Immaginando un trio – vol. 1” è un disco nato dall’immaginario artistico di Vincenzo Danise, che lo registra in pre-produzione da solo per poi proporlo ai musicisti che lo hanno inciso nella versione definitiva. E’ un disco che si ascolta volentieri: una scrittura non particolarmente tortuosa ma che propone suggestive e raffinate ambientazioni sonore in cui il pianoforte la fa da padrone senza cadere in un jazz “barocco”.
Il cd presenta sei brani originali intervallati da due classici napoletani arrangiati in chiave free jazz.
Packaging curato nei minimi dettagli, copertina “all b/n” per omaggiare le grandi passioni per pianoforte e matita, produzione targata Walex Tricot (che, insieme alla Radar Records, tiene la “Waltex Jazz Competition” di cui Danise ha vinto la seconda edizione). La prefazione, di tutto rispetto, è di Enrico Rava, seguita da Vincenzo De Gregorio: nessun risparmio su toni elogiativi dedicati al lavoro, all’artista ed ai musicisti.
Il primo brano – da cui prende nome il cd – ci conduce subito nell’ambientazione poetica che informa un po’ in tutta l’opera, intervallando temi sognanti a rapide scale jazz, “il sogno di un’armonia perfetta”, come scrive il compositore. In “Fuoco dal Mediterraneo” prende posto alla batteria Stefano Costanzo, con un’apertura trascinante e note incalzanti intrecciate in una sorta di tarantella jazz, con sonorità a metà tra Spagna e Napoli. Poi le note si fondono in accordi minori, il ritmo sfuma, un po’ di malinconia pervade il brano, ma è roba momentanea, un ardore soltanto sopito, come un fuoco dormiente pronto a rinvigorirsi al primo alito di vento.“Ares” è il dio greco della guerra, un dio del quale diffidare. Non diffidiamo affatto della terza traccia, invece, con le sue variazioni di una sequenza di accordi minori, a tratti minacciosi ed a tratti inquietanti, con un sofisticato intermezzo centrale ed un ritorno “in extremis” al tema principale, valorizzato dalla batteria di Stefano Costanzo che ne accresce la drammaticità. “Marte” è un brano interessante, di concezione eclettica, con cambi ritmici e armonici ricchi di suggestione, “una donna, un amore, le sue contraddizioni”. Il centro del cd è caratterizzato da due arrangiamenti di brani napoletani classici come “’A Vucchella” e “La rumba degli scugnizzi”, lenta la prima con una melodia che si intravede nel fraseggio morbido, ruvida la seconda con un sound più aggressivo e ritmato. “Santosa” è un brano di Costanzo (che continua a presidiare la batteria), eppure quasi non si avverte il cambio di mano rispetto al “concept danisiano” impresso nel resto dell’opera: un elaborato e delicato accompagnamento ritmico che segue i toni di una serenata elegante ed inquieta. “Good Bye” saluta malinconicamente l’ascoltatore, descrivendo “il racconto delle speranze e delle paure racchiuse in ogni distacco”, con qualche richiamo – soprattutto nella ritmica – al Pat Metheny di “The last train home” ed un finale trascinante dal sapore sudamericano.
Speriamo che sia un arrivederci al volume 2…
Vincenzo Danise che 2006 si afferma al Concorso Chicco Bettinardi, nuovi talenti del jazz italiano, nel quale, oltre ad aggiudicarsi il primo premio da parte della giuria, ha conquistato anche il premio del pubblico, dal 2007 suona con il sassofonista Marco Zurzolo con il quale gira il mondo esportando la tradizione napoletana in chiave jazzistica. Suona con Ares Tavolazzi storico bassista degli Area. Nel 2009 è vincitore della seconda edizione del Jazz Waltex Competition. Egea/Radar.
LA SCHEDA:
Immaginando un trio
Etichetta: Radar – Egea
1 Immaginando un Trio (V. Danise)
2 Fuoco dal Mediterraneo (V. Danise)
3 Ares (V. Danise)
4 Marte (V. Danise)
5 ‘ A Vucchella
6 La rumba degli scugnizzi
7 Santosa (S. Costanzo)
8 Good Bye (V. Danise)
Vincenzo Danise Piano
Ivo Parlati Batteria
Aldo Vigorito Basso e archi
Stefano Costanzo: Batteria track 2,3,7

