“…Antonio De Innocentis è sotto tutti gli aspetti un artista eccezionale, uno che deve essere incluso nella più alta schiera dei chitarristi di oggi…”
John Duarte, 1999
- Lorenzo Sorbo: Da anni studi ed esegui l’opera di John W. Duarte che hai conosciuto personalmente. Potresti tracciare un profilo dell’artista e del rapporto umano che hai instaurato con lui negli anni?
Antonio De Innocentis: Premetto che fin dai primi passi nello studio della chitarra classica ho conosciuto il nome di John Duarte. Sia per la celeberrima “English Suite” – pezzo dedicato a Segovia e conosciuto in tutto il mondo, sicuramente la composizione più popolare di Duarte – che per le nore di copertina dei dischi di Segovia. Per me ed altri colleghi del tempo era un nome leggendario, quasi mitologico. Non avevo neanche idea delle sue fattezze fisiche, ma ne riconoscevo l’assoluta importanza sulla scena chitarristica mondiale.

Il destino ha voluto che conoscessi il Maestro nel Luglio del 1997 grazie ad un mio carissimo amico Inglese, Chris Dell. In quel periodo Chris era segretario di una importante società musicale, The Old Malthouse Music Society in Sawbridgeworth dove io, l’anno precedente avevo tenuto il mio concerto di debutto Britannico con l’esecuzione integrale dei “24 Capricci” (…e sette bis!).
Per il programma dell’anno successivo avevo programmato anche un’opera di John Duarte ma ero indeciso tra la celeberrima “English Suite” – pezzo dedicato a Segovia e conosciuto in tutto il mondo, sicuramente la composizione più popolare di Duarte – e “Fantasia and Fugue on Torre Bermeja”, anch’essa composta per Segovia ma mai eseguita dal grande chitarrista. Alla fine mi decisi per il pezzo meno conosciuto e questa fu la mia fortuna! Infatti questo portò il Maestro a decidere di venire al mio concerto. Jack (come si faceva chiamare dai suoi amici) mi confessò in seguito che se avessi optato per la “English Suite” non sarebbe venuto. Invece era molto curioso di conoscere quel “pazzo” (testuale!) che suonava un pezzo che lui personalmente non aveva più ascoltato da almeno trent’anni.
Comunque, il concerto andò benissimo, nonostante la grande eccitazione e alcuni giorni dopo Jack mi invitò addirittura a casa sua, insieme al caro Chris Dell. La mia amicizia personale con Jack, nonostante non sia stata di lunga data (purtroppo egli è scomparso nel Dicembre del 2004), è stata comunque molto intensa, contando numerosi episodi ed eventi che personalmente annovero tra i più importanti della mia carriera professionale.

Brevemente, ricorderò la mia partecipazione (su invito personale di Dorothy, la moglie di Jack) al concerto dei suoi 80 anni svoltosi presso l’Ambasciata Venezuelana a Londra il 7 Ottobre 1999. Nell’occasione suonai, su sua precisa richiesta, “Preludio, Canto e Toccata op. 38” (vedi relativo video su YouTube – link?).
Nel 2000 ha composto per me dedicandomeli i “Twelve Studies op. 140”, che eseguii in prima assoluta al Festival Internazionale di Oatridge (Scozia) nel 2001, in sua presenza. In seguito, ho anche registrato l’opera in prima mondiale sul mio disco “Premiere!” (Fiammant Records, 2004).
Nel 2002 abbiamo ricevuto da Jack un regalo estremamente gradito, in quanto venne addirittura in visita a casa nostra, a Caserta, restando con noi per una settimana.
- Com’è nata l’idea di questo disco ?
Antonio De Innocentis: Negli anni successivi alla scomparsa di Jack, si è sviluppata una forte amicizia tra Chris Duarte e me, anche grazie agli inviti che mi ha fatto in occasione di alcuni importanti eventi celebrativi organizzati per suo padre. Tra l’altro, anche Chris è stato in visita a casa nostra!
Comunque nel 2020 Chris mi parlò di questo suo importante progetto di creare una collana discografica per la prestigiosa etichetta Olandese Brilliant Classics dedicata alle opere di suo padre. Il primo volume avrebbe contenuto una serie di opere solistiche che furono affidate al valente Nicola Montella ed io fui ingaggiato per eseguire in duo con Nicola quattro opere (due in prima registrazione mondiale) per duo di chitarre. Così nacque il Belfort Guitar Duo! Registrammo i pezzi nel 2021 e il disco uscì nel 2022.
Appena registrato questo primo volume, Chris mi mise al corrente della sua intenzione di produrre il secondo volume della collana, che avrebbe contenuto il Concerto per chitarra e orchestra (che fu poi affidato a me), il concerto per due chitarre e orchestra (eseguito sempre in duo con Nicola), due canzoni tradizionali, una Irlandese e l’altra Scozzese, sempre per chitarra e orchestra (rispettivamente eseguite da Nicola e da me) sotto la sapiente direzione orchestrale del M° Gian Luigi Zampieri. Infine, l’ulteriore opera da registrare sarebbe stato un quartetto per chitarra e trio d’archi, che Chris ancora affidò a me.

- Chris Duarte ha raccolto l’eredità artistica del padre curandone la pubblicazione delle opere. Qual è stato il suo contributo per la diffusione e conoscenza di Duarte, anche riguardo a questo ultimo disco?
Antonio De Innocentis: Chris sta dedicando tutto se stesso, coadiuvato anche da sua moglie Anne, alla pubblicazione delle opere del padre, sia in partitura che nelle registrazioni discografiche. Egli conosce una grandissima quantità di celebri chitarristi che erano amici di suo padre e che erano in costante contatto con lui. Ha riscoperto autografi di opere di cui non si conosceva l’esistenza e sta anche riordinando un prezioso patrimonio epistolare in cui si citano personaggi ed eventi storici del mondo della chitarra. Tra l’altro, una cosa incredibile e molto lusinghiera è che Chris ha ritrovato una lettera del grande Julian Bream a Jack Duarte in cui fa riferimento al concerto per l’80° compleanno del compositore tenutosi a Londra il 7 Ottobre 1999. Ebbene, in questa lettera Bream, parlando del successo di questo concerto che vide la partecipazione di una quindicina di musicisti internazionali – anch’io tra di essi! – ad un certo punto dice: “… ho pensato anche che il chitarrista napoletano abbia dato una fantastica interpretazione dei tuoi pezzi…”. Davvero un grande regalo dalla vita!
- Duarte utilizza spesso un linguaggio musicale tonale, arricchito da elementi della tradizione popolare e anche romantica. Dal punto di vista chitarristico come ti sei preparato?
Antonio De Innocentis: Sì, in effetti le composizioni del Maestro abbondano di elaborazioni di folk songs e di riferimenti a brani tratti dal repertorio del passato. Ma abbiamo anche linguaggi molto originali, come ad esempio nel “Preludio, Canto e Toccata op. 38”, dove addirittura ci sono elementi derivati dalla musica tradizionale Indiana. Il tutto sempre con una sapiente e totale conoscenza delle possibilità espressive e tecniche dello strumento.
- Puoi raccontarci come si sono svolte le sessioni di registrazione e com’è stato lavorare a Londra con l’orchestra e il quartetto ?
Antonio De Innocentis: Il disco contiene due concerti per chitarra e orchestra: quello per chitarra sola e l’altro per due chitarre. Inoltre c’è il quartetto per chitarra e trio d’archi e infine due canzoni – una Scozzese e l’altra Irlandese – per chitarra e orchestra. Il 2 Agosto 2022 dalla mattina e per tutto il giorno abbiamo registrato le quattro opere con l’orchestra. In pratica, sono arrivato lì e, senza neanche riscaldarmi, dopo l’accordatura abbiamo cominciato a registrare il Concerto per due chitarre, insieme a Nicola Montella e sotto la guida del Maestro Gian Luigi Zampieri. Successivamente, il 4 Agosto abbiamo registrato il quartetto. Tre settimane prima di questo importante evento avevo cominciato la chemioterapia per curare il linfoma che mi ha colpito. Infatti, nelle foto si vede che non ho quasi più né barba né capelli. Tra l’altro, non stavo bene, a causa di una serie di dolori (ed altro)che mi hanno afflitto per tutta la settimana passata a Londra. La ciliegina sulla torta è stata che il giorno in cui dovevo rientrare in Italia ho avuto una emorragia e i miei amici hanno dovuto portarmi d’urgenza al pronto soccorso… Nonostante tutti questi “contorni”, è stata una delle settimane più importanti in assoluto della mia vita e della mia carriera chitarristica e me ne resterà sempre un ricordo indelebile!

7. Cosa pensi della scena concertistica attuale riguardo alla chitarra classica? C’è qualche nuovo chitarrista che apprezzi particolarmente?
Antonio De Innocentis: Nel corso della mia esistenza e della mia quasi cinquantennale carriera, ho visto l’ambiente chitarristico internazionale svilupparsi e arricchirsi enormemente. Anche le manifestazioni chitarristiche ed i festivals in cui la chitarra è sempre presente sono numerosissimi. Senza contare poi la presenza di tantissimi giovani virtuosi dello strumento. Citare tutti i chitarristi delle ultime generazioni che apprezzo e stimo sarebbe difficile e troppo lungo… Ho avuto la fortuna e il piacere di ascoltare dal vivo alcuni tra essi come, ad esempio l’Ucraino Marko Topchii, il Francese Jérémy Jouve e il nostro connazionale Andrea de Vitis. Ma non possiamo dimenticare Ana Vidovic, Irina Kulikova, Aniello Desiderio, Jorge Caballero, Nicola Montella, e tantissimi altri!
8. Progetti futuri?
Antonio De Innocentis: Lo scorso Luglio ho firmato un nuovo contratto (il terzo) con la Brilliant Classics per la realizzazione di un CD dedicato a trascrizioni di opere di clavicembalisti Italiani del ‘700. Proprio in questi giorni sto terminando la parte trascrittiva per poi cominciare lo studio vero e proprio dei brani. Gli autori vanno da Frescobaldi, Zipoli, Benedetto Marcello, Domenico Scarlatti, Cimarosa e Paradisi. Sono fiducioso di poter registrare il CD entro il 2024 per poi attenderne l’uscita durante il 2025.
Curriculum del M° Antonio De Innocentis: nato nel 1961, si è diplomato ‘Summa cum Laude’ al Conservatorio “Cimarosa” di Avellino. In seguito, ha studiato presso il Conservatorio di Vienna e il Mozarteum di Salisburgo.
Nel 1981 ha vinto il 1° premio al Concorso Nazionale di Pesaro e al IV Festival Internazionale di Bardolino. Nel 1984 ha vinto il 1° premio al 4° Concorso Nazionale “P: Taraffo” di Genova.
Dal suo esordio (1980), la sua attività concertistica lo ha portato a suonare in tutta Europa e negli USA. È stato il primo chitarrista al mondo ad aver eseguito l’integrale dei “24 Capricci” di N. Paganini in un unico concerto (Avellino, 1992).
È inoltre dedicatario e primo interprete di numerose opere a lui dedicate da compositori Europei, Nordamericani e Sudamericani, tra cui il grande compositore Inglese John W. Duarte, Marisa Aiossa, Luigi Arbolino, Jonatas Batista Neto, John Bent, Pasquale Bifulco, Valentina Casesa, Ursula Ditchburn, Larry Cooperman, John Oster, Marcello Parisi, Neil Smith, Giuseppe Torrisi e Giovanni Zaccari.
Ha registrato sette CDs per la Fiammant Records: “Guitar Recital” (1997), “Premiere!” (2004), “Live at Kellie Castle” (2004), “Return to Glenmore” (2005), “24 Capricci” (2010), “Vive la France!” in duo con il M° G: Zaccari (2011), “Dialogues” (2013). Quest’ultimo CD contiene anche una sua opera originale, “Suite per Giuseppina”, composta nel 2009 per un lavoro teatrale. Nel 2014 il suo disco dei “24 Capricci” di Paganini è stato ripubblicato dall’etichetta dotGuitar in formato digitale sulle maggiori piattaforme mondiali, come Amazon, iTunes, ecc.
Ha inoltre registrato due CDs per la prestigiosa etichetta Olandese Brilliant Classics.
Nel 2022 è uscito il primo volume della collana discografica dedicata a John W. Duarte, realizzato insieme al M° Nicola Montella (Belfort Guitar Duo).
Nel 2023 è uscito il secondo volume della collana Duarte, con le prime registrazioni assolute dei concerti per chitarra e orchestra del Maestro, più altre opere, con la direzione del M° Gian Luigi Zampieri.

Antonio ha suonato per numerosi e prestigiosi enti musicali e culturali. Tra questi: il Festival della Guitar Foundation of America (GFA) in California (USA, 2001), l’International Guitar Festival of Great Britain a Liverpool, il Festival Chitarristico Internazionale di Gliwice (Polonia, 2007 e 2015), il Bergen Gitarekspressen Festival (Norvegia, 2007), la Fundación Juan March a Madrid (Spagna, 1991, 1993, 1995), il Festival Chitarristico Internazionale Niccolò Paganini a Parma, (Italy, 2018), il Festival Chitarristico ExCorde a Molina de Aragon (Spagna, 2019 e 2021), l’Arizona State University a Tempe (Arizona, U.S.A., 2002), la University of Missouri a Kansas City (Missouri, U.S.A., 2003), l’Edinburgh Fringe Festival (Scozia, 2005), l’Oatridge International Guitar Festival (Scozia, 2001), l’Arcady Silver Anniversary Summer Music Festival (Maine, U.S.A., 2005) e molti altri ancora.
Nell’Ottobre 1999 ha suonato (unico Italiano) al concerto per l’80° compleanno di John Duarte a Londra.
Nel Giugno 2009 è stato invitato dal figlio del compositore, Chris Duarte, per celebrare il 90° anniversario della nascita del Maestro con un concerto per chitarra e orchestra. In programma, “A Tudor Fancy” di Duarte e “Fantasia para un Gentilhombre” di Rodrigo.
Nell’Ottobre 2019 ha preso parte al concerto per il Centenario della nascita di John Duarte, insieme a sua figlia Fiammetta (cantante), al Kings Place a Londra.
Sue interpretazioni sono state trasmesse da varie emittenti televisive e radiofoniche internazionali, tra cui RTVE España, Radio Vaticana, Valley Public Radio (Fresno, CA, USA), Iowa University Public Radio (Iowa City, Maine USA), Del Mar TV (California, USA).
Antonio suona chitarre appositamente costruite per lui da Enrico Piretti (1981, 1984), Thomas Humphrey (1989), Roberto Sansone (2008) e Leonardo De Gregorio (2022).