Un errore fatale per il chitarrista molto spesso neofita e che per anni ho sentito nei negozi, è stato quello di prendere la decisione di cambiare i pickup a uno strumento spesso economico o di fascia non particolarmente alta.

Attenzione, parlo di cambiare SOLO i pickup.
Lasciando la sezione elettronica di fabbrica che, soprattutto su strumenti economici lascia sempre molto a desiderare, il Pick-Up non rende al meglio delle sue possibilità, rendendo la spesa fatta, a volte anche piuttosto alta, quasi inutile, non facendo percepire un plus significativo.
Ovviamente oltre a percepire un plus sonoro significativo, con il circuito del nostro strumento o “Wiring” per gli anglofoni, sono possibili non poche possibilità sonore che possono rendere ancora più versatile il nostro strumento.
Ma come possiamo noi utenti capirci in questo mare in tempesta?
Ci siamo rivolti a Fabio Gobbi, un autorità in questo campo, sotto le sue mani sono passate le chitarre di tantissimi artisti di grandissimo livello, da Marco Sfogli a Poggipollini, che ci potrà dire un pò il suo punto di vista in merito a lavori di questo tipo.
Vediamo che consigli può darci . . .
A.C. – Quanto è importante una buona elettronica in uno strumento?
F.B. – Diciamo che è fondamentale innanzitutto per avere un segnale pulito privo di dispersioni e che rispecchi quella che è la natura del pickup che lo genera, senza subire alterazioni durante il suo percorso tra i vari componenti fino arrivare all’output jack.

A.C. – Come strutturi la schermatura di uno strumento per i tuoi lavori?
F.B. – Semplicemente cercando di creare una buona “gabbia” del vano elettrico, che se è a vista curo particolarmente, ma che in tal caso ha più valore estetico che qualitativo. Le cose principali da fare per non avere problemi di ronze (eccetto ovviamente per i pickups single-coil, nei quali puoi farci si miglioramenti, ma non azzerare la loro ronza naturale data dalle loro caratteristiche costruttive) è effettuare un buon posizionamento delle masse tra i vari componenti, spesso realizzate in malo modo e un po’ a casaccio, generando quindi loop di massa che creano problemi, soprattutto in registrazione.

A.C. – Come si può capire che un componente elettronico è ben fatto oppure no?
F.B. – Diciamo che già esteticamente si vede se un potenziometro, per esempio, è robusto, se sono stati utilizzati materiali costruttivi di un certo tipo/qualità, se il perno assiale ha gioco laterale, se la basetta dei contatti è realizzata in “plasticaccia”.
Poi, ovviamente, una volta collegato sentire che non abbia punti morti in rotazione, che la dinamica di apertura/chiusura sia la più progressiva possibile.
Stessa cosa vale per selettori e altri componenti. Per i pickup, ovviamente eccetto i marchi noti, bisogna affidarsi alle proprie orecchie per capire se può essere un buon pickup o meno.
Se è silenzioso, se non fischia troppo diventando ingestibile ad alti volumi, se il suono è ben bilanciato e non ci sono troppe differenze di EQ tra alte e basse etc etc.

A.C. – Come può un utente capire che la sezione elettronica del suo strumento sta presentando problemi?
F.B. – Il più delle volte i problemi che si presentano sono: output jack, selettori e potenziometri che gracchiano azionandoli, oppure un pickup che inizia a innescare fischi o a suonare a un volume decisamente più basso del normale o in malo modo.

A.C. – Ci sono marchi che tu prediligi come componentistiche elettroniche?
F.B. – Principalmente prediligo ricambi elettronici Dimarzio, Switchcraft e Bourns.
Riguardo i condensatori c’è l’imbarazzo della scelta, ma di base uso Sprague Orange Drop, poi dipende anche dal tipo di utilizzo e strumento su cui vanno montati e cosa si vuole ottenere.
Come humbucker, da una vita prediligo Dimarzio, Bill Lawrence e EMG, mentre come single-coil, Van Zandt e Peter Florance sono un mio riferimento, oltre i Fender SCN progettati da Bill Lawrence.
Come pickups artigianali italiani (non da produzione in serie) al momento sto utilizzando su vari miei strumenti gli ZEAD Pickups, che reputo veramente di alto livello costruttivo e sonoro, oltre al fatto che sono estremamente personalizzabili su richiesta, anche esteticamente.
