EbbaneSIS – due voci, una chitarra…

Fabio Pesce

Come tanti, sono stato incuriosito dalle performance disseminate in rete da questo inedito e stravagante duo. 26 aprile 2019, Teatro comunale di Caserta: ci sono andato, live!
Ma quanto potrà mai riempire una sala questo prodotto della rete?! Tutto esaurito!

Viviana Cangiano e Serena Pisa, in arte Ebbanesis, sono due talenti, poco da dire!
Tenere l’attenzione di un teatro strapieno per circa due ore con una chitarra, qualche canzonetta riarrangiata e pochi altri artifizi non è cosa facile.

La sorpresa è stata innanzitutto quella di trovarsi di fronte non al solito fenomeno del web ben confezionato ma a due attrici d’esperienza, prima che cantanti, uno spettacolo non improvvisato ma frutto di lavoro certosino.
E così, dopo un’apertura con un brano a cappella al buio, mi sono trovato davanti a un palco essenziale, con due artiste vestite di rosso acceso, sedute, una chitarra, due microfoni, un tavolino e una bottiglietta d’acqua. Viviana solare, Serena un po’ severa, uno schema artistico binario consolidato che funziona da sempre… ma poi comincia la magia!
L’intreccio delle due voci è sorprendente anche alle prese con brani all’apparenza banali.
Si passa dal blues, al pop, al neomelodico, al classico napoletano, a generi meno catalogabili con gran facilità, confondendo stili e tradizioni.
Con o senza chitarra, come due acrobate della voce, le vedi saltare nel vuoto, senza rete, affrontando complicate armonie.
Da musicista devo sottolineare che vedere Serena posare la chitarra e infilarsi, senza prendere una nota di riferimento, in un duetto a cappella perfetto, senza esitazioni – magari “a freddo”, subito dopo una battuta col pubblico – fa un certo effetto.

EbbaneSISViviana Cangiano e Serena Pisa – Pic. Astro Ricky

Anche i registri vocali utilizzati sono davvero tanti, un timbro quasi maschile in brani come “O’ zappatore” o “Bohemian Rhapsody“, voci credibili nel pop-napoletano-neomelodico, buone nei passaggi inglesi e persino in una dissacrante Ave Maria di Schubert.
Regina della serata è la lingua napoletana, adoperata ad arte per cantare qualsiasi cosa, con una flessibilità che sorprende.

EbbaneSIS live – Teatro Comunale di Caserta – (foto Matteo Pesce)

L’eclettica discendenza partenopea si avverte già dal nome del duo “Ebbane-sis” a metà tra l’antica parlesia della posteggia napoletana (“ebbane” significa soldi) e l’inglese SIS-ters.
Tre brani inediti, in napoletano ovviamente, il resto non è definibile inedito solo perché ha un autore di riferimento ma, se avete ascoltato qualcosa, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a tutt’altra cosa.

Insomma musica, teatro, posteggia e sceneggiata napoletana diventano un unico originalissimo genere che confluisce in uno spettacolo leggero, autoironico, piacevole, dissacrante, non banale e che lascia qualche riflessione – lasciatemela fare – su quanto poco basti a volte, strumentalmente parlando, per creare così tanto!

Brave! (L’ho già detto?!)

Serenvivity – CD

Buona musica a tutti!

Fabio Pesce

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