Squier JV – La StoriaSquier JV – La StoriaHistoria de la Squier JV

Pierluigi Maisto


Nella complessa vicenda dei marchi che hanno segnato la storia della chitarra elettrica si sono verificati episodi che hanno acquistato subito il sapore della magia. Quello che riguarda la nascita e l’evoluzione delle Squier JV è senz’altro uno di questi.

La storia ebbe inizio l’undici marzo 1982, quando la Fender CBS stipulò un accordo di collaborazione con la “Fuji Gen-Gakki Mfg Co.” per la creazione di una linea di chitarre elettriche da produrre in Giappone su specifiche e progetti della casa madre (per i primi tempi anche i componenti hardware erano gli stessi). Per questo la neonata Fender Japan non produsse strumenti economici (al contrario dell’attuale divisione Squier), ma chitarre basate su progetti USA che in molti casi condivisero anche l’hardware dell’allora nuovissima serie American Vintage (Fullerton era). Furono così incredibili che lo stesso Dan Smith, allora CEO della Fender, rimase sbalordito dai prodotti che sfornava la nuova linea di produzione (Fig.1).

Fig.1 - Paletta
Fig.1 – Paletta “logo Fender “

Sul primissimo stock dei modelli Squier JV fu impresso il logo Fender in grande, e la decal Squier sulla punta della paletta; questo dettaglio, unito all’alta qualità degli strumenti proposti, generò alcuni problemi al momento di esportare questi strumenti al di fuori del Giappone, in quanto gli acquirenti avrebbero potuto facilmente confondere i nuovi strumenti Fender Japan con le sorelle Statunitensi (qualche commerciante cercò anche di lucrare, facendo pagare le prime Japan al prezzo delle USA agli ignari acquirenti).
 

Si pensò così di rimediare al problema modificando le decal da applicare sulla paletta per i modelli destinati al mercato estero. Gli esemplari destinati all’esportazione furono così dotate di un più riconoscibile e grande logo Squier (Fig.2), un font cubitale come quello presente su alcune “Smith era” e la dicitura “By Fender” in piccolo, quasi a rivendicarne la paternità di forme e progetto.

Fig.2 - Paletta
Fig.2 – Paletta “Squier logo”

La prima serie fu vantava due versioni dello stesso modello per Precision e Stratocaster, ovvero ’57 (manico in acero) e ’62 (manico in palissandro), mentre per la Telecaster era inizialmente disponibile il solo modello ’52 ( in pratica una “Blackguard” con gli occhi a mandorla).Per il mercato interno e quello inglese erano disponibili anche delle custodie morbide a corredo, in stoffa o pelle, del tipo “molded” con logo Squier sulla tasca anteriore, quando giunsero in Italia, invece, furono commercializzate senza custodia (molte trovarono allora riparo nelle diffusissime custodie Polverini “For Fender”, realizzate in Italia.)

Per il mercato interno e quello inglese furono rese disponibili anche delle custodie morbide, in stoffa o pelle, del tipo “molded” con logo Squier sulla tasca anteriore; quando giunsero in Italia invece furono commercializzate senza custodia (molte trovarono allora riparo nelle diffusissime custodie Polverini “For Fender”, realizzate in Italia.)

Fig.3 Catalogo dell'epoca
Fig.3 Catalogo dell’epoca

La vendita in Europa cominciò proprio dietro forti richieste dei dealers europei, in quanto inizialmente quella JV fu una produzione non destinata all’esportazione (e la Fender Japan, del resto, ancora adesso produce modelli destinati al solo mercato interno). Fu il mercato inglese il primo a ricevere uno stock di Squier JV destinate alla vendita, seguito di lì a poco dalle altre piazze europee.

Le prime Squier JV cosiddette “Export” conservano la stessa qualità delle prime import, con le giuste misure, posizionamento delle viti corretto per il periodo e colori realistici. Solo con il secondo semestre del 1983 la produzione iniziò a subire un calo di qualità percepibile (legni meno scelti, il frassino diventa sempre più raro, nascita di serie economiche con pick up “domestic” realizzati in Giappone). Da ribadire la scelta di modificare il logo rendendo il brand Squier più visibile, unica visibile differenza che distingue le prime export (1982) dalle domestic del periodo (Fig.4).

Fig.4 - Foto di catalogo - serie '57 e '62
Fig.4 – Foto di catalogo – serie ’57 e ’62

Un’altra importante precisazione sulla produzione JV riguarda le diverse serie: infatti, partendo dalla distinzione “Export” e “Domestic”, è necessario altresì precisare che ciascuna linea di produzione annoverò modelli diversi nel corso degli anni, riconoscibili dalle diverse sigle assegnate ad ognuno.
 
Analizziamo le più importanti:
 
Fender JV (Fender logo, domestic):

ST–115 e TL 95: sono modelli costruiti per il mercato interno; presentano hardware USA, pick up staggered USA e vernice nitro, modelli stratocaster ’57 e ’62 e tele ‘52. Strumenti molto rari, si riconoscono per una A stampata in rosso nella tasca del manico.

ST 57-85 e ST 62-85: pick up USA, elettronica Japan, finitura nitro, selettore a tre posizioni Japan, solo modelli stratocaster. B stampata nella tasca del manico. Anch’esse molto rare.

ST 57-65, ST 62 -65 e TL 52 -65: le prime con vernice “thin” (sottile) poliuretanica, blocco tremolo in zinco (stratocaster), elettronica Japan e pick up USA. C stampata nella tasca del manico.

Squier JV (Export, Squier logo):

‘62 Vintage Stratocaster, ’57 Vintage Stratocaster, ’52 Vintage Telecaster: le più ricercate in Europa e negli USA, stessa qualità e caratteristiche della serie “65” destinata al mercato interno giapponese, molto collezionabili.

SST50 e STL 50: le più economiche, con pick up costruiti in Giappone (alcune strat con selettore DM a cinque vie). D stampata nella tasca del manico. E’ la serie più comune, meno interessante a livello collezionistico ma ugualmente ben suonante al pari delle altre.

SST45 e STL45: praticamente identica alla serie “50”, presenta i pick up della serie SQ, in alnico. Nel 1983 con questa serie vengono inseriti nel catalogo Squier molti colori nuovi ad affiancare i sunburst, scelta unica per serie precedenti (salvo rari “custom color”).

SST 30: prodotte dal 1983 al 1984, hanno pick up ceramici, switch DM a cinque vie e sono decisamente inferiori dal punto di vista costruttivo e sonoro alle altre Squier J;, ne vengono prodotte anche alcune con caratteristiche del periodo CBS (palettone, Custom Telecaster) che vengono catalogate come CST70.

Curiosità:

* Le Squier JV sono state imbracciate fin da subito da artisti di fama internazionale, e ancora oggi si vedono spuntare su palchi importanti, segno che questi strumenti sono realizzati bene e fatti veramente per durare, non come alcune produzioni odierne.

*Sono stati prodotti anche alcuni modelli “custom color”, per supplire all’iniziale povertà di colori che offriva il catalogo (in pratica la scelta era obbligata: Two color Sunburst per i modelli Strato e P. Bass ’57, Three color Sunburt per i modelli ’62 e Blonde per Le Telecaster), e i modelli con colorazioni diverse sono piuttosto interessanti a livello collezionistico (Fig.5).

Fig.5- Manifesto pubblicitario dell'epoca
Fig.5- Manifesto pubblicitario dell’epoca

Spero di aver fornito informazioni sufficienti ad addentrarsi consapevolmente nel mondo delle Squier Japan Vintage; se la lettura vi ha appassionato vi consiglio di non perdere il prossimo articolo, con prova “su strada” di tre JV autentiche fino all’ultima vite. Potrete così giudicare con i vostri occhi e le vostre orecchie se il mito JV ha fondamento o se è solo una delle tante leggende che alimentano la nostra sconfinata passione per le sei corde.

Pierluigi Maisto.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
En la compleja situaciòn de las marcas que han distinguido la historia de la guitarra elèctrica, se verificaron episodios que consiguieron de inmediato el sabor de la magia. Squier JV es sin dudas una de las marcas nacida y evoluda gracias a estos eventos.

La historia comenzò el 11 de Marzo de 1982, cuando la Fender CBS firmò un acuerdo de colaboraciòn con la “Fuji-Gen Gakki Mfg Co” para la creaciòn de una lìnea de guitarras elèctricas; las cuales debìan ser producidas en Japòn segùn indicaciones y proyectos de la Empresa matriz. ( Al inicio tambièn los componentes hardware eran los mismos). Por ello, la “recièn nacida” Fender Japan no prudujo instrumentos econòmicos, al contrario de la actual divisiòn Squier; aunque si, las guitarras basadas segùn proyectos de los Estados Unidos que en muchas casos comparten tambièn el hardware de la entonces nueva serie American Vintage (Fullerton era), fueron tambièn increibles, al punto que, el mismo Dan Smith, entonces CEO de la Fender, fuè sorprendido de los productos que hacìa la nueva linea de producciòn (Fig.1).

Fig.1 - Paletta
Figura 1. Clavijera “logotipo Fender”

En el primer balance de los modelos de Squier JV se imprime el logotipo Fender en grande en la punta de la clavijera y se fija la calcomanìa (decal) Squier. Este detalle junto a la alta calidad de los instrumentos propuestos, generò algunos problemas al momento de exportar los mismos fuera del Japòn; ya que los compradores podrìan confundir facilmente los nuevos instrumentos Fender Japan con las “hermanas” estadounidenses. ( algunos comerciantes provaron buscar hacer dinero mediante el cobro de las primeras Japan, al precio de las USA, a los compradores incautos).

Asì fuè que se pensò a remediar el problema modificando las calcomanìas (decal) aplicadas en la clavijera de los modelos destinados al mercado exterior.

Los ejemplares destinados a la exportaciòn fueron por lo tanto identificados por un logotipo Squier màs grande y reconocible. (fig.2), Una fuente cubital (font cubital) como la que se encuentra presente en algunas “Smith era” y la escritura “By Fender” en pequeño casi a reinvindicar la paternidad de la forma e del proyecto.

Fig.2 - Paletta
Figura 2 – Clavijera “logotipo Squier”

La primera serie exaltava dos versiones del mismo modelo para Precision e Stratocaster, o sea ’57 (màstil de arce) y ’62 (mango de palo de rosa), mientras que para la Telecaster era inicialmente disponible soltanto el modelo ’52 ( en pràctica un “Blackguard” con ojos a foma de almendras).

Para el mercado sea interno que Inglese, eran disponibles tambièn custodias suaves que se acompañan, en tela y en piel, como “Moded” con logotipo Squier en el bolsito delantero. Cuando llegaron en Italia, envez, fueron comercializadas sin custodias. (muchas entonces encontraron refugio en las conocidas custodias Polverini “For Fender”, realizadas en Italia).

Fig.3 Catalogo dell'epoca
Figura 3. Catàlogo de la època

La venta en Europa comenzò esactamente despès de fuertes pedidos de los distribuidores europeos, ya que la empresa mixta fuè originalmente una producciòn no destinada a la exportaciòn. La Fender Japan, por otra parte todavìa hoy produce modelos destinados al mercado nacional.

El mercado Inglès fuè el primero en recibir un stock de Squier JV destinado a la venta, seguido poco despuès por otros mercados europeos.

Las primeras Squier JV llamadas “Export” conservan la misma calidad de la primera importaciòn (Import) con las medidas adecuadas, la correcta colocaciòn de los tornillos para ese periodo y colores realisticos. Solo en la segunda mitad del 1983 la producciòn comenzò a sufrir una percibida diminuciòn de la calidad. (maderas menos escogidas, la ceniza es cada vez màs rara, el nacimiento de series economicas con pick up “domestic” hechas en Japòn). Por ello se coje la decisiòn de cambiar el logotipo de la marca, haciendo màs visible Squier, visto que es la ùnica diferencia visible a distinguir la primera exportaciòn (export) del 1982 a las domesticas (Domestic) de ese periodo. ( fig.4)

 
 
 

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