è il concetto del “premi un tasto e tutto suonerà meglio”.

Proprio in quest’ottica si presenta il plugin Vocal Enhancer, della finlandese Novaltech, che con il suo algoritmo proprietario denominato IAF (Intelligent Adaptive Filtering) è in grado, in maniera abbastanza autonoma, di intervenire sul suono non più staticamente, ad esempio enfatizzando una determinata frequenza per tutta la durata della traccia, ma modificando dinamicamente il suo comportamento in funzione delle caratteristiche del materiale audio che sta processando in un preciso momento. Vediamo di che si tratta.

Approccio iniziale

Quando mi capita di provare un prodotto software, la prima cosa che faccio è installare il pacchetto ed eseguirlo senza aver dato neanche uno sguardo al manuale: questo mi consente di valutare subito l’usabilità del prodotto, un parametro che, nel mondo del software moderno, considero essenziale. Portata a termine l’installazione sono pronto per la prova, cerco quindi un progetto lavorato di recente, lo apro, individuo la traccia vocale, spengo tutti gli effetti utilizzati durante il missaggio e mi accingo a cercare il nuovo plugin tra quelli installati. Vocal Enhancer viene fornito in versione VST3 (oltre che VST2), pertanto disponendo di un host compatibile VST3, viene catalogato nel folder Eq. Lo carico in uno slot e mi ritrovo a dover esprimere subito il primo punto a favore di Vocal Enhancer: un’unica finestra suddivisa in quattro settori (processing, display, metering e preset) con tutto quello che serve a intervenire immediatamente sulla traccia candidata a subire il trattamento IAF.

Primo ascolto

Siccome sono estremamente metodico, una cosa che devo assolutamente fare prima di mettere in play la song, è cercare tra i preset disponibili uno adatto alla situazione. In questo caso non ho dubbi: MaleVocal. Carico il preset e via, premo il tasto play! Incredibile!! Che cavolo succede? La voce è perfetta!! Ma non avevo disabilitato tutti i plugin tranne quello oggetto di test? In effetti è proprio così, non c’è altro sulla traccia tranne il Vocal Enhancer con il suo preset. Mi precipito a metterlo in bypass per compiacermi della mia bravura in fase di ripresa, ma con grande delusione mi rendo conto di quanto è piatta la traccia flat (effettivamente era stata registrata con un microfono e un pre-amplificatore di categoria medio-bassa). Riattivo il plug-in e nuovamente la voce risalta in maniera cristallina, vivace sulle alte frequenze, chiara, definita, insomma tutti quegli aggettivi che si usano per definire una voce perfetta in un mix. La sensazione di ascolto però a pensarci bene non è molto lontana dal ricordo che ho del mix finale di quel brano. Mi accingo allora a disabilitare nuovamente il Vocal Enhancer e a riattivare tutta la catena di effetti utilizzati nel mix originale. Equalizzatore, compressore, DeEsser, Gate, Delay e Harmonic Enhancer dosati con millimetrica precisione. Effettivamente l’ascolto è molto vicino a quanto prodotto dall’algoritomo IAF anche se non in tutti i punti del brano, ma la considerazione immediata da fare è che per ottenere quel risultato avevo speso diverse ore di minuzioso lavoro, mentre adesso ho impiegato i pochi secondi che ci vogliono a selezionare un preset da una lista. La cosa si fa interessante e quindi a questo punto è il momento di prendere il manuale e capirne qualcosa di più.

Controlli

Come visto precedentemente, il plugin Vocal Enhancer si presenta in un’unica finestra suddivisa in quattro settori operativi (Fig.1). Subito a sinistra il settore processing, quello contenente i due controlli principali del software e il tasto Strong Processing. II rotary più piccolo dal punto di vista grafico, denominato Focus Frequency, serve ad impostare il focus di azione, il punto (inteso come frequenza) sul quale l’algoritmo interverrà in maniera più consistente. La scala entro cui muoversi ha indicazioni molto generiche LO (estrema sinistra) e HI (estrema destra).

Fig-1 Male preset setting
L’altro controllo, il più grande e visibile di tutti, è denominato Enhancement, e controlla la quantità di algoritmo applicato con una scala che va da 0 a 100. Partendo dal preset MaleVocal, provo a intervenire sui valori di focus ruotando di un quarto il controllo verso destra. Il risultato è un leggero inasprimento delle sibilanti che iniziano a friggere leggermente in maniera, seppur non particolarmente fastidiosa, sicuramente peggiorativa riguarda l’ascolto globale. Continuando a ruotare verso il fondo-scala, il segnale diventa sgradevole, artefatto, completamente meccanico. Riporto il focus sulle medio-basse e provo ad aumentare invece il valore del controllo Enhancement: più vado oltre il valore 50 e più la voce risulta pastosa e confusa. Quindi non ho dubbi: Il risultato migliore su questo materiale audio si ottiene con le impostazioni del preset MaleVocal. Entrambi i controlli comunque soffrono di una strana modalità di impostazione: in pratica per aumentare il valore del parametro, scrollando il mouse dal basso verso l’alto si riesce a raggiungere solo il valore centrale; poi per continuare ad aumentare il valore bisogna cambiare movimento spostando il mouse verso destra. Viceversa per decrementare i valori è necessario fare prima il movimento da destra verso sinistra e arrivati al centro dall’alto verso il basso. Il tasto strong invece non si è rivelato un valido aiuto in nessun tipo di settaggio.

Il settore centrale della finestra denominato display, contiene un vu-meter che misura il livello di Enhancement, cioè la quantità complessiva di algoritmo in funzione e un analizzatore di spettro che consente di capire in maniera immediata in che modo si sta intervenendo sul segnale. Da qui è possibile modificare il range delle frequenze su cui far lavorare l’algoritmo spostando con il mouse le due linee bianche poste a destra e a sinistra del grafico. E’ inoltre possibile modificare anche i punti di risonanza dei filtri passa-basso e passa-alto spostando su e giù i triangolini disegnati sulle medesime linee. Le modifiche effettuate in maniera grafica con il mouse vengono riportate, in forma di valori numerici, nelle caselle di testo sottostanti che chiaramente sono a loro volta modificabili inserendo il valore desiderato direttamente con la tastiera. Devo dire che anche qui la modalità di interazione non è molto felice in quanto, volendo modificare il punto di risonanza con il mouse, se non si possiede l’abilità di un disegnatore cad professionista, si finisce inevitabilmente anche con lo spostare il range di intervento. Insomma forse conviene utilizzare proprio le caselle di testo inserendo manualmente il valore desiderato. Nella parte bassa della sezione centrale, oltre ai valori editabili di impostazione dei filtri, è presente un tasto che consente di selezionare il valore di pendenza dei filtri tra i canonici -12 dB/Oct e -24 dB/Oct.

Il terzo settore della schermata, denominato metering, è quello che contiene tre grossi vu meter per la misurazione dei segnali in ingresso e in uscita e per la misurazione del livello di compressione. Il tasto processing consente di disabiltare il processamento del segnale in ingresso lasciando però lavorare l’algoritmo di analisi che è possibile continuare a vedere in azione nell’analizzatore di spettro. Cosa che non sarebbe possibile utilizzando il classico tasto bypass. Il tasto gain comp invece si occupa di abilitare/disabilitare la compensazione automatica del gain per consentire di mantenere invariato il livello di uscita del plugin.

Quarto e ultimo settore, denominato preset, non ha bisogno di particolari spiegazioni se non per la presenza di un selettore A/B che consente di memorizzare (mediante tasto store) due configurazioni sullo stesso preset e di poter passare rapidamente da un ascolto all’altro per il classico confronto ravvicinato. Piccola nota di disappunto anche se marginale considerando il basso numero di parametri disponibili: la lista presets non è modificabile dall’utente.

Secondo ascolto

Con maggiore consapevolezza di quello che sto analizzando e soddisfatto del precedente risultato ottenuto praticamente senza alcuno sforzo, provo a ripetere l’esperimento su una voce femminile. Cerco nei miei archivi più recenti un progetto che possa prestarsi all’ esperimento e ripeto tutti i passi effettuati con l’altro progetto. In questo caso chiaramente individuo un preset per voce femminile che ovviamente non può mancare: FemaleVocal (Fig.2).

Fig.2 Female preset setting
In questo caso però il risultato ottenuto non è ottimale al primo colpo in quanto la voce non è calibrata nel mix, è plasticosa e per niente chiara. Non mi perdo d’animo e provo a modificare leggermente il preset: è sufficiente restringere leggermente il range di frequenze su cui lasciare agire l’algoritmo tagliando al di sopra dei 9.1 Khz, abbassare di quasi un quarto il focus e ridurre il valore di enhancement da 50 a 40. Insomma in pochi minuti riesco ad ottenere un risultato di tutto rispetto anche se, forse non entusiasmante quanto il primo esperimento con voce maschile. Però la voce in questione è molto particolare, un pò nasale e soprattutto di una non professionista. A questo punto decido di procurarmi una traccia registrata in studio e, magia del social network, in pochi minuti ottengo un take di una cantante professionista (Elena Imperatore) da sottoporre ad esame.
Elena Imperatore

Parto sempre dal preset FemaleVocal che però rende particolarmente frizzante sulle alte questa voce già molto brillante di suo. A questo punto mi accorgo che il problema principale di questo preset è l’impostazione “Strong” che per i miei gusti altera troppo le alte frequenze. Eliminato questo e ridotto anche in questo caso focus, enhancement e range di intervento (Fig.3)
Fig.3 Female 2 personal setting
il risultato è molto gradevole e anche in quest’occasione immediato. Preferisco lasciare la pendenza del filtro su -12 dB/Oct in quanto l’impostazione -24 dB/Oct ha un risultato percettibilmente più aspro.

Altre prove

Chiaramente la curiosità di provare il plugin su qualunque tipo di materiale audio viene spontanea, ma per evitare di passare la notte a recuperare Hard Disk del passato, cerco di focalizzare le prove su poche ma classiche situazioni. La chitarra acustica, regina incontrastata degli armonici naturali, trattata con questo plugin, ricorda un pò l’effetto psico-acustico di Sony Inflator nel senso che tutto ti sembra più bello ma non riesci a capire il perché. Cosi’ con due tracce mono e due istanze di Vocal Enhancer riesco velocemente ad ottenere un duo acustico chitarra/voce caldo e molto profondo che quasi mi fa credere di essere diventato un vero professionista del mixaggio. Utilizzando invece il plugin su un mix già chiuso, su cui non è stato ancora operato il master, la sensazione è gradevole, ma subito si ha la percezione che strumenti dedicati possono fornire un risultato decisamente migliore. In tutti i casi, non avendo altro a disposizione, l’utilizzo con parsimonia del Vocal Enhancer su questo tipo di materiale può risultare senza dubbio utile a migliorare la compattezza di ascolto. L’utlima prova è su una traccia vocale registrata dal vivo: purtroppo i disturbi (rientri, rumore di fondo, pubblico etc.) infastidiscono molto l’algoritmo di analisi che inevitabilmente finisce a non calibrare il giusto punto di intervento vanificando completamente l’utilità del processing.

Conclusioni

Vocal Enhancer è un plugin che rientra nella categoria dei processori psico-acustici, pertanto la valutazione del come suona è abbastanza soggettiva. Io ho trovato il software di Novaltech molto interessante dal punto di vista dell’usabilità, in quanto anche in ambito Project Studio, o forse soprattutto in ambito Project, riesce a dare vivacità e colore a monocromatiche registrazioni effettuate con preamplificatori e microfoni di qualità non eccelsa. Magari avendo a disposizione strumenti di ripresa di un certo valore riesce più difficile, anche da un punto di vista psicologico, intervenire con un plugin di questo tipo in quanto si tende a conservare il carattere della propria strumentazione che magari in qualche modo caratterizza anche i propri lavori. Però considerando che le produzioni più interessanti oggi vengono realizzate low-cost in piccoli project-studio, non dubito che l’utilizzo di questo strumento possa avere una grande diffussione in quanto risolve problemi spesso dovuti anche all’impossibilità di riprendere in ambienti acusticamente trattati.
Inoltre la tendenza a sviluppare software in grado di lavorare autonomamente al miglioramento del materiale audio a disposizione, sembra essere la nuova frontiera delle d.a.w e sebbene siamo tutti d’accordo che questi strumenti nascondono una complessità elevata e quindi forniscono risultati di eccellenza solo in mano a professionisti, non possiamo non ammettere che riescono a migliorare anche la vita del musicista in erba che con un preset e un minimo di buon gusto riesce a dare dignità ai propri lavori. Insomma si, siamo alle porte di una nuova era e cari fonici… prevedo tempi duri!

PRO

  • Semplicità di utilizzo
  • Risultati immediati

CONTRO

  • Controlli non sempre maneggevoli
  • Prezzo leggermente alto

NOTIZIE UTILI

Sito del produttore: www.noveltechaudio.com
Formati disponibili: TC’s Powercore – Native VST, AU, RTAS
Prezzo: $199 

 

 

 

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